TRAPPIST

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TRAPPIST episodes

  • 017: L’analisi della sconfitta
    Benvenuti a Trappist, l’unico podcast con una solida maggioranza parlamentare socialista.

    In questa puntata Sebastian e Alessandro commentano i risultati delle elezioni europee — la crisi totale del Movimento 5 Stelle, che sembra aver perso ogni prospettiva di futuro, in particolare per un ipotetico movimento “di opposizione,” e il successo della Lega di Matteo Salvini, comunque non inarrestabile come sembrano volere tutti, anche i suoi detrattori.

    Mentre in Italia il Movimento 5 Stelle finge una crisi interna per nascondere la mancanza di alternative a Di Maio e al rimanere stampella del governo della Lega, in Europa invece di parlare di politica si passa in direttissima dalle elezioni — che hanno visto tutti in difficoltà — a litigare per le nomine.

    Leggi le note complete dell’episodio su: https://thesubmarine.it/2019/05/30/trappist-017/
    56 min
  • 016: Aiuto, domani per chi votiamo
    Benvenuti a TRAPPIST, il podcast che prova a capirci qualcosa.

    Questa settimana TRAPPIST va in onda con una puntata speciale in vista delle elezioni europee, pensata apposta per voi nove milioni di italiani indecisi su chi votare. Cercheremo di fare un po’ di chiarezza su una contesa elettorale che ha contorni molto nebulosi — come del resto tutto quello che riguarda il funzionamento dell’Unione Europea: quali sono le forze in campo? La soglia di sbarramento al 4% c’è dappertutto? E ancora: perché tra gli alleati inglesi del Movimento 5 Stelle c’è un candidato che ha insegnato al proprio carlino a fare il saluto nazista?

    Per la preparazione di questa puntata ci siamo appoggiati, tra le altre cose, all’ottimo lavoro di catalogazione svolto da Valigia Blu, che potete trovare nei link utili.
    59 min
  • 015: La sindrome dello striscione
    Benvenuti a Trappist, l’unico podcast con tutte le notizie dal Pueblo de Nuestra Señora la Reina de los Ángeles.

    In questa puntata, molto a malincuore, seguiamo da vicino la parabola recente del nostro amato Ministro dell’interno, Matteo Salvini. All’avvicinarsi delle elezioni europee, la popolarità del Ministro — lo definiamo così anche se al Viminale non c’è praticamente mai — è sempre altissima, ma parrebbe mostrare qualche segnale di fragilità.

    In ogni caso abbiamo letto la prima pagina della sua biografia edita da Altaforte, la casa editrice amica di CasaPound di cui vi abbiamo parlato la scorsa puntata, e non ci è piaciuta. Ciononostante ci ha regalato qualche utile informazione — come il furto subito da Salvini a scuola, quando qualche compagno zekka gli rubò un pupazzetto di Zorro.

    Consigliamo vivamente la visione del video del ministro che scappa linkato nelle note dell’episodio, online su the Submarine a questo link: https://thesubmarine.it/2019/05/16/trappist-015/
    50 min
  • 014: Cannabis legale e antifascista
    Benvenut* a Trappist, l’unico podcast che ha una percentuale di THC superiore al 20%.

    In questa puntata commentiamo la stretta improvvisata di Matteo Salvini contro la cannabis light, una boutade televisiva trasformatasi nel giro di un giorno in una direttiva ministeriale. Qual è il senso di una stretta contro negozi che sono stati aperti solo grazie alla legalizzazione della vendita della cannabis light solo due anni fa? E quali sono i veri confini tra “guerra alla droga” e “sicurezza”?

    Nella seconda metà della puntata torniamo sul caso degli editori neofascisti al Salone del libro, un problema di vecchia data che finalmente gli intellettuali italiani sono stati costretti ad affrontare. Alla fine Altaforte non ha potuto partecipare al Salone — grazie a pressioni da parte di autori, istituzioni, politici — ma si tratta di un sintomo di un problema piú ampio, il non aver gestito correttamente il fascismo dal Secondo dopoguerra ad oggi.

