Focus economia

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Focus economia episodes

  • Giovani e TFR

    I dati Istat di giugno mostrano un mercato del lavoro sostanzialmente stabile sul fronte degli occupati, ma con un aumento delle persone in cerca di lavoro e un rialzo del tasso di disoccupazione, soprattutto tra i giovani, che raggiunge il 18,4%. Nonostante su base annua gli occupati siano in crescita, il quadro riporta al centro il tema dell'occupazione giovanile e delle prospettive previdenziali, a partire dal ruolo del TFR e della previdenza complementare. Il commento è di Marco Leonardi, professore di Economia politica, Università degli Studi di Milano.

    Mind Finance
    Il Sole 24 Ore presenta "Mind Finance. Manuale di psico-finanza per risparmiatori ansiosi", il nuovo podcast di Marco Lo Conte dedicato ai meccanismi psicologici che influenzano le decisioni economiche e finanziarie. Attraverso il contributo di esperti, il podcast esplora come emozioni, ansia, pregiudizi e bias cognitivi incidano sulle scelte quotidiane legate al denaro, dagli investimenti alla previdenza, con l'obiettivo di aiutare i risparmiatori a prendere decisioni più consapevoli. Ci presenta il podcast Marco Lo Conte, Il Sole 24 Ore.

    Elettrodomestici e non solo, da domani il diritto alla riparazione nei Paesi Ue
    Da domani entra in vigore nei Paesi dell'Unione europea la direttiva sul diritto alla riparazione, che punta a favorire il riutilizzo dei beni e a ridurre gli sprechi. Le nuove regole riguardano un'ampia gamma di prodotti, dagli elettrodomestici agli smartphone, fino a tablet, televisori, e-bike e monopattini elettrici, con l'obiettivo di facilitare le riparazioni e promuovere un modello di consumo più sostenibile e orientato all'economia circolare. Ne parliamo con Camilla Curcio, Il Sole 24 Ore.

    MERCATI – Borse in rialzo, tornano gli acquisti sui chip. A Milano allunga St
    Le Borse europee recuperano terreno grazie al ritorno degli acquisti sul comparto dei semiconduttori, mentre gli investitori continuano a monitorare le tensioni in Medio Oriente, le trimestrali e le indicazioni delle banche centrali. Wall Street rimbalza trainata dai conti superiori alle attese di Microsoft e dal recupero dei titoli tecnologici, mentre restano sotto osservazione le prospettive di Meta, Amazon e Apple e i principali dati macroeconomici statunitensi su PIL, inflazione e mercato del lavoro. Interviene Enrico Vaccari, Head of Institutional Client Development di Zurich Bank.

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  • Giovani occupazione e sostenibilità

    La 36ª Indagine GIDP evidenzia un mercato del lavoro ancora in difficoltà nel reperire profili qualificati, soprattutto nelle discipline STEM e tecnico-specialistiche, mentre cresce l’attenzione delle imprese al potenziale dei candidati più che alle competenze già acquisite. Per la Gen Z, dopo smart working e work-life balance, la crescita professionale supera la retribuzione tra le priorità, con un maggiore ricorso all’apprendistato come porta d’ingresso nel lavoro. Sul fronte della sostenibilità emerge un approccio sempre più pragmatico: i giovani chiedono che la transizione ecologica sia compatibile con occupazione e sviluppo e valutano risultati concreti più che obiettivi di lungo periodo. In questo contesto la Luiss presenta il proprio Bilancio di Sostenibilità e Impatto, che misura gli effetti economici e sociali dell’ateneo sul territorio. Intervengono Marina Verderajme, Presidente di GIDP - Associazione Direttori Risorse Umane e Rita Carisano, DG della Luiss.

    Via libera Ue all'Italia per 300 milioni di aiuti a autotrasportatori
    La Commissione europea ha approvato un regime di aiuti da 300 milioni di euro destinato alle imprese dell’autotrasporto per compensare l’aumento dei costi del carburante legato alla crisi in Medio Oriente. Il sostegno sarà erogato sotto forma di credito d’imposta, utilizzabile fino al 31 dicembre 2026 per compensare imposte, IVA e contributi previdenziali. Bruxelles ha giudicato la misura necessaria, adeguata e proporzionata. Ne parliamo con Claudio Donati, segretario generale di Assotir.

