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By Radio 24
Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il
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Per la Gen Z l'equilibrio fra vita privata e lavoro è la priorità assoluta L’equilibrio tra vita privata e lavoro è la priorità assoluta per la Generazione Z: lo indica il 60,4% dei giovani, davanti alla stabilità e alla sicurezza (47,6%), alla retribuzione (39,6%) e all’ambizione di carriera (29,8%). È quanto emerge dal “Gen Z Intelligence Report”, la prima indagine continuativa italiana dedicata alla Generazione Z e alla sua relazione con il mondo del lavoro, realizzata da Il Sole 24 Ore, con 24 ORE Ricerche e Studi, in partnership con WTW e con la collaborazione di University Box, che poggia su una community di oltre 1,2 milioni di giovani. Il progetto prevede la realizzazione di quattro report annuali, basati su survey periodiche, per analizzare dalle aspettative retributive alla flessibilità, dal benessere organizzativo alle opportunità di crescita professionale, fino al rapporto tra generazioni, tecnologia e intelligenza artificiale. Per le imprese, quindi, non basta più puntare esclusivamente sullo stipendio o sulle possibilità di carriera per trattenere i talenti: diventa fondamentale costruire un pacchetto capace di garantire un corretto rapporto tra retribuzione, attività ed equilibrio tra vita privata e lavoro. Cambia anche il valore attribuito ai benefit aziendali. Se per i baby boomers uno dei simboli più ambiti e distintivi della carriera era l’auto aziendale, per la Generazione Z il benefit preferito è oggi il tempo libero aggiuntivo, indicato dal 38% dei giovani, davanti a strumenti più tradizionali come palestra, eventi di team building o applicazioni dedicate al benessere. Anche le relazioni professionali restano importanti, ma vengono valorizzate soprattutto all’interno di team di piccole dimensioni, nei quali sia possibile avere un reale confronto e costruire un percorso di evoluzione personale e professionale. Approfondiamo il tema con Cristina Casadei, Sole 24 Ore.

È in corso dal 7 settembre e si concluderà domani, 11 settembre, la missione imprenditoriale che farà tappa a Buenos Aires, San Paolo e Brasilia, portando oltre 90 imprese italiane nei due principali mercati del Mercosur (che include Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay). Guidata dal presidente Emanuele Orsini e organizzata insieme a ICE Agenzia, in stretto coordinamento con le Ambasciate d’Italia a Buenos Aires e Brasilia e in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana nella Repubblica Argentina e la Câmara de Comércio Italiana de São Paulo – Italcam, la missione ha fatto tappa a Buenos Aires il 7 e 8 settembre, è proseguita a San Paolo il 9 e 10 settembre e si concluderà domani a Brasilia. Ad accompagnare le oltre 90 imprese anche un’ampia rappresentanza dei vertici di Confindustria e del Sistema Paese, con la partecipazione dei ministri Antonio Tajani e Giuseppe Valditara. Ne parliamo con Barbara Cimmino, vicepresidente di Confindustria per l'export e l'attrazione degli investimenti. Cdm alle 17, verso proroga taglio accise Il Consiglio dei ministri, convocato alle 17 a Palazzo Chigi, ha intenzione di varare la nuova proroga del taglio delle accise sul gasolio. La misura sarà contenuta nel decreto legge all'ordine del giorno, con "disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali e di infrastrutture e attività energetiche strategiche". La nuova proroga del taglio sulle accise sui carburanti - quello in vigore fino a oggi è di 17 centesimi al litro solo sul diesel - durerà fino al 17 settembre. Facciamo il punto con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore. La Bce alza il costo del denaro di 25 punti base, tasso su depositi sale al 2,50%. Lagarde: «Rischi rialzo per inflazione e ribasso per crescita» Il Consiglio direttivo Bce ha deciso oggi di alzare, come atteso, i tassi di interesse di 25 punti base e ha avvertito che «il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull’inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell’obiettivo per un periodo prolungato». «La decisione odierna - si sottolinea nel comunicato di fine vertice - sottolinea l’impegno del Consiglio direttivo di definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine». «Le prospettive restano molto incerte, con rischi orientati al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica. Riguardo allo shock energetico, i nuovi scenari formulati dai nostri esperti illustrano l’ampia gamma di esiti per l’evoluzione della crescita e dell’inflazione in base a diverse ipotesi sull’intensità e sulla durata dello shock, nonché sugli effetti indiretti e di secondo impatto. Con la decisione odierna il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dal conflitto». Approfondiamo il tema con Franco Bruni, professore emerito del dipartimento di Economia dell’Università Bocconi, dirige l'Osservatorio Europa e Governance Globale dell'ISPI.

