Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

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By Graziana Filomeno - italiano onlineEducationHow ToCoursesLanguage Learning
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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme! episodes

  • LA SPEZIA: Cosa FARE, VEDERE e MANGIARE!
    Ogni anno, moltissime persone visitano il Bel Paese, attratti dalle bellezze storiche e naturali che lo contraddistinguono. Se parliamo di località marittime, però, i turisti tendono a visitare il bellissimo sud Italia, ignorando le piccole gemme del nord - tra queste troviamo La Spezia, una città portuale situata in Liguria, ma a pochi chilometri dal confine con la bellissima Toscana. Proprio perché poco conosciuta dai turisti, abbiamo deciso di dedicare l'articolo di oggi a questa città (a nostro parere) sottovalutata.
    5 COSE IMPERDIBILI A LA SPEZIA
    In questo articolo vi portiamo con noi alla Spezia, dove abbiamo deciso di passare una giornata. Se anche voi volete fare una “gita fuori porta” in questa bellissima cittadina, allora dovreste assolutamente provare queste 5 cose di cui sto per parlarvi...!
    1 - IL MARE
    Si tratta di una città di mare in Italia, quindi è d’obbligo fare una passeggiata sul lungomare! Se volete percorrere il lungomare spezzino, infatti, potete fare una camminata lungo Passeggiata Morin, un percorso che si sviluppa lungo tutta l’area di attracco di navi e barche, tra due file di palme, e che affaccia su un panorama mozzafiato. Non mancano le panchine per riposarsi all'ombra delle palme, e spazi verdi - se siete amanti dei fiori come me, questo sarà il vostro luogo preferito della città!
    Dalla zona portuale potete fare tranquillamente delle escursioni in barca verso le destinazioni turistiche vicine (e più gettonate), come Porto Venere, le Cinque Terre, Lerici, le isole del golfo - che, fra l'altro, sono patrimoni dell'UNESCO! In alternativa potete provare le specialità di mare nei ristoranti e nei localini qui vicino, ma anche solo passeggiare tra le palme e i ponti vi permetterà di ammirare panorami incredibili!
    Non so a voi, ma a me piace tanto un bel panorama con mare, barche, colline, fiori e palme! Un bel mix, non trovate?
    2 - IL CIBO
    Dopo una lunga passeggiata, probabilmente vi verrà un languorino e dovrete cercare un posto in cui mangiare. Noi vi consigliamo di mangiare cose che si possono trovare solo qui e scegliere un locale tipico per mangiare le specialità della Liguria: la focaccia, vuota o ripiena, o addirittura con il formaggio fresco; il pesto (che, nel nostro caso, era nella focaccia); oppure la farinata di ceci (tipica sia della trazione ligure che toscana). Troppi carboidrati? Beh, siamo pur sempre in Italia…!
    Tra le altre specialità ligure che troverete con molta facilità alla Spezia ci sono anche i fiori di zucca ripieni e le torte di verdura, oltre agli sgabei e ai testaroli. Se invece volete provare qualche piatto tipico a base di pesce, potete assaggiare lo stoccafisso in umido con patate e olive, o i "muscoli" (cozze ripiene).
    Da buoni italiani, il nostro pranzo è terminato con un caffè e un pasticcino - il tutto nella bellissima piazza Verdi, che fa da sfondo alla fighissima installazione di archi con acqua e specchi progettata dall'artista francese Daniel Buren.
    3 - GLI ASCENSORI
    Siate sinceri: avete mai visto una città… con gli ascensori? No, non nei palazzi, ma proprio nel bel mezzo della città! Ebbene, noi non li avevamo mai visti prima di visitare La Spezia.
    Lasciate che vi spieghi meglio: la città si estende su più livelli (tra mare e monti), quindi salire e scendere a piedi per le scale, magari più volte al giorno, può risultare difficile, e per questo la città ha installato dei comodissimi ascensori - che tra l’altro sono panoramici - a disposizione dei cittadini e dei turisti. Potete usufruirne in maniera completamente gratuita! Figo, no?
    Si tratta di due ascensori inclinati, che collegano il castello di San Giorgio a due punti più in basso - per questo motivo vengono chiamati "Ascensori di San Giorgio": uno ha la stazione a valle in via XX Settembre e la stazione a monte in via XXVII Marzo, di fronte all'ingresso del Castello, mentre l'altro collega via XX Settembre con via dell'indipendenza.
    11 min
  • Scopri la CULTURA ITALIANA attraverso i GIOCHI del PASSATO
    Si sa, al giorno d'oggi tendiamo a passare molto tempo in casa, spesso davanti agli schermi, e le attività all'aperto sembrano solo un ricordo d'infanzia. Di fatti, recentemente ho guardato la serie di Netflix Squid Game che ha, tra gli altri temi principali, proprio quello dei giochi per bambini - certo, nella serie sono un po’ “estremizzati”, ma il punto di partenza è quello! -, così ho pensato di parlarvi dei giochi per bambini più diffusi e popolari in Italia, o almeno quelli a cui si giocava un po’ di tempo fa, quando ci si riuniva con gli amici, prima dell’avvento della tecnologia e dei videogiochi. Insomma, i giochi d'infanzia della mia generazione...!
    9 GIOCHI PER BAMBINI DA RISCOPRIRE
    In questa lista troverete 9 giochi ormai che sono considerati grandi classici e che probabilmente non tramonteranno mai... chissà, magari nei vostri Paesi ne avete di simili!
