Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

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By Graziana Filomeno - italiano onlineEducationHow ToCoursesLanguage Learning
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Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme! episodes

  • Gli Sportivi ITALIANI Più AMATI Degli Ultimi 30 Anni
    Lo sport ha davvero un ruolo sempre più importante nelle nostre vite...non a caso, è uno dei principali argomenti di conversazione (e discussione, a volte) tra amici, famigliari e conoscenti!Probabilmente lo sport più popolare in Italia è il calcio, ma in realtà gli italiani sono piuttosto bravi anche negli altri sport. Se non ci credete, leggete questo articolo in cui vi parlo degli 8 sportivi italiani più bravi e più amati degli ultimi anni... sicuramente vi ricrederete!













    8 SPORTIVI ITALIANI FAMOSI IN TUTTO IL MONDO



    In questo articolo parleremo di veri e propri “mostri sacri”, sportivi o ex-sportivi le cui età vanno da sotto i 30 anni a poco sopra i 40. Per ognuno di loro, vi dirò lo sport per cui sono famosi e qualche curiosità, tra cui i loro motti e soprannomi. Menzionerò anche libri sulle loro vite, di cui vi lascerò i link di affiliazione Amazon, se volete darci un’occhiata!



    1. FEDERICA PELLEGRINI (1988)



    Federica Pellegrini è, senza ombra di dubbio, la più grande nuotatrice italiana di tutti i tempi - non a caso, il suo soprannome è “La Divina”. Infatti ha partecipato a ben cinque Olimpiadi e, nel 2021, è entrata nella storia come l’unica atleta a conquistare la quinta finale olimpica nella stessa distanza (i 200 metri stile libero).



    Generosa e molto attiva nel sociale, nasconde anche una lato fashion: dopo l’addio alle gare nel 2021, ha rivelato che vorrebbe creare una propria linea di moda.



    Se siete appassionati di nuoto e volete saperne di più su di lei, sappiate che sono stati pubblicati diversi libri che riportano la sua biografia, come “La campionessa. Vita da record”, oppure “Vincere, vivere, sorprendere: lo stile libero di una leggenda italiana”.



























    2. MATTEO BERRETTINI (1996)



    Probabilmente avete già sentito parlare di Matteo Berrettini, il quale è considerato uno dei tennisti italiani più forti di tutti i tempi. Forse in molti lo riconoscono per essere stato l'unico italiano ad aver disputato la finale del torneo di Wimbledon (2021), ma ha anche disputato la semifinale agli Australian Open e i quarti di finale in tutte le prove del Grande Slam, oltre a essere stato semifinalista agli US Open.Niente male per un ragazzo di soli 26 anni! Nel mondo del tennis è addirittura conosciuto con il soprannome di "The Hammer" (il martello), per via dei suoi potenti colpi di servizio e dritto.











    3. CAROLINA KOSTNER (1987)



    Carolina Kostner è una pattinatrice artistica su ghiaccio. Le sue statistiche sono impressionanti e parlano da sé: nove primi posti ai Campionati italiani; cinque vittorie ai Campionati europei; quattro medaglie ai Campionati del mondo e il bronzo ai Giochi Olimpici invernali del 2014.Carolina è una grandissima professionista con tantissimi anni di esperienza alle spalle: pensate che ha cominciato a pattinare alla giovane età di 4 anni! Il suo è uno sport veramente molto bello ed elegante e se non avete visto qualche sua prestazione, correte a farlo!



    Il suo motto?



    “La vita è come il pattinaggio: se cadi, devi avere la forza di rialzarti”.



    La storia di Carolina è molto interessante e c’è un libro che racconta un momento particolare della sua vita che mi ha colpito. Se siete appassionati del genere o siete curiosi di scoprire di più sulla sua vita privata, ve lo consiglio!














    16 min
  • TUTTO Ciò Che DEVI Sapere Sul LIMONCELLO!
    Immaginatevi la scena: siete in Italia e siete al ristorante. Dopo antipasto, primo e secondo, decidete di non prendere il dolce. Il cameriere si avvicina. Voi pensate che vi stia portando il conto, invece vi chiede: "Volete del limoncello?" Voi accettate...infondo chi rifiuterebbe un digestivo al sapore di limone? Bevendolo, però, vi rendete conto che ci sono tante cose che non sapete: com'é nato? Qual é la ricetta originale? Non vi preoccupate, ci penso io a rispondere a tutte le vostre domande su questa gustosa bevanda. Infatti, in questo articolo vedremo le sue origini, la ricetta originale per prepararlo, ma anche alcune curiosità legate ad esso!













