Focus economia

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Focus economia episodes

  • Pitti Uomo 107 un' iniezione di (cauto) ottimismo per la moda maschile

    Si conclude oggi la 107ma edizione di Pitti Uomo, famosa manifestazione espositiva dedicata alla moda maschile, iniziata il 14 Gennaio alla Fortezza da Basso di Firenze. All'ultimo giorno dell'evento sono già quasi 12.800 i compratori registrati. Dei quasi 13mila buyer segnalati dalla nota di pre consuntivo diffusa ieri da Pitti Immagine, la società che organizza i saloni fiorentini, 4.700 sono arrivati dall estero e rispetto all edizione del gennaio 2024 (la numero 105, alla quale è seguita quella di giugno), sono proprio gli stranieri, in crescita del 6%, a a guidare un edizione che Pitti Immagine definisce «molto positiva», pure se a fronte di presenze italiane stabili (ma i dati definitivi potrebbero riservare sorprese anche su questo fronte, positive, si intende). 

    I dati sono un iniezione di (cauto) ottimismo per la moda maschile internazionale e per tutto il sistema del made in Italy. "Avevamo bisogno di una partenza per uscire da un clima di attesa e di incertezza", ha spiegato Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, "La grande parte del merito va, inutile dirlo, agli espositori: primo perché hanno rinnovato la fiducia e l investimento nel salone; secondo perché hanno portato collezioni di grande qualità produttiva, di ricerca stilistica e con tanti elementi di innovazione. Non ultimo - ha aggiunto Napoleone - mi sembra che molti listini prezzi indichino un equilibrato rapporto tra giusta valorizzazione dei materiali e della manifattura e opportuna sintonia con una certa prudenza espressa dai consumatori". 

    La difficoltà del settore della moda made in Italy è certificata dai dati: il fatturato nel 2024 è tornato sotto i cento miliardi di euro, soglia che aveva superato nel 2023 trainata dall'aumento dei prezzi. Secondo i Fashion economic trends di Camera Moda, quest'anno il fatturato si fermerà a 96 miliardi circa, in calo del 5,3 per cento. Il dato, che rispetto alle stime di settembre è peggiorato, "beneficia" della crescita che, comunque, hanno registrato i settori collegati alla moda, come occhiali, gioielli e beauty. I cosiddetti segmenti core, come tessile, abbigliamento, pelletteria e calzature, hanno registrato flessioni ancora più marcate.

    Raffaello Napoleone (nella foto), amministratore delegato di Pitti Immagine, è intervenuto ai microfoni di Sebastiano Barisoni a Focus Economia.

    1 hr 7 min
  • Istat confermata l'inflazione all'1% nel 2024

    In media, nel 2024 i prezzi al consumo registrano una crescita dell 1% (+5,7% nel 2023). Al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l inflazione di fondo ), i prezzi al consumo salgono del 2% (+5,1% nell anno precedente) e al netto dei soli energetici del 2,1% (+5,3% nel 2023). Lo ha reso noto l Istat spiegando che i prezzi del carrello della spesa frenano a +2% da +9,5% del 2023. A dicembre il trascinamento dell inflazione al 2025 è +0,3%. Nel mese di dicembre 2024, si stima che l indice nazionale dei prezzi al consumo per l intera collettività, al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,1% su novembre e dell 1,3% su dicembre 2023, come nel mese precedente, confermando la stima preliminare. Ne discutiamo con Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.

    Consumi elettrici: boom delle rinnovabili al traino di idroelettrico e fotovoltaico

    Consumi elettrici in crescita del 2,2% nel 2024 con le rinnovabili che proseguono la loro corsa in direzione dell incremento tratteggiato dai piani del governo. Così l asticella della capacità installata ha toccato i 7.480 megawatt nel 2022, segnando un progresso del 29% sull anno prima quando il livello si era attestato a 5,8 gigawatt, ben al di sopra dei 3W conseguiti l anno prima e del risultato centrato nel 2021 (1 GW). Segno che il Paese ha imboccato la strada dell accelerazione necessaria per provare a raggiungere i target previsti nell aggiornamento definitivo del Pniec trasmesso a Bruxelles. È questo il quadro disegnato dalle rilevazioni di Terna che segnala, al 31 dicembre, 76,6 gigawatt di potenza installata da fonti rinnovabili, di cui 37,1 GW di solare e 13 GW di eolico. Con il risultato che, sempre secondo il check effettuato dal gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia, l obiettivo di nuove installazioni fissato per il quadriennio 2021-2024 dal decreto aree idonee è stato superato di 1.609 gigawatt. Nonostante questi numeri record l'impatto sulla bolletta sembra essere irrilevante. Ne parliamo con Andrea Cristini - Presidente di Anie rinnovabili.

