T.O.P. - talk di origine protetta

T.O.P. - talk di origine protetta

By Nicola BustreoComedyBusinessArts
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T.O.P. - talk di origine protetta episodes

  • SARA VENTURA
    SARA VENTURA

    Sara Ventura è una ex tennista professionista con all’attivo 15 titoli italiani in carriera. Il suo miglior posizionamento è stato 250 WTA nella classifica internazionale e 2.1 nella classifica italiana.Oggi è direttore tecnico della palestra che porta il suo nome: uno spazio esclusivo che ospita tra l’altro mostre d’arte, eventi e shooting pubblicitari.Si distingue nel panorama sportivo italiano e internazionale per personalizzazione e cura del dettaglio.Ed è proprio la valorizzazione dell’unicità e il rifiuto di uno standard omologante che l’hanno portata a creare dei programmi allenanti cuciti su misura sia per la persona singola che per Classi di allenamento a numero chiuso. La cura del movimento tecnico e l’attenzione alla modalità comunicativa sono le basi del lavoro di Sara Ventura.Il suo primo libro, “ A Testa Alta” (ed. De Agostini, 2021) è un racconto emozionante e motivazionale, con uno sguardo personale sui temi di diversity e empowerment femminile.
    Ho iniziato a giocare a tennis a 5 anni e la mia carriera internazionale è terminata a 28. Il tennis è stato la mia vita, ho amato e odiato questo sport che tanto mi ha fatto soffrire e tanto mi ha insegnato.La differenza tra un grande campione e un buon giocatore non è vincere o perdere, ma la capacità di rielaborare i fallimenti.In una recente intervista Djokovic dice: “Tutti i giocatori hanno paura e capita che siano invasi di emozioni negative, ma la differenza tra un campione e un buon giocatore, è il tempo che si rimane dentro queste emozioni. Io mi concedo un attimo e poi resetto la mente e ricomincio a giocare dando il meglio di me.”Penso che questo sia un grande insegnamento di vita. Il segreto non è essere sempre positivi, non permettersi di cadere, ma sapere che questo fa parte del processo di miglioramento e rialzarsi.
    30 min
  • PAM-NUAGE
    GAIA GIULIA aka PAM-NUAGE

    Gaia Anna è un'illustratrice che ha avviato il progetto "Pam Nuage" nel 2020. Le sue illustrazioni, caratterizzate da toni rosa e donne in intimo, rappresentano un viaggio personale di esplorazione artistica e autenticità, affrontando temi come l'emancipazione, il body positive e l'empowerment femminile. 
    Nel 2024, ha ampliato la sua offerta con nuovi prodotti di merchandising, tra cui portachiavi, taccuini personalizzati e adesivi. Inoltre, realizza ritratti su commissione, caratterizzati dalla scelta intenzionale di non rappresentare gli occhi dei soggetti, per preservare la privacy delle emozioni.Benvenuti nel mondo di Pam Nuage."
    33 min
  • CHARLIE MOON
    CHARLIE MOON

    (he/she/they) è regista e content creator dal 2014. Attraverso i social media, condivide il proprio percorso di scoperta di sé, raccontando la sua vita di persona non binaria. Nel 2019, Sonzogno ha pubblicato il primo romanzo di Charlie, intitolato Dicono di noi, che esplora tematiche legate al genere e all’identità. Nello stesso anno, Charlie ha diretto e pubblicato l’omonimo cortometraggio, che ha ottenuto un grande successo su YouTube e ha riscosso l’entusiasmo dei suoi numerosi follower.
    34 min
  • GIULIA SARA MIORI
    GIULIA SARA MIORI

    Giulia Sara Miori è nata in Sicilia, ma ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Trento. Nel 2001 si è trasferita a Milano, dove ha completato gli studi letterari. Al momento vive e lavora tra Utrecht e Milano. Ha esordito nel 2021 con la raccolta new weird Neroconfetto (Racconti edizioni), e nel 2024 ha pubblicato il romanzo La ragazza unicorno (Marsilio).
    33 min
  • FATIMA SARNICOLA
    FATIMA SARNICOLA

