Focus economia

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Focus economia episodes

  • Il governo punta a 4,5 miliardi da banche e assicurazioni

    Il governo prosegue sulla strada di un contributo straordinario dal settore bancario per finanziare la manovra. Il Documento di programmazione finanziaria prevede risorse per circa 4,5 miliardi, includendo per la prima volta anche le assicurazioni. L'ipotesi è una doppia misura: una tassa del 27,5% per l'affrancamento degli utili accantonati nel 2023 (pari a 6,2 miliardi nel complesso) e un'imposizione progressiva sugli utili futuri dal 2026 in caso di mancato affrancamento. Il gettito atteso è di 1,7 miliardi, cui si aggiungerebbero 1,1 miliardi dall'imposta del 26% sui dividendi distribuiti, arrivando a 2,8 miliardi. A questi si sommerebbero circa 900 milioni dal rinvio delle Dta residue e altri 800 milioni dalla replica della misura sull'Ifrs9 e sull'avviamento. L'Abi, riunitasi il 13 ottobre, ha ribadito la contrarietà a una nuova tassa sui profitti, giudicata retroattiva e lesiva del patrimonio, ma si è detta disponibile a un nuovo contributo volontario, purché sotto forma di anticipo di liquidità e non destinato a misure come la rottamazione delle cartelle. In studio Laura Serafini, Il Sole 24 Ore

    Moda, Urso convoca le associazioni del settore: Sistema Italia unito contro l'ultra fast fashion

    Incontro urgente a Palazzo Piacentini tra il ministro Adolfo Urso e i rappresentanti della filiera moda - tra cui Capasa, Sburlati, Lunelli, Marini e Vignolini - per affrontare la crisi del comparto. Urso ha annunciato un provvedimento contro l'invasione di prodotti a basso costo, completando il percorso legislativo avviato in Senato sulla trasparenza e la qualità del lavoro. Il nuovo intervento introdurrà la responsabilità estesa del produttore (EPR), imponendo anche ai marchi extra-Ue che vendono in Italia di rispettare le norme ambientali e di tracciabilità europee. Previsto anche un sistema volontario di certificazione "Filiera della moda certificata" sotto il controllo del Mimit e dell'Antitrust. L'obiettivo è difendere la concorrenza leale e valorizzare le imprese virtuose. Urso ha inoltre annunciato la convocazione del Tavolo della Moda per il 17 novembre, per definire un piano di rilancio del settore, penalizzato dal calo dell'export e dall'aumento dei costi produttivi. Ne parliamo con  Luca Sburlati - Presidente Confindustria Moda

    Cina sempre più in deflazione e aumenta l'export in Europa. Rischio invasione?

    La Cina è sempre più vicina a una spirale deflazionistica: a settembre i prezzi al consumo sono calati dello 0,3% su base annua e quelli alla produzione del 2,3%, confermando tre anni consecutivi di flessione. Pesano la crisi immobiliare, la domanda interna debole e la disoccupazione giovanile, mentre Pechino tenta di frenare la guerra dei prezzi con la campagna "anti-involuzione". Parallelamente, l'export cinese cresce dell'8,3% annuo, trainato da Asia e Unione Europea (+8,2%), mentre crollano le esportazioni verso gli Stati Uniti (-27%). Il rischio per l'Europa è un'invasione di merci cinesi a basso costo, effetto collaterale della guerra commerciale tra Washington e Pechino. Le tensioni si acuiscono dopo le nuove restrizioni cinesi all'export di terre rare, accusate dagli Usa di minacciare l'economia globale. Pechino replica promettendo di "combattere fino alla fine" nelle trattative commerciali. Il commento è di Fabio Scacciavillani, economista, editorialista Sole24 Ore