    Pnrr, a rischio 17.400 posti per gli asili nido

    Anche dopo il drastico taglio subito nella prima rimodulazione del Pnrr, che ha ridotto da 264.480 a 150.480 i nuovi posti di asili nido da realizzare con i fondi europei, il filone delle strutture per la prima infanzia continua a viaggiare a rilento. E, come anticipato dal Sole 24 Ore del 9 gennaio, potrebbe rientrare nella prossima revisione del Piano da 10-12 miliardi che il Governo ha intenzione di presentare alla Commissione europea entro febbraio.
    Una conferma arriva dal focus diffuso ieri dall Ufficio parlamentare di bilancio, che mette sotto esame lo stato di attuazione del piano asili nido (Missione 4 Componente 1, Investimento 1.1) di competenza del ministero dell Istruzione sulla base dei dati ufficiali della piattaforma ReGis, integrati però con le stime fondate sui decreti di assegnazione e sugli altri atti amministrativi per coprire i buchi informativi ancora presenti nel cervellone telematico del ministero dell Economia che prova a monitorare l avanzamento di ogni singolo progetto del Pnrr. Al 9 dicembre scorso risultava utilizzato il 25,2% dei 3,24 miliardi che il Recovery rimodulato destina agli asili nido. Sempre secondo il censimento telematico di Via XX Settembre risultano attivi 3.199 progetti, che poggiano però in parte anche su risorse alternative a quelle europee, in quanto usciti dall orizzonte del Piano con la prima riscrittura. Sentiamo l'analisi di Manuela Perrone Il Sole 24 Ore

    1 hr 4 min
  • Il petrolio continua a crescere, si rischia una nuova fiammata inflativa da energia?

    Oggi il petrolio torna a salire, mentre si rafforzano le prospettive di una tregua imminente tra Israele e Hamas. Il Brent si muove così oltre quota 80 dollari al barile, mentre il Wti è sui 78. Lo scorso venerdì l'oro nero aveva toccato i massimi degli ultimi tre mesi tre mesi, grazie alla forte domanda cinese e alle preoccupazioni per la diminuzione delle scorte negli Stati Uniti. Ad incidere però sicuramente anche dovuta ai timori dei mercati per gli effetti dell'ultimissimo pacchetto di sanzioni del governo americano nei confronti della Russia, a detta di molti il più duro finora mai introdotto, che colpisce società come GazpromNeft e Surgutneftegaz, oltre una lista di 183 petroliere quasi tutte parte di quella flotta 'ombra' che la Russia ha finora utilizzato per aggirare le sanzioni vigenti garantendosi introiti altissimi. Complessivamente, si stima che le sanzioni vadano a colpire un volume di petrolio russo pari a circa 1,5 milioni di barili/giorno trasportato appunto da queste navi 'fantasma' principalmente verso Cina ed India che ora si trovano ad affrontare costi e rischi molto maggiori oppure a reindirizzare i propri acquisti verso altre aree (medio-orientali ed africane in particolare) con costi di trasporto più alti per la maggiore distanza. Ne abbiamo parlato con Salvatore Carollo, Analista del mercato energetico e Trader di Oil&Gas. Ex-dirigente Eni, dove era responsabile del Trading.

    La Germania resta in recessione

    Seconda contrazione consecutiva per la Germania: come previsto, nel 2024 il Pil della prima economia dell Eurozona è sceso dello 0,2%, dopo il calo dello 0,3% nel 2023, secondo i dati preliminari dell Istituto di statistica nazionale, Destatis. È solo la seconda volta dal 1950 (dopo quella del 2002-2003) che l economia tedesca subisce una flessione per due anni di fila. Nel quarto trimestre del 2024, il Pil è sceso dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti. Cerchiamo di capirne di più insieme a Daniel Gros - direttore dell Institute for european policy making della Bocconi.

