Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

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By Graziana Filomeno - italiano onlineEducationHow ToCoursesLanguage Learning
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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme! episodes

  • TRAPASSATO ITALIANO: il Tempo Verbale Più Difficile
    Non è semplice utilizzare in modo efficace il trapassato in italiano. Per questo motivo, abbiamo deciso di rispondere alle 5 domande più frequenti sul suo uso. Leggete l'articolo fino in fondo, e il trapassato non sarà più un problema!
    5 Domande Frequenti sul TRAPASSATO Italiano
    Il tema di questo articolo è IL TRAPASSATO: vedremo come si forma e come si usa e chiariremo alcuni dubbi comuni che lo riguardano.
    1 - Quanti tipi di trapassato ci sono?
    Esistono tre tipi di trapassato, due del modo indicativo e uno del modo congiuntivo. Nel modo indicativo troviamo il trapassato prossimo e il trapassato remoto. Nel modo congiuntivo questo tempo verbale si chiama semplicemente trapassato.
    Alcuni esempi di questi tempi verbali, nell’ordine in cui sono sopra citati, sono:
    Quando sei tornata a casa, io mi ero già addormentata. [trapassato prossimo]
    Quando ebbe scoperto di aver perso, se ne andò. [trapassato remoto]
    Non eravamo sicuri che la lettera vi fosse arrivata. [trapassato congiuntivo]
    2 - Come si forma il trapassato?
    Andiamo a vedere nel dettaglio come si forma ognuno dei possibili trapassati.
    Il trapassato prossimo dell’indicativo si forma con l’imperfetto indicativo dell’ausiliare (essere o avere) + il participio passato del verbo.
    Era stanco perché aveva studiato troppo.
    Il trapassato remoto dell’indicativo si forma con il passato remoto dell’ausiliare + il participio passato del verbo.
    Non si fermò finché non fu arrivato alla meta.
    Il trapassato del congiuntivo si forma con l’imperfetto congiuntivo dell’ausiliare + il participio passato del verbo.
    Nessuno ci avrebbe disturbato se tu avessi chiuso a chiave la porta.
    3 - Quando e come si usa il trapassato?
    Il trapassato si usa per esprimere un’azione passata avvenuta precedentemente a un’altra azione, anch’essa passata. Perciò, si chiama comunemente “passato nel passato”.
    Vediamo in particolare gli utilizzi specifici dei diversi tipi di trapassato.
    Il trapassato prossimo è il più frequente: si usa per indicare un’azione successa nel passato ancora prima di un’altra passata. Quest’ultima può essere espressa all’imperfetto, passato prossimo o passato remoto dell’indicativo.
    Non volevamo fare i compiti che la professoressa ci aveva assegnato.Ero appena uscita di casa quando hai chiamato.Persi il volo perché avevo fatto tardi.
    Insomma, di per sé non si usa mai il trapassato “da solo” nella frase, ma è sempre accompagnato da un altro verbo.
    C’è però un’eccezione… e cioè quando l’altra azione passata è sottintesa (cioè esiste nel pensiero di chi parla).
    Bello quel murales! Non l’avevo notato (prima che lo notassi in quel momento).
    Non avevo mai mangiato un piatto così buono (prima che lo mangiassi in quell’occasione).
    Il trapassato remoto, secondo la regola ufficiale, indica un’azione definitivamente conclusa e senza effetti sul presente, avvenuta prima di un’altra nel passato, quest’ultima è sempre espressa col passato remoto dell’indicativo.
    Questo tempo verbale si usa soltanto in frasi subordinate introdotte da congiunzioni come dopo che, finché, non appena, quando.
    Ormai, però, il trapassato remoto ha un uso molto molto raro, limitato quasi esclusivamente all’italiano scritto di registro aulico ed elevato. Nella lingua comune è spesso sostituito dal trapassato prossimo (proprio come il passato remoto è spesso sostituito dal passato prossimo). Insomma, non si bada più molto al fatto che abbia o no effetti sul presente.
    Dopo che ebbi saputo la notizia, le telefonai.Continuò a parlare finché tutti furono usciti dalla stanza.Solo dopo che ebbe visto l’appartamento, decise di comprarlo.
    Il congiuntivo trapassato esprime comunque anteriorità temporale rispetto a un altro momento passato, ma si usa quando la situazione richiede un congiuntivo.
    Viene usato in frasi secondarie introdotte da forme verbali al passato (indicativo imperfetto, passato prossimo,
    13 min
  • Le TRADUZIONI italiane più BIZZARRE dei TITOLI dei FILM stranieri
    “Non giudicare mai un libro dalla copertina” si dice per invitare ad andare oltre le apparenze. Ma quando invece si parla di cinema, è giusto giudicare un film dal titolo? Sicuramente la prima impressione conta ed è lei ad invogliarci a proseguire, che sia per conoscere una persona, leggere un libro o, in questo caso, guardare un film. Cosa succede però quando un film ha origini straniere? Come funziona con la traduzione del titolo? È possibile mantenere una versione vicina all’originale? In questo articolo vedremo alcune delle traduzioni più particolari (e qualche volta bizzarre) di titoli di film stranieri nella lingua italiana.
