Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

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By Graziana Filomeno - italiano onlineEducationHow ToCoursesLanguage Learning
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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme! episodes

  • ITALIANO: Quando è nato, Come Impararlo, Dialetti, Congiuntivo (Risposte alle Domande di GOOGLE)
    Quando si studia una lingua straniera, si hanno molte domande. Ovviamente, anche gli studenti stranieri di italiano le hanno. Lo so bene io perché ricevo moltissime domande da voi, a cui provo a rispondere nei miei vari video. Ma lo sa bene anche Google… Quante volte chiedete a Google qualcosa sull’italiano? Praticamente ogni giorno, no? Ebbene, in questo video ho deciso di prendere il posto di Google, umilmente, e rispondere alle domande più cercate su Google riguardo all’italiano! Vediamo se anche voi vi siete mai chiesti queste cose… E vediamo se conoscete le risposte!
    Le 10 domande più cercate su Google riguardo all’italiano
    1. Perché l’italiano è una lingua difficile?
    Sento già le voci “Per il congiuntivo”. Ma la verità è che l’italiano è difficile non solo per il famigerato congiuntivo!
    La lingua italiana possiede molti punti complessi, che spesso hanno fin troppe regole grammaticali o al contrario non ne hanno nessuna e vanno imparati così come sono!
    Qualche esempio? I verbi irregolari, i plurali irregolari, le preposizioni dopo i verbi, addirittura uno stesso verbo può reggere diverse preposizioni in base al nome che lo segue. Per non parlare poi delle parole polisemiche, ossia quelle che hanno differenti significati.
    Solo per menzionarne alcuni!
    Ma non bisogna scoraggiarsi, attraverso tanta pratica è possibile riuscire ad ottenere un ottimo livello di italiano.
    Per esempio, potreste cominciare con i nostri video! Ci sono video in cui vi spiego tutti gli argomenti complessi che ho menzionato prima! Vi lascio i link in descrizione!
    Ma ora proseguiamo!
    2. Perché l’italiano è importante?
    Bella domanda! Certamente l’italiano non è proprio la lingua più importante da conoscere per sopravvivere nel mondo, lo riconosco. Ma penso che sia importante per l’arricchimento culturale.
    Non ci dimentichiamo che è la lingua dell’arte e della cultura, la lingua di Dante e di una vasta e bella letteratura, la lingua dell’opera, della lirica, la lingua di grandi pensatori e filosofi.
    E non è tutto! È anche la lingua dell’architettura e della cucina. Conoscere l’italiano probabilmente non aiuta se si deve viaggiare nel mondo, ma certamente aiuta la mente, aiuta a pensare, a sognare, ad arricchire il proprio bagaglio culturale. Siete d’accordo?
    3. Perché l’italiano assomiglia allo spagnolo?
    Innanzitutto le due lingue hanno una radice comune: il latino.
    Poi si sono sviluppate in modo molto simile: per esempio, possiedono lo stesso numero di lettere dell’alfabeto e le strutture grammaticali sono estremamente simili.
    Lo spagnolo e l’italiano condividono anche le stesse coniugazioni e gli stessi tempi verbali.
    Certo, ci sono delle differenze, ci sono dei falsi amici, ma per gli italiani non è troppo complicato comprendere a grandi linee lo spagnolo e viceversa.
    Eppure… udite udite… non è lo spagnolo la lingua più simile all’italiano! *SHOCK* Infatti, secondo uno studio di “Ethnologue”, il francese ha l’89% di parole simili all’italiano ed è la lingua più simile alla nostra.
    La storia ce lo conferma: tra Francia e Italia ci sono sempre stati importanti scambi economici, culturali, intellettuali. Quindi i due Paesi si sono un po’ influenzati a vicenda. Certo, la pronuncia francese può rendere questa lingua difficile da comprendere per gli italiani che non la conoscono, ma se invece gli italiani leggono un testo in francese possono capire molto, anche se non lo hanno mai studiato.
    4. Come è nato l’italiano?
    L’italiano è una evoluzione del volgare fiorentino, uno dei tanti “dialetti” che sono nati dal latino durante e dopo il crollo dell’Impero Romano.
    Il vecchio latino si è evoluto in diverse versioni, in base alla zona d’Italia in cui era parlato.
    In particolare, il volgare fiorentino nel corso dei secoli è diventato la lingua dotta per eccellenza, quella parlata dai letterati e dalle persone di cultura.
    19 min
  • Storia della Dinastia di Casa Savoia: la Famiglia Reale italiana
    In questo articolo parleremo di un momento molto importante per la storia d'Italia. Tutti sanno che oggi l'Italia è una repubblica, ma non è sempre stato così! Infatti, la Repubblica italiana è nata nel 1946, dopo un referendum popolare. Prima di questa data, l'Italia era una monarchia, cioè governata da un re, a quell'epoca Vittorio Emanuele II di Savoia. Quando l’Italia è diventata ufficialmente un Paese unito (il 17 marzo 1861), infatti, si chiamava Regno d’Italia. In questa lezione, parleremo proprio della famiglia reale italiana dei Savoia!
    I SAVOIA - La storia della famiglia reale italiana
    Origini della famiglia
    Innanzitutto, da dove deriva il nome Savoia? Il nome viene dalla regione geografica della “Savoia”, che si trova nel sud della Francia. Tuttavia, sull'origine della famiglia non si hanno notizie certe né documenti, persi a causa di guerre e incendi, ma sembrerebbe che la dinastia sabauda (questo è l'aggettivo che si riferisce ai Savoia) affondi le sue radici proprio in quella zona francese.