    Borse deboli con cali tech e greggio a 90$, Londra da record in controtendenza. A Milano corre Nexi dopo i conti
    Le Borse europee si muovono in ordine sparso, condizionate dal sell-off dei titoli tecnologici, dalla nuova escalation in Medio Oriente e dall’attesa per la decisione della Fed sui tassi. Il rialzo del petrolio, con il Brent tornato intorno ai 90 dollari al barile, alimenta le preoccupazioni dei mercati, mentre resta alta l’attenzione sulle trimestrali delle Big Tech e sul comparto dei semiconduttori, sotto pressione per i dubbi sul ritorno degli investimenti nell’intelligenza artificiale. A Milano Nexi ed Eni sostengono il listino dopo i conti, mentre Londra aggiorna i massimi storici grazie alla minore esposizione ai titoli tecnologici. Facciamo il punto con Filippo Diodovich, Analista IG Italia.

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  • Ex Ilva, Jindal rimane in partita

    Jindal conferma l’interesse per l’acquisizione dell’ex Ilva e di Acciaierie d’Italia, nonostante il decreto della Corte d’Appello di Milano che impone la chiusura dell’area a caldo entro 90 giorni. Il gruppo indiano ribadisce la disponibilità a rilevare sia l’area a caldo sia quella a freddo, subordinando l’operazione agli accordi con il Governo e alla realizzazione di un nuovo forno carbon free a Taranto. Interviene Domenico Palmiotti, Il Sole 24 Ore.

    Carburanti, sconto solo sul gasolio per 17 centesimi al litro. Nessun intervento sulle sigarette
    Il Governo vara uno sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio, valido fino al 6 agosto, con un costo di circa 125 milioni di euro. Nessun intervento sulle accise delle sigarette. Il decreto rappresenta il primo passo di una strategia in due fasi: il 4 agosto il Consiglio dei ministri valuterà un eventuale utilizzo delle accise mobili in base all’extragettito IVA di luglio, dopo i circa 2 miliardi già impiegati nei mesi scorsi per contenere il prezzo dei carburanti. Ne parliamo con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore e con Gabriele Masini, direttore di Staffetta Quotidiana - Quotidiano delle fonti di energia.

    Lo scossone tech agita ancora le Borse. Piazza Affari maglia nera con il tonfo di Saipem
    Le Borse europee rallentano, con Piazza Affari penalizzata dal calo di Saipem e dei titoli legati all’intelligenza artificiale, mentre cresce l’attesa per le trimestrali delle Big Tech e per la decisione della Fed sui tassi. Pesano anche le incertezze sugli ingenti investimenti nell’AI, riaccese dalle indiscrezioni sul possibile sostegno di Nvidia a OpenAI per un maxi progetto di data center, e restano sotto osservazione gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente. Il commento è di Donatella Principe, Head of Global Strategy di Intermonte.

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  • Alleanza in arrivo tra MPS e BPM

    Prende quota l’ipotesi di una fusione tra Monte dei Paschi di Siena e Banco Bpm come alternativa alle operazioni di mercato ipotizzate nelle ultime settimane. Lo scenario, ritenuto il più probabile dagli amministratori delegati Luigi Lovaglio e Giuseppe Castagna, potrebbe portare alla convocazione dei cda straordinari prima dell’approvazione dei conti semestrali. Gli advisor delle due banche stanno valutando le diverse opzioni strategiche. Interviene Fabio Tamburini - Il Sole 24 Ore

    Con le trimestrali il lusso torna di moda in borsa
    Il settore del lusso torna ad attirare gli investitori dopo il calo registrato nel 2025. Le stime indicano una ripresa del mercato dei beni personali, sostenuta dal miglioramento delle aspettative sugli utili, dai segnali di recupero della Cina e da valutazioni tornate più convenienti. Resta però una forte differenza tra i marchi più solidi, come Hermès e Richemont, e quelli ancora impegnati in processi di rilancio. Ne parliamo con Giulia Crivelli, Il Sole 24 Ore

    Borse in rialzo con calo tensioni in Iran e greggio in frenata. A Milano scatta Ferrari.
    Facciamo il punto della giornata finanziaria con Carlo Aloisio, analista finanziario.