    Come sono tradotti in italiano i titoli dei film stranieri
    Dead Poets Society - L’attimo fuggente
    Il titolo originale riprende direttamente il gruppo di alunni/poeti che si riuniscono clandestinamente, protagonisti del film. In italiano, però la “società” viene però messa in secondo piano, per dare importanza all’espressione latina “Carpe diem” (letteralmente “cogli il giorno” ma nota come “cogli l’attimo”, che significa che bisogna approfittare di ciascuna occasione e stare attenti a non lasciarsele scappare). Questo concetto è ricorrente nel film, il professore sprona i suoi studenti a correre dietro a questo attimo fuggente per non perderlo. Ecco perché questo titolo: in esso hanno voluto raccogliere l’essenza del film, piuttosto che tradurre il titolo originale.
    Home alone - Mamma, ho perso l’aereo
    Un classico natalizio che tutti noi abbiamo guardato almeno due volte nella vita. Il bambino protagonista, Kevin, perde l’aereo per la vacanza natalizia ma nessun membro della famiglia se ne accorge e lui si trova a dover affrontare dei ladri poiché è rimasto “a casa da solo”. Questo è ciò su cui voleva porre enfasi la versione originale americana, ma i traduttori italiani hanno avuto altri piani. Nel titolo sembra quasi che ci siano le parole del bambino che chiama la mamma, avvertendola su quello che è successo. Che ne pensate? Vi piace la scelta?
    Eternal Sunshine of the Spotless Mind - Se mi lasci ti cancello
    Indubbiamente una delle traduzioni più bizzarre che vedremo nel video. Il titolo originale sarebbe, in italiano, “Infinita letizia della mente candida”, verso di Alexander Pope, ma viene completamente annullato dalla traduzione italiana. Infatti, il titolo italiano del film non c’entra niente col verso, ma si preferisce fare riferimento, ancora una volta, alla trama del film. Infatti, dopo la rottura, una coppia decide di farsi cancellare l’altro dalla memoria. Sicuramente un efficace riassunto della trama, ma è altrettanto accattivante per catturare l’attenzione degli spettatori?
    The Shawshank Redemption - Le ali della libertà
    “La redenzione di Shawshank” risulta come un vero e proprio scioglilingua per gli italiani, non tutti particolarmente abili con le parole straniere. Quindi si è deciso di optare per qualcosa di più semplice da pronunciare. Se l’inglese mette sotto i riflettori la prigione di Shawshank; l’italiano, al contrario, si concentra sul concetto di libertà, tema fondamentale del film. È abbastanza evidente che gli italiani preferiscono basare il titolo sulla trama del film piuttosto che mantenere la versione originale.
    Gone Girl - L’amore bugiardo
    “La ragazza scomparsa” diventa l’amore bugiardo in questo thriller psicologico dove una coppia apparentemente perfetta cade a pezzi. Amy scompare e Nick viene indagato per il suo omicidio, ma il titolo in italiano ci spoilera che qualcosa non è come sembra e qualcuno sta mentendo. I traduttori italiani adorano inserire la parola “amore” per attirare un pubblico sempre più ampio.
    500 days of Summer - 500 giorni insieme
    La traduzione letterale in questo caso non avrebbe avuto alcun senso perché l’inglese gioca sul doppio senso della parola “Summer”, che vuol dire “estate” ma è anche il nome della ragazza su cui è incentrata la vicenda.
    18 min
  • Il Verbo VENIRE e i suoi USI più STRANI: Impara a Parlare ITALIANO!
    Parleremo del verbo VENIRE in tutti i suoi usi e significati più particolari, certamente non spiegati sui libri di grammatica (almeno non tutti insieme) ma molto molto usati nelle conversazioni quotidiane tra madrelingua!
    “VENIRE” e le sue PARTICOLARITÀ
    Prima di entrare nel vivo del video, per completezza dobbiamo ripassare i due significati più comuni del verbo VENIRE: 
    1 - VENIRE esprime provenienza
    Carlos viene da Madrid.
    L’aereo è venuto da Rio.
    Questo vino viene direttamente dal Portogallo.
    2 - VENIRE indica “muoversi nella direzione della persona che parla o della persona con cui si parla
    Vieni, è pronto il caffè!
    La prossima settimana veniamo a trovarti nella tua nuova casa!
    Allora, amici! Sabato venite a casa mia per cena!
    Vediamo allora quali sono gli altri casi più particolari in cui gli italiani usano il verbo VENIRE! L’ultimo vi lascerà senza parole secondo me!
    1 - VENIRE nella forma passiva
    Se siete a un livello intermedio o avanzato di italiano, sicuramente questa non vi sembrerà una novità. In ogni caso, facciamo chiarezza.
    In italiano, la forma passiva è costituita dal verbo ESSERE (coniugato al modo e al tempo opportuni) + il participio passato del verbo che indica l’azione: 
    Le esibizioni saranno valutate dai giudici. 
    Il libro è stato scritto da Mattia.
    Però in italiano esiste anche un altro modo di formare il passivo, e cioè usando il verbo VENIRE al posto del verbo ESSERE. Attenzione però: questo è possibile SOLO se lo si coniuga in un tempo semplice (cioè formato da una sola parola) e non composto.
    Riprendiamo gli esempi precedenti.
    Le esibizioni saranno valutate dai giudici.
    In questo caso, il verbo “essere” è coniugato al futuro semplice: questo è un tempo semplice perché è formato da una sola parola, quindi è possibile sostituire “essere” con “venire” nel formare il passivo: 
    Le esibizioni verranno valutate dai giudici.
