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In questa seconda parte Pier Giorgio ci invita ad essere come il fiore di loto o l'albero, che attraverso il fango e il concime offrono al mondo fiori e frutti. Ma nella pratica come si fa? Pier Giorgio ci offre un esercizio potente e silenzioso che "oltre il nostro volerlo" trasmuta giudizi e critiche in pace e presenza, a vantaggio di tutti e tutto.
Pier Giorgio ci mostra cosa sia la vera compassione, attraverso una storia del Buddha che di fronte a un forte gesto di un bramino, rimane in uno stato di pace e imperturbabilità, dandoci un potentissimo e silenzioso insegnamento per tutti noi e per il bramino, che diverrà in futuro uno dei suoi più grandi allievi.
Leggendo alcuni versi del ventisettesimo canto del Purgatorio di Dante, Pier Giorgio ci parla della fine della purificazione e del fuoco della vera Iniziazione, dove solo se si entra consapevolmente, senza sfuggirlo, si può udire il canto dell'Oltre.
In questo piccolo pezzo Pier Giorgio ci parla di come siamo fortemente abituati a controllare tutto ciò che accade, questo con la speranza di poter ottenere ciò che vogliamo. È possibile però che la felicità non si possa trovare in qualcosa? Noi sappiamo con certezza che quando ciò che vorremmo accadesse non accade, non siamo felici. Ma è possibile che non lo siamo neanche quando accade?
Con una barzelletta esoterica, Pier Giorgio ci mostra come il volere mettere più amore nelle relazioni, il volerle migliorare, è un’illusione che tiene lontana la scoperta del Vero Amore. Questo brano è tratto da una risposta di Pier Giorgio ad una domanda, formulata da un partecipante ad un ritiro.
Partendo da un breve tratto dell’Apocalisse, Pier Giorgio ci mostra l’opportunità che offre un periodo come quello che stiamo passando. Cosa significa essere “giusti”, quando intorno a noi appaiono ombre e paure?
A partire da un episodio narrato nel libro di Thich Nhat Hanh “Vita di Siddharta il Buddha”, Pier Giorgio ci invita a riflettere sulla sensibilità necessaria a cogliere una “Chiamata all’Oltre”: è possibile che essere pronti e ricettivi a questo significhi anzitutto sentire come, in qualche modo, si stia sprecando la vita dietro soltanto ai propri “conticini”?
Commentando un video sull'evoluzione della vita sulla Terra, Pier Giorgio ci fa osservare che, a causa di condizioni avverse, le creature che anticamente vivevano in acqua siano pian piano uscite fino a popolare le terre emerse. Allo stesso modo ci invita a vedere come la crisi dell'uomo lo possa spingere ad elevarsi e come un autentico contatto con "l’alto" si vada a riflettere in una naturale emanazione anche in "basso".
Aver pazienza e praticare con amore, Pier Giorgio in questo video parla di chi nella pratica è spesso in aspettativa di risultati, e ci invita alla pazienza e a praticare senza cercare un tornaconto, indicandoci come esempio, il vero amore che non ha scopi ultimi ma un cuore aperto.
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