Lectio: Atti degli Apostoli

Lectio: Atti degli Apostoli

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Lectio: Atti degli Apostoli episodes

  • Lectio degli Atti degli Apostoli di lunedì 16 maggio 2011
    Commento a Atti 5, 21b-33

    Al mattino si cercano gli apostoli per il processo, ma sono scomparsi dalla prigione a porte chiuse e si trovano nel tempio a insegnare al popolo. Li mandano a prendere di nuovo, ma senza violenza, per paura del popolo.
    Comincia l'interrogatorio con l’accusa: hanno trasgredito l'ordine di non parlare più in nessun modo a nessuno di quell'uomo. È una scena quasi comica che si ripete, suscitando ira nei potenti e ilarità in chi vede.
    A nome di tutti la lapidaria risposta di Pietro:”Bisogna obbedire a Dio più che agli uomini”. E continua annunciando anche a loro, in modo chiaro e sintetico il messaggio di risurrezione: “Il Dio dei vostri padri destò Gesù che voi aveste tra le mani e avete appeso al legno. Costui Dio innalzò con la sua destra (come) capo e salvatore per dare conversione a Israele e remissione dei peccati. E noi siamo testimoni di questi fatti (parole) e lo Spirito Santo che Dio ha dato a quanti obbediscono a lui”.
    È il nocciolo del credo apostolico, che va proclamato a tutti, nessuno escluso, anche a chi vuol toglierli di mezzo.



    1 hr 11 min
  • Lectio degli Atti degli Apostoli di lunedì 9 maggio 2011
    Commento a Atti 5, 12-21

    La comunità, che si aggrega ai primi 12 testimoni, non è perfetta. È insieme peccatrice e giusta.
    La chiesa – così è chiamata per la prima volta dopo il peccato di Anania e Saffira (5,11)! – è la “casta meretrix ”, sempre esposta al peccato originale di porre fiducia nel dio mammona e nella menzogna, causa dei suoi adulteri. Per grazia è però sempre chiamata a vivere uno stile di libertà e responsabilità nei confronti dei fratelli. La chiesa che, pur con le sue infedeltà, pone Gesù e il suo Spirito al centro, continua a fare e dire ciò di cui lui sta al principio. “Chi crede in me, farà le opere che io faccio e ne farà di più grandi”(Gv 14,12).
    Non è la vite, ma il tralcio unito ad essa che porta frutto (Gv 15,1ssa). La vite è un legno all'apparenza secco che porta in sé la linfa per far rinverdire ogni legno secco: al legno verde è avvenuto ciò che spettava al secco e al secco ciò che è proprio del verde (cf. Lc 23,31).
    Se Gesù guariva al tocco della sua veste, il rinnegatore Pietro fa di più: anche il passaggio della sua ombra guarisce. In realtà non è la sua mano a guarire, ma “la mano che il Signore ha stesa” (4,20).
    Nella scena dipinta da Masaccio Pietro cammina in avanti con lo sguardo assorto in alto, la mano destra inerte e l'altra nascosta nel mantello della misericordia: la sua ombra, passando, cerca e ricopre i malati ai bordi della strada. Lui è ormai rivestito di Cristo: è sua ombra, presenza nascosta della luce che porta tutti la liberazione che anche lui ha sperimentato e continuerà a sperimentare.
    Se mentire alla comunità è morire (5,1-11), è perché la comunità, rappresentata da Pietro che pure ha negato la Verità, è sorgente di vita.



    1 hr 9 min
  • Lectio degli Atti degli Apostoli di lunedì 2 maggio 2011
    Commento a Atti 5, 1-11

    Nel libro della Genesi, subito dopo il paradiso terrestre c'è la menzogna che riduce il giardino a deserto e introduce nel mondo il male e la morte.
    Anche qui, dopo la scena idilliaca della comunità, in contrappunto al gesto libero di Barnaba, c'è quello di una coppia attacata al dio mammona, che vuol servire a due padroni. Il racconto è ricco di suggestioni.
    La chiesa non è mai perfetta: denaro e menzogna sono il suo “peccato originale” con cui deve sempre fare il conto.
    Il peccato di Anania e Saffira non è aver dato solo una parte – potevano dare anche niente –, ma la menzogna contro lo Spirito, vita della comunità. I due che mentono, muoiono.
    In effetti la menzogna è morte di ogni relazione e principio di ogni male. La causa della loro morte improvvisa può essere il dolore provato al vedere scoperto il loro inganno e averne capita la gravità.
    Certo non è punizione di Dio, che è morto in croce per i peccatori. Il racconto – un caso di “frode fiscale” – evidenzia come libertà e verità siano necessarie alla vita della comunità, mentre menzogna e schiavitù la uccidono. Il testo è una denuncia della gravità mortale della menzogna, alimentata da sfiducia nell'altro e interesse personale. Sfiducia e interesse sono sempre presenti: bisogna riconocerli, non mentire e pregare di esserne liberati.