    Il libro è stato scritto da Mattia.
    In questo caso, il verbo “essere” è coniugato al passato prossimo: questo è un tempo composto perché è formato da due parole, quindi non è possibile sostituire “essere” con “venire” nel formare il passivo.
    Il libro è venuto scritto da Mattia.
    Usare ESSERE oppure VENIRE è completamente una scelta del parlante e generalmente non ci sono differenze: è la stessa cosa. 
    C’è però un caso in cui si usa VENIRE invece di ESSERE, per evitare equivoci: e cioè quando si deve indicare e sottolineare il processo di un’azione, che potrebbe essere confuso con “essere + aggettivo”, che invece indica lo stato di un’azione. 
    Vediamo degli esempi:
    Le porte del negozio vengono chiuse alle 8 ogni sera. 
    Le porte del negozio sono chiuse alle 8 ogni sera.
    Se uso VENIRE, non ci sono dubbi ed è chiaro che l’azione avviene proprio alle 8. Il mio interlocutore, nel sentire quella frase, immagina le porte che si chiudono proprio alle 8.
    Se uso ESSERE, invece, è molto meno chiaro: “sono chiuse” può anche essere interpretato come la descrizione di una situazione, ma magari l’azione è successa molto prima. Magari io passo dal negozio ogni sera e vedo le porte già chiuse, non le vedo nel processo di chiudersi. Quindi forse sono state chiuse molto prima, alle 5, alle 6, alle 7. 
    Questo succede perché “chiuse” può essere sia il participio passato del verbo “chiudere”, sia un aggettivo. Quindi, se usato come aggettivo, descrive i fatti come fermi nel tempo. Invece, VENIRE è solo usato nelle frasi passive, quindi mantiene e dà al verbo la dinamicità necessaria per descrivere l’azione, il processo in corso.
    2 - Nell’espressione VENIRE FUORI
    VENIRE, quando è accompagnato dall’avverbio “fuori”, può assumere due significati particolari:
    1 - venire alla luce, essere scoperto (detto di cose, ma non di persone: la notizia, la verità, il segreto…)
    Dalle indagini sono venuti fuori dei dettagli molto preoccupanti.
    Prima o poi la notizia della loro separazione verrà fu...
    18 min
  • 15 Espressioni in Italiano con la Preposizione IN
    Dopo il successo dei precedenti video sulle espressioni con le preposizioni SU, A e DI, in questo video di occuperemo delle espressioni italiane più comuni con la preposizione IN.
    15 Espressioni in Italiano con la Preposizione IN
    1. In gamba
    Essere una persona in gamba significa avere ottime qualità e capacità, essere molto bravi in quello che si fa e riuscire ad affrontare le situazioni con successo e intelligenza. Oppure, indica anche che si gode di buona salute (con questo significato, si usa anche come augurio).
    Paolo è proprio un tipo in gamba: è diventato milionario a soli 25 anni!
    Ciao! In gamba eh! Ci vediamo presto!
    Francesca è in gamba per la sua età: ho sentito che correrà una maratona questo fine settimana.
    2. In tempo
    Significa “non in ritardo”, “non troppo tardi”, ma perfettamente nei limiti di tempo previsti.
    Per esempio, arrivare in tempo significa arrivare prima dell’inizio di una determinata attività o evento; oppure finire in tempo significa finire prima che il tempo sia scaduto. 
    Nonostante siamo partiti tardi, siamo riusciti ad arrivare al cinema in tempo per l’inizio del film.
    Sono ancora in tempo per iscrivermi a Italiano in Contesto?
    3. In fretta
    Significa velocemente, rapidamente.
    Devi prepararti in fretta altrimenti rischi di perdere il treno.
    Quando sono in ufficio, mangio sempre in fretta perché ci sono tante cose da fare.
    4. In ricordo (di)
    Vuol dire che si fa o si dice qualcosa per fare onore alla memoria di qualcuno, quindi per ricordarsi di quella persona e mostrare che è ancora nei nostri pensieri. Si può anche dire “in memoria di”.
    Hanno costruito un monumento in ricordo delle vittime.
    Canteremo questa canzone in ricordo del cantante che ci ha lasciato l’anno scorso.
    5. In soccorso (di)
    È esattamente un altro modo per dire “in aiuto”. Insomma: “andare in soccorso di qualcuno” è come dire “andare in aiuto di qualcuno”.
    I paramedici sono arrivati in soccorso dei feriti dell’incidente.
    6. In considerazione
    Si usa generalmente con i verbi “prendere” e “tenere”. E significa semplicemente considerare, tenere presente, scegliere per analizzare.
    Prima di fare una scelta, dobbiamo prendere in considerazione tutte le opzioni.
    7. In piedi
    Significa “fermi, in posizione eretta”: insomma, è il contrario di seduti. È usato soprattutto con i verbi “essere”, “stare”, “rimanere”.
    Da non confondere con “a piedi”, che si usa per indicare il movimento, cioè quando si va da qualche parte camminando, senza nessun mezzo di trasporto (Vado in ufficio a piedi).
    Siamo rimasti in piedi per tutta la durata del concerto.
    8. In calce
    Vuol dire “a piè di pagina”, quindi in fondo alla pagina, nella parte inferiore di un foglio. È un’espressione usata principalmente in contesti formali e burocratici.
    Bisognerebbe aggiungere una firma in calce al documento.
