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"Non scrivere di me" di Veronica Raimo
La storia di un'ossessione, di una devozione e delle conseguenze di una violenza subita da una persona che si ama e si ammira. In "Non scrivere di me" di Veronica Raimo (Einaudi) la protagonista è una donna di 35 anni che lavora in un bar e scrive poesie. La notizia della morte di un attore e regista, diventato per un breve periodo di culto per una generazione, la porta con i suoi pensieri a tredici anni prima, a quando aveva visto per la prima volta sullo schermo Dennis May, questo è il suo nome, e si era sentita attratta e impacciata: da quel momento era entrata nel "regno della devozione". Tutto quello che lei è ora dipende da Dennis, l'uomo con il quale aveva avuto una breve relazione, ma che durante l'ultimo incontro l'aveva violentata e denigrata. Alla notizia della morte dell'attore e regista, la donna non piange, non prova rabbia, neanche sollievo. Con una scrittura essenziale, quasi chirurgica, Veronica Raimo ci racconta una donna che ricostruisce il suo trauma e le sue contraddizioni e che dice: "Non odiavo sentirmi una vittima, odiavo non sapere cosa significasse davvero esserlo".
Nella seconda parte un po' di consigli di lettura per tutti i gusti.
By Radio 244.7
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"Non scrivere di me" di Veronica Raimo
La storia di un'ossessione, di una devozione e delle conseguenze di una violenza subita da una persona che si ama e si ammira. In "Non scrivere di me" di Veronica Raimo (Einaudi) la protagonista è una donna di 35 anni che lavora in un bar e scrive poesie. La notizia della morte di un attore e regista, diventato per un breve periodo di culto per una generazione, la porta con i suoi pensieri a tredici anni prima, a quando aveva visto per la prima volta sullo schermo Dennis May, questo è il suo nome, e si era sentita attratta e impacciata: da quel momento era entrata nel "regno della devozione". Tutto quello che lei è ora dipende da Dennis, l'uomo con il quale aveva avuto una breve relazione, ma che durante l'ultimo incontro l'aveva violentata e denigrata. Alla notizia della morte dell'attore e regista, la donna non piange, non prova rabbia, neanche sollievo. Con una scrittura essenziale, quasi chirurgica, Veronica Raimo ci racconta una donna che ricostruisce il suo trauma e le sue contraddizioni e che dice: "Non odiavo sentirmi una vittima, odiavo non sapere cosa significasse davvero esserlo".
Nella seconda parte un po' di consigli di lettura per tutti i gusti.

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