    Leggi le note complete dell’episodio su: https://thesubmarine.it/2019/05/10/trappist-014/
    45 min
  • 013: In Libia non è stato un bel 25 aprile
    Bentornati a Trappist, un podcast divisivo della redazione di the Submarine

    Ieri siamo andati in piazza a Milano per ricordare, come ogni 25 aprile, la festa della liberazione dal nazifascismo. Eravamo in circa settantamila, un buon numero di partecipanti considerando il tempo inclemente, probabilmente per reazione al clima xenofobo e di estrema destra che si respira nel paese — un rigurgito antifascista, insomma. Parleremo anche di tutto il solito corollario di provocazioncine fasciste prima e durante la giornata, come lo striscione inneggiante a Mussolini srotolato vicino a piazzale Loreto.

    Essere antifascisti vuol dire anche rispettare la libertà e l’uguaglianza di tutte le persone. La situazione in Libia impone una riflessione: migliaia di persone sono imprigionate in veri e propri campi di concentramento, ma della situazione libica al governo italiano — e alla maggior parte dell’opinione pubblica — importa solo la minaccia di nuovi sbarchi. Il 23 aprile, le milizie del generale Haftar avrebbero fatto irruzione in uno di questi campi uccidendo almeno 6 persone.

    Leggi le note dell’episodio su: https://thesubmarine.it/2019/04/26/trappist-013/
    41 min
  • 012: Notre–Dame, le elezioni europee e altre cose che vanno in fiamme
    Benvenuti a TRAPPIST, l’unico podcast ignifugo, dalla redazione di the Submarine.

    La cattedrale di Notre-Dame è stata ingoiata dalle fiamme in un drammatico incendio nella serata di lunedì: un fatto che ha suscitato un grande scalpore, ma che ha anche fornito un ottimo pretesto alle persone di destra di tutto il mondo di diffondere il proprio messaggio discriminatorio, complottista e razzista — prevedibile, vero? Sono bruciati il tetto e la guglia ottocenteschi della struttura. Il presidente Macron ha dichiarato che la cattedrale tornerà come nuova in cinque anni - un obiettivo che pare essere ambizioso.

    Se molti hanno pianto “l'anima europea” (?) bruciata con la cattedrale, c'è chi ha pianto per la sua mancata candidatura al parlamento europeo. È il caso di Mario Borghezio, su cui non servono presentazioni. Ma le liste delle elezioni del prossimo 26 maggio sono piene di personaggi folkloristici, riciclati, o da mettere nel frigorifero — oltre ai candidati veri.

    Leggi le note complete dell’episodio su: https://thesubmarine.it/2019/04/18/trappist-012/
    1 hr
  • 011: Maschiofascisti alla riscossa
    Bentornati a Trappist, il podcast non piatto di the Submarine.

    In questa puntata parliamo con la nostra collega Francesca Motta dell’eterno ritorno del DDL Pillon, il progetto di legge fortemente reazionario voluto dalla Lega e fintamente contrastato dal M5S. Il partito di Di Maio è sempre più stravaccato sulle posizioni reazionarie della Lega, e sembra addirittura non vederci niente di male.

    A proposito: sta andando a finire così anche con la flat tax, la bislacca proposta iperliberista avanzata da Matteo Salvini in questi giorni di campagna elettorale montante. Ma la tassa piatta è compatibile con la democrazia? In Russia a quanto pare sì — ma forse quello a cui si ispira la destra italiana non è un esempio da seguire, uhm.

    Leggi le note dell’episodio complete su: https://thesubmarine.it/2019/04/11/trappist-011/
    52 min
  • 010: Come affrontare l'emergenza droga a Milano — se esiste
    Benvenuti a Trappist, l’unico podcast che potete venire a trovare.

