Maceratando, storia e poesia della città di Macerata

Maceratando, storia e poesia della città di Macerata

By Roberto CherubiniSociety & CultureHistory
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Maceratando, storia e poesia della città di Macerata episodes

  • Servizio musicale nei pubblici giardini (14 luglio 1912)
    Servizio musicale nei pubblici giardini. Mai si è vista tanta gente accorsa ad un servizio musicale: segno questo dell'opportunità del provvedimento, il cui unico inconveniente secondo alcuni consisterebbe nel danno arrecato ai caffè del centro. Ma, a parte che tutti gli esercenti delle altre parti della città potrebbero accampare il loro diritto al servizio musicale nei pressi dei loro esercizi, tale ipotetico danno diventerebbe nullo se i suddetti proprietari di caffè, birrerie, ecc. si prendessero il disturbo di trasportare al giardino sedie e tavolini. Il disturbo sarebbe lieve e grande il vantaggio per essi e per i cittadini, che in queste sere di estate preferiscono l'aria fresca e libera del pubblico giardino all'afa opprimente delle nostre anguste vie centrali.

    (La Provincia maceratese, 14 luglio).
    2 min
  • Che ne direste di un bel tram elettrico a Macerata (2 marzo 1912)
    Che ne direste di un bel tram elettrico per Macerata? Sarebbe urgente provvedere i cittadini e i forestieri di un mezzo comodo e rapido per andare e venire dalla stazione passando per le arterie principali della città. Attualmente il servizio delle vetture è insufficiente, abbandonato al capriccio dei singoli vetturali, e mancante assolutamente per andare dalla città alla stazione senza dire delle scenette punto edificanti che spesso avvengono tra vetturali dimentichi della tariffa ... e malcapitati forestieri. Il municipio dovrebbe prendere a studiare questo assoluto bisogno, e vedere se non fosse il caso d'impiantare un servizio di tram elettrico che partendo dalla stazione ferr. e percorrendo le vie Umberto I, Indipendenza, Borgo Cairoli, Mura da sole, via Cavour, Garibaldi, Crescimbeni, Corso V.E., Piazza, Carlo Alberto, Gioberti, Ospedale, Sferisterio, Borgo Cairoli, ritornasse alla stazione. Fatta la spesa d'impianto, le altre spese sarebbero minime, perchè il Municipio non dovrebbe spendere per l'energia elettrica, avendo l'azienda propria, e richiedendosi, per il limitato percorso, un numero ristrettissimo d'impiegati. Qualcuno obbietterà che anche per l'attuazione del tram ci vogliono diecine di migliaia di lire, e noi pure ammettendo la forte spesa l'approveremmo senz'altro per la semplice ragione che questa spesa sarebbe produttiva. Avremo detto anche noi una bestialità?! non ci pare: ad ogni modo ameremmo che altri trattassero l'argomento magari per combattere la nostra idea. Dalla discussione viene la luce ... (Il Cittadino, 2 marzo 1912)
    3 min
  • Scrive dal fronte un nostro soldato (28 novembre 1911)
    Scrive dal fronte un nostro soldato. «Tripoli 28 novembre. Carissimo fratello Agostino, Rispondo alla tua lettera che ha la data del 21 novembre; mi reca molto piacere il sentire che voi state bene di salute come posso assicurarvi che è di me per gra- zia del Signore che spero mi vorrà proteggere in sino all'ultimo momento. Adunque caro fratello adesso ti racconterò la nostra vita che stiamo facendo a cominciare dal giorno 26 novembre. Partimmo alle ore 4 del mattino e tutto il giorno camminammo fino alle sette della sera per fare l'avanzata e avemmo un giorno di combattimento. Adesso ci troviamo alle trincee e continua il fuoco notte e giorno e sopra a noi fischiano le pallottole come quando nevica: abbiamo la fortuna che i nemici non sanno puntar bene e le fanno tutte alte e poco ci colgono, le nostre perdite sono poche; in tre giorni di combattimento abbiamo avuto una ventina di feriti e quattro o cinque morti fino a quest'ora, e sono appunto le nove del mattino del 28 novembre. In quanto al mangiare stiamo bene; ma il brutto è che passano dei giorni senza mangiar mai perchè distanti da Tripoli ed è impedita la via che vi conduce, occupata da quelli che combattono. Quì è un caldo insopportabile di giorno e un freddo di notte e la terra è tutta sabbia; si fatica molto a camminare perchè le scarpe si affondano per metà nel terreno e perchè si trovano spesso delle lagune che è necessario passare per avanzare e respingere il nemico; di lui non abbiamo paura, perchè ci siamo abituati a sentire le pallottole a destra e a sinistra, e si va sempre avanti coll'aiuto del Signore, scoperti e in mezzo ai pericoli; ma i Turchi non sono terribili perchè non hanno cannoni; mentre noi li abbiamo ottimi e proteggono la nostra avanzata. Ora abbiam preso una bellissima posizione e non si andrà più avanti e si fortificheranno i forti e le trincee. Quando ritornerò accomoderemo bene tutte le cose di casa. Mandami il Corriere d'Italia ... Tombesi Nazzareno». (Dal Cittadino).
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    3 min
  • La solenne inaugurazione della Scuola "De Amicis" (1911)
    La solenne inaugurazione della Scuola «De Amicis». Domenica scorsa ebbe luogo al Borgo Cairoli, l'inaugurazione della nuova scuola «De Amicis» che la solerzia dell'attuale amministrazione ha saputo condurre a termine. La festa riuscì assolutamente degna: e fa onore al Comune, e al Borgo, Grande animazione nel pomeriggio e la sera. Una folla straripante al Politeama Marchetti, dove ebbe luogo la cerimonia della consegna della bandiera, e al locale delle scuole. Parlò al teatro il dott. Domenico Spadoni, assessore per la pubblica istruzione. Accennato con vive e coraggiose parole alla inerzia in cui le amministrazioni hanno tenuta la scuola popolare, dimostrò come questa sia il massimo fattore della civiltà dei popoli, e come debba formare il primo quesito da risolvere per un'amministrazione sanamente democratica. Esposto, quindi, un programma di riforme che il Comune si prepara ad attuare, terminò con un appello ai bambini perchè accorrano volenterosi alla scuola dove i maestri insegneranno