    Mi chiamo Fatima Sarnicola, sono nata il primo novembre del 1998 a Kursenai in Lituania. La mia vita è
    iniziata con la sola presenza della mia madre biologica con cui ho vissuto fino all’età dei due anni. Il
    mio papà biologico non l’ho mai conosciuto. Vivevamo in una casa malandata. Era piccola, fredda e
    non idonea per crescere dei figli. La mia mamma biologica aveva dato alla luce altri fratelli e sorelle,
    successivamente dati in stato di abbandono e alcuni adottati. Purtroppo, non aveva le risorse per
    poterci crescere. Si dava spesso alla prostituzione per guadagnare qualche soldo e mantenersi. All’età
    dei due anni però fui notata dalla vicina di casa, con lei che segnalò il mio stato. Spesso rimanevo sola
    a casa, e a darmi da mangiare e coccole era la stessa vicina. Da lì la mia vita cambia. Vengo data
    ufficialmente in stato di abbandono e portata in un brefotrofio, ovvero orfanotrofio per bambini
    neonati fino all’età dei 4-5 anni. Successivamente vengo spostata in un orfanotrofio, struttura più
    grande che accoglieva bambini dai 5 anni fino ai 17. Il mio era abbastanza ampio e fui messa in
    camera con ragazze di 13 fino ai 17 anni. Eravamo in 4. La situazione è stata da subito difficile poiché
    dovevo in qualche modo difendermi e integrarmi in un contesto difficile. Non stando con le mie
    coetanee, ho dovuto cercare il modo per farmi volere bene ma non ci sono mai riuscita. Sono stata
    vittima di bullismo da subito fino alla mia adozione ufficiale nel novembre 2006 da una famiglia
    italiana di origine agropolese. Le tutrici erano altrettanto poco affettuose. Spesso mi picchiavano con
    un bastone di legno sulla schiena e mani, mi isolavano dagli altri bambini, mi davano dei tranquillanti,
    ma non solo a me, anche ad altri bambini per farci dormire. Non ho ricordi del gioco, ma piuttosto di
    momenti difficili e di speranza. Passavo le mie giornate ad osservare fuori dalla finestra e a guardare
    come gli altri bambini più piccoli venivano adottati mentre io no. Venivo descritta dalla direttrice come
    una bambina con complicazioni. In realtà desideravo solo ricevere affetto e un posto da chiamare
    casa. Spesso scappavo dall’orfanotrofio, andavo a scuola con altri bambini attraversando un bosco
    all’alba, amavo l’atletica, la musica e i colori. Mi piaceva colorare, ballare e correre. Avevo inoltre la
    possibilità di uscire dall’orfanotrofio. La mia mamma biologica aveva una sorella che aveva adottato
    una mia sorellastra più grande, e spesso mi veniva a prendere. Passavo qualche settimana con loro,
    esplorando la natura, pattinando sul ghiaccio in inverno, giocando con altri bambini di Skaciai, una
    piccola provincia di Kursenai. La casa distava poco dall’orfanotrofio. Una volta facemmo anche una
    gita per andare a Palanga, li aiutavo nei campi a raccogliere il raccolto, a mungere le mucche, e a
    portare i barili di latte a piedi. Provavo una gioia infinita nell’addormentarmi sul fienile che stava nel
    garage, molte volte ci dormivo anche di notte. Amavo e amo tutt’ora gli animali. I miei parenti avevano
    le galline, gattini e cagnolini. Purtroppo, l’atmosfera felice si interruppe con una violenza fisica all’età
    dei 5 anni. La mia sorellastra, a insaputa degli zii, mi fece entrare in una stanza con più di una
    presenza maschile. Sfortunatamente la mia mente ricorda questo atto. Dopo questo evento, evitavo di
    ritornare presso la loro casa e l’orfanotrofio lo vedevo come una protezione da loro. Dopo un paio di
    anni venni a sapere che avevo una sorellina biologica che era nata da poco, andai addirittura
    nell’ospedale per incontrarla ed era piccolissima. Ricordo i suoi occhioni azzurri. Desiderai di crescere
    con lei e il destino dopo due anni dal nostro primo incontro ci ha unite con l’adozione. Siamo state
    adottate insieme nel 2006 da una famiglia italiana. Lei si trovava a Siauliai, a 30 minuti da me. Era in un
    brefotrofio e aveva 2 anni mentre io 8 nel momento dell’adozione. La mia vita e quella di mia sorella
    cambiarono subito. Dopo aver trascorso i due mesi di prova con la nuova famiglia, i giudici
    consentirono l’adozione e partimmo per l’Italia. Ammetto che non mi hanno mai fatta sentire come
    una figlia adottiva, è come se fossi nata dalla loro pancia nel momento dell’adozione. Anche il nuovo
    nome, Fatima, non mi ha spaventata. L’ho amato da subito. Prima mi chiamavo Milyvde mentre mia
    sorella Meile, che in lituano significa amore. Le difficoltà riscontrate nella post adozione sono state
    legate alla scuola, dove sono stata bullizzata dagli altri bambini perché ero bionda, mi chiamavano
    testa bianca, e cercavano di capire chi ero, ma io mi limitavo a rispondere che ero bionda perché lo
    era stato papà da piccolo. Non volevo parlare della mia storia. Questa situazione durò fino alla
    maturità, più volte sono stata etichettata come l’adottata, una figlia falsa, con genitori falsi. La mia
    storia di adozione girò tra le classi negli anni e trovare qualcuno sincero ed empatico, era quasi
    impossibile. A scuola gli insegnanti non mi proteggevano, anzi una volta mi fecero leggere il libro di
    Oliver Twist solo perché parlava di abbandono e io potevo capirlo. Mi sono sentita al centro
    dell’attenzione e quindi a proteggere la mia storia, il mio passato. Una volta diplomata, ho scelto di
    studiare scienze biologiche e ora ho quasi terminato questo percorso. Sono stata anche collaboratrice
    scientifica in un progetto oncologico di cui vado molto fiera. Lo studio mi ha dato tanta autostima in
    me e questo mi ha portato ad essere forte ulteriormente. Grazie, inoltre, al lavoro grandioso dei miei
    genitori, sono riuscita a superare i miei numerosi traumi e ad essere felice. Così, nell’anno 2021, ho
    iniziato su TikTok a raccontare la mia storia, ma più volte ho interrotto per via delle critiche pesanti. Ho
    ripreso seriamente nel 2022 inizio 2023, e da lì è cambiato tutto. Grazie ai social ho conosciuto altri
    ragazzi adottati e ho creato un gruppo Telegram per unirci. Attualmente siamo in 140 ragazzi e
    raccontiamo il nostro passato, ci diamo supporto e parliamo della nostra vita quotidiana tutti i giorni.
    Ascoltando le loro storie, leggendo i commenti delle persone sotto i miei video, avevo capito che
    dovevo fare di più affinché nessun ragazzo si sentisse escluso, sbagliato, diverso perché adottato.
    Così nell’aprile 2023 creai il mio primo podcast, ovvero storie di adozioni, il primo podcast italiano a
    narrare storie vere di adozioni nazionali ed internazionali. Le domande diventavano sempre più grandi
    delle persone così decisi di creare un qualcosa di pioneristico in Italia. La mia missione è
    sensibilizzare, educare e fare cultura dell’adozione, non solo per raccontare le sfide dei ragazzi
    adottati ma anche dei genitori adottivi. Così nasce Adoptlife.info, ovvero il primo giornale italiano
    sull’adozione. Nell’estate 2023, in tre mesi ho creato grazie a degli annunci sui miei social un team di
    professionisti nel campo dell’adozione e nell’ottobre 2023 il progetto è ufficialmente partito.
    Insegnando l’adozione, l’affido, diamo notizie nazionali ed internazionali sull’adozione e affido,
    affrontiamo l’adozione in vari campi: psicologico, legale, mondo dello spettacolo, storie. Diamo
    consulenze alle coppie che desiderano conoscere il percorso iter dell’adozione e siamo un punto di
    riferimento per molte famiglie adottive. Insegniamo loro ogni giorno, senza pause, come creare un
    legame tra genitore e figlio. Mensilmente rilasciamo anche una nostra rivista che esce ogni 22 del
    mese, un lavoro che portiamo avanti. Io non sono solo la fondatrice ma anche la CEO del giornale. Il
    desiderio è quello di combattere anche i pregiudizi che ci sono riguardo l’adozione e l’affido ma anche
    educare i più piccoli al rispetto dei ragazzi adottati. In futuro sono sicura che creerò altri progetti nel
    campo dell’adozione e nella ricerca. Desidero aiutare i bambini e vedere felici le famiglie. Da qualche
    mese, ho creato un gruppo telegram per genitori adottivi unendo più di 60 anime che hanno adottato
    ed altre in attesa dell’idoneità.
    1 hr 4 min
  • MARCO ZANTA
    MARCO ZANTA