    LIMONCELLO: COS'È, COME SI PREPARA E CURIOSITÀ



    Se state leggendo questo articolo, probabilmente sapete di cosa stiamo parlando - ma nel caso non lo sapeste, il limoncello è un liquore realizzato con le scorze di limoni, proprio come suggerisce il nome! Ora però passiamo alle domande...succose!











    COME E QUANDO È NATO?



    Le sue origini non sono ancora del tutto chiare e la sua nascita è contesa tra gli abitanti di Amalfi, Sorrento e Capri.



    Secondo la storia più accreditata, il limoncello è nato a Capri, nella pensione di Maria Antonietta Farace. Questa donna era solita offrire ai suoi ospiti il liquore di limoni preparato in casa con gli agrumi del suo giardino....E gli ospiti ne erano estasiati! Sembrerebbe che Axel Munthe, uno dei padri della psichiatria moderna, fosse un cliente abituale della pensione e un grande amante della bevanda. Lo studioso e i tanti amici intellettuali dell’Isola andavano dalla signora Maria Antonia Farace dopo pranzo per gustare questo famoso digestivo.Successivamente, gli eredi della signora Farace hanno avuto l’intuizione di iniziare una piccola produzione di limoncello, seguendo proprio la ricetta di famiglia. Infatti, il nome “limoncello” è stato brevettato a Capri nel 1988 da Massimo Canale, nipote di Maria Antonietta Farace.



    Però anche tra Amalfi e Sorrento (città campane note soprattutto per i loro meravigliosi limoni) si registrano altre antichissime leggende e racconti sulla produzione della bevanda: c’è chi sostiene che veniva utilizzato dai pescatori e dai contadini al mattino per combattere il freddo, già intorno all’anno 1000; altri invece ritengono che la ricetta sia nata all’interno di un convento per deliziare i frati tra una preghiera e l’altra...!



    Addirittura, c’è chi pensa sia stato proprio Zeus a rivelare la ricetta di questa deliziosa bevanda a un abitante delle Terre delle Sirene!







    QUAL È LA RICETTA PER PREPARARE UN BUON LIMONCELLO A CASA?



    La ricetta tradizionale prevede l’utilizzo di:



    - 10 limoni biologici, possibilmente di Sorrento o di Amalfi



    - 600g di zucchero



    - 1 litro di alcol puro a 95°



    - 1 litro di acqua



    La preparazione è semplicissima!



    Dovete sbucciare i limoni con un pelapatate, facendo attenzione a prendere solo la parte gialla della scorza e non quella bianca, che è amara.Fatto questo, mettete le scorze in infusione in un barattolo di vetro con chiusura ermetica insieme all'alcol per 6-7 giorni in un luogo fresco e al riparo dalla luce. Scuotete il barattolo ogni giorno per amalgamare bene gli ingredienti.Trascorso il tempo di riposo, filtrate il liquido con un colino e unitelo a uno sciroppo realizzato su un fornello, con acqua bollente e zucchero sciolto pian piano al suo interno.Infine versate il liquido in una bottiglia di vetro con chiusura ermetica e conservatelo a...
    12 min
  • La MIA ROUTINE Quotidiana per STUDIARE una LINGUA STRANIERA
    Come penso sappiate già tutti, da poco ho cominciato a studiare una lingua straniera: lo spagnolo! Ovviamente, so che la maggior parte delle persone che ci segue sta imparando l’italiano, ma io penso che i dubbi quando si impara una lingua straniera siano più o meno gli stessi, così come le cose che si possono fare per impararla al meglio - che poi, questi consigli che seguo sono esattamente quelli che do ai miei studenti e che io stessa applico. Per questo motivo ho deciso di mostrarvi la mia routine di studio settimanale, quello che faccio ogni singolo giorno della settimana per imparare tenendo alta la motivazione.













    COSA FACCIO IN UNA SETTIMANA PER IMPARARE UNA LINGUA STRANIERA



    Vi avverto: non è molto. Infatti -purtroppo- il tempo che posso dedicare a questa attività è molto limitato, tra le lezioni, i video e tutto il resto... Ma ho trovato un’ottima soluzione per risolvere questo problema, ed è una app che si chiama SPEAKLY. Essa rende possibile apprendere una lingua anche se si ha poco tempo - io stessa, ad esempio, dedico tra i 10 e i 30 minuti al giorno allo studio dello spagnolo. Ma bando alle ciance... e partiamo con la mia routine da studentessa di spagnolo con Speakly…!







    LUNEDÌ



    Il lunedì è il giorno più odiato dalla maggior parte delle persone e proprio per questo a me piace cominciare la settimana con una bella carica di energia: metto una sveglia presto, faccio un po’ di yoga, poi prendo un caffè (o due) e intanto dedico circa 10-15 minuti allo studio di parole nuove in spagnolo!