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    4 min
  • La grande festa dei fiori (29 maggio 1910)
    29 Maggio, la grande festa dei fiori. Occorrerebbe per descrivere la grandiosa festa dei fiori di Domenica possedere la magia di dare alle parole una colorazione vivace, luminosa, vivissima perchè fu soprattutto il più imponente trionfo di colore e di luce. Tutto fu soggiogato, armonizzato, e adoperato, quanto di risorse inesauribili ha la natura irradiata da una primavera tenerissima e quanto può offrire di sorriso, di elegante, di ricco una popolazione, per riuscire nella più fantastica e nella più ideale delle apoteosi. Domenica si vissero ore intere della più gentile ebbrezza si da convincere il più detestabile dei pessimisti che qualche volta la vita è bella. Chi non conosce le nostre mura non può farsi nessuna idea di quello che possa offrire d'incanto un paesaggio dei più belli e meravigliosi di una giornata di Maggio lussureggiante di verde, d'azzurro e riscaldata di una profusione di oro che il gran sole volle finalmente elargire. In mezzo a ciò, il giardino pubblico fiorito di mille fiori e contornato da una teoria d'ippocastani trasformata in candelabri su cui esalano grazia e profumo i loro fiori bianchi e rosa. Il più suggestivo degli ambienti dunque: adattato senza turbarne le linee a teatro per lo svolgimento del più gentile dei tornei. Grandissime, ma artistiche tribune tutt'intorno accolgono con ornamentazioni floreali, pennoni variopinti ovunque inneggias- sero alle nuove vittorie. E dappertutto una folla immensa, mai vista e mai sperata, folla gaia, cortese, simpatica; in cui predominava il gentil sesso in leggiadre foggie. Crediamo che le persone che parteciparono ed assisterono alla festa siano state più di dodicimila. Basti dire che i biglietti d'entrata che si vendevano agli sportelli furono esauriti in mezz'ora e che le persone addette alle entrate dovettero con i cappelli ricevere i danari per l'ingresso! Sarebbe interessante una statistica che ci dicesse quanti quintali di fiori furono sacrificati, quanti giardini portarono il loro contributo, e se ciò non fosse un po' malinconico quanti denari assorbirono i profumati petali, perchè il lancio fu generale, vivace, intenso e durò parecchie ore dando luogo ai più graziosi episodi e sempre al più magico degli spettacoli. Parlare degli equipaggi, automobili, carri che parteciparono al torneo dei fiori è impresa difficile, poichè furono tanti e tutti stupendi: ed una dimenticanza costituirebbe una scortesia maggiormente rimproverabile trattandosi di atto oltremodo gentile di chi concittadino o ospite volle tanto degnamente concorrere ad una riuscita indimenticabile. (L'Unione).

