È dalla fine della Seconda Guerra mondiale che non si presentava un Natale cosi controverso e problematico per gli italiani. Spostamenti, viaggi, incontri, sante messe, riunioni. Sono tutti coinvolti: amici parenti amanti. Nelle famiglie è in atto una gigantesca pianificazione strategica per riuscire a ottemperare le restrizioni governative con i propri desideri e le proprie paure. C'è chi tutto sommato accetta l'idea di una celebrazione più essenziale e morigerata e chi invece giudica un assurdo sopruso dover rinunciare a un capodanno senza cenone, feste e balli.
Oggi vogliamo chiedere ai nostri ascoltatori, quale è il loro atteggiamento prevalente tra questi tre:
1 - Rigoristi corridoisti. Sfrutterò al massimo le possibilità di spostamento che mi sono date dal corridioio giallo e con senso di responsabilità rispetterò anche la raccomandazione del governo di evitare feste e pranzi allargati.
2 - Coprifuochisti Scappatoisti. Rispettero il coprifuoco ma non rinuncerò a scambio di regali, gite e convivialità del Natale, con stratagemmi come il tampone e tavolate distanziate sia alla vigilia che a Capodanno.
3 - Anarco festaioli. Basta con i divieti, a casa mia farò quel che voglio io e vedrò chi mi pare, e per capodanno ho già prenotato hotel per festa privata e cenone in camera, per aggirare il coprifuoco.