Armando Donadio
Le storie dei resistenti delle Quattro Giornate lette e interpretate da volontari ANPI.
Dall'esperienza nella guerra fascista alla scelta irrevocabile della Resistenza, la sua vita è un esempio di coerenza e sacrificio estremo, un monito contro l'oblio che troppo spesso avvolge i protagonisti della Liberazione.
Armando Donadio, nato a Napoli nel 1912 in una famiglia antifascista, fu influenzato dal fratello Aristide, anarchico e combattente in Spagna. Ufficiale di artiglieria, visse gli orrori della guerra in Libia.
Dopo l'8 settembre 1943, intraprese un pericoloso viaggio dall'Aquila a Napoli, dove giunse in piene Quattro Giornate, unendosi ai combattenti di via Pigna.
Per Donadio, però, la liberazione della città non fu che l'inizio. Si arruolò nei Gruppi Combattenti Italia, specializzandosi in sabotaggi grazie alla sua competenza con gli esplosivi. Catturato dai nazisti nel 1944, fu deportato e sottoposto a torture, finte fucilazioni e detenzione in campi come Auschwitz, riportando ferite fisiche e psichiche devastanti.
Rimpatriato nel 1945, fu un reduce segnato ma non piegato, continuando il suo impegno come delegato sindacale.
Morì nel 1995, in una solitudine che contrasta tragicamente con il suo contributo alla democrazia italiana.
Il ricordo di Armando Donadio è letto da Enrico Voccia della sezione ANPI Napoli Vasto "Lenuccia".
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Un'iniziativa dell'ANPI Provinciale di Napoli realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia, che collettivamente ringraziano le storiche e gli storici che ci hanno conservato la memoria dell'antifascismo e della Resistenza.