    Il capostipite della famiglia fu molto probabilmente Umberto I, che proprio nella regione francese della Savoia divenne conte, intorno all’anno 1000 d.C., pensate un po’! Dopo questa figura non si sa molto. E quello che si sa è stato probabilmente inventato dalla famiglia stessa, per ricollegare la propria immagine a quella di personaggi molto importanti.
    Circolavano, ad esempio, voci che Umberto I fosse nipote di Ottone II, imperatore del Sacro Romano Impero, perché i Savoia volevano far valere il proprio potere all’interno dell’impero di cui facevano parte, dimostrando di discendere da una dinastia imperiale. In ogni caso, Umberto ebbe due figli. Uno di questi, Oddone, sposò Adelaide di Susa, margravia di Torino. Fu proprio grazie a questo importante matrimonio che i Savoia ottennero i primi territori in Italia.
    I Savoia in Italia
    La famiglia reale italiana dei Savoia si trasferì solo nel XVI secolo, quando la sede centrale fu spostata da Chambery (in Savoia) a Torino: è stato il Duca Emanuele Filiberto a deciderlo. E così si apre la stagione moderna della casata, con Torino che diventa una metropoli europea e si abbellisce grazie alle opere di architetti urbanisti (Guarini, Juvarra).
    Il potere della famiglia reale era, però, ancora abbastanza ristretto. Il salto di qualità avvenne durante la guerra di successione al trono di Spagna (1701), quando Vittorio Amedeo II cambiò segretamente alleanza, passando dal fronte franco-spagnolo a quello austriaco.
    Questa mossa è stata un successo per lui, visto che poi lo stesso Re di Spagna, per riavvicinarlo, gli concesse il Regno di Sicilia. Questi non furono anni facili. I sovrani erano ovviamente lontani dalla Sicilia e in più non apprezzavano molto la cultura e le tradizioni dell’isola. E così i siciliani iniziarono a odiarli, fino a quando non scambiarono la Sicilia con un'altra isola italiana: la Sardegna.
    Andando avanti con la storia, arriviamo al XIX secolo, quello dell'unità d'Italia. In effetti è stato anche grazie ai Savoia se il processo di unificazione dell’Italia è diventato realtà. Prima del 1861 l’Italia era suddivisa in piccoli Stati. Successivamente Giuseppe Garibaldi, con il sostegno di Vittorio Emanuele II, riuscì a creare la magia, ufficializzata il 17 marzo 1861.
    La dinastia dei Savoia durò dal 1861 al 1946. Si susseguirono ben 4 sovrani: Vittorio Emanuele II (1861-1878), Umberto I (1878-1900), Vittorio Emanuele III (1900-1946) e Umberto II (maggio 1946-giugno 1946). In particolare, ricordiamo Vittorio Emanuele III, che ha governato l’Italia durante il periodo delle due guerre mondiali.
    Dopo la sconfitta di Mussolini e del fascismo, il re Vittorio Emanuele III decise di abdicare in favore di suo figlio Umberto II, nel tentativo di salvare la monarchia, e partì in esilio. Tuttavia poi un mese dopo, a giugno del 1946, ci fu il famoso referendum popolare.
    16 min
  • Cosa VISITARE e FARE tra le LANGHE e a BAROLO (Piemonte)
    Vuoi concederti una fantastica vacanza tra i suggestivi paesaggi delle Langhe piemontesi? Sei nel posto giusto! Qui potrai trovare tanti spunti e suggerimenti sulle migliori destinazioni da visitare tra i borghi delle Langhe.
    Le LANGHE e BAROLO: le 7 Mete da non perdere
    Barolo è un comune italiano in provincia di Cuneo, nella regione Piemonte. Questo paesino speciale conta pochi abitanti e nonostante sia uno dei più piccoli borghi delle Langhe, possiede tantissime cose da visitare. Vediamole insieme!
    1. Il Castello dei Marchesi Falletti
    La prima tappa da non perdere una volta arrivati a Barolo è sicuramente il castello dei Marchesi Falletti, il simbolo del borgo.
    È la prima cosa che si nota se si percorre la strada per arrivare in città. Inizialmente costruito con scopo difensivo, è stato poi trasformato in residenza di campagna della famiglia Marchesi Falletti. Oggi al suo interno ospita il WiMu, il famoso museo del vino.
    2. WiMu: Il Museo del Vino
    Barolo, come molti sanno, è la patria del famoso vino, che prende il suo stesso nome. Ecco perché questo museo rappresenta l'attrazione numero 1 del borgo.
    Si tratta di una tappa fondamentale nelle Langhe sia per gli adulti che per i loro figli, infatti il WiMu è un museo molto interattivo che piacerà sicuramente anche ai più piccoli. Inoltre la sua posizione, all'interno del castello, è molto suggestiva.
    3. Il Museo del Cavatappi
    Ecco un altro museo molto interessante, allestito all'interno di una vecchia cantina. È interamente dedicato a questo oggetto, che solo all'apparenza potrebbe sembrare banale. Venne aperto nel 2006  e ad oggi presenta circa 500 esemplari dal XVIII secolo ad oggi, provenienti da tutto il mondo.
    4. Il Centro Storico
    Oltre alle visite ai musei, vale la pena fare una passeggiata in centro storico. Vi si respira un'atmosfera molto speciale, tra cantine, ristorantini tipici e palazzi antichi.