    Aumentano il numero e il valore dei veicoli commerciali in leasing

    Il mercato del leasing cresce del 5,2% nei primi nove mesi del 2025, con 26 miliardi di stipulato e quasi 559mila operazioni. Trainano i beni strumentali (+15,1%) e il comparto auto (+0,7%), grazie al balzo dei veicoli commerciali. A Milano, il 22 e 23 ottobre, si terrà la settima edizione del Salone del Leasing con 11 tavole rotonde dedicate a finanza, imprese e innovazione. Secondo Assilea, aumenta la quota di veicoli green (62,4% delle immatricolazioni leasing e noleggio) e il comparto immobiliare cresce del 3,5%, sostenuto dal segmento da costruire (+14,5%). Fortissimo il comparto aeronavale/ferroviario (+55,8%) e il leasing di impianti fotovoltaici (+24,9%). Il direttore generale Luca Ziero sottolinea che il leasing è uno strumento chiave per la crescita delle PMI: le imprese che lo utilizzano mostrano maggiore propensione all'espansione, alla digitalizzazione e all'export rispetto alla media nazionale. Interviene Luca Ziero, Direttore Generale Assilea

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  • Lecornu all'Assemblea nazionale: "Sospesa la riforma delle pensioni"

    Sébastien Lecornu ha riportato ordine all'Assemblea nazionale, ottenendo un risultato politico significativo in tre mosse: ha ridato centralità al Parlamento, annunciato un'imposta eccezionale sui grandi patrimoni e promesso la sospensione della riforma delle pensioni fino al 2028, quindi dopo le presidenziali. Lecornu ha garantito che non ci sarà alcun aumento dell'età pensionabile né della durata dei contributi fino a gennaio 2028, come richiesto dalla CFDT. La sospensione costerà 400 milioni di euro nel 2027 e interesserà 3,5 milioni di francesi, ma sarà compensata da risparmi per evitare un aumento del deficit.
    Ha inoltre proposto un contributo eccezionale sui grandi patrimoni per finanziare investimenti strategici e aumenti fiscali mirati per alcune grandi imprese, con l'obiettivo di redistribuire meglio il carico fiscale. Lecornu ha anche ribadito il ruolo centrale del Parlamento, rinunciando al ricorso all'articolo 49.3 della Costituzione e invitando le opposizioni a partecipare alla discussione su bilancio e riforme. Ne parliamo con Marc Lazar, titolare della cattedra Relazioni italo-francesi per l'Europa alla Luiss e Professore di Storia Politica e Sociologia, direttore del Centro di Storia di Sciences Po a Parigi, Presidente del Comitato Scientifico della stessa università.

    La Cina impone tasse portuali alle navi Usa

    La Cina ha introdotto un nuovo regime di tasse portuali speciali per le navi di proprietà o gestite da imprese, organizzazioni e individui statunitensi, in risposta a misure analoghe adottate dagli Stati Uniti. Le tariffe partono da 400 yuan per tonnellata netta e aumenteranno progressivamente fino a 1.120 yuan nel 2028. La misura riguarda anche navi battenti bandiera americana, costruite negli Usa o controllate da entità con partecipazione statunitense superiore al 25%.
    Si tratta di una mossa speculare a quella di Washington, che ha imposto restrizioni al settore navale e cantieristico cinese. Pechino accusa gli Stati Uniti di violare gli accordi commerciali e di danneggiare gli interessi cinesi. Un portavoce del ministero del Commercio ha dichiarato che la Cina è pronta a "combattere fino alla fine" nella guerra commerciale, pur restando disponibile al dialogo. Interviene Patrizio Bianchi, Professore Emerito di Economia, Cattedra Unesco "Educazione, Crescita e Uguaglianza", Università degli Studi di Ferrara.

