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Musica e piaceri della tavola sono da sempre buoni alleate e, nei secoli, anche il vino è stato un loro degno compagno.
A testimoniarlo sono i numerosi brani che esaltano alcune pietanze o narrano la loro preparazione come l’inno Ave color vini clari, o il Tourdion e Oy comamos y bebamos che ci raccontano di ricchi banchetti e di spensierate serate in taverna, e quelli che sfruttano la pratica del cucinare per alludere a giochi erotici in cui il cibo diviene metafora di alcune parti del corpo, come nel canto carnascialesco delle Donne nó siam di chianti, o per inveire contro uno sconosciuto rivale come fa in De mia farina fò le mie lasagne.
La puntata di Quilisma, con la musica eseguita dall’ensemble Orientis Partibus vuole far rivivere proprio le suggestioni del banchetto e della taverna dal medioevo al rinascimento attraverso brani molto vari non solo per epoca di composizione ma anche per collocazione geografica.
Prima emissione: 7 aprile 2024
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La storiografia ci riporta la notizia che il duca Ercole I d’Este preferiva la musica di Jacob Obrecht a quella degli altri compositori. Non ci meraviglia quindi che la Missa Caput sia pervenuta a noi attraverso un manoscritto copiato alla Corte di Ferrara. Si tratta di un’opera probabilmente scritta attorno al 1440 e divenuta estremamente celebre in tutta Europa. Costruita su un cantus firmus la cui origine è rimasta sconosciuta fino al 1950 quando il musicologo Manfred Bukofzer scopri che si trattava dell’ultimo melisma dell’antifona gregoriana Venit ad Petrum cantata il Giovedì santo per commemorare il gesto di Gesù che lavò i piedi agli apostoli. Stilisticamente innovativa, prorompente ed esaltante del testo, la pagina di Obrecht rompe gli schemi delle concezioni fiamminghe e apre nuove vie che segneranno in prima battuta il contesto musicale italiano per poi influenzare in resto del continente.
Prima emissione: 3 marzo 2024
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Ivo Antognini è uno di quei musicisti che si deve conoscere attraverso la sua musica. Una musica che parla, spesso sussurra, a volte grida ma sempre c garbo e con l’intensità dell’animo del su creatore.
È musica che dialoga con lo spirito degli esseri viventi e lo arricchisce, lo colma e lo rinfranca nel costante bisogno che l’animo ha di riempire quei vuoti che il vivere contemporaneo, violentemente, è capace di imporre. La musica di Antognini è musica oltre il tempo e oltre lo spazio perché sia che attraversi percorsi sacri, sia che attraversi la narrazione del quotidiano, veicola sempre un messaggio che eleva e appaga.
Come il suo ultimo disco che per la casa discografica Hyperion porta la firma prestigiosa del Coro del Trinity College di Cambridge diretto da Stephen Layton. Un prodotto discografico di altissimo livello che svetta nelle classifiche internazionali, ovvero dove Antognini è più conosciuto.
Giovanni Conti lo ha incontrato e insieme a lui ripercorre in tre puntate il suo poliedrico percorso artistico, dal jazz alla polifonia più cristallina, dalle prime esperienze, alla fama in tutto il mondo, da Occidente a Oriente, nel nome della musica corale.
Prima emissione: 21 maggio 2023
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Ivo Antognini è uno di quei musicisti che si deve conoscere attraverso la sua musica. Una musica che parla, spesso sussurra, a volte grida ma sempre c garbo e con l’intensità dell’animo del su creatore.
È musica che dialoga con lo spirito degli esseri viventi e lo arricchisce, lo colma e lo rinfranca nel costante bisogno che l’animo ha di riempire quei vuoti che il vivere contemporaneo, violentemente, è capace di imporre. La musica di Antognini è musica oltre il tempo e oltre lo spazio perché sia che attraversi percorsi sacri, sia che attraversi la narrazione del quotidiano, veicola sempre un messaggio che eleva e appaga.
Come il suo ultimo disco che per la casa discografica Hyperion porta la firma prestigiosa del Coro del Trinity College di Cambridge diretto da Stephen Layton. Un prodotto discografico di altissimo livello che svetta nelle classifiche internazionali, ovvero dove Antognini è più conosciuto.
Giovanni Conti lo ha incontrato e insieme a lui ripercorre in tre puntate il suo poliedrico percorso artistico, dal jazz alla polifonia più cristallina, dalle prime esperienze, alla fama in tutto il mondo, da Occidente a Oriente, nel nome della musica corale.
Prima emissione: 14 maggio 2023
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Ivo Antognini è uno di quei musicisti che si deve conoscere attraverso la sua musica. Una musica che parla, spesso sussurra, a volte grida ma sempre c garbo e con l’intensità dell’animo del su creatore.
È musica che dialoga con lo spirito degli esseri viventi e lo arricchisce, lo colma e lo rinfranca nel costante bisogno che l’animo ha di riempire quei vuoti che il vivere contemporaneo, violentemente, è capace di imporre. La musica di Antognini è musica oltre il tempo e oltre lo spazio perché sia che attraversi percorsi sacri, sia che attraversi la narrazione del quotidiano, veicola sempre un messaggio che eleva e appaga.
Come il suo ultimo disco che per la casa discografica Hyperion porta la firma prestigiosa del Coro del Trinity College di Cambridge diretto da Stephen Layton. Un prodotto discografico di altissimo livello che svetta nelle classifiche internazionali, ovvero dove Antognini è più conosciuto.
Giovanni Conti lo ha incontrato e insieme a lui ripercorre in tre puntate il suo poliedrico percorso artistico, dal jazz alla polifonia più cristallina, dalle prime esperienze, alla fama in tutto il mondo, da Occidente a Oriente, nel nome della musica corale.
