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  • Global Health Summit, i grandi e la lezione del Covid - di Rosanna Magnano
    Approccio multilaterale all'emergenza sanitaria, solidarietà vaccinale, superamento delle disuguaglianze, rafforzamento dei sistemi sanitari. Sono queste le grandi lezioni che il Covid ha impartito al mondo. E mentre nell'area più sviluppata e ricca del pianeta si intravede la luce dopo il buio della pandemia grazie alla scoperta accelerata dei vaccini, i 20 grandi si incontrano a Roma, al Global Health summit con la presidenza italiana del G20 e per la prima volta in presenza, per riflettere insieme e mettere nero su bianco una serie di punti fermi, la Dichiarazione di Roma, che dovrà sostenere la comunità internazionale nella battaglia ancora in corso contro il virus e nel prevenire e contrastare con più efficacia future pandemie. La priorità sottoscritta da tutti i big è chiudere i conti con il Sars Cov 2, rimuovendo ogni ostacolo alla condivisione degli strumenti di prevenzione, diagnostici e terapeutici. In prima linea la condivisione dei vaccini, rafforzando la capacità produttiva mondiale. Senza demolire l'impianto della tutela brevettuale ma aprendo ampi spazi alla licenza obbligatoria nella cornice degli accordi Trips. Con un progetto mirato sull'Africa e più in generale per consentire ad ogni regione di avere una propria produzione locale di vaccini, con investimenti internazionali, intese e trasferimento del know how. Ma nel frattempo il virus si diffonde e continua a mietere vittime nel paesi più poveri e meno attrezzati e ascolteremo la testimonianza di un medico di Medici senza frontiere in India. Dunque bisogna agire subito, è l'impegno dei grandi del pianeta, con donazioni sufficienti a coprire il fabbisogno vaccinale dei paesi a basso e medio reddito. I fari sono puntati sull'iniziativa Covax, uno dei tre pilastri dell'Access to Covid-19 Tools (Act) Accelerator, una partnership lanciata ad aprile 2020 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, dalla Commissione Europea e dalla Francia in risposta alla pandemia. Unicef è il braccio operativo di Covax nel mondo. Abbiamo intervistato il portavoce in Italia Andrea Iacomini.