    NASCONDINO
    Nascondino è un grande classico, un gioco con poche e semplici regole. Di base, servono almeno due giocatori, ma più ce ne sono, più il gioco risulta divertente! Tra di loro, se ne sceglie uno che dovrà fare la conta, ossia contare da 10 a 30 secondi, con gli occhi chiusi contro un muro o un albero. Il suo obiettivo è quello di cercare i compagni, che si saranno nascosti durante il tempo della conta. Una volta finito di contare, il contatore deve cercare i nascosti e, per ognuno di loro, non appena lo trova, deve tornare al punto di conta e annunciare “Tana per … [nome del nascosto che ha trovato]”. Il gioco termina quando tutti i nascosti sono stati trovati oppure se uno di loro, nel momento in cui viene scoperto, corre più velocemente del cercatore al punto di conta e annuncia “Tana libera tutti!”. Così facendo, salva l’intero gruppo di nascosti e il gioco ricomincia con la conta.
    MOSCA CIECA
    Questo è un altro classico, dalle regole molto semplici: richiede solamente un piccolo numero di persone e una benda. Ovviamente, un giocatore deve essere bendato e, da "cieco", deve tentare di afferrare i suoi compagni procedendo a tentoni. Chiaramente, gli altri giocatori devono cercare di non farsi prendere. Il giocatore che viene toccato dal bendato (la “mosca”) deve abbandonare il gioco e attendere la fine; se, al contrario, un giocatore tocca la “mosca”, allora deve prendere il suo posto. Il gioco termina quando tutti i giocatori sono stati afferrati.
    STREGA COMANDA COLORE
    Tra i più divertenti della lista, anche per questo gioco serve un gruppetto di giocatori. In pratica, il gioco si suddivide in tre fasi:
    Per prima cosa bisogna scegliere la strega, ovvero il giocatore che dirige il gioco.Poi il gioco inizia quando la strega dice: “Strega comanda color… [un colore a sua scelta]”. Dopo la scelta di un colore specifico, ogni giocatore dovrà toccare, nel minor tempo possibile, un oggetto di quel colore per mettersi in salvo prima di essere catturato. La strega, infatti, ha il compito di catturare gli altri giocatori mentre corrono per salvarsi. Chi viene catturato per primo, sarà la strega al termine del gioco.
           
    LUPO MANGIA FRUTTA
    Si tratta di una variante del gioco precedente. Anche in questo caso il gioco ha una struttura ben precisa:
    In un gruppo di giocatori, se ne sceglie uno che sarà il lupo, mentre tutti gli altri si mettono in fila davanti a lui e devono pensare a un frutto. Il lupo dovrà cominciare a menzionare qualche frutto.Se il lupo dice ad alta voce il nome di un frutto pensato da un giocatore, quest'ultimo deve iniziare a correre verso il punto prescelto per mettersi in salvo dal lupo che vuole mangiarlo (afferrarlo). Se il giocatore/frutto viene afferrato, diventa lupo al turno successivo, proprio come nel caso della strega.
           
    CAMPANA
    Questo è sicuramente tra i più antichi e diffusi al mondo. Generalmente è svolto all’esterno: occorre disegnare sull’asfalto (di solito con un gessetto) 10 caselle numerate. Le caselle hanno un ordine preciso: le prime tre sono post...
    16 min
  • PAROLE italiane SIMILI ma con Significati DIVERSI!
    Spesso ricevo domande del tipo: “Ma queste due parole sono completamente sinonimiche? Oppure hanno delle differenze? Perché a me sembra che siano uguali…”! In effetti in italiano ci sono molte parole che sono simili, per il significato o per l’aspetto, e per questo possono trarre in inganno gli studenti e far pensare che si possano usare in maniera intercambiabile... quando in realtà molto spesso hanno delle differenze! Dunque, è necessario conoscerle, così da poterle utilizzare nei giusti contesti ed evitare di dire una cosa per un’altra. Per questo motivo, ho deciso di creare una lista con coppie (e un trio) di parole che confondono spesso i miei studenti!
    PAROLE italiane SIMILI... MA DIVERSE!
    Nella lista qui sotto troverete otto coppie di parole che sembrano simili, ma che in realtà hanno significati diversi. Per ogni coppia troverete una definizione di ciascuna parola -o verbo- e almeno un esempio, in modo da poterli paragonare e capirne le differenze!
    1 - SPETTARE vs MERITARSI
    Cominciamo subito con qualcosa di molto interessante! Siete familiari con questi due verbi? Molti stranieri li confondono, ma vediamo di fare chiarezza sui loro significati...!
    SPETTARE indica che un lavoro, un compito o una mansione è competenza di qualcuno in particolare, che quella persona e solo quella persona deve compierlo, perché è un suo dovere per nascita, per lavoro, per contesto sociale e così via. “Spettare” si coniuga proprio come “piacere”, quindi il soggetto è il compito, mentre la persona che deve svolgere quel compito è il complemento indiretto (introdotto dalla preposizione A).
    Mi spiego meglio con degli esempi:
    La decisione sulla nuova autostrada spetta al sindaco e a nessun altro.
    oppure...
    Spettava a lei capire cosa fare della sua vita.
    ...o ancora...
    L’educazione dei figli è sempre spettata alla famiglia.
    Spettare, però, è anche utilizzato per riferirsi a qualcosa che è dovuto a qualcuno perché ne ha diritto.
    Ad esempio:
    Ora che abbiamo venduto la nostra compagnia, mi devi dare la parte di denaro che mi spetta*!(*mi spetta = spetta A me!)
