Spazio Lunare

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Spazio Lunare episodes

  • LE VOSTRE STORIE - ANDREA, IL BULLISMO, SENTIRSI ABBANDONATA
    Andrea sopravvive accanto al suo DCA da 18 anni.
    È stata vittima di ogni tipo di bullismo fin da molto piccola e il suo rapporto con il cibo è il suo sfogo.
    Una ragazzina molto sportiva, che concepisce fin da subito lo sport come metodo per bruciare ciò che mangia.
    Nella sua mente ci sono pensieri pesanti, pratica autolesionismo ma non riede a parlarne con nessuno.
    Le cose precipitano sempre di più e anche la sua prima relazione con una ragazza si rivela essere un ulteriore modo per trascinarla nel baratro.
    I centri DCA la fanno sentire abbandonata e non compresa e perciò non ha mai avuto un incentivo per continuare le cure fino in fondo.
    Andy continua ancora oggi la sua lotta, è consapevole del fatto che dovrà affrontare molte sfide e dovrà avere molto coraggio per potersi staccare dalla malattia, ma sa anche che quello è l’unico modo per potersi riprendere la propria vita indietro.
    37 min
  • LE VOSTRE STORIE - ELISA, LA MALATTIA ALBERO, LE FESTIVITÀ NON VISSUTE
    Elisa da piccola non si fa problemi per il proprio aspetto, ma a posteriori capisce di aver avuto un rapporto sempre molto conflittuale nei confronti del cibo.
    Elisa si ammala di anoressia, il suo perfezionismo l’accompagna nella ricerca di qualcosa che non si acchiappa mai.
    La definisce una malattia ad albero, che parte da se stessa ma si espande a tutti gli ambiti della propria vita, creando un’ossessione per tutte le cose che incontra.
    Elisa non mangia insieme ai suoi familiari, le mettono ansia e soprattutto non comprendono a fondo cosa significhi essere affetti da un DCA.
    In Sicilia le strutture dedicate alla cura dei DCA sono carenti e la situazione non va migliorando.
    Ci racconta come vive le occasioni sociali, ci racconta quanto il freddo le entri nelle ossa e di quanto la malattia le stia togliendo tutto.
    30 min
  • LE VOSTRE STORIE - GENNY, L’ESPERIENZA IN CLINICA, VIVERE CON DUE PERSONE NELLA TESTA
    Genny si ammala di DCA che è appena una ragazza.
    Vuole perdere qualche kg perché se lo sente di troppo e finisce in un vortice.
    Prima una dieta fai da te, poi una nutrizionista che la inizializza all’utilizzo della bilancia che la rende schiava.
    Decide di chiedere aiuto quando il tutto diventa troppo mentre è una studentessa universitaria in un centro specializzato, ma le cure le vengono negate perché non ha la residenza li.
    Così Genny si rivolge altrove ad un’altra clinica, nella quale attraversa una parte della fase di risalita a livello fisico, ma a livello mentale la malattia urla ancora.
    L’esperienza di Genny nella struttura le rimane impressa nella mente tutt’oggi e ha il coraggio di raccontarci la sua esperienza, dura e tosta da digerire.
    Oggi Genny lotta contro l’iperattività, contro i sensi di colpa, contro un mostro che convive con lei ogni giorno. Ma nelle parole di Genny c’è speranza, c’è voglia di risalita e voglia di vita vera.
    34 min
  • LE VOSTRE STORIE - SHANTI, VOLER DIVENTARE INVISIBILE, IL FREDDO POLARE IN SETTEMBRE
    Shanti fin da piccola si trascina dietro dei problemi ormonali.
    Vittima di bullismo e cyberbullismo ha sviluppato un disprezzo per il proprio corpo.
    Un giorno assiste a delle molestie che gli ricordano quelle subite alle elementari e si fa largo un unico pensiero nella propria mente: voler diventare invisibile.
    Il controllo ossessivo per i propri pasti la porta a perdere molto peso e anche una delle sue più care amiche.
