Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

By Graziana Filomeno - italiano onlineEducationHow ToCoursesLanguage Learning
Download on the App Store

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme! episodes

  • Come Imparare una Lingua con i Film e le Serie TV
    Imparare una lingua esclusivamente da un libro di testo o studiando solo la grammatica può risultare stancante, noioso e poco stimolante. Ora, non sto dicendo che questo tipo di studio non vada fatto, perché comunque è fondamentale. Quello che voglio dire è che è utile alternare lo studio a momenti di relax e attività divertenti ma ugualmente “didattici”, come guardare un film o una serie TV. 
    Imparare l’Italiano guardando Film e Serie TV
    Ricevo tante domande su questa questione…
    Come posso davvero imparare attraverso la visione di film o serie?
    Per quanto tempo al giorno devo guardare?
    Posso attivare i sottotitoli? In quale lingua?
    Devo mettere pausa ogni volta che non capisco una parola?
    Devo riguardare una scena se non ho capito il senso di ciò che è stato detto?
    Devo prendere appunti durante o dopo la visione?
    Domande completamente legittime! A cui ho deciso di rispondere una volta per tutte in questo video!
    Per cominciare, però, bisogna ricordare che per sfruttare al meglio il potenziale di queste risorse, occorre conoscere il proprio livello di lingua. Solo così si può lavorare al meglio, perché in ogni livello ci sono punti di forza e punti su cui lavorare che sono diversi.
    1. Lingopie
    Prima di entrare nel dettaglio di come ogni persona dovrebbe lavorare, in base al proprio livello, attraverso film e serie TV, voglio parlarti di un mezzo che ho trovato essere molto utile per questo tipo di apprendimento, e cioè Lingopie, lo sponsor di questo video. 
    Si tratta di una piattaforma che offre moltissimi contenuti in diverse lingue straniere (francese, italiano, tedesco, spagnolo, portoghese, russo, giapponese e coreano!), destinati proprio a chiunque ne stia imparando una (o più). 
    Come ti dicevo, film e serie sono un ottimo mezzo di supporto allo studio, per renderlo più dinamico e divertente. Lingopie ti dà la possibilità di immergerti completamente nei contenuti e sfruttarli al meglio per apprendere cose nuove.
    Una volta che hai selezionato la lingua che stai imparando, avrai accesso a tantissimi contenuti in quella determinata lingua, che vengono aggiornati e incrementati ogni settimana: serie tv, film, documentari e molto altro! 
    A differenza delle normali piattaforme di streaming, questa è perfetta per lo studio! Ad esempio, offre sottotitoli interattivi! Cioè ti basta cliccare sulla parola che non conosci per impararne la traduzione.
    Oppure, puoi selezionarli in due lingue, quindi puoi usarli nella tua lingua madre e nella lingua originale del video che stai guardando. 
    Chiaramente, puoi regolare tu la velocità del video (e quindi farlo andare più lentamente se hai bisogno di più tempo per leggere) oppure puoi riascoltare automaticamente una frase cliccando sull’apposito tasto.
    Inoltre, a lato trovi la trascrizione di quello che viene detto, e lì ci sono già sottolineate alcune parole utili per il tuo livello che potresti non conoscere. 
    Oppure, puoi cliccare tu stesso sulla parola che ti interessa e che non conosci e aggiungerla alle tue proprie flashcards. 
    Poi, quando vuoi, puoi ripassare tutte le parole che hai salvato attraverso le flashcards e metterti alla prova con i quiz interattivi, che (e questa è una novità a mio parere) includono anche il ripasso della pronuncia! Quindi la piattaforma ti darà un punteggio in base a come hai pronunciato. 
    Se vuoi provare Lingopie per il tuo apprendimento dell’italiano (o di qualsiasi altra lingua straniera), ti basterà cliccare sul link a continuazione per ricevere uno sconto del 55% e la possibilità di provare Lingopie gratuitamente per 7 giorni: https://learn.lingopie.com/learn_amo
    2. Livello principiante
    Soprattutto a questo livello, devi ricordare che i film e le serie TV non possono sostituire lo studio strutturato (libri, grammatica, lezioni), ma sono piuttosto un supporto.
    Infatti, per fare progressi e così apprezzare ancora di più la visione,
    16 min
  • 10 Espressioni Italiane con i MEZZI di TRASPORTO
    Spesso la lingua italiana nasconde sfumature e significati diversi da quello che in apparenza ci sembra sia stato detto. Per aiutarvi ad affrontare qualsiasi conversazione in questo articolo vi proponiamo dieci espressioni idiomatiche utilizzate nell’italiano colloquiale e relazionate con i mezzi di trasporto... che spesso non hanno niente a che fare con i mezzi di trasporto veri e propri!
    10 Modi di Dire con i Mezzi di Trasporto
    1. Perdere l’ultimo treno
    Significa lasciarsi sfuggire un’ultima (buona) occasione.
    "Sara ti aveva detto esplicitamente che quell’offerta non sarebbe durata molto... Hai perso l’ultimo treno: adesso non puoi più lavorare per la sua azienda."
    2. Essere sulla stessa barca
    Significa trovarsi nella stessa situazione (in genere negativa). Di solito lo si dice con tono rassegnato.
    "Non essere preoccupato se non hai studiato per l’esame: siamo tutti sulla stessa barca! Qui nessuno ha mai aperto un libro..."
    3. Andare come un treno
    Significa muoversi, procedere molto velocemente, sia fisicamente che in senso più astratto.
    "Giulia, per favore, rallenta un po’! Se vai come un treno quando fai il tuo discorso, nessuno ti seguirà e cominceranno tutti a fare altro!"
    4. Hai voluto la bicicletta? E adesso pedala!
    Questa espressione sottolinea che bisogna prendersi delle responsabilità dopo aver ottenuto ciò che si è desiderato a lungo, anche se ora sembra meno piacevole.
    "In che senso non vuoi fare le pulizie? Eh cara... Hai scelto tu di vivere da sola. Hai voluto la bicicletta? E adesso pedala!"
