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Un paese, Capurso, due famiglie, gli Epifania e i Levante e Santa Barbara a vegliare su tutto. Veglia storie di povertà che poi diventano di ricchezza, costellate dal dominio costante, di tutti su tutti, mentre la comunità osserva e talvolta è complice. Ma ogni storia porta un riscatto e ogni riscatto non è mai gratuito: c'è sempre un conto da pagare.
Che legittimità hanno l’amore per gli animali e il dolore per la loro perdita? Jonathan Bazzi scrive una storia personale che parte dalla scomparsa della sua gatta Mirtilla, compagna e maestra di vita e di amore, e arriva a raccontare altre crisi dei nostri tempi: i soldi, la casa, l’identità.
Nella classe prima C della scuola elementare Rocco Carbone di Roma è successo di tutto, come racconta la maestra Titti alla polizia. Sono nati amori, altri sono finiti, sono nate simpatie, odi, tensioni, fino a un finale con tantissimo sangue. Cinque famiglie, bambini feroci o impotenti, che gestiscono in modo silenzioso i sensi di colpa, condannati a essere personaggi costruiti da altri intorno a loro. Liberi tutti è una storia sull'infanzia, quella dei bambini e anche quella che dura nel tempo, l'infanzia dei genitori della classe prima C.
Ci sono cose, parole, situazioni, che sembrano avere un significato inequivocabile e invece non è così: è questo errore prospettico a tenere insieme gli undici saggi di “Falsi amici”. Il sottotitolo del libro è "Qualcosa che ho imparato su amore, violenza e altre sfumature del potere" a circoscrivere un ambito di osservazione il cui centro è l'impossibilità di dare dei nomi precisi alle cose, nomi che non cambino nel tempo e che non siano figli delle circostanze. Sullo sfondo i due colori del libro, il nero e il rosa, il cui valore simbolico spesso si tocca, sovrapponendosi fino a confondersi.
Un uomo guida un furgone, un’attività che potrebbe essere solo il suo lavoro, se non fosse che quel lavoro si prende tutto il suo tempo e la sua vita. Il protagonista si trasforma così in una figura mitologica in cui la persona non si distingue più dalla missione, che nel suo caso è ritirare, trasportare, consegnare i pacchi che arrivano davanti alle nostre porte. Una storia disturbante che chiama in causa tutti, perché tutti beneficiamo della rapidità con cui le merci ci arrivano quando le ordiniamo, senza pensare che dietro ogni pacco che arriva in giornata c'è il corpo di qualcuno che non si ferma mai.
Un monastero trasformato in una comunità, è dove si incontrano e si innamorano due trentenni. Per loro precarietà è una scelta: vivono in giro, trasportati dai desideri e da quello che capita. Non sono due hippy, tutt'altro: lei organizza eventi musicali, lui vorrebbe fare lo scrittore, entrambi hanno appartamenti di proprietà e genitori che finanziano in caso di bisogno. Sono innamorati e hanno un progetto: costruire qualcosa che assomigli al monastero, un luogo di condivisione e partecipazione. Trovano un'enorme casa in Pomerania, ex Germania dell'Est, piena di fascino e di problemi: una splendida rovina. La ristrutturazione diventa il centro delle loro vite e il terreno di prova e di scontro delle loro identità e del loro amore.
L’Amalia del titolo è una poetessa e scrittrice realmente esistita e dimenticata, Amalia Guglielminetti, vissuta tra la fine dell'800 e gli anni '40 del '900. Amalia è una donna non conforme per i suoi tempi: non sogna il matrimonio, non desidera avere dei figli, ha a cuore la sua indipendenza economica e di pensiero. È anche una donna capace di gesti irrazionali e di bassezze, di gesti femministi senza essere stata una femminista (e negli ultimi anni della sua vita aderirà anche al fascismo). Nonostante abbia avuto una discreta fama, soprattutto nell'ambito della poesia, quel poco che si ricorda di lei è in relazione ai suoi rapporti con alcuni uomini del suo tempo, soprattutto con il poeta e scrittore Guido Gozzano e con Pitigrilli.
La scrittrice Antonella Lattanzi, fin da piccola, ha sempre avuto cani, dai pastori tedeschi a un border collie. Da adulta, invece, non ha ancora preso un cane suo, perché è sempre fuori casa e non potrebbe sopportare di lasciarlo morire di solitudine. In realtà, tutti i suoi amici dicono che lei stessa è un cane: se lasciata sola anche solo qualche minuto, sente scatenarsi un buco nero di depressione, mendica un amore sicuro e scodinzola.
Lo scrittore Paolo Nori ha una grande passione: andare a correre. Il suo progetto è correre una maratona. Nonostante gli avvisi di un medico sullo stato della sua cartilagine, questa piccola rivoluzione lo fa star bene. Ma prepararla sul serio è una lotta con la testa, dolorosissima e meravigliosa, proprio come scrivere un romanzo.
Per Vasco Brondi, scrittore e musicista, la passione per lo yoga ha permesso alla sua esistenza da nomade il modo di ritrovare casa ogni giorno. Brondi racconta come svegliarsi la mattina e praticare lo yoga sia diventato uno strappo alla giornata per ascoltarsi, permettendogli di avere a che fare con le proprie forze inconsce, rafforzare il suo sistema immunitario dell'anima e "fare luce".
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