    9. In attesa
    Esprime lo stato di pausa o sospensione, mentre si aspetta qualcosa o qualcuno. Per esempio, quando chiamo un call center, mi mettono sempre in attesa. Oppure, posso essere in attesa del tram.
    “Una donna in attesa”, invece, può anche essere una donna incinta.
    Sono ancora in attesa di tue notizie.
    Lasciate questi posti liberi per le donne in attesa.
    10. In breve
    Significa con poche parole, senza dilungarsi o perdersi in chiacchiere, in modo riassuntivo.
    Non avevamo molto tempo, perciò mi ha raccontato la storia in breve.
    11. In seguito
    “In seguito” significa semplicemente “dopo”, “successivamente”.
    Mangeremo la pizza e in seguito il dessert.
    “In seguito a”, invece, significa “a causa di”, “in conseguenza di”.
    È morto in seguito all’incidente con la sua moto.
    12. In ballo
    Significa essere coinvolto o implicato in qualcosa. Si può per esempio “tirare in ballo” qualcosa o qualcuno, cioè “rendere partecipe”, “coinvolgere” in una discussione o un’attività; oppure si p...
    13 min
  • ChatGPT: È utile per IMPARARE le Lingue Straniere? Cosa ne penso? PRO e CONTRO
    Ultimamente tutti stanno parlando di ChatGPT, uno strumento di intelligenza artificiale progettato per rispondere alle domande, che si esprime attraverso testi e genera conversazioni sotto forma di chat, appunto. C’è chi lo ama, chi lo odia e chi lo teme. Può veramente essere uno strumento utile per imparare le lingue straniere e in particolare l’italiano? In questo articolo, proverò a utilizzarlo e vi darò la mia opinione!
    VANTAGGI e SVANTAGGI di ChatGPT
    Come tutto nella vita, anche ChatGPT ha i suoi pro e i suoi contro. Vediamoli insieme.
    1 - Migliorare la grammatica
    Un vantaggio dell’uso di ChatGPT è sicuramente la possibilità di praticare e migliorare la grammatica.
    Ad esempio, quello che potete fare con ChatGPT è fargli correggere dei testi. ChatGPT è in grado di correggere molto bene, sia la coniugazione dei verbi, sia la punteggiatura, sia la scelta delle parole.
    Ora, lo dico ai miei studenti e a chiunque stia studiando con un’insegnante: non fate correggere i compiti che vi vengono assegnati a ChatGPT prima che all’insegnante… Questo non ha senso. Ma se non avete nessuno da cui ricevere un feedback, allora è fantastico!
    Oppure, ChatGPT può essere una risorsa in più oltre alle vostre lezioni con l’insegnante. Il mio consiglio? Cominciate a scrivere un diario personale, con i vostri pensieri, i vostri commenti, il riassunto delle vostre giornate… E questo potete farlo correggere a ChatGPT.
    2 - Ampliare il vocabolario
    Una cosa fantastica di ChatGPT che ho scoperto è la sua capacità di generare dialoghi di qualsiasi registro, formale e informale. Sfruttate questa risorsa per ampliare il vostro vocabolario. Quando volete imparare parole nuove, le liste non sono mai una buona soluzione, perché diventano noiose e ripetitive e difficilmente restano impresse nella memoria. Invece, imparare parole in contesto è più semplice e stimolante!
    Quindi il mio consiglio è proprio quello di chiedere a ChatGPT di creare per voi dialoghi. Tutto quello che dovete fare è dargli indicazioni sul tema e sul registro: la sua creatività vi stupirà! L’ho messo alla prova sia sul registro informale che su quello formale e devo dire che è veramente incredibile.
    3 - Un amico virtuale
    Sicuramente ChatGPT può essere un ottimo amico virtuale nella lingua che desiderate. Molti miei studenti, oltre alle nostre lezioni, usano app che consentono di trovare persone per scambi linguistici, che in genere avvengono tramite chat, ma non sempre sono affidabili. Magari non si ricevono le risposte immediatamente oppure l’altra persona non ha lo stesso livello di impegno che voi avete.
    Ecco, ChatGPT può essere una buona soluzione a questo. Funziona molto bene per fare una chiacchierata informale quando siete annoiati o avete pochi minuti liberi, come se foste tra amici, per parlare del più e del meno. Sicuramente avreste la certezza che vi risponde immediatamente e che le frasi che produce sono grammaticalmente corrette, quindi non dovete temere che finirete per imparare frasi contenenti degli errori!
    E allo stesso tempo, potete migliorare la tua comprensione scritta, leggendo le sue risposte. Ovviamente, la stessa cosa vale per la forma di cortesia. Quindi, se volete praticare il formale in italiano, potete semplicemente chiedere a ChatGPT e potrete parlare usando il Lei invece del tu. Cosa chiedere di più?
    4 - Esercizi
    Un altro buon modo di utilizzare ChatGPT è quello di farle produrre esercizi su qualsiasi argomento e di qualsiasi tipo (domande a risposta aperta, a risposta multipla, vero o falso, frasi con spazi bianchi…).
    Potete quindi mettervi alla prova facilmente e… non temete! Vi offrirà anche le soluzioni!
    5 - Ricevere risposte rapide
    ChatGPT è ottimo quando avete un dubbio ma avete fretta, quindi non volete fare una ricerca su Google e dover aprire un sito alla volta e leggere rapidamente per trovare la risposta al vostro quesito.