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    4 min
  • L'orribile fatto di ieri sera (1 maggio 1909)
    L'orribile fatto di ieri sera. Ieri sera alle 19.30 dalla benemerita Croce Verde vennero trasportati all'Ospedale Civico l'impiegato alla delegazione del tesoro Fontana Orosmane di anni 38, e la giovane Martinelli Ester di anni 18, studentessa della R. Scuola Normale, di Camerino. I sanitari riscontrarono nel Fontana una lussuazione al ginocchio sinistro e frattura delle costole del torace destro e nella Martinelli una frattura della colonna vertebrale e susseguenti paralisi delle sezioni sottostanti al punto di frattura. Ambedue si trovano in condizioni allarmanti per non dire disperate. La giovane è vittima del Fontana che in un momento di esaltazione mentale si gettava dalla finestra della sua abitazione in Via della Ripa all'altezza di circa 20 metri, e cadeva proprio sopra la Martinelli che in quel momento era sulla via insieme ad altre compagne. Il Fontana è affetto da mania suicida avendo altre volte tentato di suicidarsi. Il caso pietoso ha destato vivissima commozione della intera cittadinanza. (La Provincia maceratese, 1 maggio).

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    2 min
  • E' difficile trovare un tetto a Macerata (17 novembre 1909)
    È difficile trovare un tetto a Macerata. Anche a Macerata sifa sempre più serio ed urgente il problema delle case. Il trovare un'abitazione diventa sempre più difficile ed i fitti crescono continuamente tantochè oggi il prezzo di un appartamento di quattro vani con acqua potabile oscilla tra le 22 e le 25 lire mensili. Spesso poi non si riesce a trovare l'abitazione anche tralasciando la questione del prezzo. La cittadinanza pensa che il Comune farebbe cosa utile se rivolgesse le sue cure a risolvere il problema degli alloggi, incoraggiando in tutti i modi nuove costruzioni edilizie, sia dei premi a vano o a metro cubo, sia somministrando gratuitamente, a determinate condizioni, le aree fabbricabili. La somma che si spendesse a questo scopo sarebbe sempre largamente fruttifera, perchè, come tutti sanno ogni fabbricato che sorge, costituisce per il Comune un nuovo cespite d'entrata. (La Provincia maceratese, 17 novembre).

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    2 min
  • Le truppe a Macerata (14 settembre 1908)
    Le truppe a Macerata. Martedì scorso, come avevamo annunciato, dopo l'ultima esercitazione tattica, intorno al colle Mazzamauro, verso le ore 9 del mattino, cominciò l'accentramento a Macerata. Una folla straordinaria assisteva allo splendido passaggio delle truppe che scendendo dal colle di S. Croce, entrarono in città dove si sciolsero avviandosi ai rispettivi quartieri. Notammo anche numerose signore e signorine. Il Generale Asinari di Bernezzo circondato dal suo stato maggiore assistè alla sfilata dal ripiano di Piazza d'Armi. Alla sfilata che ha durato più di un'ora hanno preso parte tutte le truppe che in questi giorni avevano operato tra Camerino, Sanseverino e Macerata, un totale di circa 8000 uomini. In Piazza V. Emanuele, la Banda Comunale prestò servizio a mezzogiorno e gli ufficiali ed il pubblico a grandi frotte presero d'assalto i ristoranti e gli alberghi della città, già stipatissimi. Alle 17 il generale Asinari di Bernezzo ha tenuto nella Sala Verde del Teatro Lauro Rossi, alla sola presenza degli ufficiali, che parteciparono alle manovre una conferenza riassuntiva che durò più di un'ora. Intanto la città si è di nuovo affollata di borghesi e di soldati. Alle 19 comincia a suonare la banda dell'82° reggimento fanteria, diretta dal M. Massi. È applauditissima. La piazza V.E. è artisticamente illuminata a luce elettrica e produce un effetto magnifico. Intanto in Municipio ha luogo il ricevimento degli ufficiali, inappuntabilmente servito dalla ditta Pompei. Parla primo il cav. Cassone salutando ed acclamando agli ospiti graditi. Risponde il generale di Bernezzo ringraziando ed inneggiando a Macerata. Alla musica dell'82' succedono quelle del 39' e 40' riunite, ed il servizio si protrae sin verso le 22, mentre al Teatro Lauro Rossi la Compagnia Novelli, rappresenta dinanzi ad un pubblico affollatissimo il patriottico dramma «Romanticismo» del Rovetta. (La Democrazia, 14 settembre).