    In Piazza Falletti si trova la Chiesa di Barolo. È un edificio piccolo ma molto caratteristico, all'interno del quale è possibile osservare bellissimi affreschi.
    A fianco troviamo la Chiesa di Sant'Agostino, oggi utilizzata per ospitare mostre e piccoli eventi.
    5. La Strada del Barolo
    Quest'area è stata dichiarata patrimonio dell'UNESCO, ecco perché rappresenta uno dei luoghi  turistici da non perdere assolutamente.
    Si tratta di una strada panoramica che unisce tutti i borghi delle Langhe, tra cui appunto, anche Barolo. Lungo la strada è possibile visitare cantine e aziende agricole.
    Esistono diverse tipologie di itinerari, adatti a tutti i gusti. Ci sono i percorsi medievali con le visite ai castelli e ai borghi, oppure percorsi dedicati interamente all'arte, ai belvedere e ai musei.
    Per gli appassionati, sono previste naturalmente interessanti degustazioni, con la possibilità di assaggiare i vini più pregiati della zona.
    6. Il Belvedere La Morra
    Barolo non è l'unica località caratteristica delle Langhe. Se ci si allontana un po' infatti, a soli 7 km, ecco il paesino de La Morra, sicuramente tra i luoghi imperdibili da visitare. Il punto più amato e conosciuto è senza dubbio il belvedere, che regala una splendida vista dall'alto da cui sarà possibile godere del panorama sulle colline e sui vigneti.
    7. Alba
    Impossibile non citare Alba, la capitale delle Langhe. Si tratta di  una piacevole cittadina, imperdibile se si decide di  visitare queste zone. È famosa in tutto il mondo perché qui ogni anno da ottobre a novembre si svolge la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco, il famoso tubero che viene poi venduto a cifre altissime. È inoltre la sede della Ferrero, proprio qui si produce la famosissima Nutella!
    Per i più piccoli invece, ogni anno, all'apertura della stagione del Tartufo, viene organizzata una simpatica caccia al tesoro.
    Le Langhe sono la meta ideale per un weekend con la propria famiglia o anche per una semplice gita giornaliera,
    15 min
  • Espressioni alternative a “WOW”: impara a parlare Italiano!
    L’esclamazione WOW è molto usata nell’italiano colloquiale per esprimere entusiasmo, meraviglia, grande sorpresa. In particolare, WOW si è diffusa in Italia grazie ai fumetti e ai telefilm per ragazzi.Però è chiaro: non è proprio una parola italiana. Anzi, nella lingua di Dante esistono tanti altri modi alternativi per esprimere queste emozioni. In questo video li vedremo insieme! P.S. Ricordate che tutte queste esclamazioni che stiamo per vedere devono essere accompagnate, nel dirle, dalla giusta intonazione enfatica!
    Espressioni alternative a WOW
    1 – PAZZESCO!
    Questo simpatico aggettivo deriva dalla parola “pazzo”. Infatti esclamiamo “Pazzesco!” proprio per indicare cose o situazioni che ci sembrano surreali, assurde, incredibili, folli, sia che ci sorprendano in senso positivo sia che ci sorprendano in senso negativo.
    Per il primo compleanno del figlio hanno preparato dei fuochi d’artificio tutti colorati. Pazzesco!
    Pazzesco! Hai mangiato la pizza margherita pur essendo intollerante al lattosio?! È normale che ora tu non ti senta bene!
    2 – NON CI CREDO! / INCREDIBILE!
    Esclamazioni usate quando non si riesce a credere ai propri occhi, o alle proprie orecchie. Lo scenario che ci si presenta davanti è talmente impensabile da non sembrare vero.
    In questi casi possiamo trasmettere quello che proviamo grazie a queste due espressioni equivalenti.
    Ho un colloquio di lavoro con una delle migliori compagnie di tecnologia del Paese! Non mi aspettavo di farcela, è incredibile!
    Non ci credo! Tommaso ha davvero affrontato la sua paura delle vertigini facendo un volo guidato in paracadute?
    3 – CHE BELLO!
    Potrebbe sembrare un’espressione banale, ma in realtà è una delle esclamazioni più naturali e utilizzate nel linguaggio colloquiale per esprimere meraviglia e stupore. Quindi non poteva mancare nella lista.
    La usiamo quando la sensazione di meraviglia è accompagnata da contentezza ed esultanza, quindi per cose positive.
    Graziana, hai organizzato un pomeriggio di shopping solo per noi due? Che bello!!! Pensavo che non ti prendessi mai una pausa…
    4 – NON MI DIRE!
    Si usa questa espressione per comunicare stupore nei confronti di una notizia o un racconto inaspettato, che ci coglie di sorpresa.
    Può essere usata in riferimento sia a cose positive, sia a cose negative.
    Attenzione: va detta direttamente alla persona che ci ha informato riguardo l’accaduto. Quindi, la si usa per cose che ascoltiamo e non la possiamo usare per esprimere generale stupore se vediamo una cosa bella, come un bel paesaggio per esempio.
    Ha deciso di licenziarsi e girare il mondo? Non mi dire! Pensavo che non l’avrebbe mai fatto!
    5 – SONO SENZA PAROLE!
    A volte assistiamo a scene talmente stupide o insensate o surreali (in senso negativo) da lasciarci senza parole.
    Altre volte, invece, possiamo raggiungere lo stesso effetto a causa di un gesto commovente o di un regalo inaspettato.