    52 min
  • La Bce lascia i tassi di interesse invariati

    La Banca centrale europea ha lasciato invariati i tassi d'interesse nella riunione di luglio, confermando un approccio prudente e guidato dai dati. La presidente Christine Lagarde ha spiegato che le prossime decisioni dipenderanno dall'evoluzione dell'inflazione, dagli effetti del rincaro dell'energia e dall'andamento di petrolio e gas, anche alla luce delle tensioni in Medio Oriente. La Bce ritiene che l'economia dell'Eurozona mostri segnali di moderato miglioramento, pur in un contesto di elevata incertezza, con un mercato del lavoro ancora solido ma destinato a raffreddarsi. L'inflazione è in calo ma resterà sopra il target del 2% ancora per diversi mesi, mentre i rischi per la crescita restano orientati al ribasso e quelli per i prezzi al rialzo. Ci colleghiamo con Giorgia Colucci, Radiocor

    Centro Studi Federturismo, nel 2026 le vacanze si prenotano sempre più sotto data
    Le elaborazioni del Centro Studi Federturismo confermano una stagione estiva positiva: tra luglio e agosto sono attese 171,8 milioni di presenze (+4,6% sul 2025), oltre la metà delle quali straniere, con una spesa diretta stimata in circa 27 miliardi di euro e un impatto complessivo fino a 48 miliardi. Crescono le ricerche di voli verso l'Italia (+26%) e l'offerta di collegamenti diretti (+14%), mentre il tasso di occupazione delle strutture ricettive supera quello di Spagna e Francia pur mantenendo prezzi medi più competitivi. Il turismo organizzato recupera grazie alle prenotazioni last minute, con buoni risultati per Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia. Le agenzie di viaggio segnalano però un forte accorciamento dei tempi di prenotazione: il turista prenota sempre più sotto data, distribuisce le vacanze durante l'anno, privilegia destinazioni meno affollate e soggiorni più brevi. Lo scenario geopolitico continua a influenzare le scelte di viaggio, favorendo destinazioni considerate più sicure e una crescita delle crociere. Affrontiamo il tema con Bernabò Bocca, presidente Federalberghi e con Massimo Caputi, presidente di Federturismo.

    Modelli di OpenAi fuori controllo: "attacco hacker di un agente ribelle"
    OpenAI ha reso noto che, durante un test di sicurezza in ambiente controllato, alcuni dei suoi modelli di intelligenza artificiale più avanzati sono riusciti autonomamente a individuare una vulnerabilità, ottenere un accesso più ampio alla rete e compromettere la piattaforma Hugging Face. L'azienda ha definito l'episodio un incidente senza precedenti e ha avviato un'indagine congiunta. Il caso riaccende il dibattito sui rischi legati ai modelli di frontiera, mostrando come sistemi progettati per test di cybersecurity possano sviluppare capacità offensive inattese pur di raggiungere l'obiettivo assegnato. Il commento è di Pierluigi Paganini, docente al Master in Cybersecurity della Luiss School of Law

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  • Confcommercio, sempre meno negozi sul territorio, persi 96mila tra 2018 e 2025

