Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

By Graziana Filomeno - italiano onlineEducationHow ToCoursesLanguage Learning
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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme! episodes

  • DIALOGO italiano in FARMACIA: Parole ed Espressioni
    Venite nella farmacia LEARNAMO per scoprire tutte le parole e le espressioni più comuni necessarie per parlare in FARMACIA in Italia! Assisterò varie clienti, voi ascolterete i dialoghi e troverete le spiegazioni e definizioni delle parole o espressioni più rilevanti sullo schermo. Se sono troppo veloci per voi, potete sempre mettere pausa al video, leggere attentamente e farlo ripartire subito dopo.
    PAROLE ed ESPRESSIONI utili in FARMACIA
    DIALOGO #1
    Farmacista: Salve, come posso aiutarla?
    Cliente: Buongiorno, vorrei un rimedio per il mal di testa. Oggi non è proprio giornata.
    Farmacista: Capisco. Da quanto tempo presenta questo sintomo?
    Cliente: Da circa due o tre ore.
    Farmacista: Ha provato a misurare la pressione?
    Cliente: A dire il vero no. È possibile misurarla qui?
    Farmacista: Sì, certamente. Mi porga il braccio sinistro e tiri su la camicia.
    Cliente: Ecco qui.
    Farmacista: Vedo che soffre di pressione alta. Ne era a conoscenza?
    Cliente: No, non lo sapevo.
    Farmacista: Dovrebbe farsi prescrivere qualcosa dal suo medico curante.  Esistono diversi farmaci utili a tenere questa patologia sotto controllo. Di solito vanno assuntial mattino, meglio se al risveglio. Però, per acquistarli, è necessaria una ricetta. Può inviarmela tramite e-mail e passare a ritirare il farmaco nel primo pomeriggio.
    Cliente: Grazie mille, a più tardi.
    Rimedio: preparato utilizzato per curare una malattia o alleviarne i sintomi, cioè renderli più leggeri.
    Mal di testa: dolore provato in qualsiasi parte della testa (anche detto “cefalea”). Esistono anche: mal di pancia, mal di stomaco, mal di denti, mal di gola.
    Sintomo: manifestazione di uno stato patologico, avvertita soggettivamente dal malato e rilevabile dal medico.
    Pressione (sanguigna): pressione esercitata dal sangue nel sistema cardiovascolare (cuore e vasi sanguigni). La pressione si può misurare con un’apposita macchina e può essere alta o bassa.
    Medico curante (anche “medico di base” o “medico di famiglia”): dottore scelto da ogni cittadino per l’assistenza sanitaria base, generale, di primo livello, non specialistica.
    Farmaco: prodotto (naturale o chimico) che produce effetti sulle funzioni dell’organismo, con il compito di curare una malattia o comunque tenerla sotto controllo, in modo che non diventi grave.
    Patologia: sinonimo di “malattia”.
    Ricetta: documento scritto dal medico di base, necessario per comprare determinate medicine in farmacia. Spesso contiene anche istruzioni al paziente per l’assunzione del farmaco. Le medicine che si possono acquistare senza una ricetta si chiamano invece “farmaci da banco”.
    DIALOGO #2
    Farmacista: Buongiorno, come posso esserle utile?
    Cliente: Mi servirebbero delle pastiglie per il mal di gola.
    Farmacista: Lei è già la seconda persona che mi chiede un rimedio per il mal di gola oggi.
    Cliente: Già, con l’arrivo dell’autunno i malanni di stagione sono all’ordine del giorno.
    Farmacista: Le consiglio queste caramelle menta-eucalipto ad azione antisettica.
    Cliente: Grazie, vanno benissimo. Per caso può aggiungere al mio ordine anche uno spray per combattere il naso chiuso?
    Farmacista: Certo. Può prendere questo qui.
    Cliente: Il mio naso è molto fragile e soffro di epistassi: mi esce spesso il sangue dal naso…
    Farmacista: Capisco… Non si preoccupi! Questo tipo di spray può essere somministrato anche ai bambini sopra i 12 anni.
    Cliente: Ottimo! Ah, visto che ci sono, vorrei qualcosa per i miei occhi che, con queste basse temperature diventano frequentemente secchi e arrossati.
    Farmacista: Dunque… Penso che questo collirio sia perfetto per lei: è ottimo in caso di occhi secchi, affaticati, arrossati, allergici…
    Cliente: La ringrazio! Buona giornata!
    Pastiglia: sinonimo di “pillola”; preparato farmaceutico spesso in forma di piccolo disco.
    Mal di gola: dolore o irritazione della gola.
    14 min
  • Le Parole più Comuni del RAP Italiano: tra slang e anglicismi
    Questo video tratterà di RAP! In particolare, vedremo tutte le parole più comuni che fanno parte del “vocabolario specializzato” del rap italiano. Spero che rimaniate a guardare il video anche se non siete grandi appassionati del rap! Perché si impara sempre qualcosa! Potreste sempre vantarvi un po’ con i più giovani che conoscete: nipoti, fratellini, sorelline, cuginetti e così via!
    Il "Vocabolario Specializzato" del RAP Italiano!
    Ecco, quindi, una breve lista degli slang più utilizzati dai più noti rapper italiani: Marracash, Massimo Pericolo, Sfera Ebbasta, Salmo, Ghali, Anna... (per citarne solo alcuni)
    - 4L
    Derivazione dell’inglese “for life” è un termine atto a designare qualcosa che, per l’appunto, durerà per sempre, per la vita.