    1 hr 14 min
  • Lectio degli Atti degli Apostoli di lunedì 18 aprile 2011
    Meditazione Pasquale Lc 23, 32-49

    Luca, come noi, non è testimone oculare della morte/risurrezzione di Gesù. Si pone i nostri stessi problemi: cosa vuol dire che Gesù è morto per me e mi ha salvato. Tanto più che non ha salvato neppure se stesso e ancora adesso continua l'ingiustizia dei potenti e la sofferenza degli innocenti?
    La scena della croce è chiamata “teatro”: è lo spettacolo dove Dio si mostra così com'è. Il teatro rappresenta la vita reale. Lo spettatore, direttamente coinvolto, prende parte attiva a ciò cha avviene.
    Le varie scene (ogni versetto ne contiene diverse, culminanti in una centrale che introduce alla successiva) hanno la caratteristica di “capovolgimento”, come nei travestimenti di carnevale.
    Infatti la via crucis è corteo regale, la crocifissione intronizzazione del Re, i due malfattori sua corte d'onore, il perdono ai nemici suo giudizio, la sua eredità è per chi lo uccide, ecc.
    Segue lo spettaccolo della croce, incluso tra due preghiere del Figlio al Padre - una di perdono e una di abbandono. Il popolo all'inizio e alla fine contempla ed è chiamato a pronunciarsi. Ai piedi della croce ritornano le tre tentazioni del deserto, segnate dal ritornello ossessivo: “salvi se stesso”. Sono le tre interpretazioni ovvie della croce: per i religiosi è immonda, per i potenti perdente, per chi muore una beffa.
    Il secondo malfattore è l'unico che conosce Dio, perché “condannato alla stessa pena” pur essendo giusto. E lo riconosce anche Salvatore e Re di un oggi senza fine.
    Dopo il suo riconoscimento si oscura il sole e si squarcia il velo del Santuario: finisce il mondo vecchio e nasce il mondo nuovo. Nella nudità della croce viene al mondo Dio, finalmente tutto in tutti.
    Anche chi l'uccide lo riconosce come il Giusto, che porta su di sè il male del mondo e giustifica tutti.
    “La croce è la distanza infinita che Dio ha postato tra sé e ogni idolo”. La sua contemplazione ci cambia: sdemonizza la nostra immagine di Dio, di uomo, di vita/morte e di salvezza.
    Alla fine il popolo si batte il petto: smette di fuggire e “ritorna” al vero Dio. “Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me” Gv 12,32).



    1 hr 10 min
  • Lectio degli Atti degli Apostoli di lunedì 11 aprile 2011
    Commento a Atti 4, 32-37

    Riprende il tema di 2,42ss, ribadito subito dopo in variazione negativa in 5,1ss.
    Come dopo la prima Pentecoste (2,1ss), anche dopo la seconda si descrive la comunità cristiana, che porta il “frutto dello Spirito” (Gal 5,22; cf 1Cor 13,1ss!).
    Le gaurigioni di Gesù e quelle dei suoi discepoli sono segno di questa realtà prodigiosa: la comunità che vive il dono dello Spirito – frutto dell'albero della croce, pienezza dell'amore di Dio per l'uomo e dell'uomo per Dio, che si effonde su ogni creatura.
    È la nascita dell'uomo nuovo, uguale al Figlio, capace di amare i fratelli come è amato dal Padre. “Amatevi gli uni gli altri con lo stesso amore con cui io ho amato voi” (Gv 13,34), che è lo stesso con cui il Padre ama me (cf Gv 15,9).
    Questa è la vera terra promessa, per cui val la pena di vendere tutto – anche la terra promessa che ne è il segno.
    È il “tesoro nascosto nel campo”, la nuova creazione, “i cieli nuovi e la terra nuova” (2Pt 3,13; Is 65,17; 66,22; Ap 21,1), fine senza fine del creato, dove finalmente “Dio è tutto in tutti” (1Cor 15,28).



