Non ci sono solo la riapertura delle scuole e l'election day del 20-21 settembre, con l'esito del referendum sulla riduzione dei parlamentari, lungo il cammino che dovrà affrontare il governo nei prossimi 50 giorni. La fitta agenda di scadenze di finanza pubblica e di appuntamenti parlamentari in agenda potrebbe favorire più di un incrocio pericoloso per il Conte 2 e la sua maggioranza, e, forse, creare i presupposti per un ingorgo nell attività delle Camere. Di qui al 20 ottobre il governo è chiamato a chiudere la partita sul decreto semplificazioni e sulla manovrina estiva (Dl Agosto), a predisporre la Nota di aggiornamento al Def (NaDef), a definire il Recovery fund, recependo anche le indicazioni del Parlamento, degli enti territoriali e delle associazioni di categoria, e a mettere nero su bianco la prossima legge di bilancio.
Un primo incrocio si profila già martedì 1° settembre: in Aula al Senato è previsto l'approdo del decreto Semplificazioni che, alla luce dei nodi ancora da sciogliere in commissione, potrebbe slittare al giorno successivo; contemporaneamente i due rami del Parlamento daranno il via, con il lavoro congiunto delle commissioni Bilancio e Politiche della Ue, all'atteso ciclo di audizioni sull'individuazione delle priorità del Recovery fund.
La rete unica e l'appuntamento di questa sera
Sono ormai due anni che il tema 'rete unica' tiene banco nel settore delle tlc italiane, fra accelerazioni e frenate. Già nel 2018, infatti, Tim aveva avanzato l'idea che fosse opportuno unire le forze con Open Fiber, la società partecipata al 50% da Cdp e al 50% da Enel, voluta nel 2016 dall'allora governo Renzi. Oggi pomeriggio i rispettivi Cda daranno il via al memorandum concordato da Luigi Gubitosi (Tim)e Fabrizio Palermo (Cdp) per arrivare a integrare l'infrastruttura del gruppo telefonico con Open Fiber. Il board di Tim farà anche un primo passo concreto dando il via libera alla nascita di FiberCop, la società in cui sarà conferita la rete secondaria e al contestuale ingresso del fondo KKR e Fastweb. La società è poi destinata a fondersi con Open Fiber per dare vita ad AccessCo, ossia la rete unica.
Il crollo dei consumi
L'epidemia da Covid 19 brucerà nel 2020 116 miliardi di consumi con una media di 1.900 euro a testa. Lo calcola la Confcommercio che in una nota sottolinea che se a livello nazionale il calo dei consumi sarà del 10,9% rispetto al 2019 (per una perdita di 116 miliardi) il maggior calo percentuale si avrà nel Trentino (-16%) mentre il Molise registrerà un calo del 7,2%. il Nord è l'area più penalizzata (-11,7%), con quasi il 60% del calo complessivo concentrato nelle sue 8 regioni e con la Lombardia che registra la maggiore perdita in valore assoluto (- 22,6 miliardi di consumi), mentre nel Mezzogiorno la riduzione della spesa è più contenuta (-8,5%).
OSPITI: Gianni Trovati, Antonella Olivieri, Il Sole 24 Ore, Mariano Bella, direttore del centro studi Confcommercio