    4L, per tutta la vita 4L
    Okay
    Ehi, ehi (Sick Luke, Sick Luke)
    Cucino pezzi, chiudo le tapparelle (Pezzi)
    (4L, Dark Polo Gang)
    - Bando
    Celebre brano di Anna, sta ad indicare normalmente un quartiere periferico o una casa abbandonata in cui si è soliti riunirsi ma anche un luogo in cui ci si droga o si spaccia.
    Ci beccavamo nel bando, sopra il Booster
    Anna fattura e no, non parlo di buste
    Mando tutto io, svuota il freezer
    C'ho il passaggio assicurato sopra questo diesel
    (Bando, Anna)
    - Bufu
    Acronimo dell’espressione angloamericana “by us fuck u”, è un termine introdotto e coniato dalla DPG (Dark Polo Gang). Di solito viene rivolto agli hater come contro-attacco col significato spicciolo “per quanto ci riguarda, vaffanculo”. Il termine però viene anche utilizzato come insulto generico il cui significato è ‘nullafacente’, ‘stupido’, ‘idiota’, ‘ridicolo’.
    Curiosità: il termine "Bufu" è entrato ufficialmente nella Treccani, enciclopedia italiana.
    Questo è un gioco, non mi serve
    Questi rappers sono bufu mostragli l'inferno
    Sono il re del rione, pensano che scherzo
    A palle potrebbe farglielo vedere
    (Piccoli brividi, Dark Polo Gang)
    - Eskere
    Nulla in più se non l’italianizzazione dell’americano “esketit”, un’abbreviazione usata al posto di “let’s get it”.  In italiano, quindi, significa qualcosa come “facciamolo/prendiamocelo” in riferimento a quella che potrebbe essere una scalata verso il potere, i soldi, il successo, la fama.
    Contando soldi su una spiaggia in camicia
    Side e Tony veniamo dalla cucina (trap, trap)
    Bling, bling, il mio orologio non fa tic-tac (Eskere)
    (Tic Tac, Dark Polo Gang)
    - Ollare
    Italianizzazione dell’inglese “whole lotta gang shit”. È un verbo che indica un’azione criminosa compiuta dalla propria gang.
    Ollare, ollare, ollare, ollare
    Sto studiando medicina (gang)
    La mia tipa conta i soldi (ollare gang)
    Dice che sono 4L (4L)
    (4L, FSK Satellite)
    - Fareshi
    Italianizzazione dell’inglese “Fuck that shit”. È entrata nel contesto rap italiano grazie ai trapper Ski e Wok che l’hanno importata facendo riferimento al modo in cui viene pronunciata. Ha il significato di “al diavolo questo schifo / vai a quel paese”.
    Faccio triplicare i conti
    Fareshì se non parli di soldi (cash)
    Fareshì se non mi parli di soldi (cash)
    (Fareshi, Ski & Wok)
    - Flexare
    Un verbo con più significati, a seconda del contesto in cui viene utilizzato. Può significare spendere, possedere, ostentare, esibire e deriva dall’inglese “to flex” che fa riferimento, infatti, alla flessione del muscolo quando viene messo in mostra.
    Prendo la tua tipa e ci flexo (flexo)
    Prendo il mio catchet e poi lo spendo (spendo)
    Cucino in mano come un drago
    (Flex, Dark Polo Gang)
    - Bro, Fra
    Sinonimi, più o meno colloquiali, utilizzati come abbreviativi slang di “fratello”. Il termine non designa quasi mai un legame di sangue, ma bensì una persona vicina, un amico ma anche un partner, un socio all’interno di una trattativa.
    Gli sguardi, degli altri che male possono farmi
    Se c'è un bro, bro, bro, bro
    13 min
  • Le Espressioni più usate in ITALIA nell’ambito del BUSINESS
    In questa lezione ci occuperemo delle espressioni italiane più comuni nel mondo del lavoro. Sia che stiate pensando di venire a lavorare in Italia, sia che abbiate dei colleghi italiani che volete stupire, sia che stiate guardando una serie tv in italiano ambientata in un ufficio… restate là perché vedremo ben 16 espressioni che possono veramente sempre tornarvi utili!
    Le Espressioni Italiane più Comuni nel Mondo del Lavoro
    Di seguito vi proponiamo una lista con ben 16 espressioni più usate nel mondo del lavoro in Italia.
    1) Pensare fuori dagli schemi
    Significa creare, inventare qualcosa di nuovo o di diverso dal solito, abbandonando i soliti schemi e cambiando il nostro abituale modo di pensare.
    Esempio:
    Per poter scrivere il suo nuovo libro, lo scrittore ha dovuto pensare fuori dagli schemi, perciò ha vissuto in Alaska per un intero anno.
    2) Centrare il segno / Colpire nel segno
    In generale indicano l’avere successo: nel senso di capire perfettamente un concetto o un’idea, oppure indovinare qualcosa, o ancora avere un’idea / realizzare un progetto perfettamente coerente con gli obiettivi dell’azienda.
    Esempio:
    Con questo nuovo prodotto abbiamo proprio colpito nel segno: le vendite sono triplicate nell’ultimo mese!
    3) Essere (sempre) sul pezzo
    Ha due significati:
    -essere sempre informati sulle nuove tendenze o sulle ultime novità. Questo significato deriva dall’ambito giornalistico: un articolo su una rivista o un giornale si chiama “pezzo”. Quindi, “essere sul pezzo” significa che il giornalista segue con molta attenzione ciò di cui si sta occupando, quindi si tiene aggiornato con tutti i dettagli e tutte le nuove informazioni.