    Lasciate che vi spieghi come funziona Speakly - è molto semplice in realtà: basta aprire l'app, andare alla "sezione di studio" (study area), cliccare "continua a studiare" e proseguire con lo studio della lingua. Il modo in cui Speakly mi permette di studiare parole nuove è molto stimolante: innanzitutto ci sono delle flashcard con la parola o la frase che devo imparare e la traduzione nella mia lingua. Poi l’app mi legge la parola o frase, così imparo anche la pronuncia - di solito mi aiuta molto ripeterla a voce alta perché riesco a memorizzarla e a migliorare, appunto, la mia pronuncia. Poi una cosa fighissima: per ogni flashcard, cliccando sull’icona del libro ci sono delle pillole di grammatica utilissime riguardo a quella specifica parola o frase. Per esempio, se c’è un nome, mi dice il femminile, oppure se il plurale è irregolare, o altre informazioni utili. Invece, se c’è un verbo, mi dà tutte le tabelle con tutti i tempi e modi verbali.. che è super comodo perché così io non devo andarle a cercare altrove! Insomma, quest'applicazione risolve ogni problema e fuga ogni dubbio con un semplice click! Poi, tra una flashcard e l’altra mi fa ripassare anche quelle che ho appena imparato, con esercizi diversi tra loro: per esempio, mi fa trascrivere una frase...o mi fa addirittura parlare! Ovviamente vi segnala i vostri errori e vi suggerisce di ripetere ancora una volta nel caso non aveste pronunciato bene una determinata frase o parola.



    Dopo solo 15 minuti di questa pratica, mi sento pronta per affrontare il resto della settimana!



    Un esempio della coniugazione del verbo TENER (“avere”)







    MARTEDÌ



    Il martedì lo dedico generalmente a una delle mie sezioni preferite di Speakly: quella delle “situazioni reali” (live situations). In questa sezione, troverete più di 30 situazioni diverse, che comprendono contesti come a casa, al negozio e tante altre - l'obiettivo è quello di espandere il proprio vocabolario; infatti, più parole imparate e più situazioni sbloccherete. Per il momento, io ne ho sbloccate 3 e trovo che sia una figata pazzesca perché mi sembra quasi di parlare con ...
    27 min
  • Dialogo allo STADIO: Parole, Verbi ed Espressioni per PARLARE DI CALCIO!
    Tra tutti gli sport di squadra, il calcio è sicuramente il più praticato e il più seguito dagli italiani. Quindi è normale che andare allo stadio o guardare una partita in tv siano delle attività sociali molto popolari nel Bel Paese - se ricevete un invito per una di queste attività, vi consiglio di andarci per imparare cose nuove sulla cultura. Andare allo stadio è, senz'ombra di dubbio, una di quelle attività che bisogna fare almeno una volta nella vita... anche se non vi piace il calcio! Ovviamente è importante capire di cosa stiano parlando gli altri, e poter dire la propria in modo comprensibile. Perciò, in questo articolo andremo allo stadio e vi mostreremo le parole e le espressioni italiane più comuni per PARLARE DI CALCIO.













    ANDARE ALLO STADIO IN ITALIA



    In questo articolo troverete un dialogo tra Annagrazia e Graziana mentre assistono alla partita allo stadio; dopo ogni parte di dialogo, troverete le spiegazioni di ciascuna parola, verbo o espressione legata al mondo del calcio, menzionata dalle due ragazze.







    EVENTO E POSTI



    Annagrazia, supporter della Juventus, ha due biglietti per lo stadio e decide quindi di chiedere a Graziana se vuole andare con lei. L'occasione è importante...ma lo sono anche i posti scelti!



    A: Oggi c’è una partita importantissima...la finale del campionato! Ho comprato due biglietti per lo stadio. Ci andiamo?G: Volentieri! A che ora?A: La partita comincia alle 21, ma noi partiamo da qui alle 19 per arrivare puntuali.G: Okay… Chi gioca?A: Ahh ma allora non sei proprio informata! Inter - Juventus!G: Oh… Tu sei tifosa della Juventus, giusto?A: Ovviamente! Soprattutto adesso con Vlahovic! Dai che lo vinciamo questo scudetto!G: Spero tu non abbia i biglietti per la curva… Non mi piace guardare le partite da lì…A: No, sono riuscita a trovarli per la tribuna ovest. Non male, no? Anche se costavano di più.G: Ben fatto!



    CAMPIONATO: gara unica o ciclo di competizioni sportive organizzate periodicamente per assegnare il titolo di campione al partecipante che arriva primo (atleta o squadra).