    In questi casi, quando l’emozione è talmente forte da non riuscire a formulare una frase sensata, possiamo esprimere la nostra gratitudine e immensa gioia usando questa bellissima espressione.
    Sono senza parole! Il tuo è il regalo più bello che mi sia mai stato fatto.
    6 – DICI SUL SERIO? / MA VERAMENTE?
    Adoperiamo una di queste due espressioni interrogative per esprimere incredulità e sbalordimento di fronte a una situazione incredibile. Sono domande retoriche, già conosciamo la risposta (sì, davvero).
    Anche in questo caso, ci rivolgiamo direttamente al nostro interlocutore.
    Dici sul serio? Hai vinto un viaggio a Ibiza dopo aver partecipato a quel programma televisivo? Ma che fortuna oh!
    7 – SONO SCIOCCATO/A!
    L’aggettivo “scioccato” deriva dalla parola inglese “shock”, largamente utilizzata anche nella lingua italiana. Lo shock può riferirsi a uno stimolo intenso, a volte anche violento, che provoca una grande impressione improvvisa.
    Per questo,
    15 min
  • ESPRESSIONI associate agli ANIMALI usate per DESCRIVERE le Persone!
    Gli animali sono parte integrante della vita sulla terra e, che siano selvatici o domestici, sono amati da moltissime persone. Non è quindi strano sapere che sono presenti in moltissime espressioni idiomatiche, proverbi e modi di dire italiani; per essere più specifici, la lingua italiana "sfrutta" le caratteristiche animali più conosciute per descrivere certi comportamenti degli esseri umani e le loro personalità... e non sempre in maniera positiva! Restate con noi per scoprire 16 espressioni legate al mondo animale!
    ESPRESSIONI ITALIANE LEGATE AGLI ANIMALI
    Come vi ho anticipato, nella lista qui sotto potete trovare un totale di 16 espressioni legate agli animali che in italiano vengono usate per descrivere le persone. Per ogni espressione troverete una spiegazione a partire dall'animale al quale si fa riferimento e un paio di esempi dell'espressione in contesto. Siete pronti a saperne di più? Iniziamo!
    1 - ESSERE UN LUPO SOLITARIO
    Questa espressione si spiega da sé: i lupi solitari sono una tipologia di lupi che tendono a vivere non in branco ma ad agire in maniera indipendente o che generalmente trascorrono la maggior parte del loro tempo in solitudine. Per questo motivo "essere un lupo solitario" è un'espressione indica una persona che preferisce stare da sola, una persona introversa o che fa le cose per conto suo.
    Esempi:
    Mi definisco un lupo solitario, infatti preferisco stare da solo alla compagnia.
    Marco è un lupo solitario: la sera non esce mai.
    2 - STARE DA CANI
    Ai giorni d'oggi i cani sono tra gli animali più amati e tra gli animali domestici più diffusi. Però migliaia di anni fa, prima che venissero addomesticati, erano animali selvatici le cui vite erano lontane da quello che sono ora, piene di agi e amore; inoltre, anche con la diffusione dell'adozione di cani, non è scomparso di certo il problema del randagismo. Insomma, sono moltissimi i cani che, ora come un tempo, conducono vite tristi e piene di sofferenze ed è forse proprio per questo motivo che i cani vengono spesso usati in espressioni con connotazione negativa. In generale "da cani" è una locuzione che ha il significato di molto brutto o molto male es. fare qualcosa da cani - nel caso di "stare da cani", l'espressione vuol dire stare male fisicamente e mentalmente, essere tristi, stanchi o abbattuti.
    Esempi:
    La ragazza di Marco lo ha lasciato… Lui sta da cani.
    Sto da cani: ieri ho lavorato tutto il giorno e ora ho un terribile mal di schiena.
    3 - ESSERE UNA VIPERA, oppure ESSERE UNA SERPE
    Le espressioni "essere una vipera" e "essere una serpe" hanno significati molto simili, ed entrambe hanno un'accezione negativa. Infatti, i significati differiscono per poco: "essere una vipera" indica una persona -e in particolar modo una donna- pungente, perfida e maligna; "essere una serpe", invece, viene usata per parlare di una persona malvagia, infida e subdola. In generale, entrambe vengono usate per descrivere una persona che quando critica molto gli altri di nascosto, dice cattiverie, è perfida o tradisce la fiducia altrui.
    Esempi:
    Marta è una serpe, sta sempre a giudicare gli altri.
    Marco è una vipera, parla male anche dei suoi amici.
    4 - ESSERE UN ALLOCCO
    Nel caso non lo sapeste, l'allocco è un volatile - ad essere più precisi, si tratta di un uccello rapace dai grandi occhi rotondi. Sebbene non sia un animale per niente stupido, i suoi occhi fissi e vacui gli conferiscono un'espressione sciocca e un po' ingenua, e per questo motivo l'espressione "essere un allocco" viene usata per riferirsi a una persona poco sveglia, stupida.
    Esempi:
    Marco è un allocco, si è fatto rubare 100 euro da quel truffatore.
    Stefania e Stefano sono due allocchi, credono a qualsiasi bugia.
    5 - ESSERE UNA VOLPE
    A differenza degli allocchi, le volpi sono collegate a qualità positive: note per la loro capacità di adattarsi all'ambiente in cui vivono e che difficilmente veng...
