Spazio Lunare

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Spazio Lunare episodes

  • LE VOSTRE STORIE - ELISA, UN’INVALIDITÀ INVISIBILE, LA SOLITUDINE, IL CIBO TACE LE EMOZIONI
    Elisa comincia a nutrire insoddisfazione nei confronti del suo corpo quando approda al liceo, dopo essere stata vittima di bullismo da anni a causa della sua sordità.
    Si vede troppo grande e decide di affidarsi a Naturhouse, scelta che le costa cara la sua salute.
    Alla perdita di peso seguono complimenti che dopo poco non le fanno più conforto ed Elisa si sente completamente abbandonata, anche dall’ indifferenza dei professori.
    Anche i professionisti sembrano lontani, non la seguono davvero.
    Seguono anni di anoressia, bulimia e ultimo ma non per importanza binge eating, Che la porta a creare una vita fatta di sofferenza, solitudine, cibo, serie tv e pianti.
    Di fronte alle cure Elisa non si sente abbastanza per accedervi.
    Ma Elisa la luce la trova, cominciando a viaggiare, scoprire il mondo, nuove culture, mettendosi alla prova e uscendo dalla zona di comfort dimostrando a tutti e a sè stessa che la guarigione esiste
    30 min
  • LE VOSTRE STORIE - ILENIA, UN’INFANZIA DIFFICILE, I COMMENTI FATTI CON TROPPA NONCURANZA
    Ilenia è una bambina appena consapevole di essere al mondo quando i suoi genitori si separano.
    La separazione è difficile ed è scandita da momenti nei quali Ilenia perde completamente la bussola.
    Crescere con la nonna è una grande salvezza, ma Ilenia si sente un vuoto dentro.
    Sempre stata l’anima della festa, Ilenia riceve commenti poco graditi da parte di sua madre, che la porta da molto giovane da un dietologo ed è l’inizio di una paturnia dietro l’altra.
    Subisce un intervento all’età di 24 anni in seguito alla scoperta di un tumore gastrointestinale che le porta numerosi scompensi fisici e vedendo il suo corpo cambiare pensa che non sia più abbastanza.
    Ilenia soffre di binge eating, di bulimia e di ortoressia, ma ora la sua guerra è finita.
    Ilenia sottolinea l’importanza di parlarne, di aprirsi e di non vergognarsi, abbracciando ognuno di noi e non facendolo sentire solo
    44 min
  • LE VOSTRE STORIE - FRANCESCA, LO SVILUPPO PRECOCE, L’IPERCONTROLLO, LE BUGIE E IL VERO RECOVERY
    Francesca è sempre stata selettiva nei confronti del cibo, non ha ricordi di spensieratezza e piacere nei suoi confronti.
    Si sviluppa in quinta elementare e il confronto con il corpo delle sue compagne è immediato, lei è una bambina che non si riconosce più nel suo corpo.
    Durante una visita medico-sportiva per il pallavolo agonistico le viene dato il colpo di grazia e da lì, è l’inizio della fine.
    Cominciano una serie di diete, restrizioni, ipercontrollo, bugie continue, fino a quando, i suoi genitori comprano una bilancia per monitorarla.
    Francesca è testarda e vuole fare di testa sua, comincia a mangiare di più per gli altri, non per sè.
    Con il metodo “bocconi amari”, recupera il ciclo e la sua relazione la fa stare bene, ma il DCA è sempre in sordina e quando tutto precipita di nuovo, Francesca mente spudoratamente dicendo di avere solo un problema con l’ansia.
    Il lockdown la fa migliorare, ottiene ciò che vuole, entra a medicina e recupera un po’ di vita, ma è quando la sua migliore amica la abbandona che decide per la prima volta di ammettere di avere un problema con una psichiatra.
    Comincia il suo iter, che è ancora in corso e che si avvia verso una nuova fase, la fase di riscoperta di vita.
    28 min
  • LE VOSTRE STORIE - VITTORIA, SE VUOI SCOMPARIRE, ALLORA NON SO PIÙ COSA DIRTI, MAI NESSUN ‘COME STAI?’