    5. Il treno passa una volta sola
    Questo modo di dire ci ricorda che certe occasioni sono ottime ma molto rare: perciò dovremmo approfittarne non appena ci si presentano e non farcele sfuggire.
    "Non perdere l’occasione di questo lavoro importante solo perché è all’estero! Il treno passa una volta sola nella vita..."
    6. Attaccarsi al tram
    Significa arrangiarsi, dover affrontare un problema da soli e contando solo sulle proprie forze. Spesso viene detto con ironia. Si usa anche solo come “Attaccati!”.
    "Luca è in ritardo... Come sempre! Basta! Cominciamo a pranzare: quando arriva, si attacca al tram!"
    7. La barca fa acqua!
    Con questa espressione si vuole segnalare che qualcosa va male o non va come dovrebbe andare.
    "Ragazzi... Qui la barca fa acqua da tutte le parti! O ci inventiamo qualcosa per risollevare l’azienda, o dovremo dichiarare bancarotta!"
    8. Navigare in cattive acque
    Significa trovarsi in una situazione di difficoltà, spesso in riferimento a una situazione economica complicata.
    "Non posso permettermi un’auto nuova in questo periodo: stiamo navigando in cattive acque. Ne prenderò una usata."
    9. Fare marcia indietro
    Significa ritirarsi, indietreggiare, venire meno da qualcosa che si è detto, promesso o fatto. Questa espressione fa riferimento alla retromarcia di un veicolo.
    "In realtà ha ragione Luca... Perciò tu dovresti fare marcia indietro su quello che hai detto e chiedergli scusa."
    10. Una barca di...
    Questa espressione indica una grandissima quantità di qualcosa (come “un botto di”, “una marea di”, “un sacco di").
    "Adesso è ricchissimo! Ha ereditato una barca di soldi da suo nonno!"
    Adesso, ripassiamo insieme tutto il vocabolario dei mezzi di trasporto in italiano!
    Se invece cercate un insegnante madrelingua qualificato che possa aiutarvi con lezioni individuali, vi consigliamo di dare un'occhiata al nostro corso di italiano intensivo con lezioni online a partire da 12€/ora!
    {
    "@context": "https://schema.org",
    "@type": "Quiz",
    "name": "Test sulle Espressioni Italiane con i Mezzi di Trasporto",
    "description": "Quiz interattivo sulle espressioni italiane che utilizzano i mezzi di trasporto con 10 domande sui modi di dire, significati e utilizzi.",
    "educationalLevel": "Intermedio B1-B2",
    "learningResourceType": "Quiz",
    "inLanguage": "it",
    "hasPart": [
    10 min
  • 10 Espressioni Centenarie Ancora Vive e Usate in Italia: Scopri il Loro Percorso nel Tempo!
    Una domanda che ricevo spesso dai miei studenti è “Perché si dice…?”, riguardo a una determinata espressione. In italiano esistono molte espressioni con un significato diverso da quello letterale, che possono risultare strane e incomprensibili per chi non conosce il loro uso. In questo video, ho selezionato 10 espressioni apparentemente bizzarre e vi spiegherò perché ognuna di loro “si dice così”, qual è la loro storia. Pronti a scoprirle insieme?
    ORIGINE DI 10 ESPRESSIONI IDIOMATICHE ITALIANE
    In questo articolo troverete la storia e la spiegazione di 10 espressioni idiomatiche, molto usate dagli italiani.
    1. Rendere pan per focaccia
    Ricambiare un'offesa o un torto subito; vendicarsi con qualcuno, spesso con una cattiveria maggiore.
    Dunque, è un po’ come “occhio per occhio, dente per dente”, ma peggio: perché la vendetta non è della stessa intensità del torto, ma più forte.
    Risale al Medioevo; però, l’espressione ha assunto questo significato negativo solo con il passare del tempo.
    In origine era molto positiva: infatti, deriva dalla vecchia usanza di buon vicinato di scambiarsi pane e focacce.
    Quando le massaie non avevano abbastanza farina, ne chiedevano un po' in prestito alle loro vicine e poi ricambiavano il favore offrendo loro delle focacce. A loro volta, queste vicine preparavano il pane e lo offrivano alle altre, e così via in un circolo infinito di generosità e buone maniere: insomma, del pane per restituire il favore delle focacce.
    2. Che pizza!
    Sì, ok, la pizza è buona e nessuno ne dubita, ma questo modo di dire ha un significato tutt'altro che positivo. È un’esclamazione usata in riferimento a qualcosa di noioso o fastidioso.
    Ad esempio, se qualcuno esclama: “Che pizza che sei!” ti sta comunicando che il tuo atteggiamento non gli è molto gradito. Oppure quando qualcuno ci chiede di fare qualcosa che non abbiamo proprio voglia di fare possiamo dire “Che pizza!”.
    Ma perché proprio la pizza che tutti amano è associata a qualcosa di noioso e fastidioso?
    Il significato di questa espressione deriva dalla noia, dal fastidio e dall'impazienza che si provano quando si aspetta con grande attesa il processo di lievitazione della pizza, che in genere richiede parecchie ore.
    3. Prendere due piccioni con una fava
    È uno tra i detti italiani più famosi, ancora oggi largamente utilizzato in italiano e conosciuto da moltissimi stranieri.
    Indica che sono stati raggiunti due obiettivi con un’unica mossa; in altre parole, con una singola azione si ottengono due risultati positivi.
    Trae la sua origine da una tecnica utilizzata in passato dai cacciatori, che consisteva nell'utilizzare una fava come esca per catturare i colombi selvatici, più di uno in un solo colpo.
    4. Per filo e per segno
    Letteralmente significa “in modo molto accurato”, “minuziosamente”, “curando i particolari”. È  utilizzata quando un'azione è svolta con grandissima precisione o quando un concetto è spiegato con particolare accuratezza.
    L'origine dell'espressione si riconduce al lavoro dei taglialegna e degli imbianchini del passato. Per lavorare, dovevano “battere la corda”, ovvero trattenere sulle superfici un filo bagnato nella vernice per poi lasciarlo andare di colpo. Così facendo, si creava un'impronta che funzionasse come tracciato per imbiancare e segare in modo perfetto, senza errori.