    MERITARSI significa, invece, possedere o ottenere i requisiti e le caratteristiche necessarie per ricevere un determinato trattamento (sia positivo che negativo).
    Ad esempio:
    Dopo un anno di duro lavoro, mi merito una bella vacanza.
    oppure...
    Ti sei comportato male con Luca e lui ora non ti parla più: te lo sei meritato!
    ...o ancora...
    Si meriterebbe una bella punizione per il modo sgarbato con cui ha risposto ai suoi genitori!
    2 - TERRENO vs TERRESTRE
    La parola TERRENO si riferisce a ciò che riguarda la terra come luogo di passaggio, opposto al cielo, luogo dell’eternità. L’aggettivo “terreno”, quindi, sottolinea i caratteri di provvisorietà  e mondanità del nome a cui si riferisce, che appartiene alla vita concreta e non a quella dopo la morte.
    Per esempio:
    Luca è un materialista: è troppo legato ai beni terreni.
    oppure...
    Il cibo è uno dei più gradevoli piaceri terreni.
    TERRESTRE, invece, si riferisce alla Terra dal punto di vista geofisico, cioè indica che una determinata cosa riguarda o è in qualche modo legata al nostro pianeta.
    Per esempio:
    Oggi a scuola abbiamo studiato i movimenti di rotazione terrestre.
    oppure...
    La superficie terrestre corrisponde a poco più di 510 milioni di chilometri quadrati.
    3 - SPACCARE vs SPACCARSI
    SPACCARE significa rompere qualcosa, spesso con un colpo violento e deciso - come nell'esempio:
    Francesco sta usando l’ascia per spaccare la legna.
    ... ma può essere usato anche in senso figurato, ad esempio:
    Se non la smette di provocarmi, gli spacco la faccia.
    Ovviamente in quest’ultimo caso si tratta principalmente una minaccia, che implica sì qualche schiaffo o pugno, ma non una “rottura totale”!
    SPACCARSI viene spesso usato sempre con il significato di “rompere”,
    18 min
  • Lessico TRUCCO in italiano: Vocaboli e Verbi per Parlare di Cosmesi
    Quando si studia una lingua, spesso si inizia imparando a parlare della propria routine o dei propri hobby. Per molte persone, il trucco rientra in entrambe le categorie: alcune persone si truccano per prepararsi alla giornata e migliorare il proprio aspetto, mentre altre lo fanno perché vogliono sperimentare con una forma d'arte non completamente convenzionale. Qualsiasi sia il motivo per il quale siete interessati a parlare di trucco, sono moltissimi i vocaboli e i verbi necessari per spiegare ogni singola fase del processo - in questo articolo troverete tutto il lessico e tutti i verbi fondamentali per parlare di cosmesi!
    VERBI E VOCABOLI RELATIVI AL TRUCCO
    Avete voglia di presentare la vostra routine di bellezza alle vostre amiche italiane ma non sapete come fare? Non vi preoccupate, oggi vi presento 18 verbi e 20 vocaboli attraverso un monologo in prima persona! Pronti? Iniziamo!
    IL MONOLOGO
    Per prima cosa, detergo la pelle con un tonico, massaggio delicatamente la crema idratante su tutto il viso e metto un burro cacao per idratare le labbra. Dato che starò tutto il giorno fuori, applico il primer per far durare il mio trucco più a lungo. Inizio così a preparare la mia base, stendendo con un pennello o una spugnetta inumidita il fondotinta su tutto il viso, mentre per nascondere imperfezioni della pelle e le occhiaie, applico un po’ di correttore. Per sottolineare maggiormente i lineamenti del mio viso e valorizzarli, applico con un altro pennello la terra e per dar vita all’incarnato metto un po’ di blush e illuminate sulle guance e sugli zigomi.
    Una volta terminata la base, passo a definire e a infoltire le sopracciglia con un gel e una matita per sopracciglia. In seguito, passo a truccare gli occhi, applicando e sfumando con un pennello degli ombretti, poi uso un eyeliner liquido e per le ciglia metto un mascara.
    Dato che voglio mettere in risalto le mie labbra, rimuovo il burro cacao e utilizzo prima una matita labbra lungo i contorni, poi passo il rossetto e infine applico un lucidalabbra.
    Per terminare il mio trucco, passo con un pennello un po’ di cipria traslucida solo nelle zone del viso che voglio opacizzare.
    Di seguito ti riporto una lista di tutti i verbi e dei termini in ordine di apparizione nel testo, accompagnati da definizioni o spiegazioni.
    I VERBI
    DETERGERE - sinonimo di "pulire" o "lavare", togliere le impurità dalla superficie.MASSAGGIARE - effettuare movimenti circolari, in varie direzioni, su una porzione del corpo. In questo caso, si tratta di movimenti sul viso col fine di applicare il prodotto nel modo migliore.METTERE - questo verbo, in un contesto simile, è sinonimo di "applicare".IDRATARE - "far assorbire acqua", "rendere più ricco in acqua". Idratare le labbra vuol dire prevenirne o combatterne la secchezza, ridare morbidezza applicando prodotti vari. APPLICARE - prendere un prodotto (o un oggetto) e posizionarlo su una superficie al fine di farlo aderire, attaccare. STENDERE - in questo caso, "stendere" significa far sì che una determinata quantità di prodotto venga ben distribuita sull'intera superficie, su tutto il viso.NASCONDERE - in questo caso, sinonimo di "coprire", fare in modo che non si veda. VALORIZZARE - dare più valore a una determinata cosa; porla in rilievo, metterla in risalto.DARE VITA - in generale vuol dire "creare qualcosa di completamente nuovo", ma in questo contesto significa "dare colore": anziché rendere l'incarnato più chiaro, si applica un prodotto per renderlo più roseo, più radioso.DEFINIRE - rendere più netti i contorni, tracciarne i bordi. INFOLTIRE - rendere più folto, ovvero denso o fitto. TRUCCARE - applicare del trucco su una parte del viso o del corpo per modificarne l'aspetto - per coprire imperfezioni o mettere in risalto determinate parti.SFUMARE - attenuare la intensità di un colore in maniera graduale, rendere un determinato colore sempre più chiaro.