    Istat: in povertà assoluta 5,7 milioni di persone, in gran parte stranieri

    Secondo l'Istat, nel 2024 oltre 2,2 milioni di famiglie italiane (8,4% del totale) vivono in povertà assoluta, per un totale di 5,7 milioni di individui, pari al 9,8% dei residenti. I valori restano stabili rispetto al 2023. La povertà colpisce soprattutto le famiglie con componenti stranieri: l'incidenza è del 30,4% se c'è almeno uno straniero, e del 35,2% se tutti i membri sono stranieri, contro il 6,2% delle famiglie composte solo da italiani.
    Il Mezzogiorno registra i livelli più alti di povertà (10,5%), seguito dal Nord-Ovest (8,1%) e dal Nord-Est (7,6%), mentre il Centro resta l'area con i valori più bassi (6,5%). Aumenta la povertà nelle Isole, passata dal 11,9% al 13,4%. Nei comuni piccoli non periferici delle aree metropolitane l'incidenza è più elevata (8,9%), mentre nelle grandi città scende leggermente. Tuttavia, al Sud e al Nord sono proprio i centri metropolitani a registrare i tassi più alti. Commentiamo il tutto con Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.

    1 hr 2 min
  • Il Premio Nobel per l'Economia a Joel Mokyr, Philippe Aghion e Peter Howitt

    Il Premio Nobel per l'Economia 2025 è stato assegnato a Joel Mokyr, Philippe Aghion e Peter Howitt per aver spiegato la crescita economica guidata dall'innovazione e il ruolo della tecnologia. Metà premio è andata a Mokyr, della Northwestern University, per aver identificato i prerequisiti di una crescita economica duratura attraverso il progresso tecnologico; l'altra metà ad Aghion e Howitt, del Collège de France e della Brown University, per la teoria della crescita sostenuta attraverso la distruzione creativa. I tre economisti hanno dimostrato che l'innovazione può generare anche effetti negativi, che devono essere gestiti per garantire un vero progresso. Se istituzioni e società non creano le condizioni favorevoli, il rischio è la stagnazione. Mokyr, attraverso fonti storiche, ha individuato le condizioni che rendono le innovazioni autogeneranti: non basta sapere che qualcosa funziona, bisogna comprenderne il perché. Prima della rivoluzione industriale mancava questo approccio, che oggi invece è alla base della crescita economica. Aghion e Howitt, nel 1992, hanno formalizzato in un modello matematico il concetto di distruzione creativa di Schumpeter: l'innovazione è creativa perché genera valore, ma anche distruttiva perché rende obsolete le tecnologie precedenti e cambia gli equilibri del mercato.

    Dazi, Trump: gli Usa vogliono aiutare la Cina, non danneggiarla

    Prosegue la tensione commerciale tra Stati Uniti e Cina. Dopo le restrizioni di Pechino sulle terre rare e la minaccia di nuovi dazi da parte di Washington, Donald Trump ha diffuso un messaggio conciliante, affermando di voler aiutare la Cina e non danneggiarla. Tuttavia, il vicepresidente JD Vance ha ribadito che il presidente americano è pronto a ogni opzione, anche a misure drastiche, se la Cina non collaborerà. Pechino ha reagito accusando gli Stati Uniti di doppi standard e di abusare del concetto di sicurezza nazionale per giustificare misure discriminatorie, ricordando che le restrizioni americane coinvolgono circa 3.000 voci contro le 900 cinesi. La nuova ondata di dazi, fino al 100%, dovrebbe entrare in vigore entro novembre, insieme a nuove limitazioni sull'export di software sensibili. La Cina ha difeso le proprie misure di controllo sulle esportazioni come legittime e necessarie per la stabilità regionale. L'escalation segna un cambio di rotta rispetto alle recenti aperture, che avevano portato a un possibile incontro tra Trump e Xi Jinping al vertice Apec, ora in dubbio. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, direttore Newsmondo.it