    Consapevole di aver sviluppato un DCA prende coraggio e ne parla con la psicologa del centro di transizione e prende appuntamento per entrare in un centro DCA.
    Ma la visita al centro non ci sarà mai, perché al suo posto viene poi indirizzato ad una psichiatra che le prescrive dei farmaci e la abbandona un po’ a sè stessa.
    L’unica che davvero la capisce è la sua dietista, che riconosce il suo DCA e la accompagna nei suoi momenti più neri.
    Shanti oggi lotta contro dei pensieri pesanti, sa che la guarigione la attende e che deve fare di tutto per arrivarci
    27 min
  • LE VOSTRE STORIE - FRANCESCA, L’ORTORESSIA, IL MONDO DEI SOCIAL E LA SERENITÀ PERDUTA
    Francesca cresce serena, senza particolari paturnie per il proprio corpo.
    All’età di 15/16 anni, dopo il commento di una sua amica sull’efficacia di mangiare vegetariano, comincia a cambiare la propria alimentazione.
    Ma è all’età di 22 anni che sperimenta il primo piano alimentare con grammature specifiche.
    Si rende subito conto di una cosa: troppe regole le stanno strette.
    Scopre presto il mondo dei social e lo declina a proprio modo, trasformando il mondo del fit in un’ossessione.
    La socialità viene a mancare e la rigidità nei confronti del cibo che mangia è sempre più accentuata: ogni cosa, anche i pomodorini, devono essere pesati.
    Oggi Francesca ci dice una grande verità: per stare bene bisogna accettare di perdere il controllo su alcuni aspetti.
    Si scusa per come si è trattata in precedenza e si assicura di non trattarsi più con un giudizio tosto.
    38 min
  • LE VOSTRE STORIE - SILVIA, IL TUTTO E SUBITO, LE CONSEGUENZE FISICHE DI UN DCA
    Silvia fin da piccola ha un rapporto complicato con il cibo, ha un rifiuto fisico e si ritrova a mangiare solo qualche cibo e sviluppa un amore spassionato per i dolci.
    Una tonsillite le fa perdere peso e nella sua testa si fa strada l’idea del NON MANGIO = PERDO PESO.
    Negli anni provoca al corpo disagi fisici e ormonali a suon di frullati di frutta e verdura a pranzo e cena e dolci per il resto del giorno.
    Dopo una vacanza con un’amica dal fisico perfetto Silvia si convince a cominciare a mangiare poco o niente, a contare le calorie di qualsiasi cosa e a spaccarsi in palestra e concedendosi un pasto libero alla settimana che diventa il suo pretesto settimanale per abbuffarsi di tutto quello di cui si priva.
    Diventa sempre più rigida, si isola, la sua visione verso il mondo è sempre più apatica e astratta e il suo DCA è sempre più presente.
    Silvia ci dice che si pagano le conseguenze nel maltrattare il proprio corpo, ci dice di chiedere aiuto e di aprirsi alle persone.
    39 min
  • LE VOSTRE STORIE - CATERINA, I DAY HOSPITAL, I GIRI DEI BAR E LA POESIA ITACA
    Caterina ha un problema con il cibo da quando ha due anni e quando si siede a tavola esclama ‘Caterina oggi non mangia’.
    Non era il corpo il suo problema, ma ciò che aveva dentro.
    Ad aggravare negli anni la situazione è poi una relazione che non la fa stare bene, lei vuole scappare dal suo corpo.
    Arrivata in ospedale è la prima volta che si rende conto di avere una malattia, una diagnosi.
    È proprio l’ospedale che diventa la sua seconda casa fino all’avvento della pandemia, quando il suo reparto chiude e viene seguita con una chiamata dalla neuropsichiatria una volta a settimana per una durata di 15 minuti.
    Si rivolge poi ad un team di medici indipendenti e comincia un nuovo percorso fino a quando ha un crollo mentale che la porta a volgere alle abbuffate e alle compensazioni.