    18 min
  • ESPRESSIONI Alternative per dire “HO FAME” in ITALIANO
    Fra tutte le espressioni utili, “HO FAME” è tra quelle più semplici e dirette per esprimere la voglia o l’esigenza di mangiare qualcosa: se dico "ho fame", il messaggio non può essere certo frainteso! La lingua italiana, però, ha la caratteristica di avere tantissime espressioni analoghe, ovvero che esprimono lo stesso concetto ma con sfumature diverse e se si vuole diventare fluenti in una lingua, è bene conoscerle e impararle... per non essere ripetitivi! In questo articolo ho deciso quindi di proporvi 10 espressioni alternative per dire "ho fame"!
    10 MODI PER DIRE "HO FAME"
    Così come altri bisogni ed emozioni, anche la fame ha diverse sfumature e gradi di intensità, e la lingua italiana ha validissime alternative al semplice "ho fame" - siete pronti a scoprirle insieme?
    1 - SONO AFFAMATO/A
    Questa è l'espressione più basilare, l’alternativa più comune ed ha lo stesso significato di “ho fame”.
    Esempio:
    Non mangio da ieri sera, sono davvero affamata.
    2 - HO BISOGNO DI MANGIARE
    Anche questa espressione è molto chiara e facilmente comprensibile: con ho bisogno di mangiare si esprime in modo diretto, senza troppi giri di parole o metafore, che si ha fame.
    Esempio:
    Ho bisogno di mangiare, altrimenti non riesco a concentrarmi come dovrei.
    3 - HO UN CERTO LANGUORINO, oppure CHE LANGUORINO!
    In questo caso, la sfumatura di significato fa sì che il senso si discosti leggermente dal basico “ho fame”: infatti, avere un languorino non significa essere affamati, ma avere voglia di qualcosa che stuzzichi l’appetito e non che soddisfi un vero e proprio senso di fame. Si può utilizzare questa espressione anche quando si è davanti ad una portata invitante e si è subito invogliati ad assaggiarla.
    Esempio primo caso - voler mangiare qualcosa di sfizioso, senza soddisfare del tutto la fame:
    Ho un certo languorino: ti va un aperitivo in centro?
    Esempio secondo caso - voler assaggiare una pietanza che si ha davanti agli occhi:
    Cos’è questo piatto che hai preparato? Sembra delizioso, che languorino!
    4 - HO LA PANCIA VUOTA
    Avere la pancia vuota significa essere digiuni, non aver mangiato e, di conseguenza, si utilizza quando si vuole comunicare che si ha fame. Si utilizza perlopiù in un contesto informale.
    Esempio:
    Ho la pancia vuota, cosa c’è in frigo? Voglio prepararmi qualcosa!
    5 - HO UN BUCO ALLO STOMACO
    Questa espressione è molto simile alla precedente e fa riferimento al fatto che lo stomaco non sia stato riempito e che, dunque, metaforicamente, abbia un “buco”.
    Esempio:
    Dopo questo lungo viaggio avrai sicuramente un buco allo stomaco! Posso offrirti qualcosa da mangiare?
    6 - HO LO STOMACO CHE BRONTOLA, oppure MI BRONTOLA LO STOMACO
    Si sa, quando si ha fame, lo stomaco tende a fare degli strani rumori, prodotti dall’attività gastrica e intestinale i quali, a volte, sono forti e ben udibili! Si tratta di un vero e proprio segnale che il nostro corpo ci manda quando la fame comincia a farsi sentire.
    Esempio:
    Che imbarazzo, durante il convegno avevo lo stomaco che brontolava! Sicuramente chi era seduto vicino a me lo ha sentito!
    7- STO MORENDO DI FAME
    Questa espressione si utilizza perlopiù tra parenti, amici, quindi con persone con le quali abbiamo una certa confidenza - appartiene, dunque, al registro informale e viene utilizzata per comunicare un fortissimo senso di fame. Si tratta, chiaramente, di un’esagerazione, che vuole mettere l’accento sull’impellente bisogno di mangiare qualcosa.
    Esempio:
    Quanto ancora dobbiamo aspettare? È ora di pranzo e voglio andare a casa, sto morendo di fame!
    8 - SVENGO DALLA FAME
    Molto simile alla precedente, questa espressione si riferisce al fatto che, quando si ha molta fame, si può rischiare di avere un calo di zuccheri che può indurre allo svenimento.
    Esempio:
    Guarda, lì c’è un ristorante! Andiamoci subito, sto svenendo dalla fame.
