Bernardino Fienga
Le storie dei resistenti delle Quattro Giornate lette e interpretate da volontari ANPI.
Medico, intellettuale e antifascista, la sua figura rappresenta la resistenza delle coscienze libere al regime.
La sua storia, segnata dal carcere, dall'esilio e dalla persecuzione, dimostra come l'impegno per la democrazia possa assumere forme diverse, mantenendo intatta la coerenza ideale.
Bernardino Fienga, noto come Dino, nasce a Scafati nel 1893. Primo segretario della Federazione Comunista di Napoli dopo la scissione di Livorno del 1921, viene arrestato nel 1926 nello stesso mandato di cattura di Gramsci e Terracini.
Processato dal Tribunale Speciale e prosciolto dopo due anni di carcere, ne esce comunque distrutto: radiato dall'Ordine dei Medici e privato di tutti i mezzi di sostentamento.
Costretto all'esilio, combatte nella Guerra di Spagna come responsabile sanitario di un battaglione repubblicano, esperienza che lo porta a maturare un dissidio con il comunismo ufficiale.
Dopo la caduta della Repubblica spagnola, prosegue l'esilio in Messico dove si avvicina al socialismo cristiano e diventa medico del Presidente Cárdenas.
Rientrato in Italia nel 1946, non può più esercitare la medicina e trova impiego alla Biblioteca Nazionale di Napoli, dove lavora fino al 1968.
Alla sua morte, nel 1975, la sua preziosa biblioteca personale - la "Raccolta Fienga" - viene donata alla Biblioteca Nazionale.
Il ricordo di Bernardino Fienga è letto da Vincenzo Capuano della sezione ANPI Napoli Centro "Antonio Amoretti".
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Un'iniziativa dell'ANPI Provinciale di Napoli realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia, che collettivamente ringraziano le storiche e gli storici che ci hanno conservato la memoria dell'antifascismo e della Resistenza.