    Biffi, produttività ferma da 10 anni ma Lombardia locomotiva

    A Milano si è svolta l'Assemblea Generale 2025 di Assolombarda, intitolata "ReThinking Industry", dedicata alla produttività e all'impatto dell'innovazione e dell'intelligenza artificiale sulle imprese. Alvise Biffi, alla sua prima assemblea da presidente, ha evidenziato come la produttività italiana sia ferma da un decennio, con una crescita media annua pari a zero, mentre l'Unione Europea e gli Stati Uniti hanno registrato progressi più sostenuti. Nonostante ciò, la Lombardia rimane la locomotiva economica del Paese, prima per imprese, occupati e Pil, concentrando gran parte della ricchezza nel quadrilatero Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia. Tuttavia, Biffi ha avvertito che anche la locomotiva rischia di rallentare, con una previsione di crescita del Pil lombardo dello 0,6% nel 2025 e dell'1,2% per l'area di Assolombarda. Durante l'assemblea è stato presentato il progetto "ReThinking Industry" e l'ecosistema digitale nazionale per l'industria "ForgIA", sviluppato insieme a istituzioni e centri di ricerca come l'Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale e il Politecnico di Milano. ForgIA punta a valorizzare e condividere i dati industriali per aumentare la produttività e favorire la trasformazione digitale, nel rispetto della sovranità del dato e della collaborazione tra imprese e istituzioni. Interviene Alvise Biffi, presidente di Assolombarda.

    1 hr 2 min
  • Consumi, l'ultimo trimestre 2025: crescita zero

    Le stime del Retailer Barometer Confimprese-Jakala rivedono al ribasso le previsioni di crescita dei consumi per il 2025: l'ultimo trimestre si prospetta a crescita zero, rispetto al +1,7% atteso a inizio anno. Marginalità in calo per la metà delle aziende, con punte dell'80% nel comparto abbigliamento-accessori, che chiuderà l'anno a -2,3%. In difficoltà anche la ristorazione (-1%), mentre solo il comparto "altro retail" (casa, elettronica, telefonia, libri, cura persona, fitness) è atteso in positivo (+1,8%).
    Mario Maiocchi, direttore del Centro studi Confimprese, sottolinea che, nonostante l'inflazione sotto controllo, i consumatori restano prudenti, frenando i consumi discrezionali. Ad agosto il fatturato è cresciuto solo dell'1% su base annua, mentre il periodo gennaio-agosto segna un -0,4% rispetto al 2024, segnale di una crisi ancora persistente e di acquisti sempre più ragionati. Interviene Mario Resca, presidente Confimprese.

    Ferrari: nel 2030 ricavi a 9 miliardi e 20% offerta elettrica. Le azioni affondano in Borsa

    Ferrari punta a raggiungere 9 miliardi di ricavi nel 2030 con 4,7 miliardi di investimenti nei prossimi cinque anni e presenta la sua prima vettura elettrica: quattro porte, quattro posti, oltre 1000 cavalli e 530 km di autonomia. Nonostante il piano ambizioso, il titolo in Borsa ha perso fino al 16%.
    Il nuovo piano prevede una gamma al 2030 composta per il 40% da motori tradizionali, 40% ibridi e 20% elettrici. L'Ebit stimato sarà di almeno 2,75 miliardi (margine 30%) e l'Ebitda di 3,6 miliardi (margine 40%). Ferrari mira a un free cash flow industriale di 8 miliardi tra il 2026 e il 2030, sostenuto da forte profittabilità e nuovi lanci (quattro modelli l'anno). Previsto anche un aumento dei dividendi e un programma di buyback da 3,5 miliardi. Ne parliamo con Marigia Mangano, Il Sole 24 Ore.

    Cina, stretta su export di terre rare e tecnologie correlate

    La Cina introduce nuove restrizioni immediate sull'export di terre rare e tecnologie collegate, imponendo licenze obbligatorie per estrazione, produzione e riciclo. Pechino motiva la misura con la necessità di «salvaguardare la sicurezza e gli interessi nazionali».
    Le terre rare sono essenziali per auto, elettronica e difesa, e la mossa acuisce le tensioni con Washington, che accusa la Cina di rallentare le licenze. L'Ue ha espresso preoccupazione, ricordando gli impegni presi nel summit Ue-Cina di luglio per un commercio più trasparente. Gli Stati Uniti e l'Europa lavorano per ridurre la dipendenza da Pechino, investendo nella produzione e nel riciclo di materie prime critiche. Il commento è affidato a Giuliano Noci - Professore ordinario in Ingegneria Economico-Gestionale, Politecnico di Milano.