    Tra il 2018 e il 2025 il numero di negozi del commercio al dettaglio in Italia è passato da 666.479 a 570.313, con una riduzione del 14,4%. Il calo riguarda soprattutto gli ambulanti (-27,3%) e i piccoli negozi alimentari (-17,9%). Secondo i dati del rapporto sul commercio di Confcommercio il rischio di desertificazione commerciale resta concreto, ma la rete è più strutturata. Il fatturato complessivo è cresciuto del 25,7%, con un boom per i discount (+101,1%) e per l'e-commerce (41,9%). In difficoltà ipermercati (-8,4%) e ambulanti (-14,9%).
    Il fenomeno del calo delle unità locali interessa la maggior parte dei segmenti del commercio. Secondo i dati di Confcommercio, questa dinamica colpisce soprattutto le attività di piccole dimensioni e a forte radicamento territoriale, tra cui anche gli esercizi dedicati ai consumi culturali e ricreativi (-21,9%). "La diminuzione di attività quali edicole, librerie, cartolerie, negozi di giocattoli e di articoli musicali - si legge nel rapporto -, penalizzate anche dalla crescente digitalizzazione dei consumi culturali e ricreativi, deve destare preoccupazione in quanto determina un impoverimento del tessuto urbano. Si tratta infatti di esercizi che, oltre alla loro funzione economica, svolgono un importante ruolo sociale e relazionale, contribuendo alla vitalità dei quartieri". Tra le poche eccezioni spiccano le farmacie (+4,2%), sostenute dalla natura meno elastica della domanda e dall'ampliamento dell'offerta di prodotti e servizi per la salute e la cura della persona. Confcommercio sottolinea però come il calo delle unità locali non si traduce necessariamente in un contrazione dell'occupazione complessiva. Dal rapporto emerge che la quota degli addetti nei negozi è diminuita complessivamente del 1,8% tra il 2018 e il 2025, ma nel caso dei supermercati e dei grandi punti vendita si è invece trattato di un incremento dell'8,3%. Allo stesso modo, anche nel segmento degli esercizi specializzati, come abbigliamento, calzature e gioielleria, mostrano una dinamica occupazionale positiva (+3,4%), pur in presenza di una riduzione del numero complessivo di punti vendita.
    Il commento Mauro Lusetti Vicepresidente Confcommercio e presidente Conad

    Giorgetti, nuovi tagli per i carburanti? Valuteremo le accise mobili
    "C'è il meccanismo delle accise mobili, quando entrerà in funzione lo valuteremo. Ma al momento non le ho". Così il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo a chi gli chiedeva, a margine del question time alla Camera, se visto l'aumento dei prezzi dei carburanti sui livelli di marzo ci sarà un nuovo taglio delle accise. La dichiarazione arriva dopo che sia Salvini che Urso si erano espressi in tal senso. Ma da dove arriveranno i fondi?
    Al momento il cammino tracciato a Palazzo Chigi prevede due tappe. La prima arriverà in fretta, alla vigilia della pausa estiva, quando andrà al voto del Parlamento una risoluzione per dare al Governo il mandato a negoziare in Europa l utilizzo dei margini di bilancio aggiuntivi. È lo stesso calendario europeo a imporlo, chiedendo ai Paesi di attivare la richiesta iniziale entro il 15 agosto.
    Le ipotesi circolate in queste settimane parlano di uno 0,3% di Pil da destinare alle misure sull energia, a cui si affiancherebbe un impegno sostanzialmente analogo sul versante del riarmo. In tutto, insomma, 14 miliardi equamente divisi tra i due filoni in uno scenario nel quale l unione con gli investimenti energetici potrebbe facilitare il disco verde delle Camere anche sul filone molto più indigesto della difesa. Il problema è chiarissimo anche agli occhi di Palazzo Chigi, come conferma la nota diramata subito dopo la riunione in cui si sottolinea la volontà di «concentrare nel prossimo biennio la maggiore capacità di spesa per il contrasto al caro energia». Il riferimento al «prossimo biennio» getta luce anche sulla tempistica effettiva della spesa. Numeri e decisioni finali arriveranno infatti soltanto con la seconda tappa del percorso, che nelle ipotesi attuali arriverebbe in autunno con l autorizzazione effettiva allo scostamento di bilancio da approvare a maggioranza assoluta dei componenti delle due Camere. Dipenderà dall esito di questa procedura la sorte dei capitoli centrali della prossima manovra, l ultima di questa legislatura targata Meloni. Quel che certo è che in questo conteggio non ci potranno rientrare le accise.
    L'intervento di Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore ai microfoni di Sebastiano Barisoni.

