Il Governo sdoppia il decreto legge Novembre, con la coda di Cassa integrazione Covid-19 per le ultime settimane del 2020, e anticipa con un nuovo provvedimento d'urgenza i ristori per le attività economiche che sono state limitate o direttamente chiuse con il Dpcm approvato nella notte di sabato e in vigore da oggi fino al 24 novembre prossimo.
L'obiettivo è quello di erogare già entro la metà del prossimo mese un contributo a fondo perduto per le attività più colpite. L'idea su cui stanno lavorando il ministro dell Economia, Roberto Gualtieri, e quello dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, è quella di prevedere ristori veloci e da far correre su un doppio binario: un rimborso più elevato per quelle attività che da oggi dovranno sospendere del tutto la loro attività come cinema, sale gioco e scommesse, sale bingo, palestre, centri sportivi o piscine per citarne alcune, e un ristoro più ridotto per quelle attività obbligate a chiusure limitate come bar, ristoranti e pub che potranno operare dalle 5 del mattino fino alle ore 18 per i servizi al tavolo o al banco e proseguire otre la chiusura al pubblico solo con servizi di asporto.
Dietro la notizia
A marzo la Bce ha imposto alle banche il divieto di distribuire dividendi. L'obiettivo era di evitare fuoriuscite di liquidità, sia perché questa liquidità poteva essere messa a disposizione delle aziende e delle famiglie sotto forma di credito, sia perché alle porte di una crisi economica devastante come quella legata alla pandemia da coronavirus si temeva un'erosione del capitale delle banche stesse. La Bce impone ancora questo divieto, che non scadrà prima del 31 dicembre.
La domanda è questa: ma non sarebbe meglio permettere alle banche di pagare i dividendi ai risparmiatori per dare un po' di liquidità al sistema? Inoltre, da questo blocco dei dividendi sappiamo che escono fortemente danneggiate le fondazioni bancarie, che finanziano le loro attività perlopiù grazie ai dividendi ricevuti.
La voce dei settori più colpiti dalle nuove chiusure
L'impatto complessivo delle nuove misure contenute nell'ultimo Dpcm raggiungerà quota 6,8 miliardi di euro. Codacons mette insieme le stime delle avrie associazioni di categoria. La perdita più consistente interesserà il settore dello sport, che conta circa 25mila aziende sul territorio, con circa 3 miliardi di euro. I pubblici esercizi, che contano in Italia 340mila attività, subiranno un danno legato ai nuovi limiti e agli orari di chiusura stimato in 2,7 miliardi di euro, secondo la stima di Fipe. Da bar e ristoranti a servizio ridotto ci saranno ricadute anche per l'intero comparto agroalimentare italiano (che vanta 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole) per circa 1 miliardo di euro. Ipotizzando la chiusura per un solo mese di teatri e cinema, la perdita per il settore degli spettacoli sfiorerà quota 90 milioni di euro totali.
Ospiti: Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore, Alessandro Plateroti, editorialista del Sole 24 Ore, Roberto Calugi, direttore generale FIPE (Federazione italiana pubblici esercizi)