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Il femminicidio di Mariella Anastasi, incinta di nove mesi di una bambina, arsa viva dal marito e dalla sua amante.
Maria Anastasi, chiamata da tutti Mariella, era nata il 5 luglio 1972 a Trapani. A vent'anni ha conosciuto Salvatore Savalli e a ventiquattro hanno avuto la loro prima figlia, poi un'altra ancora, poi un maschio. Nel giugno 2012 hanno accolto in casa la ex del fratello di Salvatore, insieme ai suoi figli. Era l'amante dell'uomo.
Quando Mariella se ne rende conto, per lei e la piccola Paola, di cui è incinta di nove mesi, è già troppo tardi.
Attenzione: il podcast contiene dettagli di una vicenda criminale che potrebbero turbare le persone più sensibili. TW: femminicidio, violenza domestica, violenza su minori.
Per leggere gli approfondimenti alla puntata puoi seguirci su Substack oppure iscriverti alla nostra newsletter. Arriva due volte al mese ed è gratuita.
Si ringrazia la professoressa Silvia Grasso per la chiacchierata sulle streghe siciliane.
FONTI
Féminicides, une histoire mondiale - Christelle Taraud
Le “donne di fora” siciliane, chi erano in realtà le streghe perseguitate per secoli dagli inquisitori
Di troppo amore, fuori dal labirinto della dipendenza affettiva - Ameya Gabriella Canovi
BRANI
Cold Mind Enigma - Crime Mysterious Detective Music - Loopable - GioeleFazzeri
A sad piano - Music_For_Videos
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Moving Sad Classical Piano - Ashot-Danielyan-Composer
Dramatic Tension - Ashot-Danielyan-Composer
Melancholic Sad Piano - Music_For_Videos
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Gli episodi di Ricorda il mio nome si basano sulla ricerca delle informazioni online e offline e sulla lettura delle sentenze. Il nostro è un lavoro volontario e, nonostante il grande impegno che ci mettiamo per raccontare ogni storia con precisione e rispetto, potremmo riportare inesattezze o errori. Se così fosse, potete segnalarceli scrivendoci a [email protected]
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La misteriosa scomparsa di Mariella Cimò, l'amante di cani e gatti fatta sparire dal marito che voleva avere altre donne.
Mariella Cimò era nata a Palermo il 4 febbraio 1939 ed era cresciuta a Catania. A trent'anni si era innamorata di Salvatore Di Grazia, un uomo colto e amante della bella vita. Si erano sposati subito, ma non avevano mai avuto figli. Negli anni, Mariella si era presa cura di decine di cani e gatti, che ospitava nella sua villa.
Poi, una notte di fine estate del 2011, i cani hanno abbaiato a lungo. Da quel momento, nessuno ha mai più visto Mariella Cimò, e le cucce, piano piano, sono state smantellate tutte.
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Si ringrazia il dottor Andrea Grillone per la consulenza medica.
BRANI
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Ricorda il mio nome è un podcast di Anna Bardazzi con la consulenza dell'avvocata Roberta Sandri. Ogni 15 del mese raccontiamo la storia di una donna uccisa per motivi di genere, e proviamo ad analizzare il fenomeno dei femminicidi spiegando chi sono gli autori, come vengono giudicati e come i media si occupano dei casi.
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Non una di meno è un movimento che nasce nel 2015 a seguito del femminicidio di Chiara Paez, quattordicenne incinta uccisa dal fidanzato in Argentina. Lo slogan si ispira ai versi della poeta messicana Susana Chávez, che lottava contro le sparizioni e le uccisioni di donne nella sua città, Ciudad Juárez. Susana Chávez è stata uccisa nel 2011.
Questo episodio speciale di Ricorda il mio nome racconta il fenomeno dei femminicidi impuniti di Ciudad Juárez. Femminicidi che sono iniziati oltre trent'anni fa e che hanno dato vita a un movimento globale. È per descrivere i fatti di Ciudad Juárez che Marcela Lagarde ha coniato il termine spagnolo feminicidio. Ed è da qui che si è iniziato a studiare i femminicidio come culmine della violenza di genere.
Attenzione: il podcast contiene dettagli di una vicenda criminale che potrebbero turbare le persone più sensibili. TW: femminicidio.