    1 hr 8 min
  • Lectio degli Atti degli Apostoli di lunedì 4 aprile 2011
    Commento a Atti 4, 23-31

    Si conclude il racconto del primo miracolo(3,1ss) e della prima persecuzione. Ricevuto lo Spirito, i discepoli sono testimoni di Gesù risorto.
    Dopo aver agito e patito come Gesù, riuniti in preghiera capiscono bene il mistero della sua passione.
    Tutto il male dei nemici – era necessario che uscisse, perché c'è - è vinto dalla croce. Nel male fatto da noi Dio compie il suo disegno di salvezza: dà la sua vita a chi gliela toglie.
    Questa comprensione, frutto dell'esperienza fatta, diventa invocazione, discernimento e nuovo dono della Spirito, che li riempie e scuote la casa dove stanno.
    Il cenacolo non è più il luogo in cui ci si chiude per paura: è il luogo fraterno di comunione e amore che sempre si scuote per “scrollarli” fuori, portando al mondo intero il fuoco e la luce che brucia dentro di loro.
    Chi ne fa esperienza, capisce la croce di Gesù come salvezza e dono dello Spirito che si realizza OGGI.
    La persecuzione è la vera maestra di teologia: ci fa come il Maestro. Ogni chiesa è nata dal sangue dei martiri come da quello di Cristo.



    1 hr 9 min
  • Lectio degli Atti degli Apostoli di lunedì 28 marzo 2011
    Commento a Atti 4, 13-22

    Il cap. 4 è una catechesi sulla persecuzione di chi fa il bene - prezzo della salvezza.
    Come vivere e leggere la persecuzione? Luogo della testimonianza di Gesù.
    Gliapostoli hanno risposto che hanno guarito lo storpio con il potere della pietra scartata, il Figlio ucciso dai potenti.
    Solo in lui, risuscitato da Dio, c'è salvezza e risurrezione per tutti.
    La loro autorità è la loro esperienza di cui rendono testimonianza:“ Non possiamo non parlare di ciò che udimmo e vedemmo”.
    Davanti alle minacce all'rdine di tacere, non si piegano e rispondono: “È più giusto obbedire a voi o a Dio?”.
    Questa rivendicazione di supremazia della coscienza e dell'evidenza su ogni autorità è, per ogni uomo, principio di libertà e responsabiltà.

    1 hr 6 min
  • Lectio degli Atti degli Apostoli di lunedì 21 marzo 2011
    Commento a Atti 4, 1-12

    Finora tutto ok, senza difficoltà. Ma ora comincia la persecuzione.
    Sarà il tema centrale degli Atti, come la croce di Gesù nei Vangeli. Quello dei discepoli è lo stesso cammino pasquale del Maestro: sono suoi testimoni.
    Il male del mondo, all'annuncio del Vangelo, si sente insidiato e reagisce. Gli annunciatori sono associati alla missione e al destino di chi annunciano.
    Così portano avanti la bella testimonianza di Gesù fino agli estremi confini della terra. Il male è vinto dal bene che se ne fa carico, come l'agnello di Dio (Gv 1,19).
    1 hr 4 min
  • Lectio degli Atti degli Apostoli di lunedì 7 marzo 2011
    Commento a Atti 3, 17-26

    Pietro interpreta il miracolo avvenuto allo sciancato: la causa è la fede nel nome di Gesù, che ha dato la sua vita per noi che l'abbiamo rinnegato e crocifisso.
    Ciò che è capitato allo storpio è segno di ciò che la conoscenza di quanto lui ha fatto opera in ciascuno di noi: da persone escluse, bloccate e schiave, entriamo nella porta bella liberi, danzando e lodando Dio.
    1 hr 3 min
  • Lectio degli Atti degli Apostoli di lunedì 31 gennaio 2011
    Commento a Atti 3, 11-16

    Pietro interpreta il miracolo avvenuto allo sciancato: la causa è la fede nel nome di Gesù, che ha dato la sua vita per noi che l'abbiamo rinnegato e crocifisso.
    Ciò che è capitato allo storpio è segno di ciò che la conoscenza di quanto lui ha fatto opera in ciascuno di noi: da persone escluse, bloccate e schiave, entriamo nella porta bella liberi, danzando e lodando Dio.

    La prossima Lectio sarà lunedì 7 marzo.
    59 min

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Le lectio degli Atti degli Apostoli tenute da Silvano Fausti e dai suoi confratelli della Comunita di Villapizzone (Milano) il lunedi sera.
L'icona è l'opera "Der Morgen am See" di Sieger Köder