    -essere particolarmente concentrati su ciò che si sta facendo, senza lasciarsi distrarre. Questo significato deriva dalla catena di montaggio, dove ogni operaio deve rimanere concentrato su un singolo passaggio della produzione, lavorando, quindi, su un pezzo alla volta.
    Esempio:
    Come hai saputo di ciò che sta succedendo alla concorrenza? Certo che sei sempre sul pezzo tu! Non ti sfugge niente!
    4) Fare il passo più lungo della gamba
    Tentare un’impresa molto più difficile di quello che si può affrontare.
    Esempio:
    Hai comprato un’azienda da 3 milioni di euro? Temo che questa volta tu abbia fatto il passo più lungo della gamba…
    5) Prendere una scorciatoia
    Se siamo per strada e prendiamo una scorciatoia, significa che scegliamo il percorso più rapido (spesso secondario) per raggiungere la destinazione.
    Invece, nel mondo del lavoro, significa che scegliamo il modo più rapido per raggiungere uno scopo, che spesso non è proprio “pulito”, ma un po’ losco, e richiede maggiore spregiudicatezza.
    Esempio:
    Il primo che completerà il progetto riceverà una promozione. Se ho il sospetto che il vincitore abbia preso una scorciatoia, sarà licenziato.
    6) Andare in porto (detto di un progetto)
    Avere successo, raggiungere il compimento, andare a buon fine.
    Esempio:
    Se questo progetto andrà in porto, la reputazione della nostra azienda migliorerà notevolmente.
    7) Bruciare le tappe
    Raggiungere velocemente un obiettivo, progredire rapidamente.
    Esempio:
    Dato che non abbiamo scadenze, non è necessario bruciare le tappe: possiamo procedere lentamente.
    8) Battere cassa
    Chiedere a una persona o a un’azienda di pagare ciò che deve pagare.
    Esempio:
    Quel cliente non ha ancora pagato la merce che ha preso. Bisogna battere cassa immediatamente, altrimenti non pagherà più!
    9) Trattare
    Negoziare per ridurre un prezzo stabilito o per migliorare le proprie condizioni di un accordo.
    Esempio:
    Penso che il prezzo sia troppo alto: bisogna trattare con l’azienda se vogliamo guadagnarci qualcosa.
    10) Fare l’impossibile / Farsi in quattro
    Entrambe queste espressioni significano impegnarsi tantissimo e lavorare duro pur di raggiungere un determinato obiettivo,
    18 min
  • HiNative: l’APP per Parlare come un Madrelingua
    Imparare le lingue è davvero difficile, ma parlare come un madrelingua lo è ancora di più! Volete conoscere anche voi uno strumento utilissimo per gli studenti di lingue straniere? Allora leggete questo articolo e scoprite questa APP strepitosa: HiNative!
    HiNative: parla anche tu come un madrelingua
    Certo, parlare usando parole e frasi semplici è molto facile, ma parlare senza fare alcun errore è davvero un successo? Non vorreste anche voi essere fluenti come i madrelingua? Beh, conosco l’APP che fa per voi!
    HiNative! Questa è un’app davvero strepitosa. HiNative permette di interagire costantemente con i madrelingua della community della lingua straniera che stai studiando. Grazie a quest’app puoi fare domande sulle parole ed espressioni che non conosci, sul significato e uso di alcuni modi di dire e parole! Grazie a HiNative puoi chiedere e chiarire qualsiasi dubbio tu abbia.
    HiNative è davvero una risorsa fondamentale per tutti coloro che studiano una lingua straniera. Ma esattamente, come funziona? Scopriamolo assieme!
    Registrarsi ad HiNative è facilissimo, una volta aver effettuato l’accesso, l’app farà alcune domande riguardo le lingue che vi interessano (sia la lingua madre che quella che studiate), il motivo per cui vi state registrando e il contesto in cui volete ampliare le vostre conoscenze linguistiche: contesto colloquiale, lavorativo, scolastico, e molto altro! Una volta effettuata la registrazione, avrete l’esperienza che meglio si adatta alle vostre esigenze e livello!
    La community di HiNative è molto grande e vivace, infatti conta di ben 113 lingue e di iscritti che provengono da 170 Paesi diversi. Basta selezionare la lingua che state imparando e sarete messi in contatto automaticamente con i madrelingua di quella determinata lingua.
    Ecco tutto quello che potete fare con HiNative!
    Domande e Risposte
    HiNative è essenzialmente una Q&A APP (un’app per fare domande e rispondere a domande), quindi potete chiedere qualsiasi cosa vogliate. Potrete infatti domandare, ad esempio, cosa significa una determinata parola, o come la si pronuncia! È possibile anche domandare cose non strettamente legate alla lingua, come cose legate alla cultura del Paese della lingua che studiate.
    Per porre domande, l’app permette di usufruire di template (la maggior parte di questi sono disponibili per gli utenti che usufruiscono del pacchetto Premium), oppure di scrivere liberamente ciò che si vuole.
    Una volta fatta la vostra domanda, riceverete risposte efficaci da persone che parlano quella lingua come lingua madre. È possibile cambiare la lingua in cui porre le domande a vostro piacimento.
    I madrelingua possono anche rispondere alle vostre domande con una registrazione vocale, così che voi possiate ascoltare la vera pronuncia della parola o frase che vi interessa!