    TIFOSO: persona che segue e sostiene una squadra.



    SCUDETTO: simbolo della vittoria di un campionato nazionale. Ma lo scudetto è anche qualcosa di fisico, negli sport di squadra: è un distintivo di stoffa che ha la forma di uno scudo e che viene portato sulla divisa dalla squadra che nella stagione precedente ha vinto il campionato nazionale.



    CURVA: ognuno dei due settori delle gradinate di uno stadio situati in corrispondenza dei lati minori del campo di gioco, in genere frequentati dai sostenitori più accaniti, che mostrano il loro supporto con cori, coreografie e bandiere giganti.



    TRIBUNA: settore dello stadio che si divide in tre: tribuna centrale dove risiedono, generalmente, le personalità pubbliche e i presidenti delle squadre e due tribune laterali, est e ovest. Per questi posti i prezzi sono più alti degli altri settori.











    ALLENATORE, ARBITRO E I RUOLI DEI GIOCATORI



    Le due ragazze sono arrivate allo stadio e hanno preso i loro posti. Dalla loro posizione vedono tutto molto bene, e non si risparmiano certo dei commenti su giocatori e tutti coloro che hanno un ruolo importante durante la partita...!



    A: Spero che l’arbitro sia onesto e non faccia preferenze. Oh, guarda: c’è il fischio d’inizio!G: Che ne pensi delle formazioni?A: Eh no, non puoi lasciare Chiesa in panchina in una partita così importante. Lui è fondamentale, non può essere una riserva! Ma a parte questo… Penso che l’allenatore abbia fatto bene a mettere D...
    19 min
  • 10 Cose INCREDIBILI da Vedere a TORINO
    Torino, capoluogo del Piemonte e città dalla storia bimillenaria, nella seconda metà del XIX secolo è stata la prima capitale del Regno d'Italia (dal 1861 al 1865). Anche nota come "la città dei quattro fiumi" -poiché bagnata dai fiumi Po, Dora, Stura e Sangone- e come "la città magica" -per essere uno dei vertici del triangolo della magia bianca assieme alle città di Praga e Lione-, è stata sede dell'Expo nel 1911 e dei XX Giochi olimpici invernali nel 2006. Nel 2022 è stata sede della 66ª edizione dell'Eurovision Song Contest ed è stata considerata la terza città migliore d'Italia! Insomma, si tratta di una città italiana ricca di storia e impregnata di arte... è proprio una città che non si può non conoscere, soprattutto se si studiano la lingua e la cultura locale! Se siete curiosi di visitarla, o volete semplicemente conoscerla meglio, restate con noi per scoprire insieme i 10 luoghi da visitare assolutamente in questa meravigliosa città!













    LUOGHI DA VISITARE A TORINO



    In questo articolo troverete dieci luoghi da visitare a Torino -caratterizzati da storie antiche e viste mozzafiato- che vi faranno venir voglia di prenotare il primo volo (o treno) per questa bellissima città!







    1 - LA MOLE ANTONELLIANA



    Situata nel centro storico, la Mole Antonelliana si trova in via Montebello ed è il vero e proprio simbolo della città di Torino. Il suo nome deriva dall'altezza ('mole' è un termine che indica una "costruzione monumentale di notevole massa e di grande imponenza") e da Alessandro Antonelli, l'architetto che la progettò. E proprio la sua altezza ad essere motivo di curiosità da parte di turisti e non: un ascensore panoramico, infatti, vi porterà fino in cima ai suoi 167 metri, dove potrete ammirare la splendida visuale della città di Torino e delle Alpi circostanti.











    2 - IL MUSEO EGIZIO



    Il Museo Egizio di Torino è il più importante museo egizio del mondo dopo quello del Cairo - il che la dice lunga- e quello più antico al mondo! Qui troverete esposti circa 6.500 reperti tra statue, sarcofagi e corredi funerari, mummie, papiri, amuleti e gioielli...Un immenso tesoro da non perdere per scoprire la storia e i misteri di questa antica civiltà. Il Museo si trova nel Palazzo dell’Accademia delle Scienze. Il prezzo base di entrata è di 15 euro, ma sono disponibili numerose tariffe ridotte, per bambini, studenti universitari, e tante altre categorie di persone.











    3 - CAFFÈ AL BICERIN



    Quando visitate Torino, non potete perdervi l’occasione di assaporare le delizie tipiche del capoluogo piemontese in un’ambiente che vi porterà indietro all’eleganza dei caffè intellettuali del 1800. Al Caffè Al Bicerin -aperto nel 1763- potrete gustare la ricetta originale della famosa bevanda calda tipica torinese a base di caffè, cioccolata e crema di latte, servita in piccoli bicchieri senza manico - chiamati "bicerin", per l'appunto.



