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I Longobardi entrarono a contatto con il mondo bizantino e la politica dell’area mediterranea, nel 568, guidati da Alboino, si insediarono in Italia, dove diedero vita a un regno indipendente che estese progressivamente il proprio dominio sulla massima parte del territorio italiano continentale e peninsulare. Il dominio longobardo fu articolato in numerosi ducati, che godevano di una marcata autonomia rispetto al potere centrale dei sovrani insediati a Pavia. Nel corso dei secoli, i Longobardi, si integrarono progressivamente con il tessuto sociale italiano, grazie all’emanazione di leggi scritte in latino (Editto di Rotari, 643), alla conversione al cattolicesimo (fine VII secolo) e allo sviluppo, anche artistico, di rapporti sempre più stretti con le altre componenti socio-politiche della Penisola (bizantine e romane). Ospite dei microfoni di Quilisma è oggi il farmacista e fitoterapeuta Franco Fornasaro. Autore di un libro dedicato appunto al mondo Longobardo egli vuole smentire il “ruolo liberticida e puramente di rottura” che, secondo una tradizione mai sopita, avrebbero avuto i longobardi rispetto alla cultura latina; esistono invece legami ed elementi di scambio fra la società longobarda e quella tardo-romana, segni che indicano un piano di continuità storica, benché entro un processo di transizione inevitabilmente conflittuale nel quale si misurano le due culture.
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
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I Longobardi entrarono a contatto con il mondo bizantino e la politica dell’area mediterranea, nel 568, guidati da Alboino, si insediarono in Italia, dove diedero vita a un regno indipendente che estese progressivamente il proprio dominio sulla massima parte del territorio italiano continentale e peninsulare. Il dominio longobardo fu articolato in numerosi ducati, che godevano di una marcata autonomia rispetto al potere centrale dei sovrani insediati a Pavia. Nel corso dei secoli, i Longobardi, si integrarono progressivamente con il tessuto sociale italiano, grazie all’emanazione di leggi scritte in latino (Editto di Rotari, 643), alla conversione al cattolicesimo (fine VII secolo) e allo sviluppo, anche artistico, di rapporti sempre più stretti con le altre componenti socio-politiche della Penisola (bizantine e romane). Ospite dei microfoni di Quilisma è oggi il farmacista e fitoterapeuta Franco Fornasaro. Autore di un libro dedicato appunto al mondo Longobardo egli vuole smentire il “ruolo liberticida e puramente di rottura” che, secondo una tradizione mai sopita, avrebbero avuto i longobardi rispetto alla cultura latina; esistono invece legami ed elementi di scambio fra la società longobarda e quella tardo-romana, segni che indicano un piano di continuità storica, benché entro un processo di transizione inevitabilmente conflittuale nel quale si misurano le due culture.

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