    Caterina legge la poesia Itaca e capisce che è il viaggio che conta, un viaggio verso la guarigione, che parte dall’accettazione che il peso scenderà in maniera naturale.
    Oggi Caterina ha un sorriso stupendo e tante consapevolezze in più.
    32 min
  • LE VOSTRE STORIE - CARLA, LA TIMIDEZZA, IL GINOCCHIO SBUCCIATO E COSA SI PUÒ ESSERE SENZA LA MALATTIA?
    Carla nasce dopo due aborti spontanei e ha da sempre un rapporto molto soffocante con la madre.
    La sua autostima è pari a zero, è timida, insicura e viene spesso sminuita da chi la circonda sviluppando una sindrome di inferiorità.
    Si ritrova dentro alla malattia senza sapere come ci è finita, i professori le fanno notare che non sta bene ma la luna di miele prevale e lei è contenta di ricevere certi commenti perché non fanno più riferimento alla sua timidezza.
    Viene portata dal medico con l’inganno di un ginocchio sbucciato ed è lì che capisce che qualcosa non va e comincia un percorso di montagne russe per la risalita dal tunnel.
    Passano matrimonio, due gravidanze, sei anni di allattamento e dopo vent’anni una nuova ricaduta che le insegna che la terapia è fondamentale per andare a fondo su alcuni aspetti che non aveva sistemato anni prima. Si può imparare molto dalla terapia se si ha il coraggio di guardarsi dentro.
    34 min
  • LE VOSTRE STORIE - VANESSA, TUTTO QUESTO PER COSA, ANIMENTA COME SALVEZZA
    Vanessa è da sempre una ragazza completamente dedicata alla ricerca della perfezione.
    Pretende molto da sè stessa e arriva ad annullarsi per lo studio.
    Dopo la laurea prende qualche kilo e la sua volontà di riperderli si trasforma in una corsa senza fine al voler essere sempre di meno.
    Il suo ragazzo se ne accorge subito ma la testardaggine di Vanessa la fa continuare per la sua strada.
    Un giorno le prende una gran fame e dopo una fetta di pandoro e un pacchetto di TUC pensa le peggio cose su sè stessa.
    Vanessa per la prima volta ha deciso di farsi aiutare, di fidarsi del percorso e delle persone.
    Ha trovato in Animenta un gruppo di persone che le raccontano la realtà senza fronzoli, che le sanno stare vicino e che la comprendono.
    Vanessa fa i conti con le cose che non riusciva ad accettare fino a poco tempo fa: non può decidere lei quanta fame ha.
    Ci racconta anche che il percorso è lungo e tortuoso ma la base è accettare le proprie emozioni e la propria fame
    35 min
  • LE VOSTRE STORIE - VALENTINA, UNA PERDITA SCIOCCANTE, STRAVOLGERE LA PROPRIA VITA SI PUÒ
    Valentina a 17 anni si guarda intorno e vede che tutte le sue amiche hanno il fidanzato e lei no.
    Attribuisce questo fatto al suo corpo e comincia a perdere peso ma si ritrova in un vortice
    Nota nella propria migliore amica un comportamento strano con il cibo e la convince a chiedere aiuto cominciando a fare day hospital.
    Sembra che la sua migliore amica stia meglio, ma poi, dopo essersi salutate una mattina apparentemente normale, la sua migliore amica si toglie la vita.
    Questo shock è per Valentina qualcosa di inspiegabile e ricomincia un vortice che la porta ad un ricovero di sei mesi a Villa Garda in seguito ad un pianto disperato di suo padre.
    Ma è proprio al rientro a casa che sperimenta un momento di down totale nel quale pensa più volte di farla finita. Il dolore è troppo forte.
    Ma Valentina si rialza, con le unghie e con i denti e reagisce grazie all’amore e allo sport, che è la sua medicina. E ci racconta come ha preso coraggio e rivoluzionato la sua vita
    29 min

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