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Con la puntata odierna di Quilisma, chiudiamo una settimana speciale dedicata alla cattedrale di Parigi.
Inaugurata e riconsacrata lo scorso 7 dicembre, Notre-Dame è stata al centro di un’attenzione inimmaginabile. Cinque anni di lavori incessanti per ricostruirla esattamente come prima, dopo l’incendio del 15 aprile 2019.
Notre-Dame è il simbolo più noto e divulgato del gotico nella cultura generale. La sua costruzione era iniziata intorno al 1160 ma storia della sua architettura si estende per secoli, arrivando giusto ai giorni nostri.
Il gotico è uno stile che nasce nella Francia medievale e ne diventa il simbolo più emblematico. Amato, rinnegato, cancellato e poi riscoperto, il gotico ha segnato profondamente l’identità non solo francese ma europea, affascinando con la sua ricerca di leggerezza e di luminosità, ma anche di grandiosità.
Delle vicissitudini della cattedrale di Notre-Dame ci parlerà, oggi, il Professor Carlo Tosco, architetto, storico dell’architettura, professore del Politecnico di Torino e delegato al patrimonio architettonico del paesaggio dalla stessa università.
Ha fatto parte del Comitato Internazionale incaricato per lo studio della ricostruzione della cattedrale e, di recente, ha pubblicato il volume Le vie delle cattedrali gotiche pubblicato da Il Mulino.
Prima emissione: 15 dicembre 2024
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A grande richiesta dei nostri ascoltatori che puntualmente ci scrivono ogni settimana riproponiamo tre puntate di Quilisma dedicate a Petrarca e la musica. Un rapporto ampio, anzi ampissimo che – attraversa un arco temporale che dal Basso Medioevo giunge praticamente fino al XX secolo considerando non solo lo stretto legame del poeta con il far musica propriamente detto, ma – ed è la parte più consistente – quel rapporto originato dagli straordinari testi che portano la firma del lirico nato oltre 700 anni orsono. Testi che sono stati terreno fecondo per numerosi compositori che in quei versi, hanno trovato il veicolo per cantare i sentimenti, siano essi quelli che fanno palpitare il cuore, siano essi quelli dello sconforto, dell’amarezza e dell’abbandono.
Prima emissione: 9 febbraio 2025.
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A grande richiesta dei nostri ascoltatori che puntualmente ci scrivono ogni settimana riproponiamo tre puntate di Quilisma dedicate a Petrarca e la musica. Un rapporto ampio, anzi ampissimo che – attraversa un arco temporale che dal Basso Medioevo giunge praticamente fino al XX secolo considerando non solo lo stretto legame del poeta con il far musica propriamente detto, ma – ed è la parte più consistente – quel rapporto originato dagli straordinari testi che portano la firma del lirico nato oltre 700 anni orsono. Testi che sono stati terreno fecondo per numerosi compositori che in quei versi, hanno trovato il veicolo per cantare i sentimenti, siano essi quelli che fanno palpitare il cuore, siano essi quelli dello sconforto, dell’amarezza e dell’abbandono.
Prima emissione: 2 febbraio 2025.
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A grande richiesta dei nostri ascoltatori che puntualmente ci scrivono ogni settimana riproponiamo tre puntate di Quilisma dedicate a Petrarca e la musica. Un rapporto ampio, anzi ampissimo che – attraversa un arco temporale che dal Basso Medioevo giunge praticamente fino al XX secolo considerando non solo lo stretto legame del poeta con il far musica propriamente detto, ma – ed è la parte più consistente – quel rapporto originato dagli straordinari testi che portano la firma del lirico nato oltre 700 anni orsono. Testi che sono stati terreno fecondo per numerosi compositori che in quei versi, hanno trovato il veicolo per cantare i sentimenti, siano essi quelli che fanno palpitare il cuore, siano essi quelli dello sconforto, dell’amarezza e dell’abbandono.
Prima emissione: 26 gennaio 2025.
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“Quilisma” affronta uno sguardo sul mondo dei Trovatori e naturalmente dei Trovieri. Siamo di fronte ad un fenomeno culturale – ed anche sociale – che è da inquadrare in quel processo di trasformazione del latino volgare in lingua vernacolare, processo che aveva dato vita anche alla formazione di due lingue affini, la cosiddetta langue d’oïl in uso nella Francia settentrionale e la langue d’oc, comunemente definita provenzale ma che in realtà veniva parlata anche molto più a nord della Provenza. Per collocarci temporalmente dobbiamo andare nello stesso periodo in cui il canto sacro stava vivendo il periodo di massimo splendore. Siamo nell’undicesimo secolo, momento in cui nei territori della langue d’oc cominciò a delinearsi un movimento artistico dedito alla produzione di poesia in musica.
Prima emissione: 29 ottobre 2017
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“Quilisma” affronta uno sguardo sul mondo dei Trovatori e naturalmente dei Trovieri. Siamo di fronte ad un fenomeno culturale – ed anche sociale – che è da inquadrare in quel processo di trasformazione del latino volgare in lingua vernacolare, processo che aveva dato vita anche alla formazione di due lingue affini, la cosiddetta langue d’oïl in uso nella Francia settentrionale e la langue d’oc, comunemente definita provenzale ma che in realtà veniva parlata anche molto più a nord della Provenza. Per collocarci temporalmente dobbiamo andare nello stesso periodo in cui il canto sacro stava vivendo il periodo di massimo splendore. Siamo nell’undicesimo secolo, momento in cui nei territori della langue d’oc cominciò a delinearsi un movimento artistico dedito alla produzione di poesia in musica.
