FB Art Talks

FB Art Talks

By Benedetta MercurioArts
Download on the App Store

FB Art Talks episodes

  • Episodio 67 - Eric Heckel e Bagnanti al fiordo
    La pittura non è la prima e iniziale passione di Erich Heckel; nato a Döbeln in Sassonia, nel 1883, come altri suoi colleghi, comincia a frequentare l’accademia di architettura a Dresda; presto, però, abbandona gli studi per dedicarsi con più dedizione alla grafica, al disegno e alla pittura. Questo percorso lo porterà lontano, a partire dalla fondazione, nel 1905, di uno dei principali gruppi artistici del XX secolo: Die Brücke, Il Ponte. Insieme agli amici Karl Schmidt-Rottluff, Ernst Ludwig Kirchner e Fritz Bleyl, Heckel lavora alla creazione di un’arte nuova, lontana dall’accademismo e più vicina alla vita, spontanea ed essenzialmente legata all’emotività individuale. Lo spirito dell’Espressionismo tedesco, con le sue linee nette, i colori forti e vividi e le deformazioni dei tratti, si riflette nelle opere di Heckel, un artista che per tutta la sua vita troverà ispirazione e serenità nella natura più incontaminata.
    5 min
  • Episodio 66 - E.L. Kirchner e Ausruhende Bauern
    Nel 1905 Ernst Ludwig Kirchner è tra i fondatori del gruppo Die Brücke (=il ponte), che diventerà uno dei maggiori e più determinanti movimenti artistici di sempre.
    Quando il pittore si trasferisce a Davos, nel 1917, il gruppo si è sciolto da quattro anni e Kirchner ha cambiato “punto di vista”, non tanto in merito al proprio stile, ma senza dubbio in senso letterale: alle affollate e caotiche strade di Dresda, e Berlino si sono sostituite le ampie vallate e le montagne svizzere, dove l’artista trascorrerà il resto della propria carriera e della propria vita, un luogo che, a detta dello stesso Kirchner, rappresenta una vera e propria boccata d’aria fresca come lui stesso asserisce: “Sono così felice e contento di rimanere qui. Almeno qui posso lavorare un po’ nelle belle giornate e stare tranquillo tra questa gente semplice e buona. Qui ho lottato contro la solitudine, che mi permette di continuare a vivere con queste sofferenze. I miei giorni di circo, coquettes e società sono finiti. […] Oggi ho altri compiti da svolgere”.
    6 min
  • Episodio 65 - Keith Haring e Jean-Michel Basquiat
    Keith Haring nasce nel 1958 in Pennsylvania, ma dal 1978 si rende conto di “avere bisogno di intensità nella sua arte e nella sua vita”, dunque c’è un solo posto dove andare: a New York. Ed è proprio lì che trova il suo habitat artistico naturale: la metropolitana, che lui stesso chiamerà il suo “laboratorio”. Non le gallerie d’arte, ma le stazioni, i tunnel, le pareti nere inutilizzate diventano la sua tela: gessetto bianco alla mano, crea opere effimere e fulminee, come battiti di ciglia.
    Jean-Michel Basquiat nasce a Brooklyn nel 1960 da padre haitiano e madre portoricana e cresce nel cuore di una metropoli pulsante; negli anni ’70, New York è una città piena di arte, musica, criminalità e libertà. Un ambiente perfetto per un giovane outsider con tanto da dire. Prima di diventare celebre, Basquiat si approccia principalmente alla street art sotto lo pseudonimo di SAMO (Same Old Shit), lasciando messaggi criptici e poetici sui muri di Manhattan. Le sue scritte sono taglienti, ironiche, filosofiche, sono arte ma anche sfida.
    7 min
  • Episodio 64 - Zoran Music e i suoi Cavallini
    Zoran Music è un pittore errante, che viaggia nel mondo e nel tempo, assistendo, partecipando e sopravvivendo a tutti gli eventi del XX secolo, sviluppando uno stile artistico unico e riconoscibile, ispirato ai mosaici e alle icone bizantine che vede a Venezia, dimora della moglie Ida Barbarigo e divenuta sua stessa città d’adozione. Per Music la pittura sarà sempre il principale strumento narrativo ma anche e soprattutto una necessità, quasi fisica, così visceralmente raccontata da lui stesso: “Dipingo per me, perché lo devo fare. Per me è un po’ come respirare. Se mi vietassero di dipingere mi toglierebbero l’aria […] Ma come si fa a spiegare? Un quadro è qualcosa che non si sa come nasca: viene fuori dal di dentro come un momento irripetibile.”
    8 min
  • Episodio 63 - Giorgio Morandi e la vita immobile
    “Si può viaggiare per il mondo e non vedere nulla. Per raggiungere la comprensione è necessario non vedere molte cose, ma guardare attentamente ciò che vedi”. Con queste parole, semplici eppure enigmatiche, capiamo che Giorgio Morandi non ha bisogno di inventare storie incredibili da raccontare nei suoi quadri perché a sua disposizione ha il soggetto più complesso di tutti da esplorare: la realtà. Quella che vediamo ogni giorno ma alla quale prestiamo sempre meno attenzione; è così che Morandi, con garbo e delicatezza, ci insegna a rallentare, a fermarci e a guardare, finalmente, ciò che abbiamo davanti agli occhi ma ci limitiamo sempre e solo a vedere.