Al via oggi (e fino al 6 settembre) a Cernobbio, sul lago di Como, la 52esima edizione del Forum Ambrosetti, che riunisce il gotha di economia, finanza e politica. Il tradizionale appuntamento di fine estate anche quest’anno è un'occasione di confronto sugli scenari geopolitici, economici, tecnologici e sociali e sulle loro ricadute per imprese e Paesi. I lavori si sono aperti con un messaggio scritto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l’intervento di Valerio De Molli, managing partner e ceo di The European House - Ambrosetti e TEHA Group. Tema della giornata d'esordio gli scenari geopolitici e macroeconomici globali. Tra gli appuntamenti della giornata, il confronto sul futuro dell’economia mondiale tra gli storici e analisti Niall Ferguson e Anne-Marie Slaughter, e il dibattito sulla competitività dell’Italia con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ed Enrico Giovannini (Università Tor Vergata ed ex ministro del Lavoro). Fa discutere invece la presenza del leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, che ha spinto il leader di Azione Carlo Calenda a rinunciare alla partecipazione. Passano nei nostri studi Enrico Giovannini, Professore di Statistica Economia dell'Università Tor Vergata e Renato Mazzoncini, Ad A2A. Tra rischio bolla Ai e tensioni sui bond, i mercati rimangono ottimisti. Per ora L’intelligenza artificiale potrebbe scatenare una recessione economica globale. E' l'avvertimento lanciato l'altro giorno dal governatore della Banca d’Inghilterra Andrew Bailey in una lettera indirizzata ai ministri delle Finanze del G20 per il summit di oggi in Carolina del Nord. Una “futura correzione di mercato” potrebbe diffondersi in tutto il mondo se la bolla dell’IA dovesse scoppiare, scrive nella missiva mettendo in guardia dalla "volatilità" causata dall’impatto degli shock energetici derivanti dalla guerra tra Stati Uniti e Iran. Intanto continuano le tensioni sui titoli di stato. I rendimenti dei titoli del Tesoro statunitense sono in rialzo, dopo un rapporto sull'occupazione più robusto del previsto. Il rendimento del titolo del Tesoro a 10 anni, il principale benchmark per mutui, prestiti auto e debiti da carte di credito, è salito di 4 punti base al 4,802%. Ad agosto, sono stati creati 162.000 posti di lavoro, contro attese per un +53.000: dati che fanno aumentare le possibilità di un rialzo dei tassi d'interesse, tra due settimane, per frenare l'inflazione. Ne parliamo in diretta da Cernobbio con Monica Defend, Responsabile dell’Amundi Investment Institute e Market Strategist di Amundi.