    5. L'abito non fa il monaco
    L'apparenza molte volte non corrisponde alla realtà, perciò bisogna sempre essere cauti nel giudicare gli altri da come appaiono.
    Deriva da un antico detto latino: cucullus non facit monchum, letteralmente “il cappuccio non fa il monaco”.
    In passato, i monaci viaggiatori spesso ricevevano un'accoglienza calorosa ed erano molto rispettati in virtù dell'abito che indossavano. Però, proprio a causa dell’abito, molte persone erano ingannate e raggirate da mascalzoni che si travestivano da monaci per approfittare dei benefici che questo abito gli portava.
    In sostanza,
    16 min
  • 20 Curiosità sulle REGIONI Italiane: Viaggio tra Storia, Arte e Tradizioni
    Piccola o grande che sia, ogni regione italiana ha delle curiosità che la rendono unica e speciale! Allacciate le cinture e preparatevi al decollo, stiamo per fare un viaggio virtuale da nord a sud per scoprirle tutte!
    Cosa rende Uniche le REGIONI Italiane?
    In questo articolo faremo un viaggio virtuale da nord a sud per scoprire le curiosità sulle regioni italiane. Siete pronti? Si parte!
    Valle d'Aosta
    La Valle d’Aosta è la regione italiana più piccola e si trova tra le Alpi. Proprio tra queste montagne si trova il “Colle del Gran San Bernardo”, da cui una razza di cane prende il nome: San Bernardo. Ma perché?
    Sul Colle del San Bernardo, fin dal 1100, c’era un ospizio gestito da monaci, cioè una casa dove i passanti venivano accolti per riposarsi e ripararsi dal freddo prima di riprendere il loro cammino.
    I monaci usavano dei grossi cani per soccorrere i viaggiatori nella neve o nella nebbia, per trasportare cibi e bevande, per difendersi dai ladri e per azionare alcuni macchinari. Nei secoli allevarono i cani incrociando le razze fino ad ottenere l’attuale razza San Bernardo, perfetta per vivere nelle montagne.
    Umbria
    L’Umbria è definita il cuore d’Italia, proprio perché è la regione più centrale del nostro Paese.
    Ma non è tutto! Il cuore è anche il simbolo dell’amore ed è proprio in questa terra che è nato il Santo associato all’amore: San Valentino.
    Originario di Terni, San Valentino è un santo e martire cristiano. Fu anche vescovo della stessa città in cui tutt’oggi è celebrato come patrono.
    Qui infatti è possibile visitare il Duomo in cui egli non solo celebrava la Messa, ma sposava i giovani innamorati in fuga dalle loro famiglie per sfuggire a destini ostili e matrimoni di convenienza.
    Liguria
    La Liguria è conosciuta per i tipici paesini sulle scogliere affacciate sul mare.
    Nei film ambientati in Italia sono spesso presenti delle scene ambientate in questi luoghi. Sapevate che la Disney vi ha anche ambientato un intero film?
    Si tratta ovviamente di un film d’animazione, “Luca”. Lo avete guardato?
    Narra la vicenda di Luca, un giovane mostro marino italiano che può assumere sembianze umane e che stringe amicizia con Alberto, un coraggioso suo simile e suo coetaneo. I due, insieme, vanno alla scoperta del mondo degli umani.
    La storia si svolge nel paese di Portorosso, in Liguria. In realtà questo paese non esiste ma è ispirato ai paesi delle Cinque Terre.
    Non ci sei mai stato? Guarda il video che abbiamo girato durante il nostro viaggio nelle Cinque Terre!
    Molise
    Gli italiani spesso definiscono in modo scherzoso il Molise come “la regione che non esiste” perché si tratta di una regione piccola e di cui non si sente spesso parlare. Lo sapevate?
    Eppure, anche il Molise ha delle curiosità interessanti, come per esempio il fatto che ospiti ‘il paese delle campane’. Si tratta di Agnone, dove vengono prodotte da secoli campane d’eccellenza.
    In una fonderia lì vengono ancora oggi create le campane per le chiese d’Italia e del mondo. I Papi stessi, durante il 1900, hanno richiesto la fabbricazione di campane per celebrare le occasioni speciali. Si tratta di una vera arte che è stata perfezionata nei secoli e che viene tramandata da generazioni.
    Lombardia
    Sapevate che proprio in Lombardia è nato il gelato al gusto stracciatella? Lo avete mai mangiato? Si tratta di un gusto di gelato a base di latte e panna con cioccolato fondente.
    Siamo nel 1961, Caffè La Marianna. A Bergamo.
    Enrico Panettoni, emigrato dalla Toscana e proprietario del locale, inventa il gelato al gusto stracciatella.
    Ancora oggi La Marianna produce la stracciatella con le stesse macchine utilizzate negli anni ’60!
    Trentino Alto Adige
    Il Trentino Alto Adige è la regione in Italia che produce più mele e l’Italia è tra i paesi che producono più mele in tutta Europa. Se visitate il Trentino Alto Adige vedrete meleti dappertutto, infatti,
    24 min
  • Impara il Lessico Italiano della MUSICA
    A chi non piace la musica? Penso che più o meno tutti la ascoltiamo almeno una volta al giorno, mentre lavoriamo, cuciniamo, guidiamo o facciamo qualsiasi altra cosa. Proseguite con la lettura per scoprire le parole più importanti per parlare di musica in italiano!
    Parole Utili per parlare di MUSICA in Italiano
    In questo articolo, vedremo le parole più importanti del lessico della musica: prendete appunti e potrete finalmente parlare di musica con i vostri amici italiani!
    1 - CANZONE, BRANO o PEZZO?
    La canzone è un componimento musicale di breve durata (alcuni minuti), formato da testo (generalmente in versi) accompagnato da musica.
    Insomma, una canzone è quella che cantiamo a squarciagola nella doccia.
    Spesso si usano brano e pezzo come sinonimi di canzone.
    Ma hanno anche un significato più ampio.
    Un brano (o pezzo) è anche un componimento solo strumentale (di sola musica), spesso di maggiore lunghezza e complessità rispetto alla canzone. Per esempio, per la musica classica.