    Oltre che registrazioni audio, è anche permesso allegare alle proprie domande delle immagini o foto, a seconda di ciò di cui avete bisogno.
    Correzioni
    Una volta che la vostra domanda è ufficialmente online, i madrelingua possono rispondere al vostro post, dando correzioni e consigli.
    È possibile anche registrare se stessi leggendo o pronunciando qualcosa e chiedere ai madrelingua un feedback sulla vostra pronuncia. Non preoccupatevi di commettere errori: sbagliando si impara! Quindi non siate troppo timidi ed esponetevi al mondo!
    Le risposte possono anche essere valutate dagli utenti se questa è stata utile o meno.
    Ricerca
    Anche per i più timidi non c’è alcun problema! Infatti è possibile fare una ricerca direttamente dentro l’app e trovare domande già poste da altri utenti sul tema che vi interessa. In questo modo avrete le risposte alle vostre domande, senza dover esporvi nella community. Essendo una community molto interattiva, tutti i contenuti e le discussioni sono disponibili per tutti.
    Un’altra particolarità di quest’app è che non c’è alcun modo di messaggiare privatamente con le persone della com...
    13 min
  • 19 Verbi per DESCRIVERE i Suoni della BOCCA in italiano
    La bocca è una delle parti più importanti del nostro corpo, infatti, non solo ci permette di mangiare, bere, parlare e quindi comunicare con gli altri, ma anche di emettere alcuni suoni un po’ più particolari, che aiutano a trasmettere lo stato in cui ci sentiamo: se, per esempio, ci siamo fatti male, se siamo felici, ecc. In questo video ci occuperemo proprio di questo: come definire in italiano i suoni e i rumori che si fanno con la bocca.
    I Verbi che definiscono i Suoni che emettiamo con la Bocca
    Ecco a voi un elenco con alcuni verbi italiani che identificano e definiscono in italiano i suoni e i rumori che si emettono con la bocca:
    Canticchiare
    Ripetere una canzone sottovoce, senza metterci impegno. Ogni momento è buono per "canticchiare": facendo le pulizie, cucinando, sotto la doccia… e di solito vuol dire che si è di buon umore!
    Fischiare
    Emettere un suono acuto e stridulo, soffiando tra i denti o tra le labbra. Spesso viene utilizzato, per esempio, nello sport: l’arbitro "fischia" per fermare il gioco e segnalare un fallo, oppure per indicare l’inizio o la fine di una partita. Anche se in questi casi di solito viene utilizzato un fischietto, il suono è comunque lo stesso che si può riprodurre anche con la bocca.
    Questo verbo, inoltre, ha anche un altro significato: quello di esprimere la propria disapprovazione per qualcuno o per qualcosa. Il pubblico, infatti, potrebbe "fischiare" uno spettacolo, un attore, un cantante… se non è d’accordo con le sue azioni.
    Sbuffare
    Espirare o soffiare forte con la bocca, solitamente perché ci si sta annoiando, si è impazienti oppure non se ne può più di qualcosa, si è giunti al limite della sopportazione.
    Russare
    Emettere dei suoni rochi e fastidiosi durante il sonno, solitamente senza rendersene conto. Questo succede quando l’aria, durante la respirazione, non riesce a passare facilmente tramite la bocca o il naso perché trova un ostacolo e quindi produce delle vibrazioni sonore.
    Gemere
    Emettere suoni soffocati tenendo le labbra chiuse, spesso uniti al pianto. Si "geme" di solito a causa di un dolore forte (sia fisico, che emotivo), per esprimere il proprio lamento. Per esempio, dopo aver sbattuto il mignolo contro la porta, potrebbe capitarvi di "gemere" di dolore.
    Sgranocchiare
    Suono prodotto quando si mangiano cibi croccanti, come per esempio, biscotti, toast o noccioline: masticando questo tipo di cibo, si sbriciolerà e produrrà rumore.
    Digrignare / Sfregare (i denti)
    Muovere la mascella da una parte all’altra ripetutamente, spesso in maniera involontaria. Questo non solo produce un rumore fastidioso per chi lo sente, ma può anche causare dei danni ai denti.
    Gridare / Urlare
    Emettere suoni o parole a voce molto alta, per farsi sentire meglio, per attirare l’attenzione di qualcuno o anche per sfogarsi.
    Sussurrare
    Il contrario di "gridare": dire qualcosa a voce molto bassa o sottovoce per non farsi sentire. Per esempio, si può "sussurrare" un segreto all’orecchio di qualcuno.
    Starnutire
    Emettere aria dal naso e dalla bocca in maniera improvvisa e rumorosa, spesso provocato da allergie, influenza, raffreddore.
    In Italia, dopo che una persona "starnutisce", le si dice "Salute!". Questa abitudine pare che risalga fino al Medioevo, quando la peste nera era molto comune. "Starnutire" era uno tra i primi sintomi e quindi dicendo “salute!” si augurava alla persona di non aver contratto la malattia.
    Singhiozzare
    Emettere un suono che sembra un “hic”, in maniera ritmica e continua, dovuto alle contrazioni ripetute e involontarie del diaframma. Le cause più comuni sono legate all’aver mangiato troppo o troppo velocemente, bruschi balzi di temperatura o aver bevuto troppi alcolici. Ci sono diversi modi per farselo passare, come, per esempio, bere velocemente acqua a piccoli sorsi oppure inspirare profondamente e trattenere il fiato.