    Pensioni: il sistema regge ma troppi anticipi, età bassa e un peso dell assistenza di 92,8 miliardi

    È stato presentato oggi, giunto alla dodicesima edizione, l'annuale rapporto di itinerari previdenziali "Il Bilancio del Sistema Previdenziale italiano. Andamenti finanziari e demografici delle pensioni e dell'assistenza per l'anno 2023".
    Con un rapporto tra attivi e pensionati nel 2023 a quota 1,4636, seppure non proprio in prossimità della soglia della semi-sicurezza dell 1,5, anche grazie a un occupazione in ripresa ma ancora «distante dai livelli europei, il sistema previdenziale regge. «E continuerà a farlo a patto di compiere scelte più oculate su politiche attive per il lavoro, anticipi ed età di pensionamento» limitando le «troppe eccezioni alla riforma Monti-Fornero». Anche perché occorre anzitutto fare i conti con le ricadute della transizione demografica in atto. E, quindi, pure con il rischio di un calo delle entrate contributive. Di qui l invito a limitare il ricorso alle forme di decontribuzione. Ma non va dimenticata «l eccessiva commistione tra previdenza e assistenza cui si è assistito negli ultimi anni». Ne parliamo con Alberto Brambilla, presidente di Itinerari previdenziali.

    1 hr 4 min
  • Accordo Intesa-Confindustria, 200 miliardi alle imprese. Intanto industria giù per il 22esimo mese

    È stato firmato oggi dal Presidente di Confindustria Emanuele Orsini e dal Ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina il nuovo accordo quadriennale per la crescita delle imprese italiane. Il programma congiunto mette a disposizione 200 miliardi di euro da qui al 2028 per dare nuovo slancio al sistema produttivo nazionale, cogliere le opportunità di strumenti come Transizione 5.0 e intelligenza artificiale, integrando così le risorse già stanziate dalla Banca per la realizzazione degli obiettivi del Pnrr. Il nuovo accordo consolida e rinnova la collaborazione avviata nel 2009 che, grazie a un volume di crediti erogati al sistema produttivo italiano pari a 450 miliardi di euro in quindici anni, ha contribuito ad evolvere il rapporto tra banca e impresa accompagnando i bisogni delle Pmi e delle industrie mature anche nelle fasi più complesse. Di ciò abbiamo discusso insieme a Gregorio De Felice, capo economista e responsabile Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

    Allarme su titoli Gb e sterlina, Reeves si difende ai Comuni

    Autodifesa alla Camera dei Comuni per la cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, numero due del governo laburista di Keir Starmer e prima donna al vertice delle Finanze e del Tesoro nella storia britannica, già a rischio dopo soli sei mesi di mandato sulla scia dei venti di tempesta che soffiano sull'economia del Regno: con tanto di critiche roventi alla sua azione dopo l'impennata negli ultimi giorni dell'allarme sul debito pubblico, sui rendimenti dei titolo di Stato e sul calo della sterlina. Abbiamo approfondito il tema con Nicol Degli Innocenti, Sole24Ore

    Altra giornata di passione per i treni. Ipotesi di una riduzione del 15% delle corse

    Dopo il caos treni nel Nord Italia nel fine settimana, con migliaia di viaggiatori bloccati, ritardi superiori alle due ore (in qualche caso anche oltre le tre ore) e ripercussioni sull'intera rete a causa si un guasto alla linea aerea danneggiata dal pantografo di un treno. E i disagi di ieri che hanno interessato la circolazione ferroviaria sulla linea ad Alta Velocità Roma-Napoli a causa di un inconveniente tecnico verificatosi in prossimità di Gricignano, provincia di Caserta. Oggi altra giornata di passione a causa di un guasto alla linea tra Valdarno e Arezzo sulla tratta ad Alta velocità Firenze-Roma. Cerchiamo di capire di più di questa annosa questione con Marco Morini, Il Sole 24 Ore.