Nonostante le continue tensioni legate allo stretto di Hormuz e alla conseguente fiammata inflazionistica, al momento l'economia globale sembra resistere. Nei giorni scorsi l'Istat ha certificato un +0,2% del Pil nel secondo trimestre e una variazione acquisita per il 2026, al netto degli effetti di calendario, allo 0,8%. E oggi L'Istituto Ifo ha rivisto al rialzo le sue previsioni economiche sulle prospettive dell'economia tedesca. Gli economisti prevedono ora per quest'anno una crescita del prodotto interno lordo (Pil) dell'1,4 per cento, ovvero 0,6 punti percentuali in più rispetto alle stime precedenti. "Si intravedono segnali positivi soprattutto nel settore industriale, duramente colpito dalla crisi", si legge nel documento. Abbastanza incoraggianti anche gli insdici PMI: L'indice Pmi composito dell'Eurozona è rimasto fermo a 52 punti in agosto, contro i 52,1 punti previsti. In calo a 51,6 punti l'indice dei servizi, previsto stabile a 51,7 punti. Positivi quelli tedeschi e italiani, mentre negativi quelli francesi: L'indice Pmi composito scende in Francia oltre le stime a 48,5 punti, L'indice Pmi composito tedesco sale oltre le stime a 51,8 punti L'indice Pmi dei servizi sale oltre le stime in agosto in Italia. Approfondiamo il tema con Lorenzo Codogno, Visiting professor alla London School of Economics. Nvidia acquista la piattaforma di IA open source Hugging Face per 12,9 miliardi Nvidia ha raggiunto oggi un accordo per acquistare Hugging Face per 12,9 miliardi di dollari, in una delle operazioni più importanti della sua storia recente e in un passaggio che allarga ulteriormente il raggio d’azione dell’azienda oltre l’hardware. Hugging Face viene considerata la più grande “biblioteca di AI” gratuitamente consultabile al mondo. Si configura come una sorta di “GitHub dell’intelligenza artificiale”: una piattaforma dove sviluppatori, ricercatori e aziende possono pubblicare, scaricare, modificare e utilizzare modelli di AI, oltre a dataset e applicazioni. Ospita oltre 2 milioni di modelli ed è utilizzata da più di 13mila aziende. La sua importanza è cresciuta soprattutto con lo sviluppo dei modelli cosiddetti open weight, come Llama di Meta o DeepSeek, che possono essere scaricati e modificati dagli sviluppatori. La chiusura dell'acquisizione a circa 13 miliardi di dollari fa dell’operazione la seconda più grande nella storia di Nvidia, dietro solo ai circa 20 miliardi spesi per rilevare gran parte di Groq e davanti ai quasi 7 miliardi pagati nel 2019 per Mellanox. Facciamo il punto della situazione con Luca Tremolada, Il Sole 24 Ore. Eni firma contratto in Venezuela, diventa operatore Junin-5. Intanto il petrolio sale ma non schizza Eni e Pdvsa, società di stato venezuelana, hanno firmato il "Contrato de Participación Productiva de Hidrocarburos" relativo allo sviluppo del giacimento di importanti dimensioni (giant field) a olio di Junín 5, situato onshore nella Faja dell'Orinoco, in Venezuela. Il contratto, della durata di 25 anni con possibilità di estensione, attribuisce ad Eni il ruolo di Operatore esclusivo dell'area Junín 5, con piena responsabilità della gestione tecnica, finanziaria e commerciale del campo. Junín 5 è un campo a olio pesante che contiene 35 miliardi di barili in posto certificati. Attualmente produce circa 12 mila barili al giorno (ma si punta a 400mila barili giornalieri entro la fine della decade). Questa svolta industriale per la compagnia italiana si inserisce in un quadro politico e diplomatico radicalmente mutato. Il 1 settembre Venezuela e Stati Uniti hanno firmato un'intesa, con una durata iniziale di 25 anni, per lo sviluppo e la riattivazione operativa di 17 giacimenti petroliferi considerati strategici, con l'obiettivo di portare la produzione nazionale oltre 1,5 milioni di barili al giorno nell'ambito del piano di rilancio dell'industria degli idrocarburi. Si tratta di uno dei principali risultati del nuovo riavvicinamento tra Caracas e Washington sul fronte energetico. La mossa di Trump si inserisce in un quadro in cui si cerca di salvaguardare indipendenza dallo stretto di Hormuz degli Stati Uniti. Nonostante le tensioni globali il prezzo del petrolio continua a mantenersi stabile. Ne parliamo con Sissi Bellomo, Il Sole 24 Ore.

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