    Brano può anche essere una parte di un’opera musicale più ampia (un brano della Primavera di Vivaldi).
    2 - STROFA + RITORNELLO
    La maggior parte delle canzoni è composta da strofe e un ritornello.
    La strofa è un insieme di versi con cui inizia (e prosegue) una canzone. In una canzone, ce ne sono di solito due, tre o quattro, con la stessa musica ma con parole diverse.
    Le strofe nella canzone sono di solito divise da un ritornello, cioè un insieme di versi che si ripete tra una strofa e l’altra in una canzone, sempre con le stesse parole.
    Questa è la parte di una canzone che solitamente resta più impressa nella mente delle persone, perché è la più orecchiabile e musicabile.
    3 - TESTO
    L’insieme delle parole di una canzone si chiama testo. Molti stranieri usano la parola lirica / lirica musicale (magari per l’influenza dell’inglese), ma sarebbe preferibile non farlo, sia perché è un termine più antico e poco utilizzato oggi, sia perché potrebbe creare confusione.
    In italiano, per lirica si intende (in musica) il melodramma, cioè una rappresentazione teatrale cantata, con accompagnamento di musica e orchestra.
    4 - RITMO + MELODIA
    Il ritmo è l’insieme di battute che si ripetono per formare la musica. Ogni musica ha un ritmo differente composto da armonia e melodia.
    La melodia è il “suono” che rende ogni canzone riconoscibile alle nostre orecchie. Si può anche parlare di motivo con lo stesso significato.
    5 - SPARTITO
    La composizione grafica di una musica, composta da diverse note musicali ed è destinata a chi suona uno strumento musicale, ad esempio un violino o un pianoforte.
    6 - ORCHESTRA
    Insieme di strumenti musicali che lavorano insieme per un’esecuzione musicale. Solitamente sono disposti a semicerchio e organizzati in un preciso ordine in base agli strumenti presenti (necessari alla composizione). Sono diretti e organizzati dal DIRETTORE d’orchestra.
    7 - CANTANTE - CANTAUTORE - PAROLIERE
    Viene definito cantante chi canta per professione.
    Può essere l’autore dei propri testi (in questo caso si parlerà di cantautore) o può semplicemente cantare un testo scritto da altri.
    Chi scrive testi di canzoni per altre persone si chiama paroliere.
    Infine, l’autore della musica di una canzone è il COMPOSITORE.
    8 - SOLISTA - GRUPPO MUSICALE
    Un cantante può essere solista, se canta da solo, oppure può essere parte di un gruppo musicale (o band), in cui ci sono anche altri cantanti e/o musicisti, che suonano diversi strumenti.
    Tra i musicisti in una band, ci possono essere il BATTERISTA (che suona la batteria), il CHITARRISTA (che suona la chitarra), il TASTIERISTA (che suona il sintetizzatore), il PIANISTA (che suona il pianoforte).
    9 - INTONATO - STONATO
    Intonato è un aggettivo che indica una persona che sa cantare, che lo fa in modo piacevole all’orecchio perché va a tempo con la musica.
    Il contrario, cioè per indicare una persona che non sa cantare,
    13 min
  • 5 ERRORI più comuni con i PRONOMI in Italiano
    Quali sono i 5 errori più comuni che gli stranieri commettono con i pronomi in italiano? Secondo la Treccani, il pronome è quella parte variabile del discorso che si usa al posto di un altro elemento della frase (solitamente il nome, ma può sostituire anche un verbo, un aggettivo o perfino un’intera frase). Esistono diverse categorie di pronomi, in base al significato che si vuole trasmettere e perciò è facile sbagliarsi e confondersi. Facciamo un po’ di chiarezza!
    Pronomi in italiano: evita questi 5 errori!
    1 - Lo fai te o Lo fai tu?
    Sicuramente vi sarà capitato di sentire entrambe le versioni, nonostante la lingua italiana ne consideri corretta soltanto una. Chiariamo innanzitutto la differenza tra tu e te in maniera semplice: il primo si usa sempre con la funzione di soggetto, mentre il secondo con la funzione di complemento.
    Per esempio:
    Tu vai a Londra. [tu compie l’azione, è il soggetto]
    Luca guarda te. [te è il complemento oggetto diretto]
    Vengo in vacanza con te. [te è un complemento introdotto da preposizione]
    Ma cosa succede nella nostra frase?
    Il verbo è “fai”, quindi coniugato alla 2 persona singolare. Questo significa che il pronome di cui abbiamo bisogno qui è il soggetto, perciò “tu”. Quindi la frase corretta è “Lo fai tu”.
    ATTENZIONE!
    Ci sono casi in cui si usa te invece di tu con funzione di soggetto, ma si tratta generalmente di espressioni fisse, come:
    Povero te!
    Te compreso / Compreso te
    In Italia, nella lingua parlata e soprattutto al nord, si usa molto te al posto di tu con funzione di soggetto, in frasi come:
    Dillo te
    Vieni anche te?
    Hai ragione te
    Te vai
    Per il momento, la grammatica considera queste forme scorrette. Ma vedremo cosa accadrà nel futuro. Secondo voi, “te” sostituirà completamente “tu”, proprio come è accaduto a “lui, lei” e le forme originali “egli, ella”?
    2 - Ci hanno trovato o Ci hanno trovati?
    Riceviamo continuamente questa domanda dagli studenti… e in effetti hanno ragione!
    Mi dicono “So che devo dire l’ho vista se parlo di una donna, ma, sempre parlando di donne, devo dire ti ho vista o ti ho visto, mi hai visto o mi hai vista?”
    La Treccani è molto chiara al riguardo: nei tempi composti con l’ausiliare avere, con un pronome complemento oggetto anteposto, la regola impone l’obbligo di fare l’accordo per genere e numero alla terza persona singolare e plurale, ma lascia libertà di scelta sia per quanto riguarda il genere sia per quanto riguarda il numero, con i pronomi di prima e seconda persona singolare e plurale.
    Dunque, chiariamo con degli esempi:
    Ho trovato la rivista e l’ho comprata.