    Se siete interessati di storia, di musica o di letteratura italiana, sappiate che tra gli ospiti illustri di questo locale ci sono Alexandre Dumas padre, Friedrich Nietzsche, Giacomo Puccini e (secondo la leggenda) persino il Conte Camillo Benso di Cavour!











    4 - LA BASILICA DI SUPERGA



    Questa maestosa basilica, ideata e realizzata dal famoso architetto Filippo Juvarra tra il 1717 e il 1731, si erge sulla cima del colle Superga, sostituendo una piccola chiesetta, parrocchia per i fedeli del posto che si trovava lì sin dal 1461.
    16 min
  • ESPRESSIONI italiane tratte dalla MITOLOGIA GRECA
    In questo articolo parleremo di mitologia greca! No, non parleremo di Ulisse, Enea e Achille, ma ci occuperemo di lingua italiana per quanto riguarda l'influenza che la mitologia greca ha avuto su di essa. Infatti, in italiano ci sono tantissime espressioni idiomatiche che usiamo quasi ogni giorno e che hanno origine proprio dalle storie dei personaggi greci di cui abbiamo sentito parlare a scuola.













    MITI GRECI CHE HANNO INFLUENZATO LA LINGUA ITALIANA



    Qui di seguito troverete otto espressioni le cui origini provengo dall'antica Grecia, che hanno raggiunto l'Italia influenzandone per sempre la lingua. Per ogni espressione, ci sarà una spiegazione e qualche esempio.







    PIANTARE IN ASSO



    Questa espressione significa "abbandonare qualcuno da un momento all’altro, senza dare spiegazioni né preavviso". Originariamente, però, l’espressione era piantare in Nasso e derivava proprio dalla mitologia, rifacendosi al mito del Minotauro: Arianna, dopo aver aiutato Teseo con il suo filo a sconfiggere il mostro e a venire fuori dal labirinto di Cnosso, fu abbandonata (piantata, appunto, nel linguaggio colloquiale) sull’isola di Nasso proprio dal suo amato Teseo.



    Esempio:



    Sofia mi aveva invitata a cena, ma poi mi ha piantata in asso all’ultimo momento! Che figuraccia! Ero da sola nel ristorante a un tavolo per due!







    VIVERE UN'ODISSEA



    Significa vivere un’esperienza ricca di peripezie, imprevisti, sfortune o, più in generale, condurre una vita travagliata e difficile.



    Ovviamente, vi è un chiaro riferimento all’Odissea, grande poema greco scritto da Omero. La conosciamo tutti, no? L’Odissea narra dell’eroe Ulisse e delle avventure che ha dovuto affrontare durante il suo lunghissimo e faticosissimo ritorno da Troia a Itaca, la sua patria. È chiaro quindi il riferimento dell’espressione italiana alle difficoltà e agli imprevisti.



    Esempio:



    Speravo che il viaggio fosse piacevole, invece è stata una vera odissea: prima la ruota bucata, poi l’aria condizionata rotta, Paola si è sentita male e infine ci stavano per rubare la macchina!







    AVERE LA SPADA DI DAMOCLE SULLA TESTA/SUL CAPO



    Significa "avvertire nella propria vita l’incombenza di una grande minaccia o di un grave pericolo", "Avere la sensazione che qualcosa di orribile possa accadere da un momento all’altro".



    L’origine di questa espressione è il racconto che vede come protagonista Damocle, un membro della corte del tiranno di Siracusa, Dionigi I. Damocle invidia la posizione privilegiata del tiranno, perché può vivere una vita agiata e lussuosa, allora il tiranno gli propone di prendere il suo posto per un giorno.Effettivamente, Damocle conferma quello che aveva immaginato ma, al termine di un ricco banchetto, si accorge che, sopra la sua testa, è appesa una spada: Dionigi l’aveva fatta mettere lì per fargli capire quanto la sua posizione di tiranno in realtà fosse pericolosa, dal momento che esponeva continuamente la propria vita a grandi minacce.



    Esempio:



    A lavoro ho troppe responsabilità, è come avere costantemente una spada di Damocle sulla testa.







    ESSERE UNA FATICA DI ERCOLE



    Quando qualcosa viene identificato come “una fatica di Ercole”, significa che si tratta di un’impresa molto difficile, che richiede tanto impegno e fatica.



    Il riferimento è ovvio: Ercole (che si chiamava Eracle nella mitologia greca),
    16 min
  • Come RIFERIRSI a una PERSONA INDETERMINATA in italiano
    In questa lezione scopriremo insieme proprio quali sono le versioni italiane per riferirsi a una qualsiasi persona ipotetica, indeterminata, presa ad esempio in un discorso. Restate lì per imparare a fare conversazione in maniera naturale, come i madrelingua!