    ChatGPT fa tutto questo lavoro per voi!
    14 min
  • Espressioni in italiano con LUNA e SOLE (alcune esistono anche in altre lingue)
    Il sole e la luna sono parti importanti delle nostre giornate, che determinano quando stiamo svegli e quando dormiamo, ma secondo varie leggende influenzano anche il nostro umore. Perciò sono molto spesso presenti nelle conversazioni quotidiane, in espressioni usate frequentemente dagli italiani. Oggi ve ne mostreremo alcune in contesto e vi spiegheremo il significato delle più comuni.
    13 modi di dire con sole e luna
    Avere la luna storta/Svegliarsi con la luna storta
    *sbuffa*
    Ehi, ehi, stai calma! Che succede? Ti sei svegliata con la luna storta?
    Uno si sveglia anche di buonumore la mattina eh… Ma poi la gente ti fa irritare! Vuoi sapere l’ultima? Io ho sudato sette camicie per finire il progetto che il capo ci aveva assegnato! E il mio collega cosa fa? Si fa bello del sole di luglio! Va dal capo e gli mostra il progetto, e dice cose come “io le ho dato le idee di base”, “io l’ho aiutata a scegliere i campioni”… Ma scherziamo? Ho fatto tutto da sola! Ma ora il capo vuole entrambi a gestire il progetto!
    Mi dispiace!
    Significa “essere di cattivo umore/svegliarsi di cattivo umore”; si utilizza per indicare che qualcuno ha un atteggiamento nervoso, irascibile, indisposto.
    Questa espressione ha probabilmente origini antiche: secondo antiche credenze, infatti, le fasi lunari potevano influenzare il comportamento e l’umore delle persone; si pensava addirittura che la luna calante potesse far impazzire la gente.
    Farsi belli del sole di luglio
    Significa “vantarsi di successi o di opere altrui”. Insomma, quasi come se ci si volesse attribuire il merito del calore del sole in una bella giornata estiva di luglio.
    Niente di nuovo sotto il sole
    Sai che Luisa si sposerà sabato prossimo?
    Mah… Niente di nuovo sotto il sole… Sarà il suo quinto matrimonio forse?
    Sesto, penso. Questa volta andrà in luna di miele a Cuba.
    *alza gli occhi al cielo*
    Significa “nessuna novità”. Con questa espressione si vuole ricordare che al mondo (quindi “sotto il sole”), in realtà, non c'è mai niente di nuovo. Si usa per parlare di avvenimenti scontati o già previsti, situazioni che si ripetono ancora e ancora.
    Luna di miele
    È un altro modo per indicare il viaggio di nozze, cioè il viaggio che la coppia di neosposi fa dopo il matrimonio.
    Ma perché viene chiamata così? Nell’antichità, il miele era considerato come un alimento di buon auspicio. Ad esempio, i Babilonesi regalavano agli sposi una bevanda a base di miele; mentre durante il Medioevo allo sposo veniva regalato un barattolo di miele in simbolo di fertilità e prosperità.
    Sbarcare il lunario
    Paolo ha perso la sua azienda! Ha dovuto dichiarare bancarotta, non riusciva più a ripagare il prestito… Adesso ho sentito che riesce a stento a sbarcare il lunario. Chissà come se la sta cavando…
    Eh sì, anche a me dispiace un po’. Ma avrebbe dovuto prevederlo… Voglio dire, in fondo possiamo ammetterlo: la sua azienda vendeva il sole di luglio… Nessuno combina più i matrimoni oggigiorno…
    Significa “riuscire a sopravvivere con le proprie possibilità economiche, nonostante le difficoltà, fare di tutto per guadagnare abbastanza per vivere in modo decoroso”.
    Qual è l’origine? Il lunario era un calendario popolare in cui erano riportati i giorni e i mesi dell’anno, le fasi lunari e le previsioni meteorologiche; “sbarcare il lunario” significava, per i marinai, “arrivare in porto” alla fine dell’anno, dunque avercela fatta, nonostante le avversità e gli ostacoli.
    Vendere il sole di luglio
    Questa espressione è collegata alle menzogne e agli imbrogli.
    Può significare sia imbrogliare un cliente, vendendogli qualcosa di cui non si è proprietari o che si può avere gratuitamente, sia essere convinti di avere un'idea grandiosa o molto redditizia che in realtà o si è già dimostrata fallimentare oppure è già stata realizzata da altri.
    Abbaiare la luna
    Non è possibile! Tutte a me! Capitano tutte a me!
    18 min
  • 10 Espressioni IDIOMATICHE italiane sulla SALUTE
    Gli italiani sono piuttosto ipocondriaci, perciò nella lingua italiana esistono tantissimi modi di dire ed espressioni idiomatiche per parlare di qualcuno malato e soprattutto ne esistono tantissimi per descrivere qualcuno in ottima salute. In questo video vedremo i 10 più usati ogni giorno qui nel Bel Paese!
    Modi di dire italiani sulla salute
    1. Crepare di salute
    Anche se a primo impatto potrebbe non sembrare, questa espressione significa essere in un eccellente stato di salute, stare benissimo.
    Nell’italiano colloquiale e informale, crepare viene usato come sinonimo di “morire”, ecco perché il significato dell’espressione potrebbe essere frainteso. Ma in realtà il senso qui è piuttosto “scoppiare, quasi morire dalla tanta salute”.
