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No al software per calcolare i tempi delle attività
È illecito l’utilizzo, da parte di un datore di lavoro, di un software che monitora le prestazioni dei dipendenti in maniera dettagliata, registrando i tempi e le modalità di lavoro del personale nonché i tempi di inattività con le specifiche causali; è altrettanto illecito l’utilizzo di un hardware che regola l’accesso sul luogo di lavoro attraverso un sistema di riconoscimento facciale. Sulla base di queste considerazioni, il Garante Privacy ha comminato una pesante sanzione amministrativa a carico di un datore di lavoro.
Ne parliamo con l'avv. Giampiero Falasca, giuslavorista ed esperto per Il Sole 24 ORE
Lavoro domestico: aumenta il nero
Un lavoratore su due è regolare, l’altro finisce in un cono d’ombra senza tutele e diritti. Un fenomeno che è esploso nell’ultimo biennio: finita l’emergenza pandemica che aveva portato alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro soprattutto per consentire a colf e badanti di recarsi al lavoro durante il lockdown, si sono esauriti anche gli effetti della “sanatoria”, la norma che ha consentito la regolarizzazione di molti lavoratori domestici stranieri. Così il sommerso è riapparso in modo evidente.
Commentiamo i dati con l'avv. Filippo Breccia Fratadocchi, Vice Presidente di Nuova Collaborazione (associazione nazionale datori di lavoro domestico).
Con il nostro ospite facciamo anche un riepilogo delle regole da tenere a mente nella gestione della stagione estiva con un lavoratore domestico: contributi da versare, ferie, eventuali sostituzioni, ma anche licenziamenti e assunzioni.
By Radio 245
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No al software per calcolare i tempi delle attività
È illecito l’utilizzo, da parte di un datore di lavoro, di un software che monitora le prestazioni dei dipendenti in maniera dettagliata, registrando i tempi e le modalità di lavoro del personale nonché i tempi di inattività con le specifiche causali; è altrettanto illecito l’utilizzo di un hardware che regola l’accesso sul luogo di lavoro attraverso un sistema di riconoscimento facciale. Sulla base di queste considerazioni, il Garante Privacy ha comminato una pesante sanzione amministrativa a carico di un datore di lavoro.
Ne parliamo con l'avv. Giampiero Falasca, giuslavorista ed esperto per Il Sole 24 ORE
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Un lavoratore su due è regolare, l’altro finisce in un cono d’ombra senza tutele e diritti. Un fenomeno che è esploso nell’ultimo biennio: finita l’emergenza pandemica che aveva portato alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro soprattutto per consentire a colf e badanti di recarsi al lavoro durante il lockdown, si sono esauriti anche gli effetti della “sanatoria”, la norma che ha consentito la regolarizzazione di molti lavoratori domestici stranieri. Così il sommerso è riapparso in modo evidente.
Commentiamo i dati con l'avv. Filippo Breccia Fratadocchi, Vice Presidente di Nuova Collaborazione (associazione nazionale datori di lavoro domestico).
Con il nostro ospite facciamo anche un riepilogo delle regole da tenere a mente nella gestione della stagione estiva con un lavoratore domestico: contributi da versare, ferie, eventuali sostituzioni, ma anche licenziamenti e assunzioni.

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