    12 min
  • Cosa VISITARE e FARE alle CINQUE TERRE in Liguria (Italia)
    Vorremmo portarvi con noi alla scoperta delle Cinque Terre, una delle mete più gettonate tra chi visita l'Italia. Se non ci siete mai stati, o vorreste saperne di più su questi luoghi splendidi, restate con noi!
    Cosa FARE e VEDERE alle Cinque Terre
    Che cosa sono le Cinque Terre e dove si trovano?
    Le cosiddette "Cinque Terre" sono costituite da un ammaliante frastagliato tratto di costa che si estende per 18 chilometri della Riviera ligure di Levante.
    Grazie alla particolare varietà del paesaggio sono diventate una delle mete turistiche più popolari degli ultimi anni: sopra le acque cristalline del Mediterraneo si erge una catena di monti paralleli al litorale, con splendide spiagge pronte a soddisfare anche i gusti dei più pignoli. Ce ne sono infatti di tutti i tipi, sabbiose per chi vuole rilassarsi costruendo un bel castello o ciottolose, per chi vuole evitare i fastidiosi granelli tra le dita dei piedi o nel costume. Al blu del mare si oppone il verde delle rigogliose coltivazioni vinicole e specie aromatiche come rosmarino, timo, elicriso e lavanda.
    Un po' di storia...
    La storia di questo luogo è alquanto interessante e le prime testimonianze fossili animali rinvenute sono riconducibili addirittura al Paleolitico. Nella Grotta dei colombi sull’isola Palmaria sono stati trovati resti di sepolture che certificano la zona fosse già abitata in epoca preistorica, mentre grazie ad altri oggetti come asce si può presupporre che questi popoli fossero abili nella caccia indubbiamente favorita dall’abbondante selvaggina. Altre tracce di particolare rilevanza sono state trovate verso Campiglia Tramonti, dei megaliti possibilmente precursori delle statue-stele/menhir o, secondo alcuni studiosi, associati al calendario.
    I nomi di alcuni borghi hanno un’origine latina che potrebbe essere dovuta alla conquista romana del territorio, nonostante non siano ancora state scoperte prove che permettano di affermarlo con certezza. Le Cinque Terre nascono però effettivamente nel Medioevo, una volta superato l’ostacolo del mare dalle popolazioni della Val di Vara in pieno fenomeno migratorio. A differenza di quanto si possa immaginare non erano grandi pescatori ma bensì contadini; questo portò a un terrazzamento dei fianchi dei monti, principalmente per la coltivazione di viti e ulivi. In età moderna l’area diventò ufficialmente territorio genovese ed è proprio in questi anni che nacque l’appellativo “Le Cinque Terre”, utilizzato per la prima volta da un funzionario nel suo rapporto a Genova.
    Perché il nome Cinque Terre?
    Cinque perché si tratta di cinque borghi (Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso) con caratteristiche affini e terre perché era questo il termine utilizzato per parlarne nel dialetto ligure di quei tempi. Alle persone lontane davano l’idea di essere distaccate dal resto del mondo per via della natura fiabesca. Come biasimarli?
    Tutt’oggi restano un angolo di paradiso incontaminato e dal 1997 sono diventate Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO in quanto “sito culturale di valore eccezionale, rappresentante l'armoniosa interazione tra le persone e la natura che realizza un paesaggio di qualità scenica eccezionale…”.
    Le bellezze da non perdere assolutamente
    Ogni borgo ha qualcosa di particolare e meriterebbe di essere visitato da cima a fondo, ma se il tempo non è dalla vostra parte ci sono alcune tappe immancabili.
    Se partite da La Spezia il primo borgo in cui vi imbatterete sarà quello di Riomaggiore, punto di partenza anche del Sentiero Azzurro che lo collega con gli altri quattro. Qui le casette colorate sbucano come funghi e si affacciano sulle limpide acque mediterranee; per assicurarvi di ammirarle dal punto migliore recatevi al porto.
    In seguito troviamo Manarola, frazione di Riomaggiore, che spicca in uno sfondo di vitigni e ulivi. Il centro vita del paesino è piazza Papa Innocenzo IV per via di monumenti storici quali la chiesa in s...
    14 min
  • QUALCOSA: Significato ed ERRORI comuni in italiano
    In questo video voglio parlarvi di una parolina che è sicuramente una delle prime parole italiane che avete imparato: mi riferisco a QUALCOSA. Ho indovinato, non è vero? Infatti è così: è una parola che si impara da principianti. Però, dalla mia esperienza, vi posso assicurare che questa parola crea dubbi e confusione, qualche volta, anche ai più avanzati! Perciò ora vi mostrerò i 5 errori più comuni commessi dagli stranieri con la parola QUALCOSA in italiano. E non pensate che sia un video solo per i principianti!
    Cos'è QUALCOSA in italiano?
    Prima di vedere gli errori, dobbiamo capire di che cosa si tratta.
    QUALCOSA è, secondo la grammatica, un pronome indefinito. Deriva da “qualche cosa” e infatti indica in modo indeterminato una cosa o alcune cose.
    1 - QUALCOSA NUOVO, QUALCOSA NUOVA
    Probabilmente questi due sono gli errori più frequenti, sia tra i principianti sia tra gli avanzati. Entrambe le forme infatti sono sbagliate!
    Mai, per nessun motivo al mondo, in italiano il pronome QUALCOSA è seguito direttamente da un aggettivo. Mai!
    Cosa si fa, dunque?
    La forma corretta per costruire queste frasi è:
    QUALCOSA + preposizione DI + aggettivo, sempre al maschile singolare
    Esempi:
    Qualcosa di nuovo —> La mia vita è abbastanza tranquilla: non succede mai qualcosa di nuovo.