    11 min
  • EUROREPORTAGE - Fondi Europei e Pnrr alla prova della parità di genere - di Anna Marino
    Dal recovery Plan al piano nazionale di ripresa e Resilienza si è fatto un tratto di strada sulla parità di genere, ma ne resta ancora da fare soprattutto dopo la pandemia che si è abbattuta più sul lavoro delle donne che su quello degli uomini, dati alla mano. Nel Piano presentato dal governo Draghi sono stati stanziati 4,6 miliardi per investimenti in asili nido e scuole dell'infanzia. Una somma più elevata rispetto a quella prevista nel piano precedente di Conte. Ma mentre ci si chiede se sarà sufficiente, ci sono goals da raggiungere fin da subito, pena un pil privato dell'apporto economico del lavoro femminile tasso di natalità che resta prossimo allo zero, e una società senza aiuti alle famiglie che decresce per mancanza di ossigeno di forze nuove che diano linfa alla ripresa e sostegno alle pensioni e al welfare delle generazioni precedenti che si ritirano dal mercato del lavoro. Non solo principi europei che i paesi membri si impegnano a rispettare ,ma fattori di crescita nazionale ed europea che interessano quindi non solo le donne ma tutta la società, e per questo il PNRR rende strutturale da subito il Family Act e anche l'assegno unico, mentre sugli asili e le scuole dell'infanzia il governo Draghi ha stanziato una cifra in linea con le necessità del settore. Ci vogliono però ancora altri  interventi su vari ambiti per ridurre in modo efficace il divario di genere.Le soluzioni ci cono già a portata di mano, alcune già adottate con successo da altri paesi europei, come congedi parentali anche per i padri e un sistema fiscale che non penalizzi il lavoro dei due lavoratori in famiglia quando i figli ci sono, un bene comune europeo come il lavoro femminile. Ne pariamo con Laura Ambrosino, Responsabile media & comunicazione presso la Rappresentanza a Milano della Commissione europea che si occupa anche di parità di genere, uno dei temi della Settimana del dialogo civile che si terrà dal 25 al 28 maggio https://cerv-civil-dialogue-week.eu/, l'Avvocatessa Maria Barbera tra gli organizzatori, membro del Cpo comitato pari opportunità  di Milano e membro del consiglio giudiziario della Corte d'Appello di Milano, la Professoressa Azzurra Rinaldi direttrice della School of Gender Economics dell'università degli studi di Roma Unitelma Sapienza.
    0 min
  • La maturità della generazione dad - di Maria Piera Ceci
    Un mese esatto all'esame di Stato. Che esame sarà questo del 2021, dopo due anni di scuola a singhiozzo? Siamo andati a visitare il liceo scientifico Bottoni di Milano e abbiamo incontrato gli studenti, gli insegnanti e la dirigente scolastica.
    "Sarà un'altra maturità sospesa" – ci racconta la preside Giovanna Mezzatesta, che non nasconde una certa preoccupazione per i suoi ragazzi, stremati dalla pandemia. "Escono da scuola dei ragazzi più responsabilizzati. Se le scuole sono un luogo sicuro è anche grazie a loro". Ne è convinto Marco Balzano, insegnante del liceo scientifico Bottoni, in libreria con "Quando ritornerò", edizioni Einaudi. Balzano ai suoi ragazzi in questo ultimo mese di scuola consiglia: "Passate i pomeriggi insieme, a parlare e a confrontarvi fra voi".
    E poi ci sono loro, i ragazzi: Aya Baali, Edoardo Libero Ruffo, Niccolò Mele e Alessandra Gnocchi ci fanno entrare nel loro mondo. Fatto di rimpianti per quello che hanno perso a causa della pandemia, ma contenti di poter vivere il rito della maturità seppur in versione ridotta. E con un occhio rivolto ai loro progetti futuri.
    0 min
  • REPORTAGE - Donne in rosso
    Nelle storie di violenza c'è sempre un momento chiave: quando si fa la telefonata per chiedere aiuto, quando ci si affida al centro antiviolenza, quando si denuncia. Quando si trova un lavoro. Quando i bambini rimasti orfani e le loro famiglie cercano di rimettere insieme i pezzi. Ed è la persona che si incontra a fare la differenza: le forze dell'ordine, il giudice, l'avvocato, l'assistente sociale, lo psicologo, le istituzioni decidono il destino della donna, dei suoi figli, delle famiglie. Ma se una donna su 3 nel corso della vita subisce violenza, se una ogni 72 ore muore - nella maggior parte dei casi per mano del compagno o ex -, se 2000 orfani con le famiglie si scontrano con burocrazia e solitudine, se alle donne ancora non si crede... che cosa non funziona? Quali sono le possibili soluzioni?
    In sei reportage racconteremo le storie di chi lotta contro la violenza. Chiederemo agli attori coinvolti come andare oltre gli stereotipi e garantire un futuro a donne, bambini, famiglie.

    Storie di chi resiste di Livia Zancaner

    Pamela ha "resistito" finchè suo figlio ha compiuto 18 anni, poi ha denunciato. Giovanna, dopo la morte di Lauretta, combatte tutti i giorni per dare un futuro agli altri tre figli. È stata lasciata sola dalle istituzioni, trova la forza nell'amicizia con un'altra donna col suo stesso destino, Vera. Insieme portano le loro testimonianze nelle scuole. Il caso virtuoso della regione Lazio nella lotta alla violenza di genere, a 10 anni dalla Convenzione di Istanbul.Ascolta qui la prima puntata: Storie di chi fugge