    Confindustria giovani: "Priorità agli investimenti, il fondo di garanzia aiuti le imprese giovani"

    Il 10 e 11 ottobre torna a Capri il convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, giunto alla quarantesima edizione, dal titolo "Ritmo. Il tempo dell'impresa che cresce". La presidente Maria Anghileri richiama la necessità di un cambio di passo nelle politiche economiche, con incentivi stabili per ricerca, sviluppo e Mezzogiorno.
    Anghileri evidenzia come solo il 9% della spesa pubblica sia destinato alla "filiera futuro" (natalità, istruzione, innovazione, startup) e denuncia la perdita di 153mila imprese giovanili in dieci anni. A Capri presenterà proposte per rilanciare gli investimenti e sostenere le imprese guidate da giovani. Facciamo il punto con  Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria.

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  • Un patto per le città

    Al Maxxi di Roma, fino al 9 ottobre, si svolge "Città nel Futuro 2030-2050", iniziativa promossa dall'Ance con la direzione di Francesco Rutelli. Tre giorni dedicati a rigenerazione urbana, casa accessibile, adattamento climatico e sostenibilità, con amministratori, esperti e imprese riuniti per definire proposte concrete.
    Rutelli ha parlato di una "cittadella del dialogo" sul governo delle acque e sugli investimenti preventivi contro i danni climatici. L'obiettivo è individuare soluzioni che il Parlamento possa adottare. La presidente Ance, Federica Brancaccio, ha richiamato la necessità di politiche abitative efficaci: "Dove c'è lavoro non c'è casa e viceversa", ha detto, auspicando risposte già nella prossima legge di bilancio. Il deputato Marco Osnato ha ricordato che ci sono fino a 15 miliardi potenzialmente attivabili per un Piano casa pluriennale, tra fondi nazionali ed europei. Intervengono a Focus Economia Federica Brancaccio, presidente dell'Ance e Stefano Scalera, Amministratore Delegato di Invimit SGR.

    Gimbe: Servizio Sanitario Nazionale sottofinanziato e 41,3 mld a carico delle famiglie

    La Fondazione Gimbe denuncia un definanziamento strutturale del Servizio sanitario nazionale, pari a 13,1 miliardi negli ultimi tre anni. Di conseguenza, 41,3 miliardi di spese sanitarie restano a carico delle famiglie e un italiano su dieci rinuncia alle cure.
    Il presidente Nino Cartabellotta parla di un "lento smantellamento" del sistema pubblico. Pur con l'aumento nominale del Fondo sanitario nazionale da 125,4 a 136,5 miliardi tra 2022 e 2025, inflazione e costi energetici ne hanno eroso il valore reale.
    Il rapporto Fsn/Pil è sceso dal 6,3% del 2022 al 6% nel 2023 e continuerà a calare fino al 5,8% nel 2028, con un divario crescente a carico delle Regioni. Senza un rifinanziamento deciso, si rischiano tagli ai servizi o maggiori tasse locali. Ne parliamo con Marzio Bartoloni, Il Sole 24 Ore

    1 hr
  • Urso, superdazi sulla pasta? "Fiducioso che avremo ragione"

    Il ministro Adolfo Urso, a margine dell’assemblea di Unindustria, si dice fiducioso di vincere la battaglia sui superdazi USA alla pasta italiana, sia sul piano legale che politico. Sottolinea il pieno sostegno della Commissione europea, che resta l’unico soggetto competente in materia di politica commerciale. Critico invece il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che chiede maggiore certezza nei rapporti con i partner internazionali. Il Dipartimento del Commercio americano ha imposto un dazio del 91,74%, sommato al 15% già esistente, portando il totale al 107%. Il provvedimento, previsto da gennaio 2026, nasce da una revisione antidumping che coinvolge La Molisana e Garofalo, accusate di scarsa collaborazione. Lo stesso margine è stato applicato anche ad altre aziende, tra cui Barilla, Sgambaro e Rummo. L’ambasciata italiana e i ministeri competenti sono già intervenuti per chiedere una revisione della misura. Ne parliamo con Luigi Scordamaglia - Amministratore Delegato di Filiera Italia.