    La sfida delle spiagge libere Liguria maglia nera d'Italia nell'estate del rebus concessioni
    La battaglia per le spiagge libere parte da Spotorno e si ferma a Bacoli. Se il sindaco del Comune ligure porterà al 40% la quota di litorale libero e libero attrezzato tagliando gli stabilimenti da 34 a 25 (il che ha scatenato la protesta dei balneari, che hanno disertato la cerimonia delle Bandiere blu), il primo cittadino campano punta a restituire a uso gratuito l'80% dell'arenile. Anche Posillipo ha ampliato gli spazi a libera fruizione (quasi il 50%) mentre a Rimini il nuovo piano punta a garantire il 37% di sabbia libera ma a parita di concessioni. Restano, però, casi piuttosto isolati. Già, perché la maggior parte delle gare finora riassegna le concessioni demaniali marittime tal quali. In Italia, l'Ispra individua 644 Comuni "costieri" mentre il ministero del Turismo ne classifica 654 "a vocazione marittima prevalente".
    Stando a Legambiente, l'ultima mappatura ministeriale rileva chesolo il 33% delle coste italiane è oggetto di concessioni. Ma, per l'associazione ambientalista, il calcolo effettuato sul totale della costa e non sulle sole aree balneabili è fuorviante perché include i tratti di costa rocciosa, non accessibili, non appetibili o non assegnabili per la presenza di infrastrutture. La stessa Legambiente, su dati del Sistema informativo del demanio, quantifica 12.166 concessioni per stabilimenti balneari, fotografando una situazione critica in più punti della penisola. A partire dalla Liguria dove la percentuale di costa sabbiosa occupata dai bagni o altre strutture è il 69,9%.
    Come sta andando la fatidica liberalizzazione? Manca ancora il bando tipo nazionale del ministero delle Infrastrutture e trasporti per uniformare le procedure di assegnazione delle concessioni demaniali marittime. Il Mit fa sapere che il modello «è stato presentato alle associazioni di categoria con la Conferenza unificata e si attende la formalizzazione delle linee guida dall'Ordine dei commercialisti. Come da programma e accordi, auspichiamo un passaggio definitivo entro fine mese». Da parte sua, anche Anci chiarisce di «attendere il varo definitivo del bando nazionale».
    Nell'attesa, dunque, si procede in ordine sparso. Fra sindaci immobili e altri che, a fronte di anni di proroghe e crescenti ricorsi, hanno scelto di non rinviare. «Alla scadenza di una concessione non c'e un obbligo automatico di rimettere tutto a gara: il Comune puo riassegnare o lasciare il tratto a spiaggia libera», puntualizza Agostino Biondo di Mare libero. «È un'occasione per ridefinire l'assetto della costa a favore della collettivita . Ma pochi lo stanno facendo». La Liguria, per esempio, è oggi fra le regioni più avanti nelle gare. Una decisione presa per evitare strascichi e maturata anche alla luce dell'orientamento del Tar regionale, non favorevole all'ultima proroga nazionale per la validità delle concessioni fino al 30 settembre 2027. La Regione, d'intesa con i sindaci liguri, ha stilato un vademecum "non vincolante" di raccolta delle norme per fare ordine. Spesso, però, gli enti hanno scelto una durata provvisoria fino all'anno prossimo o di cinque anni (nel bando nazionale, dovrebbe essere la durata minima prevista). Si muovono anche Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Marche, Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Sicilia. Laddove concluse, gli uscenti sono stati riconfermati nel 70% delle assegnazioni (anche perché, in diversi lotti, si è presentato solo un concorrente ovvero l'attuale gestore). Nel restante 20-30% dei casi, vince un nuovo gestore. A Recco e Chiavari, per esempio, su una dozzina di concessioni, cinque hanno avuto un cambio.I criteri per l'assegnazione, peraltro, oggi danno più peso alla qualità del progetto e alla sostenibilità, alla difesa della costa e all'accessibilità. Non mancano, però, incertezze.
    Il commento di Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba Confesercenti.