    That Kid in Fourth Grade Who Really Liked the Denver Broncos di Chris Zabriskie è un brano concesso in uso tramite licenza Creative Commons Attribution 4.0. https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Fonte: http://chriszabriskie.com/uvp/Artista: http://chriszabriskie.com/
    6 min
  • Episodio 62 - Fortunato Depero e il Futurismo
    Fortunato Depero racconta i primi passi nella vita e nel mondo dell’arte nel suo rivoluzionario “Libro bullonato” del 1927: “Nacqui a Fondo (val di Non) Trentino nel 1892. Altipiano di prati e selve oscure di larici ed abeti. Vallata di castelli e santuari. Padre nato spazzacamino e vissuto gendarme e carceriere: ciglia e baffi ispidi ed irti, si commuoveva per un nonnulla, religioso. Madre cuoca tutt’occhi e tutto cuore. Discolo, fui spedito in un collegio tedesco a Merano: mangiavo male e non mi piacevano i tedeschi. Feci pochi anni di scuole medie Reali a Rovereto, mia città adottiva. Studiai di malavoglia. Disegnavo, dipingevo, modellavo, scolpivo con passione precoce e tumultuosa frenesia di autodidatta.”
    6 min
  • Episodio 61 - René Magritte e La recherche de l'absolu
    “Tutto ciò che vediamo nasconde un’altra cosa; noi abbiamo sempre voglia di vedere ciò che è nascosto da ciò che vediamo”. È il 1964 quando René Magritte, maestro del Surrealismo, riesce a riassumere in poche parole le sue opere uniche ed eccezionali, che stimolano a riflettere sulla realtà, ad andare oltre le apparenze, per cercare di svelarne i significati nascosti, sconvolgendo, con i suoi quadri, l’idea stessa di rappresentazione della realtà e indagando sulla differenza tra ciò che le immagini riproducono, i nostri occhi vedono, e il linguaggio pittorico dice.










    Blue Paint - Atlantean Twilight di Kevin MacLeod è un brano concesso in uso tramite licenza Creative Commons Attribution 4.0. https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/
    Fonte: http://incompetech.com/music/royalty-free/index.html?isrc=USUAN1100566
    Artista: http://incompetech.com/
    5 min
  • Episodio 60 - Lucio Fontana, Buchi, Tagli e Spazio
    “Quando io mi siedo davanti a uno dei miei tagli, a contemplarlo, provo all'improvviso una grande distensione dello spirito, mi sento un uomo liberato dalla schiavitù della materia, un uomo che appartiene alla vastità del presente e del futuro”. Così si esprime Lucio Fontana perché la sua intenzione è di portarci oltre la tela, al di là di quello che gli occhi possono vedere e, forse, anche al di là di quello che l’immaginazione può creare. Per arrivare ai suoi Tagli, però, Fontana ha seguito un percorso, libero da preconcetti artistici, che lo ha portato dalla scultura all’installazione, dall’Argentina all’Italia, dalla sperimentazione alla storia.
    6 min
  • Episodio 59 - Giuseppe Cesetti e L'ora dell'appello
    Le opere di Giuseppe Cesetti sono intimamente legate alle sue origini, all’infanzia trascorsa a Tuscania,
    città dalle lontane origini etrusche dove nasce nel 1902, una terra assolata e silenziosa dove il giovane
    Cesetti vive un’esistenza lenta, scandita dai ritmi della natura, ma anche libera, tra i campi laziali prima e
    le distese maremmane poi. A soli sedici anni Cesetti lascia la famiglia per andare alla scoperta del
    mondo e, forse, di sé stesso, in un viaggio che toccherà i principali centri artistici italiani, regalandogli
    l’occasione di conoscere maniere e stili diversi, che comporranno un bagaglio inestimabile di esperienze.
    La prima e più profonda ispirazione di Cesetti rimane comunque il mondo agreste, con i suoi colori
    caldi e l’atmosfera arcaica, impronta indelebile nell’animo dell’artista e riflessa nella sua pittura fin dagli
    anni giovanili, ancora dominata da colori chiari e luminosi, con particolare richiamo allo stile dei
    macchaioli.
    6 min
  • Episodio 58 - Maurice Utrillo e Le moulin de la Galette
    Il Moulin de la Galette è un locale storico che rappresenta il cuore stesso del quartiere di Montmartre a Parigi e in realtà si riferisce a due vecchi mulini a vento che probabilmente sorgevano sulla collina di Montmartre già dal XVII secolo. Nel 1834, proprio accanto ad uno dei due mulini, fu aperta una taverna, ampliata poco dopo e trasformata in un cabaret, che divenne presto un centro di ritrovo per artisti e letterati. Le opere di Maurice Utrillo catturano l’essenza di un’epoca e di un ambiente unici, attraverso colori vivaci e linee delicate, e rimangono impressi nella memoria e nel cuore di chi le osserva.
    5 min

About FB Art Talks

From the publisher's feed

Come si racconta un'opera d'arte? Ma, soprattutto, come si racconta una vita intera passata a collezionare opere d'arte?
Sono Benedetta Mercurio e il mio lavoro è proprio questo, accompagnare i…