    Fim, crollo di un terzo della produzione Stellantis 9 mesi

    Nei primi nove mesi del 2025 la produzione Stellantis in Italia è calata del 31,5%, con 265.490 unità tra auto e veicoli commerciali. Le auto segnano -36,3%, i furgoni -23,9%. Tutti gli stabilimenti registrano cali tra il 17% e il 65%. Il segretario Fim Cisl Ferdinando Uliano prevede un 2025 chiuso con poco più di 310.000 unità, di cui meno di 200.000 auto. Il 20 ottobre è previsto un incontro con l’ad Antonio Filosa per chiedere un rafforzamento del piano industriale avviato dopo lo sciopero del 2024 e l’uscita di Tavares. Il piano prevede nuovi modelli, versioni ibride e progetti di rilancio per Pomigliano, Mirafiori, Melfi, Modena e la gamma Maserati, mentre restano incognite sul futuro di Termoli dopo lo stop alla gigafactory. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti - Direttore Newsmondo.it

    L'economia italiana rischia la stagnazione, Confindustria chiede interventi

    L’Istat conferma che la crescita del Pil italiano per il 2025 sarà dello 0,5%, come previsto nel Dpfp, ma solo se nel secondo semestre si registrerà un lieve incremento di almeno 0,2 punti percentuali. L’istituto ricorda che il 2025 avrà tre giornate lavorative in meno rispetto al 2024, elemento che potrebbe frenare i risultati. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenendo all’assemblea di Unindustria, ha sollecitato il governo a destinare le risorse non utilizzate agli investimenti, invece che alla riduzione del debito pubblico. Ne parliamo con  Gianni Trovati - Il Sole 24 Ore.

    1 hr 2 min
  • Francia nel caos, Lecornu si dimette

    Il primo ministro francese Sébastien Lecornu, nominato il 9 settembre, ha presentato domenica sera la lista dei ministri a Emmanuel Macron e ha rassegnato le dimissioni la mattina dopo. Il presidente ha accettato. Le opposizioni chiedono ora un nuovo scioglimento dell’Assemblea e le dimissioni di Macron, mentre la Borsa è caduta del 2% e lo spread Francia-Germania è vicino ai massimi da dicembre 2024. La crisi è stata improvvisa: le critiche dei républicains, rilanciate dal ministro degli Interni Bruno Retailleau, hanno spinto Lecornu a rinunciare, dopo che i neogollisti avevano contestato la nomina alla Difesa di Bruno Le Maire e la presenza di troppi ministri riconfermati. Lecornu, che aveva cercato un dialogo anche con la sinistra, ha spiegato che i partiti hanno ignorato la sua volontà di non ricorrere all’articolo 49.3, rifiutandosi di collaborare alla discussione parlamentare. Ha denunciato il comportamento dei partiti, che agiscono come se avessero tutti la maggioranza assoluta, e ha alluso alle ambizioni presidenziali di Retailleau, concludendo che non esistono le condizioni per governare. Ora Macron deve scegliere se nominare un nuovo premier o sciogliere l’Assemblea Nazionale. Ne abbiamo parlato con Francesco Saraceno, Professore di macroeconomia internazionale e europea Sciences Po e Luiss.

    Il "Peso" sull'Argentina

    Il peso argentino torna a vacillare: le riserve si assottigliano e gli investitori fuggono. L’intervento diretto degli Stati Uniti, con una linea swap da 20 miliardi di dollari e l’acquisto di bond in valuta estera, ha frenato la fuga e dato ossigeno ai mercati. È un sostegno senza precedenti con cui Washington vuole blindare l’esperimento economico del presidente libertario Javier Milei. Per quasi venti mesi Milei era riuscito a ridurre l’inflazione mensile dal 12,8% a meno del 2%, tagliare la spesa e riportare in pareggio il bilancio, ma la fragilità strutturale del Paese resta: il conto corrente è tornato in rosso. A pochi giorni dalle elezioni legislative del 26 ottobre, il candidato sostenuto da Milei si è ritirato dopo un’inchiesta per presunti legami con il narcotraffico, un duro colpo per la maggioranza. Interviene Mauricio Monte, Radio 24 Buenos Aires.