    Vittoria non ha ricordi dell’inizio della sua malattia, non è cosciente, sa che un episodio che ha favorito il suo disagio è stato la vendita della sua cavalla.
    Le persone attorno a lei non comprendono e la liquidano con frasi come “Se vuoi scomparire, non so cosa dirti”, nessuno va oltre quella che è la sua ossessione per le calorie.
    Vittoria riconosce di aver bisogno di più cibo, ma la paura di tutto, comprese le emozioni la porta a sviluppare tecniche di autolesionismo.
    Dopo una gara sportiva, Vittoria perde il controllo e quel giorno decise di arrendersi, prendendo 17 psicofarmaci.
    Ma, ha una seconda possibilità per riprovarci, si rialza e comprende che i piccoli passi sono i più grandi.
    I suoi alleati verso la guarigione sono stati: stare a contatto con le altre persone, lo sport, rivivere le emozioni.
    La verità è che rimanere nel proprio malessere chiude in una bolla, dove non succede nulla, ci vuole coraggio per provare emozioni, ma ne vale la pena.
    20 min
  • LE VOSTRE STORIE - CHIARA, CHISSÀ COME APPAIO, CHISSÀ COSA PENSANO, LA FORTUNA DI TROVARE PERSONE SU IG
    Chiara non sa riconoscere un vero inizio al suo DCA ma comincia a manifestare i sintomi più tipici in terza media, ma il vero tracollo lo ha durante il primo lockdown.
    Chiara si trova a fronteggiare uno sviluppo precoce, che la porta ad un cambiamento nel proprio corpo al quale non era preparata.
    Il perfezionismo e il peso del giudizio degli altri le fanno sempre compagnia e diventano centrali in tutti gli ambiti della sua vita, tanto da portarla ad essere meno spontanea e a chiedersi perennemente come appare e cosa pensano gli altri di lei.
    Quando l’emergenza covid viene meno, la vita ricomincia, ma lei rimane ferma, non ha ancora la consapevolezza del suo problema, fino al rientro da una vacanza estiva, dove si rende conto dell’incubo in cui è immersa.
    Nel percorso di cura ha imparato che tirare fuori le cose fa quasi più male che tenere dentro.
    Il percorso si rivela più difficile del previsto all’inizio, ma poi, non mollando, riesce ad ingranare.
    Ad oggi, Chiara ha conosciuto la sua migliore amica tramite instagram e ci dice una grande verità: le cose in un anno possono cambiare completamente, datevi una possibilità
    25 min
  • LE VOSTRE STORIE - ANNAMARIA, PIANGERE DI FRONTE AD UN GELATO È PERDERE IL CONTROLLO DELLA PROPRIA VITA
    Annamaria fin da piccola frequenta costantemente gli ospedali, che la portano a sviluppare molti traumi.
    Fa fatica ad uscire di casa, tante cose che possono sembrare normali per le persone, non lo sono per chi ha un problema di salute accompagnato da attacchi di panico.
    Un lutto la porta a sviluppare uno stato depressivo, si chiude in sè.
    Con l’inizio di un nuovo anno, si promette di cambiare, comincia una dieta e si allena.
    I meccanismi di diet culture e permesso di mangiare solo se fa un quantitativo di sport sono un sottofondo continuo.
    Pensa che cambiando sè stessa potrà controllare la situazione esterna a sè.
    È il pianto di fronte ad un gelato che le fa comprendere di essersi persa.
    Ne parla con la mamma, sua grande alleata, che la aiuta a comprendere che ha bisogno di aiuto, anche se non ha una diagnosi completa, anche se non si vede davvero per quel che è.
    Annamaria ci dice una grande verità: chiedere aiuto, parlarne e sfogarsi è la cosa più importante ed è l’unico modo per uscirne.
    Un DCA è come un mostro che ti mangia dentro, letteralmente.
    22 min
  • LE VOSTRE STORIE: GIULIA, TORNARE ALLA NORMALITÀ FA PAURA, CERCARE I PROFESSIONISTI GIUSTI
    Giulia si approccia ad una dieta all’età di 15 anni, comincia a restringere sempre di più fino a isolarsi e a declinare qualsiasi invito.
