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In questo brano Pier Giorgio, ci parla di poche righe del I° canto del Purgatorio, quando Virgilio e Dante si trovano davanti a Catone, e Virgilio pronuncia la famosa frase “libertà va cercando”. Da queste parole Pier Giorgio ci fa presente che, quando abbiamo chiaro che quello che stiamo cercando, è la Libertà, ciò che prima ci bloccava si sblocca. Tutti i grandi maestri ci hanno invitato a sperimentarlo personalmente, e raggiungere così la libertà da ogni credo e credenza. Libertà andiamo cercando da che cosa? Da tutti i credo, idee, interpretazioni. Il vero maestro è colui che ci aiuta a liberarci dalle nostre credenze ed illusioni, che non permettono l’esperienza diretta della vera Pace
Commentando un passaggio del bellissimo libro “Il Leone Rosso”, nel quale si parla del protagonista che prova del disagio nell’indossare degli abiti altrui, Pier Giorgio ci porta ad illuminare un meccanismo che potremmo sperimentare quando arrivano i primi click interiori, le prime intuizioni, alternati a momenti in cui proviamo di nuovo gelosia, invidia, ecc. Pier Giorgio ci porta inoltre a chiederci se questa dinamica altalenante, che potremmo intendere come frutto di un nostro errore, una nostra mancanza, o un non essere degni, non sia in realtà un passaggio necessario nel risveglio dall’illusione di essere una persona.
In questo brano, estratto da una recente lettura del libro "Il Leone Rosso", Pier Giorgio offre una preziosissima riflessione sullo sfruttamento, su come questo caratterizzi la nostra vita, se vissuta sotto il dominio dell’ego e inconsapevolmente. Lo sfruttamento sulla Terra si manifesta in vari modi: sfruttamento e inquinamento dell’ambiente, lo sfruttamento degli animali, lo sfruttamento reciproco tra gli esseri umani. Eppure proprio l’essere umano, ha il compito di diventare consapevole, per realizzare che la sua presenza non è una calamità per questo pianeta, ma una benedizione, perché tra le varie creature l’uomo, è l’unico essere che ha la possibilità di manifestare ed emanare Consapevolezza.
In questo brano tratto da una diretta di qualche tempo fa, in era Covid, ma che si adatta benissimo ai giorni che stiamo vivendo, Pier Giorgio ci parla della vera Pace che non possiamo darci da soli. Riportandoci all'immagine bellissima di Gesù che dorme nella barca durante la tempesta, e della finestra che lascia passare la luce pur non essendo il sole, ci indica come la vera Pace non è cercare una rassicurazione, ma iniziare ad intuire che non siamo persone.
Pier Giorgio in questo podcast attraverso la lettura del libro "Il Leone Rosso" ci fa intuire come per un iniziato lo sforzo può essere la chiave per liberarlo dallo sforzo stesso, e come la paura sia una zavorra essenziale all'inizio del percorso di autoconoscenza, poiché liberarsene prima del tempo può far più male che bene. Così è per le passioni, che possono accenderci, quando si ha la maturità interiore per viverle con saggezza, o bruciarci quando si è immaturi e schiavi di esse stesse.
Pier Giorgio, in questo podcast tratto dalla diretta di pasquetta, commenta un passo del libro “Un corso in miracoli”, nel quale, attraverso la metafora del quadro e della cornice, ci viene offerta una profonda riflessione, che può aiutarci a vedere quanto la mancanza d’Amore possa focalizzarci sulla “cornice”, cioè nel perdersi in una relazione che ci tiene nell’ego, o concentrarsi sulla sola crescita personale, facendoci perdere di vista il quadro, ossia il dono, l’Essenza della Vita. Se non ci fermiamo alla sola comprensione concettuale, questa riflessione potrebbe essere portatrice di importanti “click interiori”.
Pier Giorgio in un recente incontro a Sassari presso la Scuola di meditazione del caro amico Lama Luigi, durante il quale si stava commentando un brano del bel libro “Il fuoco della libertà” di Papaji, ne ha spiegato un passaggio che propone la differenza che c’è tra “voler gioire delle cose, e gioire delle cose”, facendo osservare come siamo stati educati a dare priorità nella nostra vita alla sicurezza, che è intesa soprattutto come sicurezza economica. Questo condizionamento diffuso e potente, molto spesso non visto, dà una direzione alla nostra vita, e così ci troviamo a dedicare ad esso la maggior parte della nostra energia. Non c’è niente di male nel dedicarsi al lavoro, alla famiglia, alla casa, ecc., la differenza sta nella consapevolezza, che fa sì che anche questi interessi citati, siano espressioni della nostra unicità e creatività, e non un uniformarsi inconsapevole ad un condizionamento non visto.
In questo brano, sempre tratto da un incontro a Sassari, Pier Giorgio ci offre l’immagine del bocciolo e della rosa, che è il simbolo dei Rosacroce, e ci parla della parabola evangelica dei lavoratori della vigna. Con queste immagini ci fa notare come a differenza del fiore, che spontaneamente si apre e si offre, perché segue la propria natura, noi viviamo gran parte o tutta una vita da “boccioli”, perché concentrati sulla realizzazione personale, ostacolando l’offerta dei nostri talenti. Ma soprattutto ci dimentichiamo spesso, che lo scopo dell’esistenza, come un fiore silenziosamente ci ricorda, è per ciascuno di noi il dono della propria unicità.
In questo brano, estratto da un incontro a Sassari, Pier Giorgio ci porta ad osservare come il ciclo vitale di un fiore, con le sue fasi che vanno dal bocciolo alla fioritura, all’emanazione del suo profumo e all’offerta della sua bellezza, rappresenti un profondo simbolo (e un’indicazione pratica per ciascuno di noi) della fioritura interiore alla quale ogni creatura è chiamata; fioritura che non è un dono per sé stessi, ma da offrire agli altri.
In questo brano, estratto dal video girato durante la Festa della MPA, Pier Giorgio ci indica come la meditazione all'inizio può essere praticata per calmare la mente, ma ad un certo punto grazie ad essa, possiamo distaccarci dai nostri stessi pensieri, e scoprire il nostro vero Essere. In questo distacco vi è il silenzio profondo e la pace di Dio.
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