    Was born in Treviso on 1st September 1962 and started his career in photography in the 1980s working with the critics Paolo Costantini and Italo Zannier. Zanta’s research concentrates on how to represent urban spaces, and focuses attention on architecture and industrial spaces. He has always taught as well as exhibited, and has collaborated with a number of universities. Between 2006-2011 he was a lecturer in Photography at IUAV University in Venice, teaching on the claVES course in the Faculty of Visual  Arts and on the claDIS course in the Faculty of Art and Design. He has also worked with a number of architecture firms, contributing various monographs for firms such as John Pawson Studio, Afra and Tobia Scarpa, Alberto Campo Baeza, MZC+, Sybarite, Boris Podrecca, Tadao Ando, Studiomas, Modus Architects. Zanta’s research has also led to a number of publications on the History of Photography and the History of Architecture. In addition, he has published a range of monographs including Red Noise/Rumore Rosso (Charta, 2000), UrbanEurope (Contrasto, 2008) and It’s all one song (Hartmann Books, 2022).  Marco’s images are on show in a number of galleries and international art institutes including La Maison Européenne de la Photographie in Paris, the Museum of Contemporary Art in Shanghai, the Fondazione Forma in Milan, the Canadian Center for Architecture (CCA) in Montreal, l’Espace Contretype in Bruxelles, MAST in Bologna, the Triennale in Milan, and La Maison de l’Architecture in Marseille. He has also exhibited at the Biennale in Venice on a number of occasions. Marco Zanta was further awarded the Mosaique Prize by the Centre national de l’audiovisuel (CNA) in Luxembourg. His works also feature in prestigious private and public collections including the Collezione Unicredit in Milan, the CCA in Montreal, the Fondazione Forma in Milan, the Musée de la Photographie in Charleroi, the MAXXI Architettura in Rome and the Fondo Fotografia Europea in Reggio Emilia.
    43 min
  • CHIARA MAZZOCCHI
    CHIARA MAZZOCCHI