    Qualcosa di buono —> C’è qualcosa di buono da mangiare in frigo?
    Qualcosa di chiaro —> Ho bisogno di qualcosa di chiaro da abbinare al mio vestito nero.
    … e così via!
    2 - UN QUALCOSA o UNA QUALCOSA?
    Vi sembrerà strano, ma il pronome qualcosa, in alcuni casi, può essere preceduto dall’articolo indeterminativo.
    Il problema, però, è: maschile o femminile?
    Quando il pronome QUALCOSA è preceduto da un articolo indeterminativo, questo deve essere, ancora una volta, maschile singolare (un).
    In quali casi si usa “un qualcosa”?
    Quando si vuole parlare di una cosa vaga, un “non so che”. Insomma, il significato è simile a “qualcosa”, ma l’articolo conferisce maggiore vaghezza, incertezza, per indicare che ci riferiamo a una cosa che non riusciamo a individuare o descrivere.
    Può essere seguito da DI + aggettivo maschile singolare oppure lo si può utilizzare da solo.
    Per esempio:
    Quella ragazza ha un qualcosa di famigliare, ma non riesco a ricordare dove io l’abbia già vista!
    La proposta che ci ha fatto Luca ha un qualcosa che non mi convince. Lasciami qualche giorno in più per fare delle ricerche più approfondite.
    3 - QUALCOSA È SUCCESSO o QUALCOSA È SUCCESSA?
    Dopo quanto abbiamo appreso finora, penso che conosciate la risposta.
    QUALCOSA richiede la concordanza al maschile, anche con il participio passato, nonostante la presenza di “cosa” nella parola possa trarre in inganno.
    Esempi:
    Dopo la morte di suo figlio, qualcosa in lui è cambiato: ora è sempre arrabbiato.
    Come mai sei così pensierosa? È successo qualcosa al lavoro? Ti va di parlarne?
    Avevamo pianificato tutto, ma alla fine qualcosa è andato storto e non siamo più partiti.
    4 - CI SONO USI PARTICOLARI DI “QUALCOSA”?
    La risposta è sì!Principalmente, si tratta di usi ironici.
    Qualcosa come
    Questa costruzione indica una quantità notevole di una cosa, in senso esagerato, ma ironico.
    Esempi:
    Ci abbiamo messo qualcosa come due anni per organizzare questa vacanza! Ma alla fine ce l’abbiamo fatta!
    Abbiamo pagato qualcosa come 10.000 euro per la festa! Assurdo!
    Ci vogliono qualcosa come sette ore per arrivare a Firenze partendo da Bari.
    Quel criminale ha ucciso qualcosa come trenta persone!
    Qualcosa invece di qualcuno
    Eh?!
    Sì, mi avete sentito bene! È possibile sostituire “qualcuno” con “qualcosa”, per riferirci a una persona. Ma non sempre, ovviamente!
    Indica una persona che ha una certa importanza, ma sempre in senso ironico, magari perché secondo noi quell’importanza infatti non ce l’ha.
    Esempi:
    Si sente qualcosa solo perché guadagna qualche soldo in più di...
    13 min
  • TEST sui SIGNIFICATI e USI delle CONGIUNZIONI ITALIANE
    Quando su Instagram vi ho chiesto dei suggerimenti per gli argomenti dei nuovi video, ho ricevuto molti messaggi in cui mi chiedevate più video sulle congiunzioni e il loro utilizzo. Sul nostro canale trovate già dei video esplicativi sulle congiunzioni, per esempio le congiunzioni concessive, mentre in questo articolo ho deciso di mettervi alla prova con un TEST: siete sicuri di sapere il giusto significato e uso delle congiunzioni italiane? Scopriamolo insieme!
    TEST SULLE CONGIUNZIONI
    Qui seguito trovate il test sulle congiunzioni, composto da 15 domande - ogni domanda equivale a una frase e il vostro compito è quello di scegliere la congiunzione corretta tra le varie opzioni per completare la suddetta frase. Come sempre, troverete le soluzioni alla fine dell'articolo (e del video).
    Cominciamo!
    1. È necessario che smetta di piovere … l’aereo decolli.
    A) Poiché
    B) Affinché
    C) Quando
    2. Questo lavoro richiederà molte ore: … ti stancassi, fai una pausa per distrarti un po’.
    A) Qualora
    B) Anche quando
    C) Finché
    3. … non ci sono altre offerte, l’articolo sarà venduto alla signora Rossi.
