Lo sport, con il suo intreccio di passioni, conflitti, sconfitte e riscatto, continua a esercitare un fascino narrativo capace di attraversare generi, culture e generazioni.
Da sempre rappresenta un serbatoio inesauribile di storie, capace di parlare tanto all’immaginario collettivo quanto alle trasformazioni sociali più profonde. In questo scenario, Paolo Carelli, Ricercatore in cinema e televisione presso l’Università Cattolica di Milano, esplora un territorio ancora poco indagato: il modo in cui la narrazione seriale di finzione ha fatto dello sport un motore narrativo e culturale.
Analizzando le serie tv dagli anni Cinquanta a oggi, l’autore mostra come le dinamiche sportive siano state utilizzate per raccontare tensioni culturali, cambiamenti sociali e nuove forme dell’intrattenimento globale.
Il suo lavoro, che attraversa mercati e contesti diversi – dagli Stati Uniti all’Italia, dal Sudamerica alla Corea – offre uno sguardo ampio e originale sulle strategie produttive dell’industria televisiva e sulla costruzione di immaginari contemporanei.
Tutto questo è al centro del volume Sport e serialità televisiva. Storie, generi, immaginari, edito da Scholè, che costituisce il punto di partenza della nostra conversazione con l’autore per approfondire intuizioni, temi e prospettive che emergono da questa ricerca.