    12 min
  • ESPRESSIONI Alternative a “SONO TRISTE” in ITALIANO
    La lingua italiana ha tantissime parole e sinonimi per esprimere molti concetti diversi, persino le emozioni. Se ci pensate, ha senso che ci siano tanti sinonimi per esprimere la gioia, perché è l'emozione più comune... ma cosa mi dite della tristezza? Insomma, come si esprime a parole quel sentimento così semplice che solitamente esterniamo con un semplice "SONO TRISTE"? Eh, lo so, così su due piedi è difficile pensarci... infatti in questo articolo ho messo insieme una lista di ben 11 espressioni per esprimere questo sentimento!
    11 MODI PER DIRE "SONO TRISTE"
    Questa emozione, come tutte le altre, può essere vissuta con diversi gradi di intensità e in italiano ci sono valide espressioni alternative a “sono triste” da poter utilizzare per evitare di essere ripetitivi, anche quando non ci sentiamo proprio al meglio! Pronti a scoprirle insieme?
    1 - SONO A PEZZI
    Se siamo (o ci sentiamo) a pezzi, significa che avvertiamo dentro di noi di non avere energie, ci sentiamo stanchi e distrutti per quello che ci è successo.
    Ad esempio:
    A lavoro oggi non poteva andare peggio di così: ho sbagliato la presentazione, il mio capo ci ha tolto il progetto e i miei colleghi se la sono presa con me. Sono a pezzi…
    2 - HO IL MORALE A TERRA
    Il “morale” in italiano indica il nostro stato d’animo, la nostra condizione emotiva. Quando questo è alto, ci sentiamo felici - non a caso, diciamo “risollevare il morale a qualcuno”, per indicare che lo aiutiamo a ritrovare la serenità. Al contrario, quando il morale è basso, ci sentiamo tristi. Se poi è “a terra”, vuol dire che siamo davvero tanto tanto tristi!
    Ad esempio:
    Ieri ho scoperto di non poter più partire per New York e in più ho anche litigato con la mia migliore amica. Ho il morale a terra.
    3 - SONO DI MALUMORE
    Questa espressione indica uno stato d’animo più o meno momentaneo (di solito dura l’arco di una giornata) causato da tristezza, malinconia, scontentezza. Spesso non ne conosciamo nemmeno il motivo, semplicemente avvertiamo queste emozioni.
    Ad esempio:
    Oggi sono di malumore: sarà la pioggia, sarà il freddo, sarà il fatto che non posso vedere i miei amici… Ma oggi va così. Non parlatemi.
    4 - SONO GIÙ DI MORALE / DI TONO / DI CORDA
    Queste tre espressioni sono simili ad “avere il morale a terra”. Analizziamole più da vicino..."Essere giù di morale" si ricollega all'espressione precedente, e al concetto di morale - niente di particolare, no?Le cose si complicano un pochino di più con l'espressione "essere giù di tono" dove quest'ultimo termine può essere interpretato come una perdita di "tonalità" (colore) da parte del nostro umore, che quindi è diventato grigio, opaco, a causa della tristezza... oppure possiamo interpretarlo ricollegandoci al termine musicale e quindi a un abbassamento di tono nel senso quasi di "volume", intensità. E fin qui, mi sembra tutto chiaro, no? L'espressione meno immediata potrebbe essere la terza - "essere giù di corda"-, che proviene dal mondo degli orologi, infatti la corda è quella che serviva a caricare gli orologi un tempo: se la corda dell’orologio si trovava in basso, l’orologio era scarico, e per ricaricarlo la corda doveva essere tirata su! Quindi essere giù di corda vorrebbe dire sentirsi scarichi, spenti.
    Ad esempio:
    Ultimamente vedo Roberto sempre giù di corda: sarà che ha dei problemi con sua moglie…
    5 - SONO AFFRANTO / AFFLITTO / DESOLATO
    Affranto, afflitto e desolato sono aggettivi si riferiscono a una persona sfinita, abbattuta dal dolore o dalla tristezza per qualcosa o qualcuno e che non riesce quasi a reagire.
    Ad esempio...
    Ero così affranta dopo la notizia della sua morte che non sono più riuscita a parlare al telefono.
    oppure...
    Incredibile come Marta ci abbia preso in giro per tutto questo tempo. Sono proprio desolata. Ancora stento a crederci.
    6 -SONO AVVILITO / AMAREGGIATO
    Questi aggettivi indicano l’essere profondamente sco...
    13 min
  • Lessico AUTOMOBILE: Vocaboli e Verbi per Parlare di MACCHINE in ITALIANO!
    Che la conosciate con il nome di macchina, automobile o semplicemente auto, questo mezzo di trasporto su quattro ruote è noto a tutti, ne sono certa. Però, a meno che non siate particolarmente interessati alle automobili, dubito che conosciate tutti gli elementi che compongono questo mezzo, soprattutto in italiano! Anche se sapete già le componenti principali dell'auto, siete sicuri di conoscerle tutte? In ogni caso, in questa lezione vi insegnerò tutti quei vocaboli e verbi che hanno a che fare con l'automobile: vedremo insieme tutte le varie parti che compongono una macchina, ma anche tutti i verbi utili per farla funzionare, e guidare!
    VOCABOLI E VERBI RELATIVI ALLA MACCHINA
    Nella lista qui sotto troverete più di 50 termini utilissimi sulla macchina: prima parleremo delle varie parti che si trovano al suo interno ed esterno, i verbi utili collegati ad essi, e alle componenti da conoscere quando si guida.