    [Terza persona singolare, la regola impone l’accordo, perciò non si potrà mai dire “Ho trovato la rivista e l’ho comprato”.]
    Ho comprato i libri ma non li ho letti.
    [Terza persona plurale, la regola impone l’accordo, perciò non si potrà mai dire “Ho comprato i libri ma non li ho letto”.]
    MA
    Sara, scusami ma non ti avevo visto.
    Sara, scusami ma non ti avevo vista.
    [Seconda persona singolare, la regola lascia libertà di scelta riguardo l’accordo: perciò entrambe le frasi sono corrette]
    Marco non ci ha ancora chiamato.
    Marco non ci ha ancora chiamati.
    [Prima persona plurale, la regola lascia libertà di scelta riguardo l’accordo: perciò entrambe le frasi sono corrette]
    3 - Lo amo o L’amo? L’ama o La ama?
    In realtà grammaticalmente nessuna delle due opzioni sarebbe errata.Nel passato, la forma con l’apostrofo era certamente più comune.
    Per esempio, Petrarca scriveva:
    Per quel che mi riguarda, io l’ammiro e l’amo, non lo disprezzo e credo di potere sicuramente affermare che se egli fosse vissuto fino a questo tempo, pochi avrebbe avuto più amici di me…
    Oggigiorno, però, la tendenza è un pochino diversa.
    Quando usiamo i pronomi diretti di terza persona singolare (lo e la) con verbi coniugati in tempi semplici, tendiamo a evitare l’apostrofo.
    16 min
  • Le ESCLAMAZIONI nella Lingua Italiana: Mamma Mia!
    La padronanza di una lingua si nota anche dalle risposte che si danno in alcune determinate circostanze, soprattutto se si tratta di esclamazioni. Se utilizzerete nelle conversazioni le esclamazioni che sto per darvi, vi garantisco che tutti si stupiranno e vi diranno “Wow! Parli italiano così bene”. Scommettiamo?
    Impariamo le ESCLAMAZIONI italiane
    In questo articolo il tema saranno le ESCLAMAZIONI: vedremo quali sono quelle più gettonate in italiano, cosa significano e in quali situazioni usarle!
    1. BEN TI STA!
    Significa che la persona a cui la si dice si merita quello che le è successo, generalmente in riferimento a cose negative. Spesso è usata quando avevamo avvertito quella persona di non fare una determinata cosa e lei l’ha fatta comunque, ma ha subito conseguenze negative. Si può anche dire “Ti sta bene!” con lo stesso identico significato.
    Esempio:
    A: Sono caduto dalla sedia…B: Ben ti sta, ti avevo detto di non dondolarti.
    2.CI SEI O CI FAI?
    Si usa quando qualcuno sta facendo qualcosa di stupido o inopportuno, e appunto gli si chiede se si stia rendendo conto di quello che sta facendo: significa quindi “stai facendo lo stupido apposta o lo sei davvero?”.
    Può essere usato con tono scherzoso, ma la maggior parte delle volte si usa quando si è infastiditi dal comportamento di quella persona; perciò può talvolta risultare offensivo se usato a sproposito, quasi come un insulto.
    Esempio:
    Ma davvero pensavi fosse una buona idea lanciargli addosso un libro? Ci sei o ci fai?
    3. NON TI ALLARGARE!
    Questa espressione, molto tipica nel centro e sud Italia, ha diverse sfumature.
    Il primo significato è quello di “non prenderti troppe confidenze”, quando si vuole fare capire a qualcuno che dovrebbe mantenere una certa distanza perché il rapporto non è ancora così intimo e confidenziale.
    Il secondo significato è quello di “non esagerare”, usato quando qualcuno sta esagerando in quello che dice. Esiste anche la variante “Non ci allarghiamo”, con lo stesso significato. Può essere usata sia in tono scherzoso, neutro o brusco, in base alle situazioni.
    Esempi:
    1. Non ti allargare, ci conosciamo solo da pochi minuti, non mi sembra il caso di uscire insieme.
    2. A: Ho fatto un ottimo lavoro oggi, sicuramente il capo mi darà una promozione a breve!    B: Adesso non ti allargare, non riceverai una promozione per così poco.
    4. BEATO TE! (BEATA LEI! / BEATI VOI! …)
    Questa esclamazione significa “Quanto sei fortunato!”. Insomma, è un modo comune per dire “Vorrei essere nei tuoi panni”.
    Esempi:
    A: Il mese prossimo vado in vacanza alle Maldive.B: Beato te! Io quest’anno non riesco a fare nessun viaggio.
    5. DA CHE PULPITO!
    Detta a qualcuno che ci sta criticando o rimproverando per i nostri difetti, senza rendersi conto, o senza voler ammettere, di avere gli stessi identici difetti. Quindi viene usata con una persona che si comporta in un determinato modo, ma predica il contrario.
    Esempio:
    A: Ma come sei disordinata, dovresti stare più attenta a dove lasci le tue cose.B: Da che pulpito! I tuoi vestiti sono sparsi per tutta casa.
    6. EVVAI!
    Una bella esclamazione per esprimere entusiasmo, gioia, augurio, esultanza, approvazione.
    Esempio:
    A: Guarda, ci sono le rondini!B: Evviva, è tornata la primavera!
    Se vuoi approfondire, puoi esplorare imparando le espressioni italiane per esprimere stupore!
    7. ACCIDENTI!
    Esprime contrarietà, rabbia e ira ma anche stupore e ammirazione.
    Può essere utilizzata a volte anche come imprecazione. In questo caso è seguita dalla preposizione A + ciò verso cui stiamo imprecando.
    Esempi:
    1. Accidenti! Mi ero completamente dimenticata dell’appuntamento di domani con il dentista.
    2. Accidenti, sei bravissimo a suonare il violino!
    3. Accidenti a te, mi hai spaventato!
    8. A CHI LO DICI!
    Letteralmente significa "A chi stai dicendo questa cosa?”,
    16 min
  • 10 Parole Utili per parlare dell’ALTRO in Italiano
    Con questo articolo imparerete meglio il significato e l’uso di alcune parole che vengono utilizzate dagli italiani per parlare dell’ “altro” in senso generale, a seconda del contesto in cui si è, ma che spesso sono completamente sconosciute agli stranieri oppure non sanno come usarle nel modo giusto.
    Come Parlare dell'ALTRO in Italiano
    In questo articolo troverete 10 parole utili per parlare di altre persone in base al contesto in cui vi trovate. Alla fine dell'articolo troverete anche un breve esercizio per mettere alla prova le vostre nuove conoscenze.
