È un giorno speciale, sì, però come un compleanno, non come un traguardo. Ci tengo a dire questo perché sento il dono e le responsabilità come l'ambulanza che è passata, più o meno, cioè come un soccorso che il Signore dà reciprocamente a me e a ciascuno di voi.
Perché è proprio della vita cristiana sentire come i doni di Dio non sono mai qualcosa di privato. Sono sempre una condivisione di Lui. Per questo sento molto come una provvidenza i testi di oggi. Cercherò di essere sintetico ma non posso giurarci.
Parto da questa cosa. C'è un giudizio dentro il cuore. Simone, questo fariseo che ha invitato Gesù a casa sua, ha un giudizio nel cuore. E Gesù prende questa situazione e ne fa un dono immenso per la Chiesa di tutti i tempi. Pensateci.
Il giudizio del cuore, che è un giudizio come una mazzata, diventa storia di salvezza per tutti noi. Questo per me è già il primo regalo. Ma ci tengo a guardarci dentro perché il giudizio, uno poteva dire, ma Gesù è andato a casa di un fariseo. Anche questo potrebbe essere un giudizio, no? Gesù ci va e attraverso questa situazione ci insegna una delle cose più importanti forse della vita cristiana: il discernimento. Il discernimento, il saper distinguere dentro il cuore le cose, il bene e il male, perché ciascuno possa sentirne il dono anziché la ferita.
E questo discernimento lo fa a partire da questa situazione imbarazzante provocata da una donna. Attraverso una situazione che Gesù sta vivendo con una grande serenità, ma nel fariseo e forse anche altri dei presenti vivevano con serenità. C'è un giudizio da imparare? Insegnaci, Signore. Lo diciamo mai questo? Provo, eh? Nel cuore. Vi interrogate mai su qualcosa che vi sta appesantendo, dicendo: Signore insegnami a discernere ciò che è bene e male, ciò che è giusto. Gesù insegna che c'è un perdono a partire da un fatto.
I suoi molti peccati sono perdonati perché ha molto amato. E poi a lui che stava giudicando gli dice, sono entrato in casa tua, non mi hai dato un bacio. Lei mi sta baciando i piedi da quando sono entrato. Non mi hai dato l'acqua per lavarmi le mani, lei con le lacrime mi lava i piedi. Allora, stai giudicando? Guarda questa situazione. Ma non si ferma a questo, perché Gesù non sta giudicando il fariseo, ma gli sta dicendo, Simone, guarda le cose come le vedo io.
E questo dovrebbe essere uno dei consigli rivolto a ciascuno di noi per le situazioni della vita, qualunque sia il nostro ruolo, sapete? Anzi, più è pesante, più è importante che impariamo questo sguardo. E le dà questa parola che ci riguarda tutti attraverso poi quella parabola e questa esemplificazione, le dice che sono perdonati i suoi molti peccati, ma perché? Perché c'è un atto di fede. La tua fede ti ha salvata. Ma la sua fede, cioè? Questa frase è così importante che ve la suggerisco. C'è un momento della vita ecclesiale in cui questa frase ritorna. Va in pace, che non è soltanto la fine della messa, ma è proprio la soluzione che riceviamo nel sacramento della confessione, il sacramento del perdono.
E qui c'è un perdono che, guardate bene, da che cosa è motivato? Dal fatto che lei ha molta fede, cioè si rende conto dell'amore con cui è amata. Per cui questo le motiva la fede di andare da Gesù e di esprimere il suo amore. Cioè, il perdono che le viene è l'atto che Gesù fa a chi, conoscendosi amato, va da Lui e esprime il suo amore.
Mi verrebbe da dire, io sono venuto qui per questo. Credo che la vita cristiana abbia bisogno di scoprire l'amore di Dio per poter vivere quella fede che diventa amore nelle situazioni. E far conoscere l'amore che ci ama e ci perdona di chi è compito? Della comunità cristiana.
C'è qualcuno che è chiamato a presiedere a questo, sì, indegnamente sono qui per questo. Ma quello che vorrei suggerire oggi è che questo è un compito di tutti noi. Attraverso un amore che sappiamo, il Signore rivolge ad ogni uomo. Noi di questo siamo consapevoli, per cui ecco il nostro atto di fede che diventa amore che perdona, proprio come fa il Signore. Quindi è proprio scoprire il perdono di Dio che ci rende capaci di amare. Questa è la missione della Chiesa.
Mi piacerebbe dire che in questi anni, in tanti modi e nelle molteplici espressioni che questa comunità vive, stiamo cercando di tenere fermo insieme questo. L'amore con cui siamo amati ci motiva, atto di fede, a porre questo amore in tutte le situazioni e relazioni, a cominciare da una, dal saperci perdonare gli uni gli altri. Questo, se volete, sarà l'annuncio più bello e concreto che il Vangelo ci sta dando.