Prima emissione: 22 ottobre 2017
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“Quilisma” affronta uno sguardo sul mondo dei Trovatori e naturalmente dei Trovieri. Siamo di fronte ad un fenomeno culturale – ed anche sociale – che è da inquadrare in quel processo di trasformazione del latino volgare in lingua vernacolare, processo che aveva dato vita anche alla formazione di due lingue affini, la cosiddetta langue d’oïl in uso nella Francia settentrionale e la langue d’oc, comunemente definita provenzale ma che in realtà veniva parlata anche molto più a nord della Provenza. Per collocarci temporalmente dobbiamo andare nello stesso periodo in cui il canto sacro stava vivendo il periodo di massimo splendore. Siamo nell’undicesimo secolo, momento in cui nei territori della langue d’oc cominciò a delinearsi un movimento artistico dedito alla produzione di poesia in musica.
Prima emissione: 15 ottobre 2017
“Quilisma” affronta uno sguardo sul mondo dei Trovatori e naturalmente dei Trovieri. Siamo di fronte ad un fenomeno culturale – ed anche sociale – che è da inquadrare in quel processo di trasformazione del latino volgare in lingua vernacolare, processo che aveva dato vita anche alla formazione di due lingue affini, la cosiddetta langue d’oïl in uso nella Francia settentrionale e la langue d’oc, comunemente definita provenzale ma che in realtà veniva parlata anche molto più a nord della Provenza. Per collocarci temporalmente dobbiamo andare nello stesso periodo in cui il canto sacro stava vivendo il periodo di massimo splendore. Siamo nell’undicesimo secolo, momento in cui nei territori della langue d’oc cominciò a delinearsi un movimento artistico dedito alla produzione di poesia in musica.
Prima emissione: 8 ottobre 2017
Il percorso proposto si configura come una ricognizione retrospettiva dedicata al fenomeno della danza, inteso non soltanto come pratica coreutica, ma come dispositivo culturale capace di riflettere, in ogni epoca, tensioni sociali, codici simbolici e modelli antropologici. Nella puntata odierna di Quilisma, Giovanni Conti assume come punto di partenza la fine del XVI secolo per risalire progressivamente fino al XIII, con l’obiettivo di mettere in luce la natura profondamente ambivalente dell’atteggiamento medievale e post‑medievale nei confronti della danza: da un lato sospetta, talvolta stigmatizzata dalle autorità ecclesiastiche; dall’altro onnipresente nella vita quotidiana, nelle cerimonie civili, nei rituali comunitari e nelle forme di intrattenimento popolare.
Questa polarità, lungi dall’essere un’invenzione rinascimentale, affonda le proprie radici in una lunga tradizione medievale in cui la danza, pur soggetta a regolamentazioni morali e teologiche, si manifesta come pratica diffusa in ogni strato della società: dalle danze rituali legate al calendario liturgico alle forme più spontanee di espressione comunitaria, dalle coreografie cortigiane alle rappresentazioni drammatico‑musicali. Il percorso a ritroso consente dunque di cogliere la continuità e al tempo stesso la trasformazione dei modelli coreutici, mostrando come la danza, nelle sue molteplici declinazioni, costituisca un osservatorio privilegiato per comprendere la cultura europea tra Medioevo ed età moderna.
A quattrocento anni dalla nascita di Giovanni Legrenzi, avvenuta nel 1626 a Clusone, la città natale del compositore gli rende omaggio con un festival monografico concepito in una prospettiva pluriennale. Attraverso concerti, incontri di studio e iniziative divulgative, la manifestazione intende valorizzare la figura di uno dei protagonisti della musica italiana del secondo Seicento e approfondire il contesto storico e culturale nel quale si sviluppò la sua produzione.
Ammirato dai contemporanei e stimato da musicisti quali Johann Sebastian Bach, Georg Friedrich Händel e Johann Adolf Hasse, Legrenzi fu tra le personalità più influenti del tardo Seicento. Erede della tradizione veneziana e al tempo stesso innovatore del linguaggio musicale dell’epoca, concluse la propria carriera come maestro di cappella della Basilica di San Marco, incarico che ne consacrò il prestigio nella storia della musica sacra italiana.
Alla riscoperta moderna della sua opera ha contribuito in modo decisivo l’attività di Giovanni Acciai, che con l’ensemble Nova Ars Cantandi ha promosso importanti progetti discografici dedicati al compositore. Tra questi si colloca la pubblicazione per Naxos dell’Op. 3, Harmonia d’affetti devoti, raccolta emblematica della maturità legrenziana, nella quale convergono sapienza contrappuntistica, intensità espressiva e raffinatezza del linguaggio sacro.
Di questo nuovo progetto discografico e dell’eredità artistica di Legrenzi dialoga Giovanni Conti con il maestro Acciai.
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Il racconto nitido del Medioevo e del Rinascimento a un pubblico non scientifico. Una lettura trasversale su percorsi interdisciplinari affiancati alla musica, attraversando l’entusiasmante…

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