    Preparate carta e penna per prendere appunti!
    1. Pedone
    Un pedone, come suggerisce il nome, è una persona che cammina a piedi.
    Questo termine è utilizzato soprattutto nel contesto di una città, quando si descrive il traffico cittadino per le strade: infatti, secondo il codice della strada, un pedone è chiunque circola su una strada senza alcun mezzo di trasporto.
    Non a caso si parla, per esempio, di strisce pedonali, che permettono ai pedoni di attraversare, oppure di aree pedonali, cioè strade o piazze riservate ai soli pedoni.
    2. Passante
    Anche in questo caso il nome ci dà un indizio sul significato: passante è colui che passa.
    Infatti, questo termine si riferisce a chiunque passi per una strada o per un qualsiasi luogo.
    Per esempio, se ci siamo persi per la città e vogliamo chiedere indicazioni a qualcuno per strada, la persona che fermiamo per chiedere informazioni è un passante, quindi qualcuno che per caso passava di lì in quel momento.
    Oppure, se si verifica un incidente tra due auto per strada, qualcuno tra i passanti potrebbe essere un testimone dell’accaduto.
    O ancora, su YouTube sono molto popolari i video in cui lo YouTuber fa delle domande ai passanti, quindi persone che, appunto, passavano di lì per qualsiasi motivo.
    3. Inquilino - Coinquilino
    Anche queste due parole possono rivelarsi molto utili, ma sono spesso confuse oppure non si conoscono.
    L’inquilino è una persona che vive in una casa che ha preso in affitto.
    Il coinquilino, invece, è la persona con cui si divide una casa. Generalmente, con la parola “coinquilini” non ci si riferisce a persone che fanno parte della propria famiglia, ma a estranei o comunque conoscenti. Per esempio, molti ragazzi che cambiano città per studio o lavoro decidono di affittare una casa insieme ad altre persone per dividere le spese: sono coinquilini tra loro.
    Ma se una famiglia di 4 persone vive nella stessa casa, i membri non usano la parola “coinquilino” per riferirsi l’uno all’altro.
    4. Commensale
    Questo termine si usa nel contesto di pasti e ristoranti.
    Significa letteralmente “chi siede alla stessa mensa”, “colui con cui si condivide la mensa”. Quindi, in senso generale, fa riferimento a chi mangia alla stessa tavola, la persona con cui si condivide il pasto.
    Non è un termine molto utilizzato nella vita di tutti i giorni, cioè se io vado al ristorante con i miei amici, non dico al cameriere “i miei commensali gradirebbero dell’acqua frizzante”. Lo si usa piuttosto in contesti più formali, per esempio negli articoli di giornale (L’uomo ha avuto l’infarto al ristorante: i suoi commensali hanno chiamato l’ambulanza).
    Oppure, come spesso accade con le parole che hanno un tono solenne, viene usata in modo ironico.
    5. Interlocutore
    Se guardate i video di LearnAmo con una certa frequenza, è molto probabile che abbiate già incontrato questa parola.
    La parola “interlocutore” si usa soprattutto nel contesto della comunicazione, e indica la persona con cui si parla o, più precisamente, chi prende parte a un dialogo, una conversazione o una discussione.
    6. Coetaneo
    Questo termine generale, invece, indica una persona qualsiasi che ha la stessa età di un’altra.
    Però questo termine fa riferimento anche a chi è vissuto nella stessa epoca di qualcun altro, per esempio i “coetanei di Dante” sono i poeti e gli scrittori che sono vissuti a cav...
    16 min
  • Stereotipi (e insulti) tra REGIONI italiane
    Sicuramente conoscete molti stereotipi sugli italiani, per esempio che sono sempre in ritardo, gesticolano mentre parlano o che sono molto rumorosi. E queste cose, in parte, sono vere. Ma questo è un po’ come all’estero vedono gli italiani. Però…sapete cosa pensano gli italiani stessi degli altri italiani? No? Bene, state per scoprirlo qui!
    Gli STEREOTIPI più frequenti tra gli ITALIANI
    La maggior parte degli stereotipi “tra gli italiani” riguardano gli abitanti di una città o addirittura di un’intera regione e a volte possono essere un po’ offensivi. 
    Innanzitutto, molti italiani vedono ancora molto accentuata la differenza tra il Nord e Sud del Paese. Tanto che gli abitanti del Nord a volte chiamano (con connotazione negativa) quelli del Sud terroni, che deriva dalla visione del Sud come terra arretrata in cui si viveva soprattutto di agricoltura e coltivazione della terra. Gli abitanti del Sud, a loro volta, chiamano quelli del Nord polentoni, siccome la polenta in passato era l’alimento base della dieta delle persone che vivevano al Nord.
    Fatta questa divisione introduttiva, vediamo appunto come gli italiani vedono gli altri italiani, città per città.
    1 - MILANO
    Partiamo da una delle città italiane più conosciute, Milano. Diciamo che questa non ha una buona fama nel resto dell’Italia: i milanesi sono spesso visti come persone fredde, sempre di corsa e arroganti. Però ci sono anche alcuni stereotipi positivi su di loro, per esempio il fatto che sono persone di parola: se promettono o dicono una cosa, la faranno. 
    2 - ROMA
    Passiamo poi alla bellissima capitale italiana, Roma. In generale gli italiani non hanno stereotipi forti sui romani, ma i romani hanno stereotipi tra loro, in particolare è sentita, soprattutto tra i giovani, la differenza tra i “pariolini” di Roma Nord e i “bori” di Roma Sud. In poche parole, si dice che i pariolini siano più ricchi e sfoggino la loro ricchezza con vestiti, auto e accessori costosi, oltre ad essere un po’ arroganti. I bori, invece, vestono marche meno costose, sono costretti ad usare il trasporto pubblico e parlano spesso in dialetto romanesco. 
    3 - BOLOGNA