    1 hr 7 min
  • Burnham è premier, al tesoro va il pragmatico Healey

    Cambio di stile e forse anche di sostanza a Downing Street: Andy Burnham, il nuovo premier, promette un «nuovo modello economico e politico» e parte in quarta con un piano per ridurre il costo della vita che presenterà già oggi. Completate le formalità di rito - il primo ministro uscente Keir Starmer ieri mattina è andato a Buckingham Palace per rassegnare le dimissioni a Re Carlo III, che poco dopo ha formalmente chiesto al neo-eletto leader laburista di formare un nuovo Governo Burnham è entrato a Downing Street come nuovo premier. Inizia quindi l era del cosiddetto Re del Nord , così chiamato per il successi ottenuti e la popolarità conquistata nei quasi dieci anni da sindaco di Manchester. Nel suo primo discorso Burnham ha detto di essere «profondamente consapevole» del fatto che è il settimo premier britannico dal 2016 e ha dichiarato di voler «mostrare al mondo che la Gran Bretagna può ritrovare la stabilità».
    Parlando in piedi per strada, senza podio e senza appunti in linea con la sua immagine informale e spontanea, il nuovo premier ha detto che la sua elezione rappresenta «un momento di svolta» che permetterà alla gente di «riprendere il fiato», porterà a un maggiore controllo pubblico delle risorse e a un piano di reindustrializzazione con forte sostegno per le imprese britanniche. Rivolgendosi direttamente alle persone «stanche della politica», soprattutto nelle «zone dimenticate del Paese», Burnham ha promesso un percorso decennale di progresso e miglioramento e una svolta decisiva dopo quarant anni di neoliberismo che non ha portato benefici alla gente.
    L'intervento di Nicole Degli Innocenti, Il Sole 24 Ore.

    Salari in calo del 6,6% negli ultimi 30 anni secondo l Upb
    Dal 1990 le retribuzioni lorde sono diminuite in media del 6,6% in termini reali, «con una contrazione concentrata nella parte bassa della distribuzione». E nello stesso arco temporale, «la debole dinamica salariale è stata affiancata dalla diffusione del lavoro a tempo parziale e da una crescente segmentazione del mercato del lavoro per settore, tipologia contrattuale e qualifica, che hanno accentuato la dispersione delle retribuzioni lorde». Questa la fotografia della nota dell'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), intitolata «La dinamica retributiva e il ruolo dell'imposta sul reddito delle persone fisiche». In questo contesto, l'Irpef ha inciso in modo sempre più rilevante nel contenere le disuguaglianze prodotte dal mercato del lavoro. Le riforme - in particolare l'introduzione del bonus Irpef nel 2014 e la riforma del 2025, che ha trasposto gli sgravi contributivi nell'imposta - hanno progressivamente ridotto il prelievo sui redditi da lavoro dipendente bassi e medi, «mentre per i redditi più elevati il carico effettivo è aumentato, soprattutto per effetto del drenaggio fiscale legato alla mancata indicizzazione dei parametri dell'imposta», ha segnalato l'Upb.
    Ne è conseguito un rafforzamento della capacità redistributiva: l'indice di redistribuzione è più che raddoppiato, passando da 0,028 a 0,065. Le riforma dell'Irpef spiegano circa l'80% di questo aumento: «La crescita della redistribuzione è trainata dal rafforzamento della progressività, in parte compensato dalla riduzione dell'aliquota media conseguente agli sgravi introdotti nel tempo», spiega l'Upb.
    Lilia Cavallari, presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio, è intervenuta ai microfoni di Sebastiano Barisoni.

