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"Chiara" di Antonella Lattanzi (Einaudi), un romanzo che ferisce, che spaventa a tratti, ma che soprattutto commuove. Un romanzo sull'amicizia che spesso è una forma di innamoramento soprattutto nasce da bambini o da adolescenti. Un romanzo che parla di mostri, di quelli che si nascondono nelle famiglie e parla anche delle conseguenze psicologiche della violenza. Le protagoniste Marianna, voce narrante, e Chiara. All'inizio del romanzo hanno fra i 9 e i 10 anni, frequentano la quinta elementare. Due bambine isolate e in parte bullizzate: Marianna è balbuziente, Chiara è soprannominata "la baffuta". Fra loro nasce un'amicizia profonda, un'alleanza fra due bambine che nelle proprie famiglie hanno a che fare con quelli che vengono definiti i mostri. Il padre di Chiara è un violento, picchia lei e la moglie. Il padre di Marianna rivolge la violenza contro sè stesso, è un autoleisionista, ma crea nella figlia enormi sensi di colpa e dunque esercita violenza psicologica. Entrambe le bambine vivono in famiglia un'atmosfera sospesa, come in apnea, sempre in attesa di un segnale, di qualcosa che indichi la crescita di quella energia pronta a esplodere in violenza.
By Radio 244.7
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"Chiara" di Antonella Lattanzi (Einaudi), un romanzo che ferisce, che spaventa a tratti, ma che soprattutto commuove. Un romanzo sull'amicizia che spesso è una forma di innamoramento soprattutto nasce da bambini o da adolescenti. Un romanzo che parla di mostri, di quelli che si nascondono nelle famiglie e parla anche delle conseguenze psicologiche della violenza. Le protagoniste Marianna, voce narrante, e Chiara. All'inizio del romanzo hanno fra i 9 e i 10 anni, frequentano la quinta elementare. Due bambine isolate e in parte bullizzate: Marianna è balbuziente, Chiara è soprannominata "la baffuta". Fra loro nasce un'amicizia profonda, un'alleanza fra due bambine che nelle proprie famiglie hanno a che fare con quelli che vengono definiti i mostri. Il padre di Chiara è un violento, picchia lei e la moglie. Il padre di Marianna rivolge la violenza contro sè stesso, è un autoleisionista, ma crea nella figlia enormi sensi di colpa e dunque esercita violenza psicologica. Entrambe le bambine vivono in famiglia un'atmosfera sospesa, come in apnea, sempre in attesa di un segnale, di qualcosa che indichi la crescita di quella energia pronta a esplodere in violenza.

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