    RIFERIRSI ad una PERSONA IPOTETICA in italiano



    Analizziamo insieme tutte le varianti.



    1. TIZIO/A



    Probabilmente avete già sentito o letto questa parola in un film, una conversazione o un libro.



    Si tratta di un nome che ha due funzioni:



    indicare una persona qualsiasi, indeterminata e ipotetica, non reale, presa ad esempio. Si può usare sia come nome proprio con la lettera maiuscola, sia come nome comune con la lettera minuscola.



    Esempi:



    Se io racconto un mio segreto a Tizio, mi aspetto che Tizio lo tenga per sé e non lo vada a spifferare in giro, soprattutto se tra noi c’è del rispetto!



    Non accetto che un tizio qualsiasi debba giudicare il mio lavoro!



    indicare una persona reale, specifica, di cui però non si possono o non si vogliono dare maggiori informazioni, o perché non la si conosce o perché si vuole mantenere nascosta la sua identità



    Esempi:



    C’è un tizio al telefono che vuole parlare con te.



    Chiedi a questa tizia se vuole far parte della nostra squadra!



    2. TIZIO, CAIO E SEMPRONIO



    Il nome «Tizio» si trova anche nell’espressione «Tizio, Caio e Sempronio». Questa espressione rimane sempre così, invariata ed è plurale: infatti fa riferimento a persone ipotetiche, non vere, prese ad esempio. La troverete molto spesso in discorsi generici, quando si vogliono fare esempi pratici e chiari ma senza parlare di persone reali.



    Esempi:



    Io ho la mia idea e non la cambio: non mi interessa ciò che pensano Tizio, Caio e Sempronio. —> significa che non mi interessano le opinioni altrui



    Mah, guarda… A voler essere sinceri… Se Tizio presta un libro a Caio e Caio poi lo regala a Sempronio, Tizio fa bene ad arrabbiarsi! Almeno io la penso così.



    Ma qual è l’origine di questa espressione? Perché proprio questi tre nomi? Per dare una risposta a queste domande, bisogna andare molto indietro nel tempo, fino all’Antica Roma. Qui, «Titus et Gaius et Sempronius» erano i nomi utilizzati dai giuristi quando dovevano fare esempi di carattere pratico nei loro discorsi.



    E la scelta non era casuale! Infatti, erano tre nomi molto diffusi all’epoca. Un po’ come Maria o Francesco oggi, qui in Italia.



    Non solo! Si pensa che siano stati scelti anche perché erano i nomi di tre uomini politici molto importanti per l’epoca:



    Tizio viene da Tiberio Gracco



    Caio viene da suo fratello, Gaio Gracco



    Sempronio viene dal loro padre, Sempronio Gracco



    Annagrazia: Aaaah gli antenati di Carlo Cracco!



    Lasciamo perdere…



    Passiamo piuttosto alla prossima espressione «ipotetica»:



    3. PINCO PALLINO



    Anche «Pinco Pallino» è un nome di invenzione con cui si indica una persona qualsiasi presa ad esempio, in un contesto in cui non è necessario fare riferimenti diretti a persone specifiche.



    Il tono di questa espressione è generalmente dispregiativo oppure ironico. Si può usare sia con le lettere maiuscole, sia con le lettere minuscole.



    16 min
  • TEST sulla CONSECUTIO TEMPORUM per valutare il tuo livello di conoscenza dell’italiano
    Uno degli argomenti più difficili della grammatica italiana è la «consecutio temporum», detta anche «concordanza dei tempi». È molto complesso perché ci sono veramente tante regole, perciò, in questo video, vi proporrò un TEST su quest'argomento. Se non avete idea di che cosa io stia parlando, o se non vi sentite ancora a vostro agio e volete ripassare la teoria prima di fare il test, guardate prima la lezione con la spiegazione della consecutio temporum e poi tornate qui!













    TEST SULLA «CONSECUTIO TEMPORUM»



    Se vi sentite abbastanza preparati e preparate in merito a questo argomento, vi proponiamo una serie di domande per mettervi alla prova!



    Come sempre, le soluzioni potrete trovarle al termine del video e del nostro articolo!



    Mettetevi alla prova!