    1 hr 6 min
  • Cina, esportazioni record nel 2024

    La Cina ha registrato esportazioni record nel 2024, riportano oggi i media ufficiali del Paese. "L'ammontare delle esportazioni ha superato per la prima volta 25.000 miliardi di yuan (3.300 miliardi di euro) con un aumento del 7,1% rispetto all'anno precedente", ha annunciato l'emittente CCTV dopo una conferenza stampa del Consiglio di Stato, il principale organo esecutivo cinese. In crescita anche il surplus che nel 2024 ha fatto segnare un nuovo record: in rialzo infatti del 21% a 992,16 miliardi di dollari grazie all'impennata dell'export, mentre imprese e famiglie hanno speso con cautela e frenato l'import (+1,1% a 2.590 miliardi). Abbiamo approfondito il tema con Giuliano Noci, - Professore ordinario in Ingegneria Economico-Gestionale, insegna Strategia & Marketing presso il Politecnico di Milano. Dal 2011 è Prorettore del Polo territoriale cinese dell'Ateneo milanese.

    Una settimana all'insediamento di Trump, come sta cambiando il vento?

    Mentre i tradizionali e storici alleati degli Usa si chiedono quali saranno i rapporti futuri alla luce delle esternazioni recenti di Donald Trump, dall'altra parte dell'Atlantico si assiste all'inchino (neppure troppo metaforico) davanti alla nuova amministrazione da parte di big dell'economia come Meta, Amazon, Walmart, Ford, pronti ad abbandonare le politiche interne di inclusione e diversity per adeguarsi al nuovo corso. Del resto, la metamorfosi coinvolge anche la finanza, come dimostra anche la recente svolta di BlackRock nei confronti delle strategie sul clima. La società di investimento con sede a New York, dopo altre società di Wall Street,  ha lasciato la Net Zero asset managers initiative, l organizzazione internazionale che riunisce i principali gestori di fondi impegnati nella lotta alla crisi climatica. L'unico che sembra resiste re è Tim Cook con la sua Apple che ha deciso di mantenere i propri piani sull'inclusività. Di questo abbiamo discusso con Alessandro Plateroti, direttore di NewsMondo.it

    Caos ferrovie, l'Italia in tilt

    Nel fine settimana caos treni nel Nord Italia, con migliaia di viaggiatori bloccati, ritardi superiori alle due ore (in qualche caso anche oltre le tre ore) e ripercussioni sull'intera rete. Epicentro della crisi, la stazione di Milano Centrale, un nodo nevralgico del trasporto ferroviario nazionale, dove sabato mattina la circolazione è stata prima rallentata (ore 7,10) e poi sospesa a partire dalle 7,50 per problemi alla linea elettrica. Colpiti i treni dell'alta velocità, gli intercity e i regionali. Almeno una ventina i convogli coinvolti da deviazioni di percorso o cancellazioni.  Questo weekend un pantografo difettoso a Milano, a inizio Ottobre scorso il famoso chiodo a Roma e domani un nuovo inconveniente tecnico chissà dove, ma è solo questione di tempo e la débâcle del trasporto ferroviario, con ritardi a catena e cancellazioni a seconda della gravità e del nodo interessato, è destinata a ripetersi lungo il 2025 a causa di una linea sovraffollata e vetusta. Sul tema è intervenuto Ugo Arrigo, professore associato presso l'Università Bicocca di Milano.

    1 hr 9 min
  • Ex Ilva, derby asiatico per il nuovo corso: in campo Jindal Steel International e Baku

    Entro mezzanotte di oggi arriveranno le buste con le offerte vincolanti per l'ex Ilva arriveranno sul tavolo dei commissari straordinari di Acciaierie d'Italia. Quante, naturalmente, ancora non si sa: si deve attendere la mezzanotte di venerdì 10 gennaio, ultima deadline dopo la proroga arrivata a ridosso di quella originale, il 30 novembre. Ulteriori allungamenti dei tempi non sono previsti, ma l'iter si prospetta comunque piuttosto lungo, tant'è che nel decreto milleproroghe il prestito ponte è stato aumentato di 100 milioni, passando da 320 a 420 milioni, proprio per dare più respiro più tempo all'azienda, stretta nella morsa di una produzione ancora al palo.
    Intorno alla società commissariata si agitano consulenti, banchieri, analisti industriali, manager. A quanto risulta al Sole 24 Ore, si profilerebbe un derby asiatico. A muoversi con più decisione intorno al dossier sarebbero gli indiani di Jindal Steel International (JSI) e gli azeri di Baku Steel. Nessuno può escludere che, al rush finale, tornino a schiacciare il bottone dell invio formale di una proposta per un all-in - la vendita complessiva di tutti gli impianti fra Taranto, Novi Ligure e Cornigliano, privilegiata in una prima istanza dal governo Meloni - i nordamericani di Stelco e gli ucraini di Metinvest. Ma, per ora, tutti i segnali deboli indicano in JSI e in Baku Steel i due contendenti più concretamente interessati.
    L'intervento di Domenico Palmiotti, Il Sole 24 Ore ai microfoni di Sebastiano Barisoni.

