Il massiccio ricorso al lavoro agile durante la pandemia ha sollecitato lavoratori e sindacato a sollevare il tema del riconoscimento ai dipendenti in smart working di un ristoro per le maggiori spese eventualmente sostenute per il proprio collegamento internet e per le utenze casalinghe, nonché per la predisposizione di una postazione di lavoro all'interno dell'abitazione, con apposite dotazioni e complementi d'arredo. La legge attualmente non prevede, in via generale, alcuna forma di rimborso di questo tipo. Possono però essere raggiunti specifici accordi, o in alternativa l'azienda può decidere volontariamente di destinare un contributo.
Facciamo il punto con l'avv. Aldo Bottini, giuslavorista ed esperto per Sole 24 ORE.
Con le riaperture molte imprese del settore Ho.Re.Ca (Hotellerie-Restaurant-Café) stanno denunciando la difficoltà a trovare personale, ma stando ai dati di alcune piattaforme ci sarebbe invece un aumento dell'offerta di lavoro. I giovani, insomma, non sarebbero "choosy": il problema si troverebbe nel mismatch tra domanda e offerta. Come mai si fa sempre più difficoltà a far incontrare le esigenze delle imprese - che cercano personale disponibile e formato - con quelle dei lavoratori, che sottolineano l'importanza di un'adeguata retribuzione? Ne parliamo con Angelo Zamboni - cofounder di Jobtech, agenzia per il lavoro - e con Alessandro Cosolo, presidente della Federazione Baristi Italiani.