Maurizio Abbatino è noto a molti come Crispino o il Maurizio della Magliana; considerato un capo storico, insieme a Franco Giuseppucci, Enrico De Pedis e Danilo Abbruciati, della Banda della Magliana. Sopravvisse alla faida che esplose dopo la divisione delle Banda tra il gruppo dei Testaccini e quello della Magliana. Scappò in Venezuela per provare a rifarsi una vita. La Squadra Mobile romana e la Criminalpol avevano scoperto da tempo la sua permanenza a Caracas, la telefonata decisiva che li aiutò ad incastrare Abbatino fu quella che avvenne la sera di capodanno del 1991. Lo arrestarono il 24 gennaio 1992, a Caracas, all'uscita di un locale notturno. Presero dunque il via le pratiche di richiesta di estradizione e, finalmente, il 4 ottobre del 1992 Abbatino fu espulso dal Venezuela. Gli uomini della Squadra mobile lo presero in consegna dalle autorità venezuelane e lo riportarono in Italia. Al suo arrivo a Fiumicino, ad attenderlo e a presidiare la zona, c’era un gran numero di forze dell’ordine, insieme a fotografi, giornalisti e televisioni. Da quel momento iniziò la sua collaborazione con la giustizia. Da una sua testimonianza Abbatino confessa: « Avevamo a disposizione quasi tutti gli avvocati di Roma, medici, dottori, perché no, anche qualche politico. C'è stato un periodo in cui entravamo con le macchine al servizio dello Stato, entravamo sotto al tribunale, scaricavamo pellicce, oggetti d'antiquariato, avevamo un contratto con un capo cancelliere che ci diceva che quei giudici erano corrotti...i processi prendevano la direzione che volevamo noi »
La sua collaborazione diede il via nel 1993 alla denominata Operazione Colosseo che portò al fermo di 55 persone.