Prima emissione: 7 maggio 2023
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Questa settimana “Quilisma” compie un breve viaggio nel Rinascimento focalizzando la propria attenzione su alcuni aspetti caratterizzanti della musica.
È in questo momento storico che si assiste alla rinascita culturale e sociale dell’Occidente e contemporaneamente allo sviluppo delle grandi nazioni. È un momento di gloria per l’Italia le cui signorie caratterizzano culturalmente le proprie corti favorendo la musica con importanti e fondamentali azioni di mecenatismo. L’istruzione musicale diviene così aspetto imprescindibile nell'educazione di un nobile o di un ricco borghese, e saper cantare o suonare uno strumento un'attività del tutto normale. Ecco perché l'esecuzione musicale è diretta non solo e non soprattutto a un pubblico di ascoltatori (come invece accade oggi) ma a un pubblico di musicisti, seppur dilettanti.
Prima emissione: 5 giugno 2022
Ci siamo lasciati alle spalle le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Josquin Desprez, uno dei più straordinari compositori del Rinascimento . Nacque e morí a Condé-sur-l’Escaut, nell’attuale Belgio, ma la sua vita la trascorse per la maggior parte tra la Francia e l’Italia al servizio degli Sforza e del Papa. Josquin, come viene comunemente chiamato, fu un autentico rinnovatore della poetica e dell’arte musicale: tutte le ricchezze contrappuntistiche della seconda scuola fiamminga sono da lui conservate e sfruttate, ma - dalla prima fase della sua carriera di compositore fino all’ultima - sono sempre maggiormente rivalutate ai fini d’un intenso, imperioso lirismo, proprio di un’arte eminentemente soggettiva e drammatica.
Ce lo conferma al microfono di Giovanni Conti il maestro Walter Testolin che, alla testa del suo Ensemble De Labyrintho, da sempre ha approfondito la musica di Josquin e recentemente pubblicato per la casa discografica Baryton uno straordinario CD del titolo In Principio.
Ci siamo lasciati alle spalle le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Josquin Desprez, uno dei più straordinari compositori del Rinascimento . Nacque e morí a Condé-sur-l’Escaut, nell’attuale Belgio, ma la sua vita la trascorse per la maggior parte tra la Francia e l’Italia al servizio degli Sforza e del Papa. Josquin, come viene comunemente chiamato, fu un autentico rinnovatore della poetica e dell’arte musicale: tutte le ricchezze contrappuntistiche della seconda scuola fiamminga sono da lui conservate e sfruttate, ma - dalla prima fase della sua carriera di compositore fino all’ultima - sono sempre maggiormente rivalutate ai fini d’un intenso, imperioso lirismo, proprio di un’arte eminentemente soggettiva e drammatica.
Ce lo conferma al microfono di Giovanni Conti il maestro Walter Testolin che, alla testa del suo Ensemble De Labyrintho, da sempre ha approfondito la musica di Josquin e recentemente pubblicato per la casa discografica Baryton uno straordinario CD del titolo In Principio.
Nella vicina Lombardia, ma ovviamente anche nella Svizzera italiana, il Medioevo è una presenza profonda. Lo si ritrova in veste “ufficiale” nelle chiese e nelle abbazie, manifestazione ora intimistica, ora monumentale, del rapporto tra l’uomo e il sacro. E lo si riscontra negli abiti più schietti e immediati delle raffigurazioni presenti sui capitelli e sui bassorilievi, laddove angeli e santi si alternano a mostri e fiere demoniache, incarnando un immaginario sospeso tra terrore della dannazione e speranza di salvezza.
La ricercatrice Elena Percivaldi ha recentemente dato alle stampe per i tipi delle Edizioni del Capricorno, la sua ultima fatica intitolata Lombardia medievale (Edizioni del Capricorno, 2022). Il libro propone un itinerario suddiviso in tre parti. Si inizia da alcune importanti testimonianze paleocristiane e altomedievali per poi ripercorrere la grande stagione del Romanico, espressione dei cambiamenti socioeconomici, politici e culturali che tra l’XI e il XIII secolo hanno caratterizzato l’età comunale. Infine, alcuni gioielli trecenteschi, frutti che maturano dall’estetica gotica, nell’autunno del Medioevo, in un viaggio appassionante che conduce alle radici dell’arte lombarda.
Giovanni Conti ne ha parlato con l’autrice del libro.
Una Confraternita rinascimentale, un Banchetto e tanta musica. È il quadro entro cui si colloca l’ultima fatica discografica della Cappella Pratensis, celebre ensemble vocale dei Paesi Bassi. Pubblicato per l’etichetta Challengerecords, il cd offre una plausibile ricostruzione della Festa del Cigno ovvero il banchetto che la Confraternita di Nostra Signora della città di Hertogenbosch nella regione del Brabante organizzava annualmente il 28 di dicembre – festa dei Santi Innocenti - sotto il segno del Cigno scelto come emblema in quanto simbolo di purezza. Se poi si pensa alla simbologia medievale, cigno si vorrebbe nome derivato dal latino canere ovvero cantare, in relazione al canto dell’animale dal lungo e flessibile collo. Brani sacri e profani si alternano in un contesto che in quel momento storico non aveva confini e testimoniato dai molti manoscritti di proprietà della Confraternita, gli stessi manoscritti da cui Cappella Pratensis ha attinto per realizzare la registrazione. Di questo e di altro Giovanni Conti ne parla con una delle storiche voci dell’ensemble, Peter De Laurentiis.
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Il racconto nitido del Medioevo e del Rinascimento a un pubblico non scientifico. Una lettura trasversale su percorsi interdisciplinari affiancati alla musica, attraversando l’entusiasmante…

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