    Ue e Italia uniti contro dazi Usa sulla pasta: azione coordinata per difendere il settore alimentare

    La Commissione europea, in stretto coordinamento con il governo italiano, lavora con gli Stati Uniti sull’indagine antidumping che potrebbe imporre nuovi dazi sulla pasta e interverrà se necessario. Il Dipartimento del Commercio americano ha accusato le aziende italiane di dumping e imposto una tariffa del 91,74% aggiuntiva al 15% già in vigore, portando l’imposizione totale al 107%. Il nuovo super-dazio, previsto da gennaio 2026, preoccupa il comparto. L’ambasciata italiana a Washington e i ministeri competenti si sono attivati per far modificare la decisione. L’indagine nasce da una revisione richiesta da aziende americane concorrenti e ha coinvolto La Molisana e Garofalo, accusate di scarsa collaborazione, con conseguente applicazione del margine massimo di dumping esteso anche ad altri marchi come Barilla, Sgambaro e Rummo. Il ministro Lollobrigida ha definito la misura un meccanismo iper-protezionista senza giustificazione, mentre il presidente del Veneto Zaia ha parlato di indagini “raffazzonate”. Ne parliamo con Cosimo Rummo, Presidente e Amministratore Delegato del Pastificio Rummo di Benevento.

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  • Manovra da 16 miliardi, 10 da tagli di spesa e 6 da maggiori entrate

    Deficit al 3% già quest'anno. Pil allo 0,5% nel 2025 e allo 0,7% nel 2026, sia a livello tendenziale che programmatico, quindi senza l'effetto spinta della manovra. Un incremento del Pil nel prossimo triennio, per un totale di 11−12 miliardi, prenotato per le spese alla difesa, sempre che venga ufficializzata l'uscita dalla procedura per deficit eccessivo. Il governo aggiorna così le stime macro e fissa la rotta e i margini per le prossime misure economiche. A partire dalla legge di bilancio, la quarta dell'esecutivo Meloni, che prenderà le mosse da alcune priorità: fisco, famiglie, sanità e lavoro. La manovra 2026-2028 «finanzierà interventi per un ammontare medio annuo di circa 0,7 punti percentuali di Pil». Le coperture arriveranno da «una combinazione di misure dal lato delle entrate», per un valore attorno ai 6,5 miliardi e per il resto da «interventi sulla spesa». In particolare, a far parte della manovra sarà «una ricomposizione del prelievo fiscale riducendo l incidenza del carico sui redditi da lavoro e si garantirà un ulteriore rifinanziamento del fondo sanitario nazionale. Inoltre, al fine di dare continuità agli interventi approvati dal Governo, saranno previste specifiche misure volte a stimolare gli investimenti delle imprese e a garantirne la competitività. Inoltre, verranno preservati gli investimenti pubblici finanziati con risorse nazionali, i quali sono attesi mantenersi su un livello medio pari al 3,4 per cento del Pil, al di sopra di quello riferito agli anni del Pnrr. Si procederà, infine, nel percorso di incremento delle misure a sostegno della natalità e della conciliazione vita-lavoro». Interviene a Focus Economia Andrea Garnero, Economista presso il Dipartimento Lavoro e Affari Sociali dell'OCSE.