    Liste d attesa, per Agenas +1,6 mln cure nei tempi ma ancora 2,8 mln di prenotazioni «fuori»
    «Passo dopo passo, pur con criticità ancora presenti ma anche con risultati incoraggianti, stiamo iniziando a governare le liste d attesa con i dati, la conoscenza e il dialogo con le Regioni». A sottolineare un primo cambio di passo nella principale magagna della Sanità per i cittadini - e per il governo - è Angelo Tanese, direttore generale dell Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) cui è stata affidata dalla legge Schillaci la gestione della Piattaforma nazionale che monitora il fenomeno. E che sta iniziando a dare frutto, come certifica il primo Bollettino che dà conto di un miglioramento nei primi sei mesi di quest anno (rispetto allo stesso periodo del 2025) così come di una serie di elementi che restano ancora fortemente in chiaroscuro. Come quei 2 milioni e 811 mila prenotazioni - per essere puntuali - che le Regioni ancora erogano oltre i tempi di garanzia. Primo aspetto positivo, è che di queste - il cui numero assoluto cresce dai 2,782 milioni dell anno passato per effetto dell aumento complessivo dell attività - aumentano da 552mila a 606mila le prenotazioni effettuate con ritardi contenuti oltre il tempo massimo. Ma è solo un primo squarcio d azzurro.
    Il cielo decisamente più sereno è dato da quell oltre 1,6 milioni di visite ed esami in più erogate nei tempi di garanzia, seppure con differenze tra Regioni e tra prestazioni. Nel suo focus che consente di seguire mese per mese e Regione per Regione l andamento dei tempi d attesa per 14 tipologie di prime visite e 22 accertamenti diagnostici , Agenas fotografa un aumento delle prime visite erogate nei tempi da circa 5,8 mln a 6,6 con 757mila prestazioni in più nel primo semestre 2026 rispetto al 2025 e una crescita degli accertamenti diagnostici da 4,7 milioni a 5,5 mln pari a 857mila esami aggiuntivi eseguiti entro la soglia temporale massima. In tutto, 1,624 mln di cure che il Ssn è stato in grado di erogare ai cittadini rispettando la legge. Il (buon) motivo per cui Tanese parla di un trend che nel complesso «si conferma positivo» anche considerando il dato «molto positivo» dei miglioramenti sulle prestazioni con classe di priorità urgente (3 giorni) e breve (10 giorni). «La Piattaforma nazionale fornisce oggi una base informativa fondamentale e la amplieremo nel tempo inserendo altre prestazioni - è la promessa -: abbiamo costruito un sistema basato su dati che prima non erano disponibili in modo così sistematico e questo ci consente di agire in modo più mirato e tempestivo. Agenas sta lavorando con ogni singola Regione, in un rapporto di collaborazione e confronto continuo», conclude il Dg.
    Il commento di Angelo Tanese, Direttore Generale Agenas.

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  • Tim-Poste, al via l'Opas

    Parte oggi, per chiudersi l'11 settembre, l'offerta pubblica di acquisto e scambio (opas) da 13,2 miliardi delle Poste su Telecom Italia, destinata a riportare la società telefonica tra le partecipate pubbliche. Obiettivo ultimo dell'operazione: dare vita alla «più grande piattaforma connessa d'Italia», come si legge nel documento di offerta pubblicato ieri. Il nuovo gruppo, per il quale si stimano ricavi aggregati a 26,9 miliardi e oltre 150mila dipendenti, «si configurerebbe come una delle principali piattaforme integrate in Italia nei servizi di connettività, finanziari, assicurativi e di logistica». In particolare, facendo leva sulla capillare presenza fisica degli uffici postali e sull'infrastruttura di Tim, si mira a gettare le basi per i futuri "data center di prossimità", dislocati sul territorio a differenza degli attuali grandi hub di raccolta di informazioni centralizzati. Ne parliamo con Matteo Del Fante, AD Poste Italiane (nella foto).

    Media, mediatori propongono tregua di 10 giorni. Ma Houthi annunciano blocco marittimo Arabia Saudita
    I mediatori hanno proposto una tregua di 10 giorni per esplorare le modalità per rilanciare l'accordo provvisorio tra Iran e Stati Uniti. Lo scrive Reuters citando una fonte iraniana di alto livello, secondo quanto riportato da Sky News.
    Nel mentre però  le forze armate controllate dagli Houthi hanno annunciato l entrata in vigore immediata di un «blocco navale totale» contro l Arabia Saudita, secondo una dichiarazione video del portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, rilanciata da alcune emittenti filo-iraniane. Per quanto riguarda l'impatto sul mercato petrolifero, lo scorso 9 luglio, Tabarelli scriveva sul Sole: "Rimane surreale il basso livello dei prezzi del petrolio in queste ore in cui è saltata la tregua, con lo stretto di Hormuz che è di nuovo chiuso. Gli 80 $, in aumento di circa il 10% rispetto ai minimi di 72 $ di lunedì, sono bassi rispetto ai 115 toccati ad inizio crisi a metà marzo 2026, che erano già poco rispetto alla media di 107 del periodo 2011-2014 o ai 140 del luglio 2008. Numerose sono le ragioni che spiegano i bassi prezzi, dal crollo delle importazioni cinesi, al ricorso a scorte, dal calo della domanda dei paesi poveri, ad una maggiore produzione da altre aree. Tuttavia, il mancato shock rimane un mistero che, se non altro, è un regalo per i consumatori, in particolare per l Europa, che dipende dall energia importata per il 55%. Approfondiamo il tema con Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia.