    La settimana scorsa sembrava spacciato, ma per fortuna si è ripreso completamente e adesso sembra che stia crepando di salute!
    2. Avere una brutta cera
    Questo modo di dire si usa per descrivere una persona che ha un aspetto malato, soprattutto nell’aspetto del viso: cioè, se ha un colorito pallido o grigiastro, gli occhi gonfi, eccetera.
    Hai una brutta cera… Ti senti bene? Vuoi dell’acqua?
    3. Essere sano come un pesce
    Anche questa espressione indica qualcuno che è in perfetta salute.
    Ma perché un pesce? Cosa c’entrano i pesci?
    L’origine del significato di questa espressione va ritrovato nell’antichità, quando infatti si pensava che i pesci fossero completamente immuni da ogni tipo di malattia.
    La sua malattia era in realtà inesistente: il medico gli ha detto che era sano come un pesce!
    4. Avere una febbre da cavallo
    Un’altra espressione con un animale. Questa però significa che la persona a cui ci si riferisce ha una febbre molto molto alta, in certi casi addirittura pericolosa.
    Perché proprio il cavallo?
    Perché questo animale ha la temperatura corporea simile a quella dell’uomo, ma in caso di febbre la sua temperatura aumenta molto di più di quella umana, quindi con effetti molto più dannosi di quelli dell’uomo.
    Oddio! Hai una febbre da cavallo! Dobbiamo andare immediatamente al Pronto Soccorso!
    5. Avere la testa pesante
    Questo modo di dire significa avere un forte mal di testa. Viene usato quando si ha un’emicrania così forte da far sembrare la testa molto pesante.
    Oppure può anche essere usato quando si è talmente stanchi da non riuscire a tenere la testa dritta.
    Devo aver lavorato troppo oggi… Ho la testa pesante. Penso che andrò direttamente a dormire adesso.
    6. Essere il ritratto della salute
    Questa espressione è un altro modo ancora per indicare qualcuno in perfette condizioni di salute.
    Significa che la persona a cui ci si riferisce sta talmente bene fisicamente che se un pittore volesse dipingere un ritratto alla “salute”, dipingerebbe proprio un quadro di quella persona.
    Perché mi hai chiesto come mi sentissi? Non si vede? Sono il ritratto della salute!
    7. Sentirsi uno straccio
    Se ci si sente uno straccio, significa che si avverte una sensazione di malessere fisico generale, ma senza sapere bene cosa si abbia, senza sintomi specifici.
    Solitamente, quando ci si sente uno straccio, si è molto stanchi e affaticati, e talvolta ci si sente debilitati.
    Lo si può anche usare per indicare un malessere più mentale che fisico, magari dopo aver ricevuto una brutta notizia o delusione.
    In ogni caso, sapete cos’è lo straccio? Oltre a un quadrato di tessuto usato per pulire, lo straccio è anche un indumento (o comunque un pezzo di stoffa) completamente logoro, che ha perso la sua forma originale e che è completamente distrutto. Proprio come ci si sente quando si ha un malessere fisico generale, infatti.
    Ho mal di gola, tosse, un raffreddore e persino mal di pancia… Mi sento uno straccio!
    8. Rimetterci quasi la pelle
    Questo modo di dire significa essere stati così male da aver rischiato di non riprendersi più.
    12 min
  • Le CONGIUNZIONI in ITALIANO – Grammatica italiana
    In questo articolo vedremo tutte le CONGIUNZIONI ITALIANE più comuni in pochi minuti: quali sono, cosa esprimono e come si usano!  Il riassunto più breve ma completo che possiate trovare!
    Le CONGIUNZIONI italiane più COMUNI
    Che cosa sono le congiunzioni?
    Sono parti invariabili del discorso che uniscono due frasi o due parole all’interno di una frase, creando legami logici tra gli elementi uniti. 
    Le congiunzioni possono essere parole singole oppure locuzioni formate da due o più parole insieme. 
    Qual è la funzione delle congiunzioni?
    Le congiunzioni italiane possono avere funzione COORDINANTE e SUBORDINANTE. 
    Una congiunzione è COORDINANTE quando unisce due elementi o due frasi che sono equivalenti (nel senso che hanno lo stesso valore, sono “uguali”) e che, dal punto di vista logico, sono collocabili sullo stesso piano. 
    Le congiunzioni coordinanti si suddividono in:
    CONGIUNZIONI COPULATIVE 
    Collegano due parole o due frasi semplicemente mettendole una di fianco all’altra. 
    Quelle positive sono usate in frasi affermative (e, anche, inoltre, pure, per di più …); quelle negative sono usate in frasi negative (né, neanche, nemmeno, neppure …).
    Mi piacciono le rose e i tulipani.
    È brava in tutto, anche in matematica.
    Non voglio cantare né ballare.
    Non ho mangiato nulla, nemmeno una mela.
    Ricorda:
    1 - Quando si usano queste congiunzioni per unire elementi introdotti da preposizione, spesso ci si chiede “Devo ripetere la preposizione? O non serve?”. 
    Non c’è una regola esatta. Ma tendenzialmente non la si ripete se si tratta di una preposizione semplice (anche se ripeterla non è sbagliato). Invece, la si ripete se si tratta di una preposizione articolata. 
