Maceratando, storia e poesia della città di Macerata

Maceratando, storia e poesia della città di Macerata

By Roberto CherubiniSociety & CultureHistory
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Maceratando, storia e poesia della città di Macerata episodes

  • Fascisti e Nazionalisti percorrono le vie di Macerata in fraterna intesa (1922)
    Fascisti e Nazionalisti percorrono le vie di Macerata in fraterna intesa. L'azione nazional fascista di Ancona, chiusa con lo smantellamento delle posizioni social comuniste che nella forte città marinara sembravano incrollabili, ha avuto una ripercussione anche a Macerata. Accolte fraternamente dai compagni e con spontaneo entusiasmo di quanti a Macerata sentono italianamente, agguerrite squadre di fascisti e nazionalisti, giunsero sabato sera nella nostra città su potenti automobili. I fascisti, reduci da Ancona, portarono nella nostra città la conferma della grande vittoria che segna la fine della dittatura rossa nella maggior città marchigiana. Appena giunti gli squadristi in perfetto assetto di guerra si unirono a quelli di Macerata ed operarono una perlustrazione nel centro e nei quartieri eccentrici della città. Gli elementi avversari s'erano naturalmente dileguati come nebbia al sole, perchè se sono bravi ad imporre per nulla uno sciopero altrettanto sono prudenti quando i fascisti appaiono inquadrati e pronti a tutto. Nella giornata di domenica la città si coprì di bandiere. Ebbe luogo un grande corteo più volte acclamato. Abbiamo notato come specialmente i borghi operai fossero completamente coperti del tricolore. La cronaca delle giornate fasciste a Macerata si riassume così: una visita alla Camera del Lavoro, dove non vennero trovati che inutili carte e qualche mobile ed alla barbieria Troccaioli, noto ritrovo di elementi sovversivi. Venne danneggiato il chiosco di rivendita dei giornali del Recchi. Iersera una squadra di camicie azzurre visitò la nostra città, guidata dall'avv. Mazzolini comandante dei sempre pronti marchigiani. I baldi nazionalisti che sono stati fratelli d'armi dei fascisti nell'attuale lotta contro il sovversivismo e che sostennero ad Ancona il pieno e più difficile urto subito dopo lo scoppio dello sciopero generale, ebbero nel centro della città la più cordiale accoglienza. L'avv. Mazzolini rivolse al popolo un breve discorso sull'azione nazional fascista e fu lungamente acclamato. Mentre andiamo in macchina il Mazzolini sta parlando al popolo in Piazza V.E. La maggior parte dei fascisti raccolti a Macerata sono ritornati alle loro sedi obbedendo all'ordine di smobilitazione venuto dal Comitato centrale. A proposito dello sciopero generale possiamo dire che a Macerata non si è avverato. Tutti i negozi sono rimasti sempre aperti. Decisamente non sono più i tempi del 19 e del 20 quando bastava l'apparire di qualcuna di quelle squadre...
    4 min
  • Inaugurata la 1.a Fiera Campionaria di Macerata (6 settembre 1922)
    Inaugurata la 1a Fiera Campionaria di Macerata. Istituita con lodevole intento dalla Società dei Commercianti ed Industriali e ben disposta con encomiabile sollecitudine nell'ampio cortile del Convitto Nazionale la nostra Mostra Campionaria ha richiamato numerosi visitatori, che ammirando in particolar modo la ricchezza e la varietà dei prodotti marchigiani, debbono indubbiamente aver riconosciuto il progressivo e sicuro sviluppo delle nostre industrie e dei nostri commerci, raggiunto nel giro di pochi anni e considerato il tenace e meraviglioso sforzo della nostra collettività. È un primo tentativo seriamente e utilmente realizzato, che deve raccogliere il generale incitamento. Opportunamente si è continuato ad utilizzare lo stabile per la esecuzione di concerti musicali, in modo che l'avvenimento, oltre che dal punto di vista tecnico ed espositivo, è vario ed interessante.

