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Fu l'attuale sindaco Giuseppe Sala a Parigi nel 2017 a firmare il patto antismog per Milano in un vertice, che fu definito storico, con altre undici metropoli mondiali tra cui Londra, Parigi, Los Angeles, Barcellona, Città del Messico: il network C40. Milano sette anni dopo soffoca ancora nel bacino della pianura padana non solo per il traffico, ma riscaldamenti, agricoltura, industria. Ora l'Europa chiede norme più severe contro le polveri sottili, per evitare morti da smog. Ma nell'accordo raggiunto c'è una deroga per le zone dove i parametri sono più difficilmente raggiungibili. La scorsa estate Londra ha deciso di estendere il divieto di circolazione dei veicoli più inquinanti a tutta l'area metropolitana, suscitando non poche polemiche, Barcellona ha i superblocchi, a Parigi è diventata famosa la "la città dei 15 minuti", Amburgo prevede di eliminarle le auto nei quartieri entro il 2034. Milano? Punta sul full electric e i fondi europei.
Le elezioni di domenica scorsa in Portogallo hanno aperto una prospettiva inedita per il Paese: vittoria di misura per il centrodestra di Alleanza Democratica, con il centrosinistra socialista che non attende i risultati definitivi e si sfila immediatamente da ogni ipotesi di Governo, dichiarandosi pronto a guidare l'opposizione.
Sullo sfondo, la netta ascesa dell'estrema destra populista di Chega, che supera il 18%, viene votata da oltre un milione di portoghesi e condiziona ora ogni ipotesi di esecutivo.
Per il Portogallo si apre una fase di instabilità politica, con la concreta prospettiva di un Governo di minoranza centrodestra-liberali, cui in Parlamento mancano quasi trenta seggi per poter approvare le leggi.
In questo Reportage da Lisbona, Sergio Nava ci racconta i giorni del voto, insieme ad analisi politiche ed economiche con esperti, politici ed analisti. Senza dimenticare uno sguardo alla crescente comunità di italiani che ha scelto negli ultimi anni il Portogallo per vivere e lavorare.
Prezzi ingiusti, che non coprono i costi di produzione, agricoltori che si sentono sotto ricatto e senza vere tutele. Un nodo che rischia di soffocare i bilanci aziendali, in Europa e in Italia. Eppure una legge contro le pratiche sleali esiste già. Ma qualcosa non ha funzionato. La dimensione aziendale non sempre basta a blindare la redditività anche se i problemi maggiori sono per i piccoli agricoltori, che in Italia sono la gran parte. Che fare? Le chance offerte dagli accordi di filiera e dalle aggregazioni. Ma servono anche più controlli e riferimenti certi sui prezzi minimi.
Il Portogallo vota domenica 10 marzo, a soli tre mesi dalle elezioni europee, e nel cinquantesimo anniversario della Rivoluzione dei Garofani, che pose fine a quaranta anni di dittatura di estrema destra.
Il Paese, che nel 2011 fu obbligato a chiedere assistenza finanziaria all'Unione Europea, sull'onda lunga della crisi economica, si presenta ad elezioni anticipate con un rapporto debito/pil inferiore al 100% - la prima volta in 15 anni.
A differenza di altri Paesi UE, il blocco di centrosinistra e quello di centrodestra reggono nei sondaggi, ma l'estrema destra di Chega impone la variabile populista sul palcoscenico nazionale - per la prima volta nella giovane storia della democrazia lusitana.
Le elezioni portoghesi si possono definire come prove generali del voto europeo, che si tiene fra tre mesi? Sergio Nava ne parla con analisti ed esperti, facendovi ascoltare le voci dei principali protagonisti della politica lusitana.
I licei continuano ad essere preferiti dagli studenti e dalle studentesse italiane. Quest'anno il 55,32 per cento dei ragazzi di terza media ha fatto domanda per iscriversi ad un liceo. Qualche segnale di crescita per gli istituti tecnici, scelti da quasi 32 per cento dei ragazzi, e per i professionali, che arrivano a sfiorare il 13 per cento. Oltre duemila le iscrizioni al nuovo percorso tecnico e professionale 4+2, con la maturità alla fine del quarto anno e poi la possibilità di iscriversi ad un ITS Academy. Poche invece le iscrizioni al liceo del made in Italy. “Alcune classi a settembre patiranno, secondo il nostro monitoraggio” – assicura la sottosegretaria all'istruzione e merito Paola Frassinetti. Il dirigente scolastico dell'istituto Andrea Ponti di Gallarate (Varese), Massimo Angeloni, spiega perché la riforma del 4+2 è una buona cosa per la scuola, le famiglie e le imprese.