    Mi spiego meglio con degli esempi:
    Siamo già stati in Portogallo, (in) Polonia e (in) Finlandia.
    MA
    Abbiamo mandato gli inviti agli amici, ai parenti e alle persone che conosciamo bene. 
    La ragione per cui bisogna ripetere la preposizione articolata è perché l’articolo potrebbe essere diverso da parola a parola, come in questo caso: “agli” va bene con “amici” ma non con “parenti” o “persone”. 
    CONGIUNZIONI DISGIUNTIVE
    Collegano due parole o frasi mettendole in alternativa. Tra queste le più usate sono o, oppure, altrimenti … 
    Vieni in macchina o in treno?
    Non so se andare al cinema oppure al parco.
    Forse partirà stasera sul tardi; altrimenti domani.
    Ricorda:
    1 - Da qualche anno si sente spesso, da parte degli italiani, la locuzione piuttosto che usata col significato disgiuntivo di “oppure”. 
    Bene, questo uso è completamente SBAGLIATO!
    Siete liberi di scegliere se mangiare all’esterno piuttosto che all’interno.
    No! In questo caso, si dovrebbe dire: 
    Siete liberi di scegliere se mangiare all’esterno o / oppure all’interno.
    Piuttosto che significa “invece di”, “anziché”.
    Preferiamo mangiare all’interno piuttosto che (=anziché) all’esterno.
    CONGIUNZIONI AVVERSATIVE
    Uniscono due parole o frasi mettendole in contrapposizione. 
    Tra queste troviamo: ma, però, tuttavia, invece, piuttosto, bensì, ciononostante, anzi … 
    La gonna è bella, però costa troppo.
    Ho sbagliato a scrivere, ma mi sono corretta.
    Pensavo che non mi sarebbe piaciuto, invece è stato molto bello.
    Ricorda:
    1 - BENSÌ può essere usata solo in frasi negative, del tipo non …, bensì …
    Non sono andato a Roma, bensì a Milano.
    2 - “Ma però” - Giusto o sbagliato?
    A scuola, ci dicono che “ma però” e “ma bensì” sono completamente sbagliati. L’Accademia della Crusca dice testuali parole: 
    < Per chiarezza si può subito anticipare che l'incontro delle due congiunzioni ma però (e di ma bensì) non è da condannare, a dispetto di quanto sostenuto da una certa tradizione grammaticale e spesso dall'educazione scolastica. >
    Insomma, per una serie di ragioni che non vi sto qui a spiegare, loro dicono che si possono usare. 
    Anche Manzoni li usava ne I promessi sposi: "Non era un conto ...
    19 min
  • 12 VERBI per le ESPRESSIONI FACCIALI: Impara a Parlare Italiano!
    Le espressioni facciali sono importanti nella comunicazione, in quanto ci permettono di aggiungere delle sfumature a ciò che stiamo dicendo con le parole. Anzi, spesso ci tradiscono! E rivelano la verità che è nei nostri pensieri e che non osavamo dire a parole. Ho notato, parlando con i miei studenti, che spesso mancano proprio le parole o le frasi per descrivere tutte queste espressioni facciali. Perciò, in questo articolo ve le darò tutte! O almeno… quelle per le espressioni più comuni! E non pensate che non vi serviranno mai! Pensate solo a tutte le volte che compaiono nei libri!
    I VERBI più COMUNI per le ESPRESSIONI FACCIALI
    1 - Accigliarsi/Corrucciarsi/Aggrottare le sopracciglia
    Consiste nel muovere i muscoli del viso avvicinando tra loro le sopracciglia, contraendo così anche la fronte.  Può essere un segno di concentrazione, preoccupazione, rabbia, e talvolta anche dispiacere. Insomma, è molto spesso sul nostro volto. 
    2 - Fare l’occhiolino/Strizzare l’occhio
    Consiste nel chiudere per un breve periodo uno dei due occhi, lasciando l’altro aperto. Questo lo facciamo tutti tanto spesso. È generalmente usato come un segno d’intesa, un momento di contatto visivo tra due persone che invia o fa intuire un messaggio che altri non possono sapere. Si usa anche solo per far capire a qualcuno che si sta scherzando. 
    Altrimenti, può essere un segno di ammiccamento, quando si vuole provare a sedurre o conquistare qualcuno.
    Qualche volta si usa l’espressione “fare l’occhiolino” in senso figurato, ma sempre per indicare una certa intesa tra le parti.
    3 - Sgranare gli occhi
    Spalancare gli occhi, aprirli tanto, per sorpresa o terrore, facendoli quasi uscire dalle orbite. Vi starete forse chiedendo perché le persone spaventate o sorprese aprano così tanto gli occhi. Sembrerebbe che sia perché in quel modo riescono a vedere meglio, che può essere utile in situazioni d’allarme per capire bene il pericolo.
    4 - Fulminare con lo sguardo
    A chi non è mai successo di trovarsi in una situazione in cui un amico sta parlando un po’ troppo, magari raccontando cose imbarazzanti che avete fatto insieme, e che voi non vorreste venissero fuori. Bene, in quei casi, ci sono tante cose che vorremmo fargli o dirgli, ma forse la cosa più discreta (ma efficace!) da fare è “fulminarlo con lo sguardo”. 
    Lanciare un’occhiata parecchio cattiva e aggressiva a una persona per comunicarle che farebbe bene a tacere o a smettere di fare quello che sta facendo se vuole evitare la nostra ira.
