Quando la fisica e le leggende marinare si incontrano. Sì cari ascoltatori perché questa sera e domani sera parliamo di onde anomale, che sono state considerate racconti da marinai, pensate un po', fino al 1º gennaio del 1995, quando gli strumenti presenti da pochi mesi su una piattaforma petrolifera, la Draupner, nel Mare del Nord, misurarono un'onda di 18,5 m di picco, con un'altezza massima tra cresta e gola di oltre 25 metri: onde di questo tipo - nei casi peggiori si arriva sopra 30 metri - sono in grado di minacciare qualunque nave.
Da quella prima rilevazione, grazie anche a studi satellitari, si è capito che onde anomale sono, sì, anomale, ma non così eccezionali come si pensava, e tuttavia si stenta a capire come si formino: ci sono varie teorie, ma nessuna è del tutto soddisfacente.
La notizia è che un modello messo a punto dalle università di New York, Warwick e Torino, descritto in Physical Review X, propone finalmente un strumento di tipo predittivo, ovvero per prevedere, date le condizioni del mare, la probabilità che si formi una di queste onde.
Miguel Onorato, Prof. Di fisica dell'Università di Torino