Ousmane Sylla, 22 anni, si è suicidato un mese fa nel Cpr di Roma. La tragedia ha riportato l'attenzione per qualche ora sulle condizioni di chi è trattenuto nei Centri di permanenza per i rimpatri. "Li dentro - dice Louis, da 10 anni in Italia, appena uscito dal Cpr di Via Corelli a Milano - la situazione è fuori controllo, non pensavo ci fossero italiani così cattivi, i diritti della persona valgono più in carcere. Se uno sta male deve urlare e sbattere le porte sennò non ti ascoltano. Ci sono persone che pur di uscire si spaccano le braccia. Poi ti danno gli psicofarmaci per tenerti tranquillo. A me hanno dato Clorazepan". Louis lavora nel catering della moda di Milano. "Ho lavorato in tutti gli showroom di Milano centro, ovviamente in nero. Poi il 5 di gennaio mentre andavo al lavoro mi hanno fermato, non ho il permesso di soggiorno e quindi sono stato portato nel Cpr". "Le persone che stanno nei Cpr non hanno commesso reati, sennò sarebbero in carcere. La loro colpa è non avere i documenti. Magari perché scaduti" spiega Teresa, attivista della rete No-Cpr. "In queste strutture - spiega il medico infettivologo Nicola Cocco - non dovrebbero entrare persone malate. Invece questa cosa viene completamente disattesa, infatti all'interno io ho trovato persone anche con patologie croniche come il diabete o l'epilessia, per non parlare di scabbia e infezioni virali. C'è poi il tema della salute mentale. Alcuni vengono trattenuti nonostante soffrano di patologie psichiatriche, altri le sviluppano proprio all'interno del Cpr. E poi c'è l'abuso degli psicofarmaci che vengono utilizzati come manganelli farmacologici e camice di forza farmacologiche. E questo è molto grave".
Castelnuovo d'Avane, frazione di Cavriglia, provincia di Arezzo è oggi un paese fantasma: case diroccate, tetti sfondati, calcinacci, tutto è silenzio e abbandono. Il piccolo borgo medioevale del Valdarno venne abbandonato dai suoi abitanti a fine anni ‘70 per via delle escavazioni di lignite che provocarono frane e crolli degli edifici. Un passato doloroso segnato anche da un eccidio nazista, il quarto in ordine di importanza in Italia. Castelnuovo d’Avane però si appresta a vivere una seconda vita: è infatti uno dei 21 progetti pilota premiati dalla linea A del Piano Nazionale Borghi del Pnrr che ha stanziato 420 milioni di euro per i borghi abbandonati o a rischio abbandono, 20 milioni per ciascuno dei 21 borghi individuati. Il piano è partito ufficialmente nel marzo del 2022 e i progetti dovranno essere completati entro il termine tassativo del 30 giugno 2026, siamo a metà del percorso. Castelnuovo d’Avane sembra essere sulla buona strada. Un piano finito però anche al centro di molte polemiche: secondo molti la scelta dei borghi sarebbe stata poco trasparente, il piano, ribattezzato la “lotteria dei borghi” privo di visione strategica e troppe le risorse concentrate su un singolo borgo. Tra le scelte più contestate quella di Elva in provincia di Cuneo: 88 anime, un’altitudine di 1600 metri, dove dovrebbero essere realizzate tre sedi universitarie.
Due anni di invasione russa in Ucraina, l'Europa avverte la minaccia e progetta una trasformazione: Ursula von der Leyen è diretta: "è tempo di spendere per la nostra difesa, è tempo di rafforzare la nostra base industriale. Dobbiamo avere una strategia comune per una piena Difesa europea". Il tempo dell'illusione appare dunque alla fine: finita o molto prossima alla fine la speranza che l'Europa si debba occupare di crescita e benessere sociale mentre alla sicurezza - in paesi lontani - ci avrebbe pensato la Nato. L'invasione dell'Ucraina e le minacce rilanciate anche in queste ore dai vertici del Cremlino cambiano il quadro. Facciamo dunque il punto sulla "difesa europea", come cambia e dove: a Varsavia con Thomas Orlowsky, ex ambasciatore polacco in Italia, a Parigi con Federico Santopino, direttore di ricerca ed esperto di Difesa all'Iris di Parigi, a Roma con Alessandro Marrone dello IAI.
Destinazione Ucraina di Gigi Donelli;
La Russia. Cosa c'è da sapere di Gigi Donelli e Antonella Scott.
Un progetto che continua a migliorarsi, nato grazie al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) 2014-2020, uno tra i principali strumenti delle politiche di coesione dell'UE. Vi presentiamo la ciclovia dei Parchi della Calabria per la quale sono stati spesi 20,4 milioni di fondi europei per mettere in atto tutta una serie di opere infrastrutturali al fine di dar vita ad un percorso cicloturistico su strada che, da nord a sud della Calabria, attraversa quattro parchi nazionali. Fondi investiti per il recupero di tratti di strada abbandonati e tratti ferroviari. La ciclovia dei Parchi in breve tempo è diventata meta di interesse per il cicloturismo a livello europeo.
Un settore in salute che rappresenta un fiore all’occhiello dell’intera produzione culturale del nostro Paese. L’industria musicale italiana nel suo complesso occupa quasi 70 mila addetti e genera un fatturato di circa 5 miliardi di euro. Le associazioni di categoria per il secondo anno si sono date appuntamento a Sanremo per gli Stati generali della musica italiana, presso la Casa della Musica Siae. Le associazioni di categoria hanno consegnato al sottosegretario alla cultura Gian Marco Mazzi un documento unitario con una serie di proposte. E annunciano l'istituzione di un tavolo permanente dell'industria musicale.
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Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta…

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