    1 hr 9 min
  • Meloni ribadisce, non esiste un contratto con Space X ma valutazioni in atto

    La conferenza stampa annuale della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, inizialmente prevista per la fine dicembre e poi riprogrammata per la tarda mattinata di oggi, è stata l'occasione per fare il punto su temi di attualità politici ed economici ma soprattutto per cercare di dare una risposta ai dubbi riguardanti i rapporti tra il Governo italiano e il miliardario sudafricano Elon Musk. L'ufficio della presidenza del consiglio nei giorni scorsi aveva già smentito l'indiscrezione pubblicata da Bloomberg circa lo stato avanzato di discussioni con Space X di Musk per la fornitura di servizi di telecomunicazione sicuri all'Italia e su un ipotetico contratto quinquennale da 1,5 miliardi. La trattativa tra il governo italiano e SpaceX per l'utilizzo della tecnologia Starlink, non rappresenta per tutti una minaccia alla sicurezza nazionale e agli interessi del paese. Per Ezio Bussoletti, ex vice presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana e attualmente Direttore dell' Executive master in Space Economy della Luiss Business School, si tratta "senza dubbio" di un opportunità. Ne discutiamo proprio con Ezio Bussoletti, ex vice presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana e attualmente Direttore dell'Executive master in Space Economy della Luiss Business School.

    Pnrr, parte la nuova revisione: in gioco opere per 10-12 miliardi

    La nuova revisione del Pnrr che il Governo proporrà alla Commissione europea nelle prossime settimane metterà sotto esame investimenti per 10-12 miliardi di euro. Sul tavolo finiscono soprattutto interventi infrastrutturali, dal valico ferroviario dei Giovi a un lotto della Tav Salerno-Reggio Calabria fino agli interventi sulla maxi-diga di Campolattaro, in provincia di Benevento, e su un altro invaso in Sicilia. Ma la revisione potrebbe tornare a interessare anche interventi comunali, in particolare per quel che riguarda le opere legate al «Programma innovativo per la qualità dell abitare»(Pinqua); e non si esclude a priori di tornare a guardare anche gli obiettivi su asili nido e scuole, mentre il restyling potrebbe investire i programmi per la banda larga nelle aree a fallimento di mercato, in un filone che intreccia le ipotesi circolate in questi giorni di un accordo con Starlink di Elon Musk anche per superare i tanti inciampi vissuti dai progetti di estensione della fibra. Il lavoro tecnico si sta scaldando in questi giorni, poi arriveranno le decisioni politiche. Affrontiamo il tema con Gianni Trovati, editorialista de Il Sole 24 Ore.

    1 hr 10 min
  • La crisi tedesca è sempre più profonda

    Gli ordini di fabbrica in Germania sono scesi del 5,4% a novembre rispetto al mese precedente, a poche settimane dalle elezioni politiche tedesche di febbraio (le elezioni federali tedesche si svolgeranno il 23 febbraio). Il dato è molto peggiore delle attese degli economisti. Quelli consultati da Bloomberg si aspettavano un calo dello 0,2%. Rispetto a un anno fa la variazione è in discesa dell'1,7%. Senza gli ordini su larga scala il dato risulta invece crescita dello 0,2% su ottobre. Intanto sondaggio della Bild per le prossime elezioni tedesche del 23 febbraio, il primo del 2025, segna un quadro ancora in evoluzione, ma in cui conducono i conservatori di Cdu e Csu con il 31%, uniche forze stabili rispetto ai rilevamenti di fine 2024. Cerchiamo di fare chiarezza con Beppe Russo, economista e direttore del Centro Einaudi.