    L'INTERNO DELL'AUTO
    Partiamo con gli elementi più facili che compongono l'interno della macchina (detto "abitacolo"): nelle automobili della maggior parte dei Paesi, la persona che si siede davanti a sinistra è il CONDUCENTE (che significa letteralmente "la persona che conduce", colei o colui che guida), quindi il suo posto si chiama SEDILE DEL CONDUCENTE. Alla sua destra c'è un sedile, un altro posto: quello è il SEDILE DEL PASSEGGERO - il termine "passeggero" indica una persona che è seduta all'interno dell'auto ma che non guida. Per guidare, ciò che il conducente deve fare è prendere la CHIAVE (DELLA MACCHINA), lo strumento che permette alla macchina di accendersi. Questa chiave va inserita in una parte dell'auto che si trova dietro al VOLANTE, la parte dell'auto tipicamente tonda che permette di guidarla; la parte dell'auto in cui si inserisce la chiave si chiama BLOCCHETTO. Per accendere l'auto, la chiave va inserita e girata.
    IL CAMBIO, LE MARCE E I PEDALI
    Alla destra del conducente, tra i due sedili, si trova il CAMBIO, ovvero la parte dell'auto che permette di cambiare la velocità dell'auto. Esso può essere MANUALE o AUTOMATICO - nel primo caso bisogna selezionare manualmente le marce azionando una LEVA DEL CAMBIO e una frizione, mentre se si ha un manuale automatico, esso provvede autonomamente al cambio delle marce e quindi non necessita l'intervento dell'operatore del veicolo. Quindi cosa servono le MARCE? Le marce servono per regolare l'andatura dell'auto - in base all'andatura va cambiata la potenza del motore, cioè va adeguata alle esigenze del veicolo. Le marce sono sei: le marce dalla prima alla quinta (per ridurre/aumentare la velocità) e l'ultima, che viene indicata con una R - questa indica la RETROMARCIA, la marcia che permette di muoversi all'indietro.
    Ai piedi del conducente, ci sono tre PEDALI che permettono di mettere l'auto in movimento, cambiare i rapporti e frenare. Essi sono:
    LA FRIZIONE, posta a sinistra e quindi si aziona con il piede sinistro, viene azionata per CAMBIARE le marce, per controllare la macchina nelle situazioni di bassa velocità, per farla partire e per arrestarla.IL FRENO, posto al centro della pedaliera, si aziona con il piede destro, e permette di RALLENTARE o frenare, FERMARE la vettura.L'ACCELERATORE è posto a destra e quindi si aziona col piede destro. Consente al conducente di accelerare, ovvero di far diventare la vettura più veloce, di farla MUOVERE.
    Per fermare la macchina dopo aver parcheggiato, ovviamente non si può semplicemente premere il freno. Infatti, per mantenere l'auto ancorata sul terreno ed assicurarsi che essa non si muova, bisogna azionare il FRENO A MANO tirando una leva. L'inserimento del freno a mano in sosta è sempre obbligatorio, anche su percorsi in piano, e va attivato anche su percorsi inclinati.
    IL CRUSCOTTO e i vari elementi
    Il cruscotto è la parte anteriore (davanti) dell'abitacolo, nonché quadro o pannello in cui sono raccolti gli strumenti di controllo,
    13 min
  • Come METTERE FRETTA a un ITALIANO: Espressioni e Parole per dire «MUOVITI!»
    Se abitate in Italia da poco e non siete abituati a vivere in mezzo agli italiani, potreste aver notato che alcuni stereotipi sugli italiani non sono poi così lontani dalla realtà. Ad esempio, si dice che siamo sempre in ritardo, e forse un po' è vero. Ma come fare se dovete uscire con amici italiani e loro non ne vogliono sapere di sbrigarsi? Cosa direste per mettergli fretta? Di sicuro ci sono tantissime espressioni molto utili per esprimere questa intenzione, ma potrebbero non essere particolarmente conosciute tra chi studia l'Italiano ma non ha mai vissuto in Italia - infatti, tendono ad essere informali. Continuate a leggere se siete di curiosi cosa diciamo noi italiani per mettere fretta ai più ritardatari!
    ESPRESSIONI ITALIANE PER METTERE FRETTA
    In questo articolo vi presenterò una serie di espressioni che gli italiani usano per incitare qualcuno a fare qualcosa in fretta o più velocemente. Ne troverete sia di invariabili che di variabili; soprattutto, sappiate che tutte queste espressioni possono essere utilizzate da sole o insieme ad un’altra della lista!
    Bene, detto ciò, possiamo cominciare con le espressioni INVARIABILI, cioè quelle che restano sempre così e che non cambiano mai, sia se ci riferiamo a una persona sia se ci riferiamo a più persone.
    Dai!
    Probabilmente questa è l’espressione più comune per incitare ed esortare qualcuno. A volte, si può usare anche come lieve forma di rimprovero, magari con un’intonazione più forte.
    Ad esempio, se siete con una vostra amica e siete pronte a uscire ma lei insiste a farsi selfie dopo selfie, la vostra conversazione potrebbe andare così...
    + Dai! Ma ti rendi conto di che ore sono? Avevamo un appuntamento con gli altri 10 minuti fa ormai…- Ancora una e ho finito!+ … E dai!!!-*si fa una foto*+ Ciao! Ci vado senza di te! Trovati un passaggio!
    Su!
    La preposizione semplice “su” può essere utilizzata in funzione esortativa, per mettere fretta a qualcuno. Ma si può anche usare per incitare qualcuno proprio a fare, a cominciare qualcosa.