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  • Confindustria: «Crescita anemica, manovra muova l'Italia»

    Confindustria segnala che la crescita in Italia resterà bassa, con un incremento del PIL pari a +0,5% nel 2025 e +0,7% nel 2026. Gli industriali sottolineano la necessità di muovere l’Italia attraverso investimenti produttivi, sbloccando risorse finanziarie ferme in depositi improduttivi. Il Rapporto Autunno 2025 evidenzia che gli incentivi Industria 4.0 hanno già stimolato gli investimenti, soprattutto nelle micro e piccole imprese, contribuendo al recupero di gettito per lo Stato. Tuttavia, il capitale netto pre-crisi finanziaria non è ancora stato ripristinato e l’Italia resta indietro rispetto ad altre economie avanzate nelle tecnologie ad alto contenuto digitale e tecnologico. Per questo, Confindustria chiede nuovi incentivi per sostenere ulteriormente la crescita e la competitività del Paese. Di questo parliamo con Alessandro Fontana, direttore del Centro studi di Confindustria.

    Autotrasporto, incentivi per formazione professionale: domande dal 20 ottobre. 

    Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del 4 agosto 2025 che mette a disposizione 5 milioni di euro di incentivi per la formazione nel settore dell’autotrasporto. Le domande potranno essere presentate dal 20 ottobre al 24 novembre 2025 esclusivamente via PEC, con firma digitale del legale rappresentante, all’indirizzo [email protected]. L’iniziativa mira a sostenere un comparto che soffre la crescente carenza di autisti, rafforzando la competitività delle imprese, sviluppando competenze digitali e tecnologiche e aumentando la sicurezza su strada e sul lavoro. Possono beneficiare dei contributi titolari, soci, amministratori, dipendenti e addetti delle imprese di autotrasporto merci per conto terzi, con piani formativi aziendali o interaziendali. Sono esclusi i corsi obbligatori previsti dalla legge, come patenti e rinnovi. L’iniziativa rappresenta un’opportunità concreta per le imprese e un segnale del Governo per sostenere la formazione professionale nel settore dell’autotrasporto e affrontare la carenza di autisti. Interviene Claudio Donati, segretario generale di Assotir.

    Spazio: firmata a Sydney intesa per cooperazione tra Asi e Bahrain Space Agency. 

    È stato firmato un memorandum di intesa tra le agenzie spaziali di Italia e Bahrain per cooperare nell’uso pacifico dello spazio e in ambito scientifico, tecnologico e applicativo. L’accordo favorirà attività di capacity building, formazione specialistica per studenti e ricercatori, visite di esperti e l’organizzazione di simposi, conferenze e seminari congiunti. L’intesa arriva in un momento significativo per la space economy europea, anche alla luce del Big Beautiful Bill firmato da Donald Trump, che integra 10 miliardi al budget della NASA fino al 2032 e conferma il finanziamento del Gateway, del programma SLS e della capsula Orion, mantenendo operativi progetti che rischiavano cancellazioni. In questo contesto, l’ASI coordina il contributo industriale italiano, con Telespazio impegnata nel programma Moonlight, volto a garantire navigazione e comunicazioni sicure sulla superficie lunare, insieme a Politecnico di Milano, SDA Bocconi e Qascom, che a marzo hanno stabilito un record con la missione LuGRE. Commentiamo la notizia con Emilio Cozzi, autore del libro "Geopolitica dello spazio".

    Crescita e conti, oggi in Cdm i numeri alla base della manovra 2026. 

    Il nuovo Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), in arrivo al Consiglio dei ministri, dovrebbe evidenziare un piccolo margine derivante dal buon andamento dei conti, contribuendo a ridurre il deficit al 3% del PIL e a chiudere la procedura di infrazione dell’UE per deficit eccessivo.Tra le ipotesi della manovra ci sono il nuovo taglio dell’IRPEF per il ceto medio, interventi sulle detrazioni per le famiglie, e una rottamazione delle cartelle più contenuta rispetto al precedente progetto di legge. Sul fronte delle risorse si considerano anche i proventi derivanti dal concordato preventivo per le partite IVA e un possibile contributo delle banche. Secondo il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, tutte le risorse non derivanti da risparmi correnti dovranno essere reperite con tagli o nuove tasse, e resta il nodo di conciliare una manovra restrittiva con la necessità di sostenere la crescita senza far risalire il debito. Ne parliamo con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore.

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