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L'anno che si è appena concluso, il 2024, è stato il più caldo di sempre. Ancor più caldo del 2023 che già aveva fatto registrare il record. Questi dati ci arrivano dai report scientifici del Servizio cambiamento climatico di Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell'Unione europea. Ogni giorno Copernicus e gli altri satelliti europei ci restituiscono decine di milioni di dati provenienti dallo Spazio che servono per monitorare il clima, le calamità naturali e l'evoluzione di tutti gli ambienti terrestri. Quali sono le principali applicazioni? Chiara Albicocco ne parla con Carlo Buontempo, Direttore del Servizio Cambiamento Climatico del Programma Copernicus; Simonetta Cheli, Direttrice dei Programmi di osservazione della Terra dell'Agenzia Spaziale europea e Mauro Facchini, responsabile del Programma Copernicus della Commissione.
Foto: copyright ESA
Sarà uno dei cuori pulsanti delle Olimpiadi Invernali di MilanoCortina2026, ospitando lo sci maschile, lo scialpinismo, le spettacolari competizioni di freestyle. Ma a poco più di un anno dell'accensione del tripode olimpico, la Valtellina sta lavorando intensamente per sciogliere i nodi ancora irrisolti, dell'ospitalità per spettatori e media alla viabilità. Dario Ricci ci accompagna tra Bormio e Livigno alla scoperta di questo pezzo di Olimpiade, e di cosa lascerà in eredità alla Valtellina stessa.
Ucraina, Medio Oriente, Siria, migrazione e difesa: le grandi crisi del momento sono state al centro del primo Consiglio Europeo con tutte le istituzioni comunitarie rinnovate, sei mesi dopo le elezioni che hanno modificato il panorama politico dell'UE.
Il neopresidente del Consiglio UE Costa ha limitato il vertice a un solo giorno, cercando di orientare la discussione dei 27 su questioni strategiche, evitando così -almeno per ora- divisioni.
Con Francia e Germania in piena instabilità politica, la prima a causa di un'Assemblea Nazionale frammentata, la seconda perché già in campagna elettorale, chi governa realmente l'UE? E quali risposte sono arrivate dall'ultimo summit dell'anno?
In questo Euroreportage da Bruxelles, Sergio Nava ci porta al cuore delle trattative tra i leader.
In un mondo segnato da conflitti, dall'odio, dalla violenza, è il tema della Speranza quello scelto dal Papa per il Giubileo del 2025 che, si stima, porterà a Roma fino al 6 gennaio 2026, milioni di persone. Ad inaugurarlo sarà, il 24 dicembre, vigilia di Natale, l'apertura della porta santa di San Pietro. Cinque in tutto le porte sante che il pontefice aprirà, tra queste, per la prima volta, una sarà, il 26 dicembre, in un carcere, quello romano di Rebibbia, ennesimo segno di vicinanza di Francesco ai detenuti per i quali nella bolla di indizione dell'anno giubilare ha anche chiesto gesti concreti di clemenza. Con monsignor Rino Fisichella, organizzatore del Giubileo, il cardinale Angelo De Donatis, a capo della penitenzieria apostolica, padre Lucio Boldrin, cappellano di Rebibbia e il cardinale Marcello Semeraro che guida la Congregazione per le cause dei santi, vi porteremo al cuore di questo evento che ha per titolo pellegrini di speranza. Capiremo, tra l'altro, che cosa è l'indulgenza e come si ottiene, approfondiremo il senso del pellegrinaggio, scopriremo alcuni degli eventi più significativi di questo anno particolare.
Assorbono la Co2, responsabile del riscaldamento globale, emettono ossigeno migliorando l'aria, mitigano le isole di calore, riducono il rischio delle alluvioni, producono materie prime, favoriscono la biodiversità.
Gli alberi sono tra le armi migliori che abbiamo per combattere il riscaldamento globale tanto che abbiamo come obiettivo di piantarne a milioni in tutta Italia con i fondi Pnrr.