    Ascolta qui la seconda puntata: Storie di chi combatte

    Ascolta qui la terza puntata : Storie di chi resta

    Ascolta qui la quarta puntata: Storie di chi rinasce

    0 min
  • 2021, il cinema è delle donne - di Marta Cagnola
    Negli Stati Uniti, il trionfo di Chloé Zhao ai Premi Oscar. In Italia, le candidature ai David di Donatello martedì prossimo di Emma Dante con ‘Le sorelle Macaluso' e Susanna Nicchiarelli con ‘Miss Marx' e tra gli esordienti Ginevra Elkann con Magari. C'è ancora da fare, per una vera parità di genere nell'audiovisivo, ma le donne del cinema e della tv sono sempre di più e in ruoli più vari. In una Roma con i cinema appena aperti, abbiamo incontrato Domizia De Rosa, presidente di Women in Film, Television & Media Italia, Laura Luchetti, regista della serie "Nudes" e Verdiana Bixio, alla guida della storica casa di produzione Publispei.
    14 min
  • EUROREPORTAGE - Lavoro e pandemia. Una storia da ripensare - di Valeria De Rosa
    La crisi generata dalla pandemia di Covid19 è ed è stata diversa da tutte le altre. Non una crisi economica ma una crisi sanitaria che fermando il mondo ha generato una reazione a catena che ha travolto anche il mondo del lavoro. Abbiamo dovuto ripensare le modalità di lavoro. E stiamo realizzando forse solo ora quali le attività che riusciranno a passare indenni attraverso questa crisi e quali invece quelle che non riusciranno a ripartire. Perché - come si dice – i tempi e le abitudini sono cambiate. Resta da capire come mettere insieme il lavoro agile e la produttività. Come aiutare tutti quei lavoratori spinti ai margini. Come ridurre le differenze che anche la didattica a distanza ha creato. Per fare in modo che gli studenti di oggi siano lavoratori qualificati di domani. Abbiamo raccolto le opinioni di Massimiliano Mascherini, capo dell'unità di politiche sociali di Eurofound, agenzia dell'Unione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro; Francesco Seghezzi, presidente della Fondazione Adapt e Sebastiano Fadda, presidente dell'Istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche.
    14 min
  • REPORTAGE - Donne in rosso
    Nelle storie di violenza c'è sempre un momento chiave: quando si fa la telefonata per chiedere aiuto, quando ci si affida al centro antiviolenza, quando si denuncia. Quando si trova un lavoro. Quando i bambini rimasti orfani e le loro famiglie cercano di rimettere insieme i pezzi. Ed è la persona che si incontra a fare la differenza: le forze dell'ordine, il giudice, l'avvocato, l'assistente sociale, lo psicologo, le istituzioni decidono il destino della donna, dei suoi figli, delle famiglie. Ma se una donna su 3 nel corso della vita subisce violenza, se una ogni 72 ore muore - nella maggior parte dei casi per mano del compagno o ex -, se 2000 orfani con le famiglie si scontrano con burocrazia e solitudine, se alle donne ancora non si crede... che cosa non funziona? Quali sono le possibili soluzioni?
    In sei reportage racconteremo le storie di chi lotta contro la violenza. Chiederemo agli attori coinvolti come andare oltre gli stereotipi e garantire un futuro a donne, bambini, famiglie.

    Storie di chi rinasce - di Livia Zancaner

    Giusi ha subito violenza per 18 anni insieme ai suoi figli: oltre alle botte e agli insulti, l'umiliazione di non poter lavorare. Poi la svolta: l'arrivo a Casa Lorena e il contratto a tempo indeterminato. L'importanza dell'indipendenza economica per le donne vittima di violenza, tra le difficoltà ai tempi del covid e la crisi dell'occupazione femminile. Le testimonianze da Caserta, Latina e Firenze.