    Potremmo quindi trovarla in frasi come:
    -Puzzi di sudore! Vai a farti una doccia! Su!+Eh vado vado… Ho appena finito di allenarmi…
    -Su! Iscriviti a quel corso di cucina! Che aspetti? Fai qualcosa della tua vita!
    -*prova a fare una foto*+*si mette in posa* Su! Dai! Scatta! Mi sta venendo un crampo al braccio!
    Animo!
    È un’altra forma di esortazione, usata anche per esprimere impazienza. Tutte le espressioni che stiamo vedendo sono accompagnate da gesti con le mani o con la testa ma questa in particolare richiede una grande gestualità, perché indica che si è davvero esasperati e irritati.
    Esempio:
    Allora ragazzi? Non avete ancora finito il compito che vi ho assegnato? Animo! Non ho tutta la mattina! Devo andare in un’altra classe!
    Adesso vediamo invece quelle espressioni VARIABILI, che cambiano a seconda che parliamo con una o più persone. Io vi darò le versioni alla seconda persona singolare, ma sappiate che si possono coniugare per tutte le persone, con le classiche regole dei verbi.
    Fai presto!
    Questa espressione è utilizzata per riferirsi a qualcuno che deve fare in fretta o che comunque deve finire prima del previsto. Come nel caso di altri verbi al modo imperativo, la seconda persona del verbo fare - "(tu) fai" - l'ultima lettera viene omessa e quindi il verbo va scritto con un apostrofo, diventando quindi "(tu) fa' ". Questo fenomeno si chiama elisione ed è comune anche nei verbi andare, stare, e dare (va', sta', da').
    Esempio:
    Dai, vieni! Fai / Fa' presto... Altrimenti la cena si fredda!
    Sbrigati! /Spicciati! /Datti una mossa! /Muoviti!
    Tutte queste espressioni sono l’una il sinonimo dell’altra, quindi possono essere usate in maniera intercambiabile. “Sbrigarsi” e “spicciarsi” sono versioni più colloquiali di “fare in fretta”, proprio come “darsi una mossa” e “muoversi” ... sì,
    10 min
  • Come CONTINUARE A STUDIARE una LINGUA quando NON si è MOTIVATI
    Quante volte avete detto "Dovrei cominciare quel corso… Ma no, oggi no, è stata una settimana dura e ho bisogno di almeno due giorni di pausa!”, oppure "Tra lavoro, famiglia e un po’ di vita sociale proprio non riesco a mettermi sui libri...”? Beh, queste sono scuse perché abbiamo tutti una vita impegnativa e tantissime cose da fare, ma questo non significa che non possiamo dedicare qualche minuto della nostra giornata allo studio di una lingua straniera! Certo, durante un percorso di apprendimento di questo tipo, arriva sempre quel momento in cui si perde la motivazione... e si comincia a procrastinare… ma per fortuna ci sono qui io! In questo articolo, infatti, vi darò 6 consigli utili per continuare a studiare l’italiano (o qualsiasi lingua straniera) anche quando non si ha molta voglia di farlo!
    CONSIGLI PER COMBATTERE LA PROCRASTINAZIONE
    In questo articolo vi aiuterò a ritrovare la motivazione per studiare una lingua straniera grazie a 6 preziosissimi consigli!
    1: PIANIFICARE E ORGANIZZARE...
    Sembrerà banale, ma programmare aiuta con lo studio, quindi il mio consiglio è quello di preparare un piano di studio per l’intera settimana, in cui inserire in modo ordinato le cose da fare per sfruttare al meglio il proprio tempo. Non deve essere necessariamente una tabella rigida a cui attenersi senza se e senza ma, come “lunedì dalle 10.15 alle 11.15 devo studiare queste parole italiane e se non lo faccio non farò mai progressi” - ciò crea ansia inutile. Piuttosto, dovete considerarla come una base, un punto di partenza che aiuti a fare chiarezza e a sapere cosa praticare o studiare ogni singolo giorno.
    Vi mostro qui un esempio del programma che io sto utilizzando ultimamente per imparare lo spagnolo:
    LUNEDÌImparare nuovo vocabolario per 10 minutiMARTEDÌLeggere le notizie in spagnolo e segnare le parole nuove sulle flashcard personali (da studiare il prossimo lunedì)MERCOLEDÌFare un po’ di revisioni e fare pratica con la pronuncia (guardare un video e ripetere le frasi dopo che la persona le ha dette)GIOVEDÌSessione con un madrelinguaVENERDÌGuardare video YouTube in spagnolo e farne una trascrizione, segnare le parole nuove sulle flashcard (da studiare il prossimo lunedì)SABATOFare un po’ di revisioni e guardare un film in spagnoloDOMENICAGuardare una serie sul divano… ovviamente in spagnolo!
    Está funcionando? Me parece que sí, pero el tiempo nos lo dirá.
    Piccola parentesi: se un giorno vi venisse voglia di fare qualcosa in più, non ditevi “Oggi non posso: non è il giorno giusto”. No! Se ne avete voglia, fatelo! Ben venga tutto quello che è in più! Qui stiamo solo cercando di combattere l’assenza della motivazione, non la motivazione!
    2: LIMITATI, MA NON BLOCCARTI!