    1. Apprezzerei che tu ...



    A) Mi credi



    B) Mi credessi



    C) Mi abbia creduto



    2. Tutti ritenevano che Marta ... al massimo per il torneo.



    A) Si era impegnata



    B) Si impegna



    C) Si fosse impegnata



    3. Luca è arrivato a casa prima che ... il temporale.



    A) Scoppiasse



    B) Sarebbe scoppiato



    C) Scoppierà



    4. Raccontami come ... la vostra gita al mare!



    A) Fosse andata



    B) É andata



    C) Sia andata



    5. Gli domandò cosa ... una volta diplomato.



    A) Avrebbe fatto



    B) Farà



    C) Farebbe



    6. Non avevo immaginato in cosa ...



    A) Ci saremmo imbattuti



    B) Ci avessimo imbattuti



    C) Ci eravamo imbattuti



    7. Nonostante tutti ... in ritardo, il professore ha cominciato a spiegare.



    A) Erano



    B) Sarebbero stati



    C) Fossero



    8. Occorrerebbe che ciascuno ... a mantenere pulita la città.



    A) Contribuisse



    B) Contribuisca



    C) Contribuirebbe



    9. Se ... prima di parlare, non avresti offeso Gianni.



    A) Pensavi



    B) Avevi pensato



    C) Avessi pensato



    10. Dopo ... la notizia, ci siamo preoccupati.



    A) Avendo appreso



    B) Aver appreso



    C) Avevamo appreso



    11. Anche se Luca lo ... , non lo avrebbe detto a nessuno.



    A) Avesse saputo



    B) Saprebbe



    C) Aveva saputo



    12. Attendevamo con ansia che ... i risultati della prova.



    A) Sarebbero venuti esposti



    B) Venissero esposti



    C) Venivano esposti



    13. Dopo tutto quello che tu ... per loro, hanno avuto il coraggio di tradirti.



    A) Avevi fatto



    B) Facessi



    C) Avessi fatto



    14. Speravo che tu ... alla mia festa.



    A) Venga



    B) Sia venuto



    C) Venissi



    15. Se quel giorno tutti avessero parlato chiaramente, l'indomani non ci ... litigi.
    12 min
  • TRATTARSI DI: Significato ed ERRORI comuni
    Quante volte avete sentito usare l'espressione "si tratta di..."? Sono certa che vi sia capitato spesso: il verbo trattare ha diversi significati ed usi! Proprio per questo motivo, una volta raggiunto un livello medio di Italiano, sarebbe bene che voi lo inseriate nel vostro vocabolario personale, ricordandovi di usarlo di tanto in tanto. Lo so, non è per niente facile...ma sono qui apposta! In questo articolo cercheremo di capire insieme cosa significa questo verbo, come si usa e quali sono gli errori più frequenti commessi dagli stranieri che provano a utilizzarlo.













    SI TRATTA DI...



    In questo articolo troverete ben cinque modi in cui questo verbo viene utilizzato erroneamente da coloro che studiano la lingua italiana. Ovviamente prima di fare ciò dobbiamo vedere cosa significa questo verbo, perché il suo significato non ha niente a che fare con quello del verbo TRATTARE!





    IL VERBO "TRATTARSI"



    TRATTARSI significa “consistere in qualcosa”, “essere la questione, l’oggetto di qualcosa”, “essere la vera natura di un fatto”, ed è sempre accompagnato dalla preposizione DI, seguita da un sostantivo oppure un pronome.



    Per esempio:



    -Ho ricevuto un pacco!



    +Di che cosa si tratta? (cioè, “In che cosa consiste il pacco?” Questa è la domanda che bisogna rivolgere al nostro interlocutore quando vogliamo chiedergli la natura di qualcosa!)



    -Si tratta della mia nuova crema per la pelle! (cioè, “l’oggetto del pacco è la mia nuova crema per la pelle”)





    Come abbiamo già detto, essendo una forma molto usata dagli italiani sia nello scritto che nel parlato, anche gli stranieri tentano di usarla...ma spesso non lo fanno nel modo appropriato. Quindi, quali sono gli errori più comuni? Vediamoli insieme!





    ESPRESSIONI ED ERRORI COMUNI



    QUESTO FILM / LIBRO SI TRATTA DI…



    Sento molto spesso, nelle mie lezioni, frasi come “Questo film si tratta di un uomo che…” oppure “Questo libro si tratta di guerra”.Queste frasi sono completamente sbagliate perché il verbo TRATTARSI DI è un verbo impersonale e, di conseguenza si coniuga solo ed esclusivamente alla terza persona singolare, senza un soggetto, come tutti i verbi impersonali.



    Altri esempi di verbi impersonali sono: piovere (piove), nevicare (nevica), bisognare (bisogna). Perciò frasi del tipo “il cielo piove” o “la macchina bisogna la benzina” sono totalmente sbagliate!



