Donatella Colasanti fu trovata il 30 settembre 1975 in fin di vita, nel bagagliaio di una Fiat 127, in via Pola a Roma.
La notte precedente, quella tra il 29 e il 30 settembre 1975, in una villa di San Felice Circeo, si consumò il famoso massacro.
36 ore di botte, bastonate, violenze carnali.
Due ragazzine, Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, cadono nella trappola di Angelo Izzo, Andrea Ghira, e Gianni Guido, tre ricchi borghesi con gravi problemi sessuali e di affermazione, che non disprezzano solo i loro corpi, ma vogliono umiliare le loro vite.
Rosaria muore affogata, Donatella invece si finge morta per vivere.
I tre, pensando che le due ragazze siano morte, le avvolgono in sacchi di plastica e le caricano in macchina. La Colasanti, chiusa nel bagagliaio assieme al cadavere dell'amica, inizia a gemere sperando che qualcuno riesca a sentirla e ad aiutarla. Un vigile la sente e la riesce a salvare. Guidi viene subito arrestato, in apparente stato di confusione; poi scattano le manette per Angelo Izzo. Andrea Ghira non sarà mai catturato.