    Lo scorso 29 marzo il sindaco Sala, il prefetto Saccone e un nutrito gruppo di cittadini hanno fatto una passeggiata nel Parco Cassinis, meglio noto come “Bosco di Rogoredo” o “Boschetto della droga.” Scopo: riappropriarsi di uno spazio pubblico al centro della cronaca negli ultimi anni per l’intensa attività di spaccio al suo interno.

    A Milano dunque c’è un ritorno dell’eroina, come si vede letto su molti giornali? O forse non se n’è mai andata? Ne Parliamo con Vincenzo Cristiano di ALA Milano, una ONLUS che si occupa di inclusione sociale, tutela della salute e lotta alle discriminazione, e con Francesco Floris, giornalista di Redattore Sociale che si è occupato da vicino della situazione di Rogoredo.
    1 hr 7 min
  • 009: Dirottatori di cittadinanza
    Bentornati a una nuova puntata di Trappist, l’unico podcast che tifa per i dirottatori, creato dalla redazione di The Submarine.

    Una nave commerciale, dopo aver soccorso più di cento migranti nel canale di Sicilia, stava facendo rotta verso la Libia quando — a soli sei chilometri dal porto di Tripoli — ha invertito bruscamente la rotta. Questa mattina è giunta a Malta, dove alcuni migranti sono stati ammanettati per aver preso parte a quella che viene definita un’azione di pirateria, ma che è semplicemente figlia dell’ostinazione europea nel costringere le persone nell’inferno libico, ben descritto da un report pubblicato questa settimana da Women’s refugee committee.

    Oltre a gongolare per l’ennesima occasione di accrescere i propri consensi sulla pelle degli innocenti, il ministro Salvini ha deciso di avallare la concessione della cittadinanza italiana al piccolo Ramy, lo studente che ha chiamato i carabinieri in occasione della tentata strage di San Donato. L’ultima cosa che Salvini vuole, infatti, è che si torni a parlare di Ius soli, dopo che un anno e mezzo fa il Partito democratico decise di lasciare perdere questa battaglia e rimandarla “al prossimo giro” (sic).

    Leggi le note dell’episodio su: https://thesubmarine.it/2019/03/28/trappist-009/
    48 min
  • 008: Porti chiusi e altre creature mitologiche
    Benvenuti a un’altra puntata di TRAPPIST, l’unico podcast di approfondimento che non finge che al mondo non vada tutto male.

    In questa puntata parliamo del caso della Mare Jonio e della direttiva di Salvini nata in fretta e furia, del connubio finale tra Lega e Movimento 5 Stelle per salvare Matteo Salvini e di come AfD cerchi di espandere gli orizzonti di cosa sia essere neonazisti.

    La nave Mare Jonio, nonostante l’opposizione del ministro Salvini e le sue improbabili “direttive,” ha fatto felicemente sbarcare tutti i migranti a bordo, salvati dal cattivo tempo del canale di Sicilia e dalle grinfie della Guardia costiera libica. Il capitano Marrone è indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

    Il ministro si è però potuto consolare grazie al suo salvataggio parlamentare, operato dai fidi colleghi di governo del Movimento 5 stelle. Ieri il Senato ha negato l’autorizzazione a procedere per i reati di sequestro di persona e abuso d’ufficio nei confronti di Salvini, che si è commosso, ciccino.

    I nazisti intanto fanno cose bizzarre anche all’estero: AfD, il partito di estrema destra tedesco, ha creato il gruppo dei “nuovi tedeschi,” figli di immigrati in Germania da questo e quel paese, uniti nel fermare “l’islamizzazione” tedesca. OK.

    Leggi le note dell’episodio su: https://thesubmarine.it/2019/03/21/trappist-008/
    1 hr 1 min

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Il mondo visto da lontano: conversazione sulle notizie piú importanti della settimana, dalla redazione di the Submarine.

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