    Molto spesso ci creiamo dei blocchi mentali e ci convinciamo che dobbiamo assolutamente rispettarli, altrimenti le cose andranno male, non impareremo niente e non faremo progressi. Okay, probabilmente per alcuni agire sotto pressione è produttivo...Ci sta, ma solo per un tempo limitato! Infatti, con il passare del tempo la pressione mentale diventerà insostenibile e non aiuterà la nostra motivazione, anzi!Come comportarsi, dunque, quando si sa che si dovrebbe fare qualcosa ma proprio non si ha la voglia? Un’idea potrebbe essere procedere a piccole dosi: stabilite un tempo limite da dedicare a questa attività oltre il quale non andare. Questo vi garantirà di tollerarla facilmente e quindi di farla durare nel tempo e perciò di avere dei progressi, anche se minimi... Ma questo non importa - l’importante è che ci siano. Per esempio, io non amo molto imparare nuove parole in lingua straniera, per questo ho scelto di dedicare a questa attività solo 10 minuti il lunedì... E basta. Forse il mio vocabolario progredirà lentamente, ma so che tra un anno quei 10 minuti alla settimana saranno diventati molte parole.
    3: NON DELUDERE!
    Di cosa sto parlando? Di tutte quelle cose che ci spingono o ci obbligano a ri...
    16 min
  • Espressioni alternative a «HO SONNO» in italiano
    Il sonno è una delle principali necessità fisiologiche dell’essere umano, con cui possiamo recuperare le energie perse durante la giornata. In italiano, quando sentiamo il bisogno di dormire, diciamo «Ho sonno!». Esistono, però, altri modi per dirlo, così da non risultare ripetitivi? Certamente! Li vedremo in questo video! In più, vi darò anche delle alternative più formali da utilizzare quando siete con qualcuno che non conoscete bene. Sarebbe infatti abbastanza scortese, in questi contesti, se all’improvviso diceste «Ho sonno!» e ve ne andaste.
    Tutti i modi per dire «HO SONNO!»
    Cominciamo prima con le alternative più colloquiali a «Ho sonno!»
    1. STO MORENDO DI SONNO!
    Beh, si può morire di tante cose, brutte, ma certamente non di sonno! Eppure, è un modo molto comune di dire che si ha un estremo bisogno di dormire. L’esagerazione nell’espressione indica l’intensità della nostra stanchezza.
    Esempio:
    Sono tornata a casa un po’ tardi ieri sera… Pensavo di essere ancora giovane e di poter reggere i ritmi della discoteca e invece stavo morendo di sonno!
    2. CASCO DAL SONNO!
    Un altro modo, un po’ meno «esagerato», per dire che si ha un estremo bisogno di dormire è proprio questo. L’espressione fa riferimento al fatto che, durante il sonno, i muscoli si rilassano e non sono più in grado di sostenere il peso del corpo; infatti, se non fosse su un letto, una persona addormentata cadrebbe.
    Esempio:
    Dopo la serata, volevamo andare a vedere l’alba, ma Alberto cascava dal sonno e quindi siamo tornati a casa.
    3. MI SENTO GLI OCCHI / LE PALPEBRE PESANTI!
    Infatti, se si ha sonno, si avverte una sensazione di pesantezza proprio sulle palpebre e il desiderio di voler chiudere gli occhi.
    Esempio:
    Oddio il discorso del notaio è così noioso! Mi sento gli occhi pesanti! Se non la smette, tra 10 minuti mi troverete addormentata!
    4. SONO IMPASTATO DI SONNO!
    Anche questa espressione indica l’essere molto assonnati, come se si avesse il sonno appiccicato addosso, con gli occhi pesanti e la voce lenta. Ma infatti, «essere impastato di sonno» è un’espressione che si usa anche per indicare una persona che è sempre un po’ assonnata, stanca o desiderosa di dormire, in generale un po’ fiacca e pigra.
    Esempi:   
    Avevo organizzato un sacco di attività da fare durante i giorni di vacanza ma mia sorella è perennemente impastata di sonno e alla fine non abbiamo fatto niente… Zero!
    5. NON MI REGGO PIÙ IN PIEDI!
    Ancora una volta, l’idea è che siamo talmente stanchi che il nostro corpo non riesce a sostenere il peso e facciamo fatica a rimanere in piedi, quindi abbiamo bisogno di stenderci e riposare.
    Esempio:
    Pensavo di non essere stanca e invece dopo 15 minuti di passeggiata non mi reggo più in piedi! Io torno a casa, mi dispiace!
    Se invece avete sonno ma siete in un contesto più formale, potete dire:
    6. MI PIACEREBBE RIMANERE ANCORA UN PO', MA PURTROPPO MI SI CHIUDONO GLI OCCHI!
    È un modo cortese per andare via da un evento o una conversazione, indicando che avete sonno.
    7. SONO DESOLATO, MA DEVO LASCIARVI: È STATA UNA GIORNATA MOLTO LUNGA/INTENSA PER ME!
    Anche questa è perfetta per indicare che siete stanchi e che per questo state andando via: non è che la compagnia fosse noiosa, semplicemente la vostra giornata è stata fino a quel momento piena di impegni e cose da fare.
    8. SAREBBE BELLO POTERMI TRATTENERE ANCORA, MA IL LETTO CHIAMA!
    È anche un modo cortese e simpatico per salutare qualcuno che non conosciamo molto bene e congedarci a causa del sonno.
    Per quanto riguarda invece le espressioni con «SONNO», ecco quelle che gli italiani usano tutti i giorni nelle loro conversazioni:
    9. ESSERE NEL PRIMO SONNO
    Essersi appena addormentati, essere nella fase in cui il sonno non ha ancora raggiunto il livello profondo.
    Esempio:
    Non fare rumore! La nonna è nel primo sonno e sai che se si sveglia poi non riesce più a riaddormentarsi! 
    10.
    13 min

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