    Dal 1 Gennaio nuove limitazioni al traffico sul ponte Lueg. Il Brennero diventa imbuto d'Europa

    Sono iniziate dal 1 Gennaio le nuove limitazioni alla circolazione sul ponte Lueg. il ponte Lueg al Brennero, uno degli snodi più importanti per il trasporto frontaliero italiano su gomma è ora percorribile solo a una corsia per senso di marcia a causa di lavori di ristrutturazione inevitabili secondo Asfinag (la società che gestisce le autostrade austriache). Questi interventi potranno protrarsi fino al 2030 e avranno un impatto economico considerevole sul settore dell'autotrasporto ma anche su commercio e turismo. Secondo lo studio Worst Case Brenner, condotto da Uniontrasporti e presentato due mesi fa alla Camera di commercio di Bolzano, le limitazioni al traffico dei mezzi pesanti sul ponte di Lueg si tradurranno in un aumento di costi di 93,5 milioni di euro. Questo nell'ipotesi migliore. Nella peggiore i costi lieviteranno di tre volte e mezzo: fino a 327,3 milioni di euro. Approfondiamo il tema con Antonello Fontanili, direttore Uniontrasporti.

    Dall'Antitrust le indicazioni per il nuovo ddl concorrenza

    L'Antitrust apre il nuovo cantiere della legge per la concorrenza. Il provvedimento del governo relativo al 2023 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 17 dicembre, e adesso l Autorità presieduta da Roberto Rustichelli, in una segnalazione inviata ai presidenti del Senato e della Camera e alla presidente del Consiglio, mette in fila le proposte in vista del prossimo Ddl annuale. Il garante sottolinea come rilanciare la produttività costituisca una priorità che può essere raggiunta stimolando gli investimenti in tecnologia, riducendo le barriere all'entrata, migliorando l'efficienza del settore pubblico e del sistema giudiziario, riducendo la complessità normativa, la regolamentazione dei mercati dei beni e dei servizi e del mercato del lavoro. Alla fine di questo decennio, il livello del Pil italiano potrebbe essere più alto, di un valore compreso tra il 3,5 e l'8 per cento, rispetto a quanto sarebbe stato in assenza delle riforme strutturali volte alla liberalizzazione dei mercati dei servizi tra il 2011 e il 2017. Ne parliamo con Marcello Clarich, Professore Ordinario di Diritto Amministrativo della Sapienza di Roma.

    1 hr 13 min
  • Inflazione, a Dicembre +1,3% su base annua e +0,1% sul mese. Nel 2024 crescita media dei prezzi dell 1,0%

    Secondo le stime preliminari dell Istat, nel mese di dicembre 2024 l indice nazionale dei prezzi al consumo per l intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% su base mensile e dell 1,3% su base annua, come nel mese precedente. In media, nel 2024 i prezzi al consumo registrano una crescita dell 1,0% in forte calo rispetto al +5,7% del 2023. Secondo l istituto centrale di statistica «la netta attenuazione dell inflazione nell anno appena concluso è per lo più imputabile alla marcata discesa dei prezzi dei beni energetici (-10,1% da +1,2% del 2023). Anche nel settore alimentare si assiste a un rapido ridimensionamento della dinamica dei prezzi (+2,3% da +9,8%) che tuttavia resta ben al di sopra del tasso di inflazione». Abbiamo approfondito il tema con: Mariano Bella, direttore Ufficio studi Confcommercio.


    Quanto peseranno le tensioni energetiche su una possibile nuova fiammata dell'inflazione?

    Secondo il presidente dell'Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), Stefano Besseghini, nel 2025 "ci sarà un incremento probabilmente del 9/10%" delle bollette dell'energia anche se "sono ragionamenti un po' difficili da fare perché dipende da quanto una persona consuma e da come va la situazione".

    Va addirittura oltre Confesercenti secondo la quale se gli italiani non hanno trovato l'inflazione sotto l'albero il rischio è che trovino a gennaio una mega bolletta nella calza a causa delle tensioni sui beni energetici. L'associazione stima che una ripresa dei prezzi dei beni energetici potrebbe, nel 2025, portare l'inflazione al 2,2% con un impatto sui consumi di circa 2,1 miliardi di euro di spesa in meno. Cerchiamo di capirne di piu con Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia.


    SpaceX, Meloni: nessun accordo Ma Musk rilancia

    Il governo italiano nella giornata di ieri ha smentito l'indiscrezione pubblicata da Bloomberg che parlava di discussioni avanzate con Space X di Elon Musk per fornire servizi di telecomunicazione sicuri all'Italia con un contratto quinquennale da 1,5 miliardi. Ne abbiamo discusso con Enrico Pagliarini, il Sole 24 Ore.