     (L'Unione, 6 settembre).
    3 min
  • La posa della prima pietra del nuovo edificio postale (13 settembre 1922)
    La posa della prima pietra del nuovo edificio postale. Domenica scorsa accompagnato dal suo capo di Gabinetto comm. Sanna, è qui giunto il Ministro delle Poste on. Fulci per presenziare la cerimonia della posa della prima pietra del nuovo palazzo postale. Erano a riceverlo alla stazione il Prefetto, il Sindaco, Il direttore delle Poste cav. Martini con una larga rappresentanza del personale. L'edificio sorgerà lungo la via XX Settembre con angolo principale prospiciente la piazza Oberdan e lungo la nuova via a gradinata che il nostro Comune ha opportunatamente in animo di aprire fra questa località ed il prossimo Corso V.E. L'Edificio che avrà la fronte nelle dette vie consterà di tre piani e di corpi secondari interni prospicienti ai cortili, ai due piani, oltre un piano sottostante. Al piano sotterraneo si accederà per due scale, una per il pubblico, un'altra per gli impiegati. Nel piano principale oltre al salone per il pubblico con gli sportelli per i servizi postali vi sono i locali di arrivo e partenza del portalettere e del capo ufficio. Al primo piano superiore il telegrafo, il telefono con le gabbie e la sala della stampa. Al secondo piano si avrà la Direzione provinciale. Le due fronti dell'edificio sulla via XX Settembre e Nuova saranno identiche al loro raccordo angolare il partito architettonico assurgerà a maggiore significazione, con un balcone, con un grandioso fregio e stemma nazionale con un orologio luminoso. Il Comune ha acquistato il palazzo prospiciente all'ex Corte di Assise; ivi sorgerà un edificio scolastico, e con l'area che avanzerà verrà formata una piazzetta per non fare rimanere angusto l'ingresso degli uffici postali. Oltre a ciò è stata acquistata la casa Lori, prospiciente al Corso V.E., essa verrà abbattuta e vi verrà costruita una comoda scalinata che metterà a un giardino dal quale poi si accederà alla Posta. Così il nuovo edificio avrà anche un accesso dal Corso V.E., la via più centrale della città. Il progetto è opera del comm. Bazzani che non ha mancato di cercare di condurre nei modi migliori possibili nei riguardi tecnici e dello scopo cui l'edificio è destinato.

    (L'Unione, 13 settembre).
    4 min
  • La nostra non è più un'isola felice, le violenze aumentano di giorno in giorno (22 luglio 1922)
    La nostra non è più un'isola felice, le violenze aumentano di giorno in giorno. La nostra provincia che era rimasta fortunatamente estranea alla cruenta lotta civile che si combatte tra le fazioni armate di questa nostra povera patria e che sulle altre vantava un primato ed una superiorità morale di civismo e di libertà è stata in questi ultimi giorni funestata da alcuni luttuosi avvenimenti che diciamo subito francamente si sarebbero potuti evitare se l'autorità lo avesse voluto. Era preciso e precipuo dovere impedire il concentramento di fascisti Umbri a Tolentino, concentramento non giustificato da alcun fatto nè da alcuna provocazione. Il Prefetto nulla ha fatto per impedirlo, ed alla sua azione negativa dobbiamo i dolorosi fatti di questa settimana. Il Prefetto già noto filosocialista nittiano, si è lasciato intimidire ed ha ceduto alla prepotenza fascista, mentre avrebbe dovuto fronteggiare la situazione con energia. Questo noi diciamo perchè, vogliamo fermamente che la nostra provincia pacifica e laboriosa non venga più oltre agitata e intimorita da bande armate che evidentemente hanno sbagliato strada e che nulla possono pretendere dal popolo Marchigiano, popolo gentile e patriotta.

    (Il Cittadino, 22 luglio).
    3 min
  • Guai a chi priva la nostra città del suo straordinario patrimonio d'arte (22 febbraio 1922)
    Guai a chi priva la nostra città del suo straordinario patrimonio d'arte. La straordinaria apertura al pubblico della nostra Biblioteca ed annessa Pinacoteca, ha fatto nascere in parecchi cittadini il desiderio di vedere riunite in un sol luogo apposito ed adatto, non solo i quadri ed altre opere d'arte ora riunite nei locali della Biblioteca, ma tutti quegli altri che sono sparsi in palazzi e chiese della città. Tale idea dovrebbe essere coltivata per il decoro di Macerata e noi facendocene eco, denunziamo sin da ora alle Autorità il pericolo che corrono alcune opere di pittura e di scultura esistenti in alcuni palazzi come quelli dei conti Marefoschi, Buonaccorsi. Sappiamo ad esempio che alcuni commercianti di oggetti d'arte, stanno in trattative per acquistare la bella collezione esistente nella galleria Marefoschi, sappiamo pure che dal palazzo Paoletti-Consalvi sono state già asportate alcune porte che ornavano il salone centrale, malgrado divieti che vennero fatti. Da queste colonne e quindi, mentre chiediamo alle autorità che venga impedita la minacciata emigrazione e dispersione, facciamo voti affinchè i proprietari delle opere da conservare, con atto di amore civico, agevolino la vagheggiata raccolta sotto la tutela dell'Amministrazione Comunale o di quell'ente che per opera di cittadini fosse per sorgere