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    3 min
  • La festa da ballo in Prefettura (5 marzo 1908)
    La festa da ballo in Prefettura. La sera di lunedì, dopo un periodo abbastanza lungo in cui i diversi Prefetti succedutisi tra noi avevan lasciate chiuse le eleganti sale ad ogni melodia, ad ogni splendore di luce, ad ogni brio di danze, la sera di lunedì era attesa con curiosa, impaziente aspettativa, ma la riuscita e la grandiosità della festa geniale hanno superato qualunque aspettativa, ed han lasciato nell'animo un fascino ch'è dolcezza e rimpianto. Gentile fu l'occasione: le nozze d'argento del nostro prefetto, comm. Ildebrando Merlo e della sua signora, fulgida stella dell'ardente e generosa Romagna, e gentile, spontaneo fu l'omaggio simpatico che Macerata ha voluto offrire alla eletta coppia. Dallo scalone, in cui i tappeti smorzavano i passi, dalla fuga sforzosa di sale, al salone da ballo magnifico nella sua austera eleganza, tutto era una ricchezza di fiori e di luce: fuori la notte frizzante e senza stelle, dentro un tepido senso di giocondità, una mollezza di piacere, un sorriso misterioso che si effondeva da tante labbra schiuse, da tante gemme briosamente luccicanti sui seni o su le chiome brune o dorate, un sorriso che si effondeva financo dalle piccole quasi invisibili cose. Molto prima ancora della mezzanotte una gentile numerosa schiera di dame ed un elegante nuvolo di cavalieri, tra i quali luccicavano le spalline di vari ufficiali, avevano già tutte invase le sale e già fervevano le danze del tempo - del primo boston molle e ondeggiante non restava più che l'eco diffusa per l'aria aulente! - e le danze seguivano ordinatissime sotto la brava ed instancabile direzione dell'Avv. Amici, mentre il comm. Merlo e la sua signora, coadiuvati dalle leggiadre e vispe figliuole, continuavano ad adempiere gli onori di casa con la consueta squisita signorilità e con infinita cortesia. Dopo vari balli, venne aperto il buffet sontuoso e ricchissimo, e apparve allora agli invitati la scena d'un sogno fantasioso: era la cheta laguna suggestiva e strana, in una notte del carnevale veneto, quando le gondole leggiadrette e sottili riflettevano nell'acqua scura la luce delle lampadine variopinte, e veneziane erano le lampade, sotto un cielo artistico di verzura bruna! Ai raggi velati i trionfi di fiori e i trionfi di frutta e di dolci s'innalzavano superbi e questi si vuotavano rapidi - tanto il brio e le danze avevano influito sull'appetito di tutti -, mentre spumeggiava sovente lo champagne dorato, che accresceva le risa e rendeva ciascuno più loquace. Con più brio, con più confortevole vivacità si riprese la danza e si ballò tra l'altro una quadrille monstre, abilmente diretta dallo stesso avv. Amici. L'alba sonnolenta sorse, e nulla era diminuito ancora della sana allegria e della instancabile lena dei ballerini. Chiuse da ultimo un cotillon riuscitissimo, ricco di quadri originali e simpaticamente artistici, intorno al quale - è mia indiscrizione - lavorarono con assiduità e con genialità degne del più vivo encomio le signorine Merlo, Rasponi, Paglionica, e qualche altro che, forse per modestia, ama troppo il silenzio. Quando l'ultimo ospite lasciò la casa del Prefetto non le stelle tendevano a scomparire nel biancicore dell'alba, ma il giorno chiaro appariva e la città cominciava a destarsi dal suo sonno profondo. (Arturo Caruso, L'Unione, 5 marzo).

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    5 min
  • Il grave ferimento di ieri sera al Borgo San Giuliano (9 luglio 1908)
    Il grave ferimento di ieri sera al Borgo San Giuliano. Ieri sera al Borgo San Giuliano, Salvatore Spernanzoni bollettaro e Morbiducci Costantino raccoglitore di capelli, per interesse di mestiere litigarono fortemente. Il Morbiducci riportò due ferite di cui una al cuore, l'altra all'inguine tutte e due gravi; l'altro una semplice lesione alla gamba destra. Accorse subito sul luogo il solerte delegato G. Mastropasqua insieme ad altri agenti di polizia che arrestarono il feritore sequestrando anche il coltello. Il Morbiducci è in pericolo di vita e si dispera di salvarlo. Stamane il nostro valente direttore dell'Ospedale Dott. Fulvio Casucci à operato con riuscita la sutura del cuore, tentando così di salvare il povero Morbiducci. (La Provincia maceratese, 9 luglio). P.S. Purtroppo alle 9 e un quarto del mattino successivo il povero Morbiducci cessava di vivere. Queste le sue ultime parole: «Abbiamo fatto a darcele: io gliene ho date quattro, lui me ne da date tre>> www.maceratando.com
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