    23 min
  • CONCORDANZA a SENSO: Come NON sbagliare le FRASI in italiano
    In questo articolo affronteremo il tema della concordanza a senso. Non lasciatevi spaventare dal nome! In realtà si tratta di un semplice concetto che spiegheremo passo passo. Se ne avete già sentito parlare, probabilmente avrete avuto dubbi sull'argomento, a cui nessuno ha mai saputo dare risposte efficaci. Non è così? E allora, se vi interessa scoprire di cosa si tratta e cercate una spiegazione chiara ed esaustiva del concetto di concordanza a senso...continuate a leggere questo articolo!
    I 3 tipi di concordanza a senso
    Prima di tutto, cosa si intende per concordanza?
    La concordanza è l’operazione che facciamo quando creiamo un accordo tra gli elementi di una frase (articoli, aggettivi, nomi, verbi) in genere, numero e persona.
    Ovvero, quando cambiamo l’ultima lettera delle parole, al maschile o al femminile, al singolare o al plurale.
    Ad esempio:
    Caterina è una ragazza simpatica —> è = 3ª persona singolare, perché concorda con il soggetto (Caterina, lei) + una ragazza simpatica, perché concordano con Caterina, a cui si riferiscono, che è singolare e femminile.
    Questa è la concordanza “tradizionale”, che tutti avrete studiato e che starete praticando e provando a padroneggiare. Questo tipo di concordanza è chiamato “concordanza grammaticale”, perché segue le regole grammaticali.
    Ma l’argomento di questo articolo è, più specificamente, la “concordanza a senso”, che è un altro tipo di concordanza. Questa dà più importanza agli elementi che determinano il senso, il significato della frase, piuttosto che dare importanza alla sua grammatica. Semplificando il concetto, la concordanza a senso risulta essere un po’ più “flessibile” di quella grammaticale.
    Ma cosa intendiamo? Vediamolo insieme!
    Innanzitutto, è bene sapere che esistono 2 tipi principali di concordanza a senso.
    Tipo 1
    Il primo tipo avviene quando abbiamo a che fare con un complemento partitivo  (ovvero, introdotto da DI, che specifica l’insieme di cui fa parte il nome a cui si riferisce) che regge una proposizione relativa.
    E cioè, in breve, stiamo parlando di strutture come “uno di … (un gruppo) che”).
    Ecco un esempio:
    Laura è una di quelle persone che sa / sanno sempre come comportarsi
    Il dubbio è: dopo il pronome relativo CHE, si usa il verbo al singolare (che concorda con “Laura, una”) o al plurale (che concorda con “persone”)?
    Cosa ne pensate?
    Ebbene, secondo le regole di grammatica e quella che si definisce concordanza grammaticale, il verbo deve concordare con il partitivo, cioè con ciò che si trova dopo il “di” (persone, in questo caso):
    Laura è una di quelle persone che sanno sempre come comportarsi (concordanza grammaticale)
    Ma, secondo la concordanza a senso, il verbo deve concordare con il nome principale, il soggetto logico che davvero esprime il significato della frase (Laura, in questo caso):
    Laura è una di quelle persone che sa sempre come comportarsi (concordanza a senso)
    E quindi? Quale delle due è corretta?
    La concordanza grammaticale è sempre corretta: seguendo le norme grammaticali, la frase relativa è retta dal complemento partitivo (di quelle persone = nome plurale à verbo al plurale).
    Però la concordanza a senso è molto molto comune nella lingua parlata e nelle conversazioni, poiché è vero che noi stiamo parlando di Laura, su un piano logico. Quindi potrebbe capitarvi di sentirla o leggerla spesso, soprattutto perché non è considerata come un vero e proprio errore. Ricordatevi, però, che sarebbe da evitare in contesti formali, per ragioni di chiarezza.
    Se volete il un consiglio, utilizzate sempre la concordanza grammaticale, così sapete di essere sempre nella parte della ragione. Però, è importante in ogni caso chiarificare tutto, così che voi possiate riconoscere la concordanza a senso quando la sentite e che siate perfettamente in grado di capire perché è stata usata.
    Tipo 2
    Il secondo tipo avviene quando si ha un soggetto collettivo (cioè u...
    17 min
  • 10 COSE che forse non sapevi sul CAFFÈ: Curiosità, Pro e Contro!
    “Un caffè per favore!”. Quante volte al giorno pronunciamo o ascoltiamo questa frase? Decine! Ma sapete cosa vi si nasconde dietro? Non vi preoccupate… State per scoprirlo! In questo video vi presenterò le 10 COSE CHE (FORSE) NON SAPEVATE SUL CAFFÈ!
    Ecco le 10 COSE che forse non sapete sul CAFFÈ
    1) La Finlandia va pazza per il caffè!
    Si potrebbe pensare che l’Italia sia il Paese che consuma più caffè all’anno,  ma infatti non è così!
    In realtà è la Finlandia che guadagna il primo posto per consumo annuo di caffè, con 12 kg pro-capite all’anno.
    L’Italia non è nemmeno al secondo posto, ma - udite udite - al tredicesimo!!!! Con 5,9 kg di caffè pro-capite.
    2) Il caffè come ispirazione
    Il compositore Bach amava al tal punto il caffè da dedicargli una cantata – Kaffeekantate – eseguita a Lipsia nel 1732. Nel testo parla, in modo ironico, della moda di andare ai caffè, molto diffusa nella società settecentesca di Lipsia.
    3) La moka non si lava!