    (L'Unione, 22 febbraio).
    3 min
  • Il fascismo del Colonello dei carabinieri e del vice Questore (25 settembre 1921)
    Il fascismo del Colonnello dei Carabinieri e del vice Questore è provato. L'Avanti! dell'11 settembre in una corrispondenza da Macerata ha riportato le due eloquentissime frasi pronunciate dal tenente colonnello dei carabinieri Bartoli e dal vice Questore Menna, la sera di domenica 4 settembre a due dei nostri amici che ad essi si erano rivolti lamentando le provocazioni di alcuni fascisti. Queste due frasi: la prima del colonnello <, secondo noi non hanno bisogno di essere illustrate, ne commentate. Da se stesse confessano quanto da tempo tutta la cittadinanza aveva notato, che cioè i due uomini preposti all'ordine pubblico fossero sfacciatamente dei fascisti. Gli unici anzi fascisti pericolosi di Macerata. Le autorità della locale prefettura non sono riuscite a smentirlo perchè ànno soltanto cercato di scusare detti funzionari facendo notare che nella «eccitazione del momento potevano essere state dette delle cose che andavano al di là, degli intimi sentimenti di quei funzionari i cui comportamenti erano e restano informati alla più profonda equanimità per tutti i partiti»>. Ora a quel che sappiamo noi, è inconcepibile che siano eccitati un colonnello dei carabinieri e un questore che in una sera di festa, mentre suona la musica, passeggiano per le vie della città a godersi la festa come tutti gli altri cittadini. La tentata difesa è più cretina di quanto si possa immaginare. Attenuanti non ce ne sono, non ce ne possono essere per questi due signori che devono essere senza più nessun indugio allontanati da Macerata, se si vuole che la tranquillità e la pace non vengano turbate nella nostra laboriosa provincia.

    (La Provincia maceratese, 25 settembre).
    4 min
  • Il grande comizio comunista! (2 maggio 1921)
    Il grande comizio comunista! Lunedì sera 2 maggio ebbe luogo l'atteso comizio avanti lo Sferisterio. Diciamo «> perchè tutti eran curiosi di sentire e conoscere il programma dei successori di Quarantini. E l'aspettativa non è andata delusa. Salì per primo sopra un tavolo un giovincello con larghe pretese di eleganza: gilet fantasia, colletto alto, garofano all'occhiello. Intorno a lui si strinsero venti o trenta ragazzetti dai nove ai dodici anni e i pochi comunisti maceratesi. Più indietro si assiepava la folla dei curiosi. Per la cronaca diremo che i vari oratori che si susseguirono di tutto parlarono meno che di rivoluzione e di violenza. Sentimmo parlare di «necessità storiche» di «Spartaco» di ....
    3 min
  • Il primo convegno fascista di Macerata (17 aprile 1921)
    Al grido di Eia! Eia! Eia! Alalà! il primo convegno fascista di Macerata. Domenica 10 aprile nella nostra città si è tenuto l'annunziato e tanto temuto (chissà perchè?) Convegno fascista. Sono convenuti nella nostra regione, dall'Abruzzo centinaia di baldi giovani con i loro gagliardetti, armati del rituale bastone, esuberanti di vita e che han fatto risuonare Macerata dei loro canti e delle loro grida di evviva e di abbasso. Gli edifici pubblici e molti privati hanno esposto il tricolore. Si è formato subito il corteo il quale si è recato al Piccinini e dopo mezz'ora di grida e di infiniti eia, eia, alalà all'Italia, a D'Annunzio, a Mussolini, è sorto a parlare il Segretario generale dei fasci Pasella. Salutato da formidabili applausi, Pasella fa la storia del fascismo, ricorda le date in cui ebbe origine a Milano il Fascismo, inneggia a Benito Mussolini creatore dei fasci. Spiega il programma dei fascisti: difendere l'ultima guerra, valorizzare la vittoria, resistere ed opporsi alle degenerazioni teorico pratiche del socialismo politicante. E Pasella fra grida di viva l'Italia e abbasso Cagoia inneggia alla guerra nazionale e perfino al Generale Graziani. Per il secondo punto ha delle amare parole per i teneri alleati. Si dilunga a sferzare i socialisti che hanno insozzato la nostra patria, insanguinato le nostre piazze e adottato il sistema della violenza e del ricatto. La borghesia è stata abbassata ma si è elevato alla sua altezza il proletariato. Non ha nessuna pregiudiziale sulla forma di Governo, nè repubblicani nè monarchici, solo italiani. E qui si lancia contro la borghesia parassitaria e politicante che succhia il sangue del proletariato. Il fascismo protegge, difende la borghesia, ma la borghesia produttrice non parassitaria. Ed esalta l'opera del nostro agricoltore, difende la piccola proprietà. (Silenzio profondo: i pescicani presenti nicchiano ma da un palco alcuni popolari applaudono e seguono allora scroscianti applausi). Il comizio termina al canto di Giovinezza giovinezza primavera di bellezza. Si è formato il corteo che senza incidenti è arrivato fino in Piazza Vittorio Emanuele dove si è sciolto. Nessun incidente anche perchè la razza dei socialisti domenica a Macerata non esisteva.

    (Il Cittadino, 17-18 aprile).
    4 min

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