    Artista poliedrica specializzata e certificata in tecnica fotografica (analogica e digitale), regia, video e psicologia della visione. Art performer, formatrice e ricercatrice indipendente in terapie olistiche e tecniche energetiche volte al risveglio della coscienza, al riconoscimento dell’energia cosmica e delle sue frequenze per la canalizzazione del sentimento della natura e dello stato di presenza. Fondatrice del metodo energetico-iniziatico Pranofotografia® per il potenziamento personale e l’autocura. Ciò che da sempre ispira, supporta e sostiene la ricerca artistico-energetica di Chiara Mazzocchi sono l’attivazione in stato di veglia dell’onda cerebrale Theta per lavorare e intervenire nel subconscio riconoscendolo e riprogrammandolo, la percezione del vivente sia esso visibile o invisibile, lo stato di presenza, la differenza tra corpo vissuto e corpo rappresentato e il concetto spaziale concepito come vuoto-silenzio (concetti che Chiara Mazzocchi indaga con la fotocamera), per entrare in relazione con le energie invisibili e con il ricordo di sè. La trasformazione e direzione dell’energia, la consapevolezza del percepito animato e inanimato, la gestione del subconscio al fine di governare i pensieri, le emozioni e i programmi autosabotanti, sono i desideri per una nuova umanità che da sempre sia con l’arte che con la capacità di interagire con le energie, spingono Chiara alla divulgazione, alla guida e alla sensibilizzazione per l’auto-cura, la stimolazione e l’esplorazione verso le frequenze vibratorie della fonte-forza creatrice, per la liberazione del proprio talento, ingegno, intuizione, illuminazione e creazione al servizio dell’umanità.

    “I focus on the awakening of consciousness through photography, video-art, performance art. When I capture myself with my camera I don’t see myself, I perceive myself as an energy flow…channel, together with the space around. The subject is not me but the authentic relationship with space and with the soul of the world. My research is not representation but it is a "state of presence", in which my mind stops having power. My intent is to stimulate humanity to approach inner awakening and at the energies exploration through frequencies and nature vibrations. It's a path that goes beyond photographic technique and beyond the physical eye. It can’t be analyzed nor identified, because the "state of presence" is a state which can't be grasped with the mind or understood. I try to give shape to what socio-cultural manipulation (commonly called “education”) has made unrecognizable: the human being”. Chiara Mazzocchi
    53 min
  • HYUGA SENPAI
    HYUGA SENPAI

    “Credo nel potere dei sogni. Sono loro che ci danno la forza di superare qualsiasi ostacolo”🍃
    Content Creator di video.
    43 min

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