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FONTI
The age of sex crime - Jane Caputi
Femicide, the politics of woman killing - Diana Russel & Jill Radford
Del femicidio al feminicidio - Marcela Lagarde
Ossa nel deserto - Sergio González Rodríguez
Ciudad Juarez. La violenza sulle donne in America Latina, l'impunità, la resistenza delle madri - Silvia Giletti Benso e Laura Silvestri
Cultura femicida: El riesgo de ser mujer en América Latina - Esther Pineda
La intocable impunidad - Maria Moreno
Féminicides et impunité, le cas de Ciudad Juárez - Marie France Labreque
La escritura en el cuerpo de las mujeres asesinadas en Ciudad Juárez - Rita Laura Segato
Féminicides, une histoire mondiale - Christelle Taraud
Primera tormenta - Susana Chávez
Ni una más, ni una menos, manifestaciones de mujeres como fuente del derecho - Gabriela Mendizabal Bermúdez
Ciudad Juárez, con la mayor cifra de feminicidios en México
Articoli di Julia Estela Monárrez Fragoso
Blog di Susana Chávez
Blog Nuestras Hijas de Regreso a Casa
La poesia finale è di Cristina Torres Cáceres, Se domani non torno.
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I femminicidi di Michela Noli, Ester Pasqualoni e delle figlie di Antonietta Gargiulo, Alessia e Martina.
Il 30% dei femminicidi in Italia è un femminicidio-suicidio. Chi uccide una donna decide, in un terzo dei casi, di togliersi la vita. Le storie di queste donne non sono mediatizzate: di loro si parla in qualche articolo, raccontando la “tragedia”, il “dramma”, ma poi vengono ben presto dimenticate. Non c’è bisogno di indagare, non c’è un colpevole da ricercare o da condannare, non ci sono processi televisivi e gogne web o complottisimi. Tutto finisce, anche quando “si cerca il movente”.
In questo episodio speciale raccontiamo le storie di queste donne, e proviamo a capire perché un uomo decide di uccidere e poi uccidersi. E perché i media continuano a raccontare i femminicidi-suicidi come una tragedia romantica.
Michela Noli, Ester Pasqualoni e Martina e Alessia, le figlie di Antonietta Gargiulo, sono morte due volte: noi siamo qui per ricordarle.
Attenzione: il podcast contiene dettagli di una vicenda criminale che potrebbero turbare le persone più sensibili. TW: femminicidio, suicidio.
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Trovi su YouTube il video del nostro primo evento live, con un caso inedito e le commoventi parole delle famiglie di Elisa Amato, Jennifer Miccio e Claudia Corrieri, vittime di femminicidio.
FONTI
Otello & Desdemona o del femminicidio: l'attualità della tragedia shakespeariana
Maschile patologico. La vocazione suicida del Patriarcato, Paola Zaretti
Femicide - The politics of woman killing, Jill Radford e Diana Russell
Child outcomes and risk factors in U.S. homicide-suicide cases 1999–2004
Intimate partner homicide–suicide: Perpetrator primary intent across young, middle, and elder adult age categories
Epidemiologia dell’omicio-suicidio passionale in Italia
Approche psychopathologique du passage à l'acte homicide-suicide
Unveiling the Dark Nexus: A systematic review on the interplay of mental health, substance abuse, and socio-cultural factors in femicide
Risk Factors for Intimate Partner Femicide–Suicide in Italy: An Ecological Approach
L'alienazione parentale in Italia
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Il femminicidio di Lucia Bellucci, uccisa dal suo ex, un avvocato che non accettava la separazione.
Lucia Bellucci era nata il 2 ottobre 1981 ed era cresciuta a Pergola, in provincia di Pesaro Urbino. Aveva aperto un salone nella sua città e negli ultimi anni faceva la stagione estiva e quella sciistica a Madonna di Campiglio. Lucia aveva incontrato Vittorio Ciccolini, un avvocato veronese, durante una vacanza in famiglia sull'isola di Tabarka. Dopo un rapporto tormentato, Lucia l'aveva lasciato, ma lui non l'accettava e la tormentava.
Il 9 agosto 2013 Lucia Bellucci scompare nel nulla dopo il famoso "ultimo appuntamento".
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Trovi su YouTube il video del nostro primo evento live, con un caso inedito e le commoventi parole delle famiglie di Elisa Amato, Jennifer Miccio e Claudia Corrieri, vittime di femminicidio.
FONTI
Metamorfosi – Ovidio
Medusa e il corallo – Analisi dell’opera di Giorgio Vasari
No visible bruises – Rachel Louise Snyder
Femminicidio e stalking – Dott. Marino D’Amore
Le rire de la Méduse – Hélène Cixous
Il mito di Medusa, la vittima di stupro trasformata in un mostro
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Il femminicidio di Dina Dore, neomamma, trovata incaprettata nel portabagagli della sua auto. Il marito si è sempre dichiarato innocente.
Dina Dore era nata il 22 settembre 1971 a Gavoi, in Sardegna in una famiglia molto unita. Dopo un lungo fidanzamento si era sposata con Francesco Rocca, dentista. Nel 2007, i due avevano avuto una bambina.
Il 26 marzo 2008 Rocca rientra a casa dal lavoro e trova l’auto della moglie parcheggiata in garage. Di lei nessuna traccia. Soltanto dopo molte ore la scientifica farà la macabra scoperta: il corpo senza vita di Dina Dore era nel bagagliaio della sua auto.
