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Quante volte le #festività natalizie, a guardarle con un po' di distanza, le percepiamo come un momento carico e denso? Quante volte ci sembra ancora di sentirne la pesantezza?
Non sempre è facile #digerire le #atmosfere che si vengono a creare. Per non parlare delle importanti quantità di #cibo che ci troviamo a dover gestire, il carico di lavoro extra all'interno delle nostre case, il peso emotivo di alcune situazioni che si riaprono e ci costringono a stare con ferite e persone che in altri momenti terremmo volentieri lontane.
Spesso la sensazione che si avverte è di aver lasciato in sospeso, per alcuni giorni, il proprio vissuto quotidiano, di aver indossato una maschera e lasciato che fosse lei a rispondere cortesemente con "tutto bene" alle continue domande "come stai?"
Oggi, prenditi un tempo, concediti il lusso di ritagliarti un momento tutto per te e, trovata una posizione comoda, lascia che la mia voce ti guidi. Non forzarti se non ti senti. Ri-conosci i tuoi #limiti e rispetta le tue #fragilità e i tuoi #bisogni.
Nessuno può farlo meglio di te stess*.
Poi scrivi, se te lo senti, la prima frase che senti arrivare al termine di questa pratica. E ringraziati.
"Ogni persona vive dentro una casa,
una dimora, un posto sicuro
che la protegge e conforta.
Si chiama “corpo”
e spesso lo dimentichiamo".
Mettiti pure comod*, in una posizione seduta su di una sedia, un cuscino... o sdraiat* su di un tappetino. Lascia che la mia voce ti guidi. Senza fretta o ansia di arrivare da qualche parte, con curiosità porta l'attenzione al corpo. Cosa avverti? Riesci a sentire il contatto con i vestiti? Con i punti di appoggio?
Non sempre ci ricordiamo che abbiamo un corpo. O meglio, non sempre ci ricordiamo di quanto sia sensibile, il corpo in cui abitiamo. Di quanto sia importante per noi. Di come non sia affatto scontato averlo in salute, funzionante. Di come sia complesso e semplicie allo stesso tempo. Prenditi qualche minuto. In silenzio. Non devi fare nulla.
Prova solamente a Essere. Te stess*. Rispettando chi sei e i tuoi limiti. Se avverti una difficoltà o un disagio, non ti sfidare. Con consapevolezza e responsabilità, ricorda che puoi fermarti in qualunque momento.
La breve pratica di oggi è introdotta da una poesia di Louis Gluck. Quante volte la realtà he ci circonda la diamo per scontata... e quante volte, invece, ci soffermiamo a guardarla con autentica curiosità? Come un bambino che si trova a viverla per la prima volta. Ingenuo ed entusiasta allo stesso tempo. Prenditi un tempo oggi e dedicati ad esplorare, seguendo la mia voce, come stai. Com'è il respiro se ti consentissi di osservarlo da vicino con attenzione, senza pregiudizio alcuno? Come stai? Come ti senti, oggi, in questo momento....? Quali parole potresti sussurrarti? Con gentilezza, senza forzarti e senza superare alcun limite che senti essere prezioso e protettivo, esplora cosa emerge e, se vuoi, condividilo. A volte basta poco per attivare un processo di trasformazione. Fuori e dentro di noi.
Ogni mattino al risveglio ognuno di noi deve fare i conti con quelli che saranno i suoi obiettivi durante l'arco della giornata. Questa breve meditazione sarà un modo, quando ne sentirai il bisogno, per focalizzare la tua attenzione e le tue energie sul raggiungimento di un traguardo in particolare. Prenditi qualche minuto tutto per te e lascia che la mia voce ti guidi... L'energia del sole appena sorto ti aiuterà ad iniziare la tua giornata con più grinta e vitalità.
Per informazioni e contatti: e-mail: [email protected] cell. 347.16 92 195 www.giuliadisipio.it
Musica: Someday Musicista: Alexander Delarge URL:https://icons8.com/music/
Quanti di noi danno importanza al profumo di quello che mangiano? Il più delle volte ci accorgiamo che il mondo intorno a noi ha un odore solo quando questo è cattivo, sgradevole. Eppure, nell'antichità, l'olfatto era uno dei sensi più importanti per l'essere umano. Gli consentiva di procacciare il cibo, di individuare cosa fosse o meno commestibile... e oggi? Quale importanza diamo a questo senso? Vediamolo insieme.
Lo avresti mai detto che anche il nostro #udito ha un ruolo quando mangiamo? Prova per un istante ad immaginare le #sensazioni ed #emozioni che provi quando stappi una bottiglia di spumante e senti il suono sordo del tappo che vola via... e ricorda, se mai ti è accaduto, quando non hai avvertito alcun suono. Che delusione!
Ti sei mai soffermat* a pensare di come il senso del tatto ci consenta di vivere in maniera particolarmente intima il momento dei nostri pasti? Siamo così abituati ad usare le posate, che neanche ci potremmo mai immainare ad un pranzo senza la forchetta e il cucchiaio, eppure... come cambierebbe il nostro modo di vivere la tavola se potessimo alimentarci in maniera diretta? E cosa accade quando ci consentiamo la possibilità di assaporare anche la dimensione della conistenza, quando mangiamo?
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