    In Italia non si lava assolutamente la moka, ossia la caffettiera, con il detersivo, in quanto la sostanza ha un odore troppo aggressivo che andrebbe a coprire l’aroma del caffè. Si usa solo l’acqua!
    4) Il caffè è salutare
    Uno studio dell’università di Lund, in Svezia, ha dimostrato che bere caffè riduce la probabilità di cancro al seno, la Harvard School of Public Health dichiara che riduce il rischio di cancro alla prostata e ha un potere antidepressivo.
    La caffeina, poi, migliora i livelli di energia e stimola alcune funzioni cerebrali (memoria e attenzione tra le altre); ha anche un effetto stimolante sul sistema cardiovascolare.
    E non è finita qua! Sembrerebbe che il caffè aiuti anche a ridurre il rischio di ammalarsi di Alzheimer!
    In cosmesi, la caffeina viene utilizzata per preparare prodotti anticellulite, snellenti e tonificanti per il corpo e cosmetici antiage per il viso e per il contorno occhi.
    5) La bevanda del Diavolo
    Inizialmente la Chiesa era contro il consumo di caffè, definito “la bevanda del Diavolo” per le sue proprietà eccitanti che portavano “alla perdizione dei sensi”.
    Papa Clemente VIII, nel ‘500, è stato il primo uomo di Chiesa a dare la sua approvazione al caffè dicendo “Questa bevanda di Satana è talmente buona che sarebbe un peccato farla bere solo agli infedeli. Imbroglieremo Satana battezzandola”.
    6) Dove costa di più?
    Sembrerebbe che le città in cui il caffè costa di più siano nell’Europa del Nord. Oslo, capitale della Norvegia, è dove una tazza di caffè espresso costa di più: in media 4,50€. Seguita poi da Copenaghen (4€) e Ginevra (3,60€), Sidney (3,10€), Tokyo (3€) e a seguire.
    In Italia, un caffè espresso costa in media 1€ (tranne se siete turisti a Venezia). No sto scherzando, per fortuna questi episodi sono molto molto rari.
    7) Tutti lo amano...
    È la bevanda più diffusa al mondo: si consuma in ogni angolo del pianeta e ogni giorno se ne consumano quasi 1.6 miliardi di tazze. Certo, ogni Paese ha la sua propria forma di consumarlo… Un giorno le intendo provare tutte! Ma quella che mi incuriosisce di più è quella finlandese, il cosiddetto Kaffeost, in cui il caffè caldo viene versato sulla cagliata di formaggio!
    8) Persino gli animali!
    La mangiano anche gli elefanti e ne vanno matti!
    Mangiano le bacche di caffè come snack. Ma non finisce qui! I chicchi restano intatti nella digestione e vengono poi raccolti dalle loro feci e lavorati per creare il Black Ivory – un tipo di caffè morbido e pregiato, che è anche il più caro al mondo (costa 80 dollari a tazzina).
    Personalmente non so se io abbia il coraggio di provarlo, anche se me lo offrissero gratis… Voi lo avete provato?
    9) Chi ha scoperto il caffè?
    Secondo un’antica leggenda, la scoperta del caffè sarebbe merito di un pastore etiope di nome Kaldi. Questi portava a spasso il suo gregge quando notò una certa iperattività delle pecore, che avevano iniziato quasi a ballare selvaggiamente,
    15 min
  • Vivere in Italia: PRO e CONTRO
    Come si vive in Italia? Vale la pena per uno straniero trasferirsi a vivere nel Bel Paese? In questo video, ho raccolto tutti i PRO e i CONTRO di vivere in Italia, così che possiate fare la vostra scelta sapendo a cosa state andando incontro!
    Quali sono i PRO di vivere in Italia?
    Cominciamo con i PRO e partiamo da quelli un po’ più scontati e palesi.
    1 - Bellezza
    L’Italia è anche chiamata “Il Bel Paese”, e non è un caso. L’Italia offre davvero molta bellezza, naturale e artistica.
    Innanzitutto, è un Paese che ha i più disparati paesaggi. Insomma, c’è tutto: mare, montagne, colline, laghi, spiagge, fiumi, grandi città, campagne.
    Ma allo stesso tempo, c’è anche tanta bellezza in senso storico e artistico: basti menzionare due città, Roma e Firenze, per averne un’idea. Ma in realtà ogni regione e quasi ogni città italiana ha qualche bellezza da offrire.
    2 - Cibo
    Pochissimi sono gli stranieri che hanno dichiarato che a loro non piace il cibo italiano (e tra l’altro alcuni di loro si sono ricreduti dopo aver passato del tempo in Italia).
    La cucina italiana è gustosa ma anche molto diversificata: da Nord a Sud, ci sono decine e decine di piatti tipici con gli ingredienti più disparati (verdure, carne, pesce, pasta…).
    A chi non piace la pizza, la pasta, il gelato?
    Ma ovviamente la cucina italiana è anche molto altro ed è un piacere scoprirla tutta!
    Per esempio, se volete sapere come e cosa si mangia in un ristorante con tre stelle Michelin in Italia, potete dare un’occhiata al video in cui vi portiamo con noi da Osteria Francescana, il ristorante dello chef Massimo Bottura!
    3 - Persone
    Spesso all’estero si dice che gli italiani siano solari, gentili, disponibili e amichevoli. Per la maggior parte, si può dire che questo è vero.
    Ovviamente ci sono eccezioni e alcune città vengono considerate particolarmente “fredde”, anche dagli stessi italiani.