    Le paure dell'Europa: Macron e Starmer contro Musk

    Emmanuel Macron lo ha accusato apertamente di voler «sostenere una nuova internazionale reazionaria» nei Paesi Ue. Ma lo scontro sta divampando anche nel Regno Unito: il premier britannico Keir Starmer ha reagito agli attacchi al suo governo dicendo che l'imprenditore «diffonde menzogne»; Ne abbiamo discusso con Alessandro Plateroti direttore Newsmondo.it

    1 hr 15 min
  • Honda e Nissan terzo gigante automotive mentre l'Europa arranca

    Honda e Nissan confermano il piano di fusione che porterà alla creazione del terzo gruppo mondiale del settore automotive, per tentare di contrastare il predominio dei veicoli elettrici prodotti dalle case concorrenti cinesi, e in vista dell'applicazione di nuovi dazi con l'avvento della seconda amministrazione Trump, negli Stati Uniti. In un comunicato congiunto la seconda e la terza casa auto nipponica hanno reso noto di aver siglato un memorandum di intesa che porterà alla costituzione di una holding nella quale potrebbe essere inclusa anche la Mitsubishi Motors, già partecipata di Nissan, per una valore di mercato di 58 miliardi di dollari.
    Il consolidamento creerebbe il terzo gruppo automobilistico al mondo per vendite di veicoli dopo Toyota e Volkswagen, il tutto mentre le case automobilistiche tradizionali affrontano le crescenti sfide dell'elettrico con Tesla e i rivali cinesi. Honda nominerà la maggioranza del consiglio di amministrazione della holding, compreso il proprio capo-azienda. L'integrazione dei due storici marchi giapponesi segnerebbe il più grande riassetto dell industria automobilistica globale da quando Fiat Chrysler Automobiles e Psa si sono fuse nel 2021 per creare Stellantis in un deal da 52 miliardi di dollari.
    Per l'Europa intanto si chiude un anno drammatico e il 2025 non promette nulla di meglio. La tempesta perfetta è causata da vetture elettriche che si vendono molto poco, investimenti miliardari che non ritornano, fabbriche che chiudono anche in Germania. Il vero incubo del 2025 sono però le multe per il superamento dei nuovi limiti alle emissioni di CO2 fissati in 94 gr/km. Un valore che costringerà le case a non proporre vetture termiche, con stop alla produzione, riposizionamento sull ibrido, innalzare i listini delle Ice, tirare giù quelli delle Bev per riequilibrare il gap e rientrare in normative Cafe decise dalla Ue prima della pandemia e prima che le condizioni geopolitiche cambiassero.
    Si prospetta per l'industria automobilistica il rischio di perdere fino a 16 miliardi di euro di capacità di investimento. Lo segnala un rapporto dell'Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA) che rappresenta i 16 principali produttori del Continente. "Senza una chiara dichiarazione politica della Commissione europea entro la fine del 2024, come sollecitato anche dai Governo tedesco, da quello francese, da quello italiano e di altri Paesi europei - ha dichiarato Luca de Meo, presidente dell'ACEA e ceo del Gruppo Renault - l'industria automobilistica rischia di perdere fino a 16 miliardi di euro di capacità di investimento pagando sanzioni, riducendo la produzione, unendosi a concorrenti stranieri o vendendo veicoli elettrici in perdita".
    Nel frattempo, nella mattinata di oggi, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha adottato un decreto con 500 milioni di incentivi alle imprese dell'automotive e di altre filiere produttive strategiche attraverso contratti di sviluppo. La misura era stata illustrata dal ministro Urso al Tavolo Stellantis. L'intervento di Mario Cianflone, Sole24Ore ai microfoni di Sebastiano Barisoni.


    L'anno che verrà

    Consigli e previsioni per gli investimenti finanziari del 2024. Grazia Mirti, una delle massime esperte di astrologia finanziaria, autrice di Investire con gli astri edito dal Sole 24 Ore nel 1999. Nel 1999 Grazia Mirti annunciava da lì a breve la fine del ciclo espansivo legato al nodo lunare in leone e affermava il punto di massima debolezza, segnalato tra il 2008 e il 2009. Giovanni Tamburi, presidente e ad di TIP, Tamburi Investment Partners, società quotata a Piazza Affari.

    49 min

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Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il…

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