    5 - Mettere/Tenere il broncio
    Quando si aggrottano le sopracciglia e si acciglia l’intero viso per mostrare a una persona che si è arrabbiati con lei. Con il broncio si può comunicare anche che ci si è offesi in qualche modo e che non si ha intenzione di parlarne. Spesso si tende anche a incrociare le braccia quando si tiene il broncio.
    È usato molto dai bambini o dagli adulti in modo un po’ scherzoso… Forse!
    6 - Fare la linguaccia
    Anche questa è generalmente una cosa che fanno i bambini, quando si offendono e quindi, per dispetto, tirano fuori la lingua. Quasi a dire “Ah sì? Mi rimproveri? E io ti rispondo così!”
    Tirare fuori la lingua, come gesto infantile o come una forma di scherno, fatta in modo scherzoso. Non è mai da prendere troppo sul serio. È un po’ come se si dicesse “ha ha ha io ce l’ho fatta e tu no”, ma chiaramente con ironia. Per esempio, se mangio l’ultimo pezzo di torta al cioccolato e a mio fratello non rimane niente, posso fargli una linguaccia!
    7 - Fare una smorfia
    Questa non indica un’espressione ben definita e precisa. Fare una smorfia consiste nel muovere la bocca e in generale la faccia per esprimere sentimenti come dolore, disgusto, avversione, noia, sconcerto, confusione. Non si fa riferimento a un’espressione facciale ben definita. 
    Se mangio una cosa che non mi piace, se qualcuno fa un discorso noioso, se qualcuno mi dice una cosa strana.
    17 min
  • TEST DI ITALIANO – Scopri il Tuo LIVELLO!
    Se ti sei mai chiesto qual è il tuo livello di italiano, ecco un breve test di 15 domande per scoprire a che punto sei con il tuo percorso di apprendimento. Si tratta di 15 domande a scelta multipla suddivise in base al grado di difficoltà: le prime 5 domande sono più adatte ad un livello principiante, le successive sono domande di livello intermedio e le ultime 5 sono invece di livello avanzato.
    15 DOMANDE per Mettere alla Prova il tuo ITALIANO!
    Qui di seguito vi proponiamo una serie di domande per testare le vostre conoscenze. Scegliete la risposta corretta tra le tre opzioni proposte e calcolate il vostro punteggio con le soluzioni che trovate alla fine dell'articolo. Pronti?
    Il quaderno ……. sul tavoloa) C’èb) Èc) Trova
    Mauro …… mai la seraa) Esciab) Escec) Non esce
    ……. chi è questa borsa?a) Inb) Dac) Di
    Il marito di Rosa…… Franco.a) È chiamab) Si chiamic) Si chiama
    …….. soli 10 minuti inizia il film!a) Frab) Conc) in
    …… ha visto i miei occhiali?a) Nessunob) Qualcunoc) Alcuno
    Ti……..venire con noi al ristorante stasera?a) Andrebbe dib) Piacerebbe dic) Piaceresti di
    Ho ascoltato le ……….. del meteo in TV.a) Prospettiveb) Varietàc) Previsioni
    Dopo aver saputo la verità, ho telefonato a Chiara e …………. ho detta.a) Le lab) Gliel’c) Lei l’
    Il libro …………. mi avevi parlato era molto interessante!a) Di cuib) Di chec) Che
    In quale delle seguenti frasi l’espressione “MI RACCOMANDO” è usata nel modo giusto?a) Mi raccomando guardare questo film perché ne vale davvero la pena!b) Mi raccomando facciate i compiti!c) Mi raccomando, tornate prima che faccia buio!
    Io credevo che lei non …….. di mea) Si fidavab) Si fidassec) Fosse fidata
    Se mi prendi ………… mi arrabbio moltissimo!a) In giocob) A spassoc) In giro
    Quale delle seguenti è l’unica espressione che si riferisce ad un mestiere?a) Non capire un tubob) Piantare in assoc) Montare i mobili
    Qual è il significato dell’espressione “MANGIARSI LE MANI”?a) Avere tantissima fameb) Pentirsi per non aver saputo cogliere un’opportunitàc) Provare una forte paura
    SOLUZIONI:1 - B (altre soluzioni: Il quaderno si trova sul tavolo // C’è un quaderno sul tavolo)2 - C3 - C (essere DI qualcuno = indica appartenenza)4 - C5 - A6 - B7 - A (“Ti andrebbe DI…” + infinito = per invitare qualcuno a fare qualcosa // oppure: “Ti piacerebbe…” + infinito, senza la preposizione DI)8 - C9 - B10 - A11 - C (Quando introduce un consiglio forte che è quasi un obbligo, “Mi raccomando” è sempre seguito dall'imperativo)12 - B13 - C14 - C (Le prime due sono espressioni idiomatiche. “Non capire un tubo” = Non capire niente // “Piantare in asso” = Abbandonare qualcuno da un momento all’altro)15 - B
    Com'è andata? Quante risposte corrette sei riuscito a dare? Scrivi il tuo livello nei commenti! Se hai ancora voglia di metterti alla prova, puoi anche provare a fare il test sulla consecutio temporum in italiano (la concordanza dei tempi verbali).
    E non dimenticare che puoi migliorare il tuo italiano con lezioni individuali con me (Graziana Filomeno) su italki.
    10 min

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