Lo chiamano "il problema del ripiegamento delle proteine" e la sua soluzione rappresenta una delle più importanti sfide della biologia. Le proteine svolgono una quantità di funzioni cruciali ma sono oggetti molto complessi, composti da una catena di mattoni di base (i famosi 20 amminoacidi) che si ripiega assumendo le forme più svariate, dove proprio la forma delle proteine è responsabile di molte delle loro proprietà. Essere capaci di prevederla forma sulla base della sequenza di amminoacidi di cui sono composte, rappresenterebbe perciò un grande passo avanti sia nel loro studio sia nella loro applicazione, per esempio, in campo medico.
La notizia è che nel corso dell'ultima CASP (una competizione nella quale i gruppi di bio-informatici si sfidano nella predizione della struttura tridimensionale delle proteine) lo spin-off di Google Deep Mind, che impiega l'intelligenza artificiale per prevedere la forma delle proteine, ha ottenuto risultati stupefacenti.
Ne parliamo con Alessandro Vannini, direttore del Centro di Ricerca in Biologia Strutturale di Human Technopole