    A) Da quando
    B) Laddove
    C) Dal momento che
    4. Luigi è una di quelle persone che non si sveglia …  con le cannonate.
    A) Nonostante
    B) Tranne
    C) Neppure
    5. Marta ci ha raccontato di un grave errore commesso anni fa, ...  iscriversi al conservatorio.
    A) Ossia
    B) Infatti
    C) Eccetto
    6. Mi rendo conto di mangiare molto: a volte mi capita … di fare lo spuntino di mezzanotte.
    A) Affinché
    B) Neanche
    C) Persino
    7. Nostra madre ti invita da noi per pranzo, … tu non abbia altri impegni.
    A) Cosicché
    B) A meno che
    C) Benché
    8. Paolo continua a perdere tempo … dovrebbe prepararsi per l’esame imminente.
    A) Dato che
    B) Da quando
    C) Quando
    9. Le piacciono tutte le verdure … gli asparagi, di cui odia il sapore.
    A) Fuorché
    B) Anche se
    C) Cosicché
    10. Piove a dirotto, … non farò il bucato.
    A) Siccome
    B) Però
    C) Pertanto
    11. La nostra casa è molto vicina al mare, … è l’ideale per un weekend rilassante.
    A) Dato che
    B) Quindi
    C) A meno che
    12. Durante la vacanza in Sicilia abbiamo mangiato “calia e simenza”, … ceci e semi di zucca.
    A) Cioè
    B) Pure
    C) Però
    13. Si amano alla follia, … litigano ogni giorno.
    A) Malgrado
    B) Eppure
    C) Purché
    14. Franco ha commesso un grave errore a lavoro, … è stato licenziato.
    A) Anche se
    B) Qualora
    C) Cosicché 
    15. Vi presteremo i soldi che ci avete chiesto … ne facciate buon uso.
    A) Purché
    B) Persino
    C) Siccome
    Questo test finisce qui! Se volete continuare a testare le vostre conoscenze dell'italiano, vi consigliamo il TEST sulla consecutio temporum.
    Ora come promesso vi lascio le SOLUZIONI di questo test:
    OPZIONE GIUSTACONGIUNZIONE GIUSTA1.BAffinché2.AQualora3.CDal momento che 4.CNeppure5.AOssia6.CPersino7.BA meno che8.CQuando9.AFuorché10.CPertanto11.BQuindi12.ACioè13.BEppure14.CCosicché15.APurché
    Prima di salutarti, volevamo anche ricordarti che, se ti piacciono i contenuti che pubblichiamo sul nostro sito web e sul nostro canale, LearnAmo, puoi sostenerci con una piccola donazione che ci permetterà di continuare a offrirti tanti nuovi contenuti gratuiti.
    9 min
  • PUNTEGGIATURA: Gli ERRORI da EVITARE Quando Scrivi in italiano!
    Scrivere: un’attività che alcuni adorano, che altri odiano ma di cui tutti abbiamo bisogno. Infondo, saper scrivere bene non serve solo a scuola o agli autori: noi tutti abbiamo bisogno di scrivere lettere, e-mail, riassunti, resoconti e chi più ne ha più ne metta. Però molto spesso, sia gli stranieri che gli stessi italiani hanno dei dubbi su alcune regole di scrittura in italiano, in particolare quelle che riguardano la punteggiatura - è una cosa normalissima. In fondo, anche Oscar Wilde diceva: “Sono stato tutta la mattina per aggiungere una virgola, e nel pomeriggio l’ho tolta”. In questo articolo, infatti, vi mostrerò tutti quegli errori di punteggiatura che non dovete più commettere in italiano quando scrivete!
    12 ERRORI di PUNTEGGIATURA in ITALIANO
    In questo articolo potete trovare una lista di 12 errori di punteggiatura da evitare quando scrivete in italiano. Parleremo delle regole che hanno a che fare con virgole, punti e virgole, punti, due punti; ma parleremo anche di regole... che non sono regole! Per ciascuna regola troverete sia un esempio di errore, che un esempio corretto al fine di comprendere la regola nella maniera più chiara possibile.
    1 - LA VIRGOLA TRA SOGGETTO E VERBO
    La virgola non deve mai essere messa tra il soggetto e il verbo, anche se ci sono delle altre parole tra loro.
    Esempio 1:
    Sara, mangia la pasta. = SBAGLIATO!Sara__ mangia la pasta. = GIUSTO!
    Esempio 2:
    La casa che abbiamo comprato, è molto luminosa. = SBAGLIATO!La casa che abbiamo comprato__ è molto luminosa. = GIUSTO!
    L’unica eccezione è se si utilizza un inciso tra il soggetto e il verbo: in quel caso si metterà una virgola all’inizio dell’inciso e una dopo. Ad esempio:
    I bambini, che avevano da poco cenato, andarono a dormire.
    2 - LA VIRGOLA TRA VERBO E COMPLEMENTO OGGETTO
    La virgola non deve mai essere messa tra il verbo e il suo complemento oggetto. Ad esempio:
    Ogni giorno prendo, la metro per andare a lavoro. = SBAGLIATO!Ogni giorno prendo__ la metro per andare a lavoro. = GIUSTO!
    3 - LA VIRGOLA TRA IL VERBO "ESSERE" E IL SUO AGGETTIVO O NOME
    La virgola non deve mai essere messa tra il verbo “essere” e il suo aggettivo o nome.
    Esempio 1:
    Luca è, un architetto. = SBAGLIATO!Luca è__ un architetto. = GIUSTO!
    Esempio 2:
    I suoi dipendenti, sono intelligenti. = SBAGLIATO!I suoi dipendenti__ sono intelligenti. = GIUSTO!
    4 - LA VIRGOLA TRA IL NOME E IL SUO AGGETTIVO O AVVERBIO
    La virgola non deve mai essere messa tra il nome e il suo aggettivo o avverbio.
    Esempio 1:
    Ieri alla festa abbiamo mangiato, troppo. = SBAGLIATO!Ieri alla festa abbiamo mangiato__ troppo. = GIUSTO!
    Esempio 2:
    Per il suo compleanno, Marta ha ricevuto delle rose, rosse. = SBAGLIATO!Per il suo compleanno, Marta ha ricevuto delle rose__ rosse. = GIUSTO!