L'"Atlante delle foreste", messo a punto per il Sole24Ore da Legambiente e AzzeroCo2, certifica che nel 2023 sono stati messi a dimora 2,4milioni di alberi i cui benefici ecosistemici varranno oltre 16milioni di euro l'anno.
Le nuove piantumazioni sono però in calo del 10% rispetto all'anno prima e sono stati ridimensionati obiettivi e ridotti i fondi.
Vediamo il perché e quali ostacoli sono ancora da rimuovere con Sandro Scollato ed Elena Piazza, rispettivamente ad e responsabile progetti di riforestazione di AzzeroCo2, e con Gabriele Bovo dirigente dei sistemi naturali della città metropolitana di Torino.
La sera della Vigilia di Natale, il 24 dicembre, con il rito dell’apertura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro comincerà ufficialmente il Giubileo. Per i cristiani è l’anno della riconciliazione e della remissione dei peccati, che terminerà con la chiusura della Porta Santa il giorno dell'Epifania, il 6 gennaio 2026. Per la città di Roma una grande scommessa e forse una grande opportunità. Sono attesi tra i 30 e i 35 milioni di pellegrini che potrebbero generare fino a 105 milioni di presenze. Quali ricadute dal punto di vista economico potrà avere questo afflusso e come si è preparata la città a questo evento? A che punto sono i cantieri? Il sindaco Roberto Gualtieri ha più volte ribadito che non ci sarebbero stati ritardi e che la maggior parte delle opere sarebbe stata completata in anticipo. È davvero così? E come verranno accolti i pellegrini? Roma ha le strutture alberghiere e ricettive per poter sostenere questi numeri? E cosa succederà sul fronte dei prezzi?
L’agricoltura attira i giovani professionisti interessati al contatto con la natura, all’alto tasso di innovazione, ai contenuti green e sempre più multidisciplinari. A testimoniarlo è anche il numero in crescita del 2% negli ultimi tre anni degli iscritti all’Ordine nazionale dei dottori agronomi e forestali, circa 20mila in totale, con una componente femminile che cresce a una velocità più che doppia. Ne parliamo con Patrizia Marini, presidente della Rete Nazionale Istituti Agrari (Renisa), con Simone Orlandini, presidente della Conferenza nazionale per la didattica universitaria di AG.R.A.R.IA. che ha sotto osservazione scuole e università di tutta Italia. E con Giovanni Cabassi primo ricercatore del Crea Zootecnia e Acquacoltura scopriremo come si attrezzano i laboratori degli istituti agrari lombardi e come si aggiornano i docenti.
Siamo a Verona, all'istituto Carlo Montanari, una delle poche scuole che già nell'anno scolastico in corso ha attivato una classe di liceo del made in Italy, il nuovo indirizzo fortemente voluto dal governo Meloni. 92 classi in tutta Italia, non più di 500 alunni in totale. Partito in fretta e furia, ha dovuto affrontare qualche perplessità del Consiglio di Stato e molte scuole hanno preferito attendere norme più chiare, arrivate solo a metà novembre con la definizione delle materie e del quadro orario: 891 ore annue nel primo biennio, 990 ore annue nel triennio. In vista delle iscrizioni, al via l’8 gennaio, perché scegliere un liceo del made in Italy? Quali figure professionali forma? Ce lo raccontano il preside del Montanari, i prof e gli studenti che stanno già frequentando la prima classe.
Guarda il reportage video sul Sole.com "Verona e la scommessa del liceo del Made in Italy"
La Cop29 che si è tenuta a Baku, capitale dell’Azerbaijan si è conclusa con la soddisfazione dei paesi più ricchi e la delusione di quelli in via di sviluppo che si aspettavano un sostegno molto più cospicuo per le misure di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici. “Non è il momento dei trionfalismi”, ha commentato il segretario esecutivo dell'Unfccc Simon Stiell (nella foto), “oggi abbiamo firmato una polizza, ma come in ogni polizza quello che conta è pagare regolarmente le rate”. Risultato a parte, quello delle conferenze sul clima è uno degli ultimi contesti di dialogo multilaterale e un’occasione per conoscere il mondo.
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Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta…

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