    Però in generale l’esperienza che avrete con gli italiani dovrebbe essere piacevole!
    4 - Clima
    In generale, il clima in Italia è gradevole: non è troppo rigido né troppo caldo. È chiaro che nelle Dolomiti in inverno fa molto freddo e che all’estremità più bassa della Sicilia in estate fa molto caldo, ma in media il clima è incantevole.
    Inoltre, è possibile spostarsi di poco per trovare un clima più caldo o più freddo nello stesso Paese.
    5 - Costo della vita
    Chiaramente, dipende dal Paese da cui venite, dalla vostra moneta eccetera. Però si può affermare in senso generale che il costo della vita in Italia non è troppo alto.
    Certo, Milano è costosissima. Firenze e Venezia anche. Ma a parte poche eccezioni, in Italia si può vivere dignitosamente anche con poco. E qualora aveste bisogno di essere in queste città per lavoro, potreste sempre optare per una casa in una città più piccola nei dintorni delle grandi città, dove certamente affitti e vita sono più bassi.
    In particolare, i prezzi in Italia risultano più bassi (rispetto al Nord Europa o altri Stati) per affitti e cibo. Invece le bollette o la benzina sono abbastanza simili al Nord Europa, per esempio.
    6 - Sanità pubblica
    Molti italiani si lamentano della sanità nel Bel Paese, e in generale hanno ragione. Le file sono interminabili e la prenotazione per una visita specialistica richiede almeno 3 mesi di attesa.
    Ma non bisogna dimenticare che, nonostante tutti i difetti, la sanità in Italia è pubblica e questo significa che non ci sono discriminazioni di nessun tipo: se sei malato, vieni curato, a prescindere dal tuo portafoglio.
    In più, bisogna ammettere che negli ultimi anni ci sono stati molti tagli alla Sanità da parte del Governo, il che non ha permesso di migliorare il sistema ma, al contrario, lo ha mandato in una situazione più difficile da gestire.
    7 - Studi
    L’Italia ha ottime università e queste sono accessibili a tutti, senza discriminazioni di reddito.
    Le università pubbliche italiane sono molto buone e la retta è piuttosto bassa,...
    19 min
  • Il verbo CHIEDERE e le sue mille espressioni in italiano
    In italiano il verbo CHIEDERE è molto usato sia per esprimere il desiderio di ottenere, l’esigenza di avere qualcosa sia per domandare e interrogare per sapere. Ascoltando gli italiani però, forse avrai notato che questo verbo è presente in tantissimi modi di dire, frasi fatte e semplici espressioni verbali. In questo video vedremo le più comuni!
    13 ESPRESSIONI con il verbo CHIEDERE
    Vediamo insieme le principali espressioni italiane che contengono il verbo CHIEDERE
    1. Chiedere scusa
    Esprimere tristezza, rimpianto o rimorso per quello che si è detto o fatto nei confronti dell’interlocutore, riconoscendo i propri errori, con lo scopo di riconciliarsi e ripristinare un rapporto.
    Esempio:
    Ops… Vi chiedo scusa! Stavo rispondendo a qualche messaggio…
    2. Chiedere perdono
    Un altro modo per dire “chiedere scusa”. Questa espressione, però, è utilizzata anche in ambito religioso: si chiede all’interlocutore (una persona o Dio) di assolvere l’errore (o il peccato) commesso.
    Esempio:
    Vi chiedo perdono se sono stata un po’ assente… Avete sentito la mia mancanza?
    3. Chiedere venia
    La parola “venia” significa favore, grazia, perdono, generalmente lieve. Dunque, “chiedere venia” vuol dire domandare perdono in situazioni di piccole colpe.
    Questa espressione è utilizzata spesso in registri molto elevati e aulici per scusarsi o anche in maniera scherzosa nella quotidianità.
    Esempio:
    Come hai detto che ti chiami? Lisa Petragallo? Pietragalla? Petrigallia? Chiedo venia se l’ho pronunciato male! Non l’ho mai sentito però…
    4. Chiedere clemenza
    Utilizzata soprattutto in contesti giuridici, per richiedere benevolenza nella punizione e disponibilità al perdono.
    Esempio:
    Signor giudice, sento di dover chiedere clemenza per il mio cliente. È innocente!
    5. Chiedere giustizia
    Questa è ancora un’espressione legata all’ambito giuridico, ma è usata spesso anche nella quotidianità: la richiesta è che si agisca in modo giusto e corretto nei confronti di qualcuno o che si ristabilisca un diritto calpestato o un torto subito.
    Esempio:
    Graziana mi ha rotto questo bracciale e io adesso chiedo giustizia! Me ne deve ricomprare almeno tre!
    6. Chiedere (il) permesso
    Domandare ad altre persone l’autorizzazione (verbale o scritta) per dire o fare qualcosa. È molto usata soprattutto dai bambini, a scuola o a casa, per chiedere all’insegnante o ai genitori di poter fare qualcosa.
    Esempio:
    Più tardi c’è l’aperitivo in centro? Più tardi quando? Tra 15 minuti? Non so se riesco a farcela… Dovrei chiedere il permesso a Graziana perché la sto aiutando con un video… Lo so, anche io penso che dirà di no! Lei è così stakanovista…
    7. Chiedere uno sforzo
    Esigere dall’interlocutore il massimo delle energie e dell’impegno nell’attività che sta svolgendo o che dovrà svolgere.
    Esempio:
    Mi dispiace, non posso venire. Graziana mi ha chiesto uno sforzo per completare questo video e non posso deluderla. È lei che mi paga! Però ti prometto che ci sarò al prossimo aperitivo!