    Indicatore di Buffett: così i listini hanno corso molto più del Pil
    Il Warren Buffett Indicator torna a lampeggiare in rosso su numerose Borse mondiali. Il rapporto confronta la capitalizzazione complessiva delle società quotate con il Pil del Paese: quando il valore del mercato azionario supera quello dell intera economia, la valutazione viene generalmente considerata elevata. La logica è intuitiva. Nel lungo periodo i profitti delle imprese non possono allontanarsi indefinitamente dalla ricchezza prodotta dall economia reale. Lo stesso Buffett lo definisce uno dei migliori strumenti sintetici per capire a quale livello si trovano le valutazioni. La fotografia di luglio mostra però quanto questa soglia sia stata superata. Negli Stati Uniti la capitalizzazione delle società quotate ha raggiunto il 237,7% del Pil. Wall Street vale quindi quasi due volte e mezzo l economia americana. Il dato riflette la corsa delle grandi società tecnologiche, il peso crescente degli asset immateriali e la forte concentrazione degli indici in poche aziende legate all intelligenza artificiale. Il principale pregio del Buffett Indicator è la semplicità. Evita di concentrarsi sui multipli di una singola società e offre una visione d insieme del divario tra finanza ed economia reale. Il suo principale difetto è il denominatore. Il Pil misura l attività prodotta all interno dei confini nazionali, mentre la capitalizzazione incorpora il valore attuale di utili che molte multinazionali realizzano all estero. Più le imprese diventano globali, meno il confronto è omogeneo. Non è quindi un segnale capace di stabilire quando inizierà una correzione. Ne parliamo con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com.

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  • La crisi del vino non rallenta. Unione italiana vini: «La produzione va tagliata»

    «Alla fine degli anni 80 dopo lo scandalo del metanolo che ha innescato la prima rivoluzione della qualità del vino italiano, l'Italia produceva circa 70 milioni di ettolitri e il consumo pro capite era superiore a 100 litri l'anno. Oggi produciamo in media 44 milioni di ettolitri, il consumo pro capite è sceso a 33-34 litri ma, intanto, il fatturato del vino italiano è passato dai 2 miliardi di allora agli oltre 16 di oggi. Ridurre produzione e consumi non è necessariamente un male. C'è ancora spazio per valorizzare il prodotto». Il presidente dell'Unione italiana vini Lamberto Frescobaldi, va dritto al punto: il vino italiano deve tagliare la produzione. I consumi mondiali sono strutturalmente in calo. Altri paesi prima di noi come Francia e Spagna (che già producevano meno dell'Italia) sono intervenuti in modo massiccio anche con campagne di estirpazione dei vigneti. Ma, soprattutto, sono due i dati che consigliano una riflessione produttiva: da un lato, le giacenze di vino invenduto hanno superato i 53,4 milioni di ettolitri (compresi i mosti), è come avere una vendemmia di riserva in cantina. E dall'altro, i prezzi dei vini a denominazione d'origine (non quindi quelli del vino sfuso e indifferenziato), a maggio 2026 rispetto a maggio 2025 hanno perso in media il 10%. Bisogna correre ai ripari. «A questo quadro va aggiunto prosegue Frescobaldi che rispetto a 40 anni fa quando a produrre vino erano Italia, Francia e poco altro, adesso c'è la California e l'Oregon negli Usa, la Nuova Zelanda, il Sudafrica, persino la Cina realizza vini gradevoli. Si è allargato, e di molto, il perimetro della competizione e dell'offerta. Ci dobbiamo adeguare. Non possiamo voltarci dall'altra parte».
    Il presidente Uiv, almeno per il momento, non invoca la rottamazione dei vigneti come avvenuto in Francia ma non nasconde le azioni che possono essere intraprese. «Il punto di partenza continua sono le nuove autorizzazioni all'impianto. Ogni anno si possono piantare nuovi vigneti per un 1% della superficie nazionale. Sono circa 6mila ettari l'anno. Queste autorizzazioni vanno bloccate. Anche temporaneamente ma vanno sospese. Inutile piantare nuove viti se i vini fanno fatica a essere venduti. E poi bisogna incidere sulle rese». Ai microfoni di Sebastiano Barisoni è intervenuto Lamberto Frescobaldi, presidente Unione italiana vini.

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