    Dunque, se io dico “Questo film si tratta di…”, di fatto assegno un soggetto al verbo (“questo film”), ma ciò non è possibile: “Trattarsi di” si usa da solo, spesso all’inizio della frase, ed è seguito dall’oggetto di cui si vuole sottolineare l’esistenza.





    Vediamo qualche esempio per chiarire:



    Esempio 1



    -Ieri ti hanno vista a un evento a Parigi!



    +Si tratta di un errore (= è un errore). Non ho mai lasciato la mia casa ieri.







    Esempio 2



    -Che succede? Sembri preoccupata…



    +Si tratta del mio lavoro (= l’oggetto della mia preoccupazione è il mio lavoro). Temo che mi licenzieranno.



    Esempio 3



    -Vedo che stai guardando qualcosa in TV. Di cosa si tratta?



    +Si tratta di un documentario sulla vita di Pablo Escobar. (=quello che sto guardando consiste in un documentario)







    Chiarito questo,
    17 min
  • FACCENDE DOMESTICHE: Tutte Le Espressioni UTILI in ITALIANO
    Imparare una lingua straniera non è mai facile, ma potrebbe aiutarvi imparare le espressioni in maniera tematica, cioè imparare le espressioni in base al tema che le accomuna. Oggi abbiamo deciso di insegnarvi le espressioni che hanno a che fare con le faccende domestiche, che sono forse tra le più utili da imparare. Se siete curiosi di impararle, sappiate che per ogni espressione troverete anche una descrizione dettagliata comprendente tutti i termini necessari.













    PULIRE LA CASA...IN ITALIANO



    Immaginatevi la scena: siete in Italia a casa di amici e decidono di dare una festa in maschera…ma la casa è sporchissima! Beh, in questi casi vi conviene infilarvi i guanti di gomma, prendere tutto il necessario, e ascoltare bene le istruzioni che vi daranno, perché imparerete le espressioni per tutte le tipologie di pulizie – pulire pavimenti, vetri, vestiti, stoviglie e tanto altro!







    SPAZZARE IL PAVIMENTO



    Solitamente questa è la prima faccenda di cui ci si occupa. “Spazzare il pavimento” vuol dire utilizzare una scopa per pulire il pavimento, rimuovendo la sporcizia di vario tipo che si trova a terra, come polvere, carte, briciole, etc.



    La scopa può tranquillamente essere sostituita da strumenti tecnologici: se decideste di usare l’aspirapolvere per pulire i pavimenti di casa vostra, l’espressione più giusta da utilizzare sarebbe PASSARE L’ASPIRAPOLVERE - lo strumento elettrico che consente di rimuovere la polvere dal pavimento e dai tappeti, ma spesso anche dalle tapparelle o dalle fessure dei mobili.







    Dopo aver pulito il pavimento, passiamo alle superfici di mobili, soprammobili, scaffali e mensole…







    SPOLVERARE



    Se utilizzare un panno (es. di microfibra) per rimuovere la polvere dalle varie superfici, state SPOLVERANDO – si dice così in italiano.







    Torniamo un attimo al pavimento: dopo aver spazzato il pavimento o aver passato l’aspirapolvere, bisogna lavarlo!







    LAVARE IL PAVIMENTO



    “Lavare il pavimento” è un’espressione molto semplice, che può essere sostituita da “PASSARE LO STRACCIO”. In entrambi i casi, si riempie un secchio con dell’acqua e si aggiunge un po’ di detersivo (o detergente) per pavimenti; poi si immerge lo straccio (o il mocio), lo si strizza bene e lo si passa sul pavimento per lavare tutta la superficie ed eliminare eventuali macchie.







    Bene, abbiamo pulito il pavimento e spolverato le superfici…qual è il prossimo passo nelle faccende domestiche?







    FARE IL BUCATO



    “Fare il bucato” vuol dire occuparsi dei panni sporchi, ovvero gli indumenti -come le maglie, i pantaloni, le camicie- e la biancheria -cioè l’intimo, gli asciugamani, le lenzuola, le tovaglie e i tovaglioli-. Per fare ciò, è possibile utilizzare la lavatrice, cioè l’elettrodomestico che lava i panni, impostando i giusti comandi…oppure si può LAVARE A MANO, un’azione necessaria se si tratta di capi delicati, ed anche più lunga! In questo caso, dovete riempire d’acqua tiepida una bacinella, mettere del sapone liquido o del detersivo per il bucato al suo interno; quindi, dovete immergere i vestiti e, se ci sono macchie, dovete strofinare delicatamente. Per smacchiare i tessuti, si possono usare prodotti chimici specifici (come lo smacchiatore) oppure soluzioni naturali, come acqua e aceto.







    Finito di fare il bucato, torniamo in cucina per occuparci dei piatti sporchi!
    11 min

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