    5 -  ANDARE A CAPO
    Dopo il punto, se la frase che segue ha un soggetto diverso o dà un’informazione nuova rispetto alla frase precedente, è opportuno andare a capo.
    Esempio:
    Burano è una delle isole di Venezia, famosa per le case colorate.__ Moltissime riviste internazionali annoverano Burano tra le prime 10 città più colorate al mondo. = SBAGLIATO!
    Burano è una delle isole di Venezia, famosa per le case colorate. __Moltissime riviste internazionali annoverano Burano tra le prime 10 città più colorate al mondo. = GIUSTO!
    6 - USARE TROPPI PUNTI
    Usare i punti va bene, ovviamente, ma non bisogna abusarne! Il punto indica una lunga pausa, in quanto conclude una frase, un pensiero.
    Quindi non va usato per interrompere una frase. Mi spiego meglio: ogni frase che termina con un punto deve avere senso compiuto e deve avere un verbo principale - se così non fosse, dovrà essere legata a un’altra, con una virgola o un punto e virgola.
    Esempio 1:
    Ero molto stanca. Perché avevo lavorato tanto. = SBAGLIATO!Ero molto stanca__perché avevo lavorato tanto. = GIUSTO!
    Esempio 2:
    15 min
  • Espressioni con “COLPO”: impara a parlare Italiano!
    COLPO: cosa vi viene in mente quando ascoltate questa parola? Probabilmente una botta, un urto, una percossa… Vero! In ogni caso, in italiano, la parola “colpo” si trova all’interno di moltissime espressioni idiomatiche, ma ovviamente il suo significato cambia e non è più così letterale. In questo video, vi presenteremo tutte le espressioni più comuni con COLPO!
    Le espressioni più comuni con COLPO in Italiano
    Colpo della strega
    La strega in realtà non c’entra nulla! Questa espressione indica un mal di schiena improvviso e acuto, causato, il più delle volte, da un movimento brusco. Spesso, è così doloroso da non consentire neanche il movimento. In genere dura diversi giorni.
    Non riesco più a ballare, mi è venuto il colpo della strega!
    Colpo di telefono
    Dare un colpo di telefono a qualcuno non significa colpirlo col telefono! Un colpo di telefono è, semplicemente, una telefonata breve. Quindi, “dare un colpo di telefono a qualcuno” significa chiamare qualcuno non per fare una chiacchierata, ma solo per dirgli qualcosa di molto rapido, per informarlo o avvertirlo di qualcosa.
    Dammi un colpo di telefono quando arrivi a casa, così sto più tranquilla.
    Colpo di spugna
    Un colpo di spugna è una cancellazione, una rimozione definitiva, soprattutto di una colpa, di un fatto, di un sentimento, di un ricordo. “Dare un colpo di spugna” significa quindi perdonare qualcuno, dimenticare offese subite, mettere da parte vecchi rancori, come se si volesse ripulirli dalla propria vita con una spugna, per ricominciare da capo.
    Lucia ha deciso di dare un colpo di spugna al passato e ricominciare da zero. Perciò ha cambiato lavoro ed è andata a vivere alle Canarie.
    Colpo d’occhio
    Ha due significati. Indica sia uno sguardo veloce, un’occhiata rapida, sia una panoramica, una veduta d’insieme.
    Per esempio:
    Dalla terrazza di casa mia c’è un bel colpo d’occhio! Tanti alberi e tanta natura.
    Ho la memoria fotografica: mi basta dare un colpo d’occhio alla stanza per dirti esattamente ogni oggetto che c’è.
    L’espressione “a colpo d’occhio”, invece, significa subito, immediatamente, a prima vista.
    Marco non è cambiato per niente! Nonostante non lo vedessi da anni, l’ho riconosciuto a colpo d’occhio.
    Colpo di testa
    Un colpo di testa è una decisione o un’azione improvvisa e impulsiva, spesso rischiosa, compiuta senza valutare le conseguenze.
    A 18 anni, per un colpo di testa, mi sono tinta i capelli di celeste. Me ne sono pentita 2 minuti dopo, ma era troppo tardi.
    Colpo di fulmine
    Si vive un colpo di fulmine quando ci si innamora a prima vista e improvvisamente di qualcuno.
    Tra Paola e suo marito è stato un vero colpo di fulmine: si sono innamorati non appena si sono presentati.
    Colpo di scena
    Un colpo di scena è un evento inaspettato e improvviso che suscita sorpresa o scalpore e che modifica completamente una situazione, sia in senso negativo sia positivo. È molto comune avere colpi di scena nei film.
    Avete già guardato il film Identity? Non è molto famoso, ma il colpo di scena finale è qualcosa di incredibile!
    Colpo di Stato
    Azione che consiste nel rovesciare, in maniera violenta, il potere costituito, per causare un cambiamento di regime.
    Il colpo di Stato a Cuba avvenne il 10 marzo 1952, quando l'Esercito Nazionale di Cuba, guidato dal generale Fulgencio Batista, intervenne nelle elezioni, stabilendo di fatto una dittatura militare nel Paese.
    Colpo di coda
    Il significato originale di colpo di coda è l’ultima manifestazione di qualcosa che era già considerato concluso.
    L’improvvisa nevicata del 18 marzo è stata il colpo di coda dell’inverno. —> l’inverno era già pressoché concluso, ma questa nevicata è stata la sua ultima manifestazione.
    Ma colpo di coda ha anche un significato figurato: indica una reazione disperata e imprevista di chi è considerato già sconfitto o inoffensivo.
    19 min

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