    Per quanto riguarda Bologna, spesso le vengono assegnati tre nomignoli: la Dotta, la Grassa, la Rossa. Da questi nomignoli potete dedurre gli stereotipi legati ai bolognesi: sono persone di cultura (Bologna ospita la più antica università del mondo occidentale, che risale al 1088);  mangiano molto bene (tortellini, tigelle, mortadella, ragù, piadina, per citarne alcuni); sono comunisti (il rosso è il colore generalmente associato al Partito Comunista). 
    4 - VENETO
    Passiamo poi al Veneto, inteso appunto come regione. Normalmente la prima cosa che viene in mente pensando al Veneto è l’alcol (Prosecco e Spritz, per citarne alcuni). Nel resto d’Italia, di conseguenza, si dice che i veneti sono ubriaconi e alcolizzati. Eppure attenzione: secondo i dati del Ministero della Salute, i veneti non sono al primo posto come “bevitori” in Italia, questo primato spetta agli abitanti del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto-Adige. 
    Si dice anche che i veneti bestemmino tanto, cioè usano imprecazioni e parolacce che riguardano divinità e altri aspetti religiosi. Molti veneti, infatti, hanno la tendenza di usare le bestemmie in mezzo alla frase, a modo di intercalare, senza l’intenzione di offendere. È anche comune sentire dire che i veneti sono razzisti, dovuto al fatto che in Veneto è nata la Lega, un partito politico di estrema destra.
    5 - NAPOLI
    Passiamo poi a Napoli, forse la città che è più spesso oggetto di battute e tanti luoghi comuni. Lo stereotipo che si sente più spesso è che a Napoli è pieno di ladri che ti derubano a ogni angolo, ma la verità è che una cosa del genere può succedere in qualsiasi grande città, un po’ di cautela ci vuole sempre. Non a caso, nell’indice mondiale del crimine del 2020, la città è stata classificata addirittura più sicura rispetto a Roma.
    21 min
  • SUPERPROF: il Sito Web che ti Aiuta a Imparare TUTTO!
    Lo sanno tutti: imparare è bellissimo, e ottenere ottimi risultati a scuola è molto soddisfacente. A volte però non è così semplice, specialmente quando si devono affrontare alcune materie in particolare. In questo articolo vi parleremo di un sito utilissimo per raggiungere questi obiettivi in TUTTE le materie: continuate a leggere per scoprire Superprof!
    SUPERPROF: Che Cos’è?
    Quanto fa 4x4?
    16… Ripassa un po’ le tabelline!
    Qual è la capitale del Perù?
    Lima… Ripassa un po’ di geografia!
    Come si chiama quella cosa strana accanto alle note musicali?
    Chiave di violino… Impara un po’ di musica!
    Ma dove trovo qualcuno disposto a insegnarmi tutte queste cose??? Facile! Su Superprof! E cos’è?
    Il sito denominato ‘Superprof’ è nato dieci anni fa, con l’obiettivo di mettere in relazione insegnanti esperti e alunni motivati, promuovere la condivisione delle conoscenze e dei saperi, e permettere al maggior numero di persone possibili di crescere imparando.
    Si tratta di un sito ben strutturato, con persone competenti che si sono messe sulla piattaforma per insegnare e aiutare concretamente le persone a studiare e superare gli esami, oltre che esplorare centinaia di materie relative all’istruzione scolastica, discipline sportive, musicali, artistiche e non solo!
    COSA Offre La Piattaforma?
    La piattaforma dispone di lezioni private sia online che a domicilio.
    Superprof offre una soluzione che unisce la libertà di scegliere il proprio insegnante per le proprie esigenze tra diversi profili e la garanzia di poter verificare il curriculum e le recensioni dell’insegnante.
    Offre la possibilità di trovare insegnanti specializzati in oltre mille materie, scolastiche (matematica, italiano, lingue, ecc....), ed extra scolastiche (tennis, musica, yoga, ecc….).
    Che tu sia alla ricerca di corsi di francese, di corsi di storia e geografia, dei corsi di inglese, dei corsi di spagnolo o di corsi di sport, ti basterà inserire nella loro homepage i dati relativi alla tua residenza e alla materia (o le materie) ricercata, per avere subito accesso a tutti gli insegnanti disponibili nelle vicinanze e su tutto il territorio nazionale.
    QUALI Sono Gli OBIETTIVI Delle Lezioni Private?
    Le lezioni private hanno l'obiettivo di aiutare a colmare le lacune accumulate durante l'anno, specie per gli studenti di medie e superiori. Gli obiettivi da raggiungere possono essere diversi:
    Recuperare le lacune nelle materie scolastiche,
    Prepararsi per un'interrogazione o un esame specifico,
    Avere un aiuto compiti personalizzato,
    Alzare la media ed evitare la bocciatura,
    Approfondire argomenti specifici,
    Sviluppare un buon metodo di studio che consenta di lavorare in maniera autonoma.
    QUALI Sono Le Differenze Tra Una Lezione SCOLASTICA E Una PRIVATA?
    Per prima cosa, a scuola, indipendentemente dalla materia, l'insegnante è tenuto a rispettare i programmi ministeriali e a svolgere tutto il programma previsto per l'anno scolastico in corso. Trovandosi di fronte a classi che talvolta superano la trentina di allievi, i professori sono obbligati a creare una sequenza di lezioni standard, che non permettono di affrontare argomenti più specifici e di concentrarsi sui gusti e le difficoltà dei singoli alunni. E soprattutto, dovendo rispettare il programma ministeriale dall'inizio alla fine, che prevede spesso lo studio di un intero capitolo in tre, quattro ore o poco più, l'insegnante non avrà abbastanza tempo per adattarsi ai ritmi degli studenti con difficoltà di apprendimento e degli studenti che hanno accumulato lacune nella sua materia.
    Invece, durante la lezione privata con Superprof l'insegnante si troverà faccia a faccia con lo studente, e potrà risolvere ogni suo dubbio e mettere a punto un programma specificamente pensato per quest'ultimo, che gli permetta non soltanto di alzare la propria media, ma anche di capire i soggetti studiati e ampliare la propria cultura general...
    10 min

About Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

From the publisher's feed

Impara l’italiano con LearnAmo – grammatica, esercizi, video e tanto altro ancora!

More shows like Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Coffee Break Italian by Coffee Break Languages

Coffee Break Italian

1,983 Listeners

News in Slow Italian (Intermediate) by Linguistica 360

News in Slow Italian (Intermediate)

185 Listeners

Italiano Automatico Podcast by Alberto Arrighini

Italiano Automatico Podcast

259 Listeners

Learn Italian with Joy of Languages by Joy of Languages

Learn Italian with Joy of Languages

901 Listeners

Learn Italian with Lucrezia by Lucrezia Oddone

Learn Italian with Lucrezia

424 Listeners

Podcast Italiano | Learn Italian (Intermediate & Advanced) by Podcast Italiano

Podcast Italiano | Learn Italian (Intermediate & Advanced)

437 Listeners

Speak Italiano - Pensieri e Parole by Linda Riolo

Speak Italiano - Pensieri e Parole

223 Listeners

L'italiano vero by L'italiano vero

L'italiano vero

45 Listeners

Italiano Bello by Italiano Bello - Learn Italian in Italian!

Italiano Bello

156 Listeners

Italiano con Amore by Eleonora Silanus

Italiano con Amore

204 Listeners

Vaporetto Italiano Podcast by Francesco Cositore

Vaporetto Italiano Podcast

41 Listeners

Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali by Matteo, Raffaele and the Easy Italian team

Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali

152 Listeners

Stories in Slow Italian - Learn Italian through stories by Daily Italian with Elena

Stories in Slow Italian - Learn Italian through stories

204 Listeners

Italian Stories In Italian by Barbara Bassi

Italian Stories In Italian

46 Listeners

Ma perché? by OnePodcast

Ma perché?

14 Listeners