    Comprende di avere un problema e decide di affidarsi ad uno psicologo, poi ad un altro, non riuscendo a trovare una figura su cui fare affidamento, ma nonostante ciò, ci riprova e trova la persona giusta.
    Il suo percorso prosegue fino a fare dei passi indietro durante un tirocinio universitario all’estero, è stanca, non ha forze, è spenta.
    Il suo ragazzo comprende che c’è altro sotto quel a stanchezza, così lei decide di andare davvero a fondo.
    Ogni volta che la sua paura della normalità si fa strada nella sua mente lei risponde con questa domanda: ‘voglio davvero essere così limitata nella mia vita da questa voce?’
    Oggi Giulia ha fatto un grande lavoro su sè stessa, si è circondata di persone che la amano e si è aperta alla vita, facendo volare via il marcio, insieme alle persone giuste
    19 min
  • LE VOSTRE STORIE - GIULIA, UN BMI CHE SEMBRA TROPPO, LA RINASCITA DOPO UN INCIDENTE, LA PASSIONE IN CUCINA
    Giulia nel febbraio del 2020 sente le gambe toccarsi, si sente troppa, inadeguata.
    Ricerca la soluzione fai da te con un’APP, calcola il suo BMI e decide di voler perdere peso.
    Le informazioni sbagliate, unite ad un’app contacalorie la portano a sviluppare un’ossessione, unita all’attività fisica che inizialmente vede come qualcosa per perdere peso.
    Pubblica sui social storie con bilance, pesi, pensieri distorti, ma nessuno si fa domande, si sente non capita e non abbastanza, ma prende coraggio e decide di rivolgersi ad uno psicologo, nonostante ci sia un forte stigma in famiglia.
    La palestra diventa poi una passione, ma è un incidente a farle comprendere che può creare comunque qualcosa di bello anche rimanendo ferma: scopre la passione per la cucina e ad oggi, non conta più ciò che mangia.
    Comprende giorno dopo giorno che ogni giorno è diverso, si può avere più appetito e meno appetito, ed è totalmente normale, umano.
    22 min
  • SPAZIO LUNARE EP. 175 - CONSIDERA IL PRESENTE, QUELLO CHE PUOI FARE ORA È DIVERSO DA IERI E DA DOMANI
    ‘Non rimuginare su ciò che hai fatto o che non ho fatto, pensa invece a ciò che puoi fare ora’.
    Pensiamo costantemente alle nostre azioni passate, a quello che abbiamo fatto e che avremo voluto fare in maniera diversa, a quello che non abbiamo fatto e rimpiangiamo perché pensiamo che l’impatto del fare quella cosa ci avrebbe cambiato la vita.
    Però fermati, non stai facendo nulla di costruttivo guardando al passato.
    Così come non farai nulla di costruttivo guardando solo al futuro.
    Il futuro non esiste ancora perché prima devi costruire il tuo presente, considerare il qui ed ora, perché è l’unica cosa certa che hai, sulla quale puoi agire.
    Le cose che puoi fare oggi sono diverse da quelle che potevi fare in passato, perché sei diverso.
    Oggi agisci, spogliandoti dai costrutti mentali del passato e futuro.
    11 min
  • SPAZIO LUNARE EP. 174 - INDOSSARE UNA MASCHERA NE VALE DAVVERO LA PENA?
    Spesso indossiamo maschere, ci adeguiamo alle circostanze per paura di farci vedere per ciò che siamo davvero.
    A partire dalle circostanze in cui il nostro comportamento deve modificarsi a seconda della persona che abbiamo di fronte, andiamo a parlare poi delle maschere che decidiamo autonomamente di indossare quando invece nessuno ce lo richiede.
    Perché una persona decide di indossare una maschera? Vale davvero la pena indossarla?
    Sui social ci sono davvero tante maschere, ma perché?
    La verità è che dipende dalla persona, dal suo vissuto, da quello che prova ora.
    Non arrabbiatevi con chi indossa una maschera, ma se siete voi ad indossarla nei confronti di qualcuno, chiedetevi perché lo state facendo.
    Portare il macigno di una maschera è davvero tosto, in questo podcast parliamo di quanto sia importante liberarsene per vivere meglio.
    13 min

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Tressessanta by Virginia Gambardella

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