    Ascolta qui la prima puntata: Storie di chi fugge

    Ascolta qui la seconda puntata: Storie di chi combatte

    Ascolta qui la terza puntata : Storie di chi resta
    0 min
  • Quando il lavoro torna a casa - di Teresa Trillò
    Si torna a casa dalla Cina ma anche dai paesi europei dove negli anni della delocalizzane spinta dalla globalizzazione le aziende avevano deciso di spostare la produzione per costi più bassi o investimenti in mercati emergenti. Ora c'è il controesodo, le aziende ricominciano a produrre o a rifornirsi nel paese o nel continente di origine. Controesodo che non si improvvisa ma si programma. Un fenomeno, il reshoring, iniziato sul finire del secolo scorso, decollato nel 2009 con la crisi economica globale e influenzato ora anche dalla pandemia che ha fatto emergere la fragilità di catene di approvvigionamento troppo lunghe. All'università dell'Aquila, un gruppo di ricerca creato insieme con gli atenei di Bologna, Bergamo e il politecnico di Milano studia le rotte del rientro a casa. I casi censiti nel mondo sono 1500. Stati Uniti, Francia, Italia, Gran Bretagna e Germania sono i paesi sotto osservazione. In Italia, , dice il professore Luciano Fratocchi, sono tornate 171 aziende, grandi gruppi e piccole realtà : 75 sono rientrate dalla Cina e il resto dai paesi europei. Fascino e affidabilità del made in Italy, vicinanza ai mercati di sbocco e digitalizzazione spingono le aziende a ripensare il luogo di produzione. E così c'è chi torna dalla Romania, come la Fitwell di Pederobba, in provincia di Treviso, chi dalla Cina, come la Five di Bologna, e chi, come la ex Manfrotto, ora gruppo Divec quotato a Londra, a Feltre da agosto confezionerà prodotti di meccatronica ora pensati in Nuova Zelanda e realizzati in Cina.
    12 min
  • L'Italia che spera. Da L'Aquila ad Amatrice - di Vincenzo Miglietta
    Un'area che coinvolge 4 regioni, 10 province e 138 comuni; più altri 353 subito ai confini della zona interessata. Un territorio particolare quello colpito dal sisma del 2016; caratterizzato da contrasti cromatici e naturali che rappresentano al meglio l'articolazione millenaria delle popolazioni locali. La dorsale degli appennini che taglia Marche, Umbria Lazio e Abruzzo, le vette di oltre duemila metri; i colori unici della fioritura primaverile della piana di Castelluccio. Valli ed altipiani puntellati da migliaia di borghi testimonianza di una cultura che arriva da molto lontano. E da qui, dagli elementi di rinascita che vuole partire il nostro reportage dedicato alla ricostruzione della zona del cratere che lo sciame sismico, iniziato a fine agosto del 2016 e terminato a gennaio del 2017, si è lasciato alle spalle. Elementi concreti di speranza senza tralasciare ciò che non va, che è ancora molto. Il punto allora sulla ricostruzione con il Commissario Legnini, la prima procedura straordinaria in deroga applicata all'Università di Camerino. Norcia e gli interventi per privati e pubblico con la città di San Benedetto messa in sicurezza. La scommessa ad Amatrice di un imprenditore vitivinicolo; produrre a mille metri bollicine che possano fare la concorrenza alle etichette più blasonate.
    14 min
  • EUROREPORTAGE - I Recovery Plan all'esame di Bruxelles per la ripartenza dell'Europa- di Sergio Nava
    È il 30 aprile la data fissata dalla Commissione Europea per l'invio dei Recovery Plan nazionali a Bruxelles, prima tappa propedeutica all'erogazione dei fondi comunitari legati al programma Next Generation EU, il maxipiano da 750 miliardi di euro per la ripresa post-pandemica.
    Mentre l'Italia prepara il suo piano, che sarà inevitabilmente il più corposo e robusto di tutti, cosa stanno facendo gli altri grandi Paesi UE?
    In questo Euroreportage facciamo il punto insieme ad europarlamentari, funzionari europei ed analisti sulla tabella di marcia dei Recovery Plan europei. E analizziamo le riforme in atto nei Paesi comunitari per facilitare le erogazioni dei fondi comunitari.
    13 min

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