Il 26 febbraio 2013, dopo quasi cinque anni dalla morte di Dina, viene infine arrestato il mandante del suo femminicidio. Da allora, una bambina che non ha mai conosciuto sua madre cresce con la zia.
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Vi aspettiamo il 25 maggio a Prato, alle 17, alla Biblioteca Lazzerini, per il primo incontro live di Ricorda il mio nome. Racconteremo una storia inedita e dialogheremo con il Centro Antiviolenza La Nara.
FONTI
Accabadora, Michela Murgia, Einaudi
L’ho uccisa perché l’amavo. Falso!, Michela Murgia e Loredana Lipperini, Emons
Orfani speciali, Anna Costanza Baldry, FrancoAngeli
Sa Crabarissa, leggenda
Indagine Istat sulle condizioni di vita delle persone separate in Italia (2011)
Si ringrazia l’avvocato Massimo Delogu per la collaborazione.
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Il femminicidio di Gilberta Palleschi, aggredita mentre andava a camminare da uno sconosciuto che voleva stuprarla, uccisa perché si è opposta alla violenza.
Gilberta Palleschi era nata il 14 novembre 1957 e viveva a Sora (Frosinone). Lavorava da molti anni come professoressa di inglese alle scuole medie di Sora. Camminava molto, nelle campagne di Sora, spesso con le amiche ma a volte anche da sola. Proprio come quella mattina del primo novembre 2014, quella della sua scomparsa. Per settimane le forze dell'ordine e tutta la comunità di Sora l'avevano cercata ovunque, ma solo un dettaglio fortuito e casuale, uno di quelli a cui non dai importanza, aveva permesso di rintracciare un sospettato.
Dopo quaranta giorni, il corpo di Gilberta viene ritrovato in fondo a un dirupo. Il colpevole del suo femminicidio ammetterà fatti atroci.
Attenzione: il podcast contiene dettagli di una vicenda criminale che potrebbero turbare le persone più sensibili. TW: femminicidio, violenza sessuale, necrofilia.
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FONTI
No Visible Bruises: What We Don’t Know About Domestic Violence Can Kill Us - Rachel Louise Snyder
Violenza di genere in Italia, 2014 - ISTAT
La ciociara - Alberto Moravia - Bompiani
Neurodevelopmental and psychosocial risk factors in serial killers and mass murderers
Traumatic brain injury: a potential cause of violent crime?
Si ringrazia lo Studio Legale Avv. Massimiliano Contucci per la collaborazione.
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Il femminicidio di Jennifer Zacconi, incinta di quasi nove mesi, uccisa e sepolta viva dal padre di suo figlio.
Jennifer Zacconi era nata il 23 maggio 1985 e viveva con la madre, la nonna e la sorella a Olmo di Martellago, in provincia di Venezia. Aveva una relazione con un uomo più grande di lei, già sposato e con due figli piccoli. Jennifer era rimasta incinta nell'estate del 2005 e avrebbe dovuto partorire nel maggio 2006.
Jennifer Zacconi sparisce il 29 aprile 2006. Il suo corpo verrà ritrovato in una buca dietro a un benzinaio, dove soltanto pochi giorni prima riposava una magnolia.
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FONTI
Le Società Matriarcali e il loro significato Politico - Irene Leonelli
La civiltà delle donne
Studi sullo stato crepuscolare
Le società matriarcali del passato e la nascita del patriarcato - Heide Goettner-Abendroth - Mimesis Edizioni
Si ringrazia lo Studio Legale Avv. Francesco Schioppa per la collaborazione.
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Il terribile femminicidio di Andreea Cristina Zamfir, di cui i giornali titoleranno "prostituta crocifissa a Firenze". Ma dietro lo scoop e la pornografia dei media c'è una vita che è stata interrotta barbaramente e che merita di essere raccontata, per restituirle dignità e memoria.
Andreea Cristina Zamfir era nata nel 1988 in Romania ed era arrivata in Italia nel 2007 per raggiungere i genitori e la sorella.
Cristina verrà trovata morta il 5 maggio 2014 alle porte di Firenze, appesa per i polsi a una sbarra, lasciata a morire da un suo cliente.
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FONTI
Un lavoro d'amore, Giovanna Franca Dalla Costa, Edizioni delle donne
I femminicidi delle prostitute in Italia (1988-2018)
Salario medio in Romania nel 1989
A.D.R.I - Associazione Donne Romene in Italia
La politicizzazione delle prostitute
Sindrome Italia, Tiziana Francesca Vaccaro e Elena Mistrello, Becco Giallo
Gli orfani bianchi in Romania
Si ringrazia lo Studio Legale Associato Benucci - Lazzeretti per la collaborazione.
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