    8. Chiedere conto
    Richiedere, in modo pressante, una spiegazione o una giustificazione riguardo a qualcosa che è stato fatto o detto.
    Esempio:
    Finalmente ho trovato i miei auricolari! Chissà chi li aveva presi! Sicuramente Graziana… Ma gliene chiederò conto… Non la passerà liscia questa volta! 
    9. Chiedere conferma
    Accertarsi sulla verità di una notizia o sulla correttezza di una cosa fatta o detta, per avere la prova certa di un fatto o di una supposizione.
    Esempio:
    Mi hanno invitata a una festa questa sera, però ho ricevuto un messaggio molto generico… Ma davvero c’è una festa a casa di Luca? Ti chiamavo per chiedere conferma… Sì? Benissimo!
    10. Chiedere lumi
    Volere un chiarimento, una spiegazione da qualcuno. La parola “lumi”, infatti, significa luce. Quindi, con questa espressione si vuole che qualcuno faccia luce su una questione, con una spiegazione ben dettagliata.
    Esempio:
    15 min
  • 16 Espressioni italiane con il Verbo DARE
    Il verbo dare è molto particolare, dato che possiede molti significati, tra cui porgere, passare, offrire, donare ecc... Ma sapevate che è anche molto utilizzato in espressioni e modi di dire italiani? In questo articolo scopriremo insieme alcuni dei più comuni, con tanto di esempi! Quindi, se siete curiosi di conoscerli... proseguite la lettura!
    16 espressioni idiomatiche in italiano con "DARE"
    1. Dare fastidio
    Provocare noia, irritazione, disturbare una persona.
    Luca mi dà sempre fastidio ascoltando musica ad alto volume quando cerco di studiare
    2. Dare ai/sui nervi
    Questa espressione si può considerare un sinonimo di quella precedente: infastidire, irritare qualcuno a tal punto da farlo esasperare.
    È così arrogante! Il suo comportamento mi dà proprio sui nervi!
    3. Dare retta
    O (meno frequente) “dare ascolto”: ascoltare e seguire i consigli o gli ordini di qualcuno.
    Dammi retta, comincia a frequentare quel corso di yoga e vedrai che sarai meno stressato!
    4. Dare una mano
    Aiutare qualcuno a svolgere una determinata attività.
    Luigi ci ha dato una mano con il trasloco.
    È importante non confondere questa espressione con “darsi la mano” che invece indica stringersi la mano con qualcuno, per esempio quando ci si presenta a qualcuno che si vede per la prima volta.
    5. Dare voce
    Far sentire le proprie parole o idee, anche quando le altre persone o le circostanze lo rendono complicato.
    Ho finalmente dato voce ai miei pensieri nei suoi confronti: adesso non siamo più amici ma mi sono tolta un bel peso!
    6. Darsi da fare
    Impegnarsi molto in modo produttivo nello svolgimento di un’azione o nella realizzazione di un compito.
    Gli architetti si sono dati molto da fare per completare in tempo il progetto della nostra casa.
    7. Dare i numeri
    Perdere momentaneamente la ragione.
    Ma anche: essere nervosi o arrabbiati per un fatto accaduto o qualcosa che ci è stato detto. Con questo significato: “dare di matto”.
    Quando il capo ha visto l’errore che avevamo commesso, ha dato i numeri e stava per licenziarci.
    8. Non dare tregua
    Continuare a far soffrire o a disturbare, infastidire qualcuno.
    Quest’anno la pioggia proprio non ci dà tregua: non vediamo il sole da settimane!
    Viceversa, “dare tregua” significa smettere di infastidire qualcuno.
    Mi ha dato tregua quando finalmente gli ho detto che non ne potevo più delle sue lamentele.
    9. Dare spazio
    Aiutare, incentivare, supportare nella realizzazione di un’idea o un progetto, dare la possibilità di crescita.
    Nel mondo del lavoro, è importante dare spazio ai giovani e alle loro idee.
    10. Darci dentro
    Impegnarsi molto a fare qualcosa.
    Simone ci sta dando dentro con il nuoto in questi giorni per vincere la gara la prossima settimana.
    11. Dare corda
    Dimostrarsi disponibili ad ascoltare qualcuno o incoraggiare qualcuno a fare qualcosa.
    Spesso esprime una sfumatura negativa, per sottolineare che quello che si sta ascoltando o incoraggiando è insensato, stupido.
    Se continui a dargli corda, non la smetterà più di parlare!
    12. Dare atto
    Comunicare ufficialmente, riconoscere apertamente un’idea, un’azione o un comportamento.
    Devo dare atto che sento sempre delle proposte innovative da parte di Lucia.
    13. Dare credito
    Concedere fiducia, credere a qualcuno.
    Ho dato credito alle sue parole e ciò che abbiamo ottenuto è stato un fallimento totale!
    14. Dare filo da torcere
    Rendere la vita difficile a qualcuno, causare molte difficoltà.
    Imparare l’italiano può dare filo da torcere, ma ne vale la pena!
    15. Dare per scontato (qualcosa/qualcuno)
    Considerarlo come assolutamente certo e sicuro, anche se non si è ancora verificato (per azioni).
    Non dare mai per scontata l’opinione altrui in una riunione!
    Abbiamo dato per scontati i nostri dipendenti e invece ci hanno traditi e sono andati a lavorare per la concorrenza....
    15 min

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