Focus economia

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Focus economia episodes

  • Domani parte la sesta edizione del del Salone nautico di Venezia. Partecipano 300 imbarcazioni e 270 espositori

    Venezia è di nuovo regina dell'Adriatico. Salone Nautico, sesta edizione. Quella che era una scommessa è diventata una solida realtà. L'Arsenale torna a ospitare le eccellenze della marineria italiana. Porta verso l'Oriente e capitale dell'Adriatico come la Serenissima è stata per secoli. Si apre giovedì mattina la sesta edizione del Salone Nautico di Venezia. Numeri da record, con 300 imbarcazioni e 270 espositori. Ma soprattutto il meglio della tecnica italiana del mare. I grandi yacht ma anche i settori riservati alle barche elettriche e a vela, le barche in legno e la cantieristica lagunare. L'arte della marineria che torna padrona dei luoghi dove ha fatto la storia. L'antico Arsenale si veste a festa per ospitare il mondo della nautica e gli amanti del mare. Le Tese e le Gaggiandre, la Darsena Grande e il piazzale della Campanella. La Tesa del Bucintoro e le Tese dell'Arsenale Novissimo.
    Vedremo il superyacht della Sanlorenzo lungo 50 metri, l'Almax, la perla del Salone edizione 2025 che genera energia a bordo utilizzando idrogeno. Insieme al 940 di Ferretti Group, elegante e tecnologico, è la casa che produce anche i mitici motoscafi Riva a cui come sempre sarà dedicato uno stand. Ci sarà tra le ammiraglie della Ferretti anche il Pershing Gtx70. Da ammirare anche l'AB100 di Next group, motoscafo di 30 metri capace di raggiungere i 50 nodi in mare. E poi case famose in tutto il mondo come Pardo, JR yacht con la sua superbarca elettrica, il Lumen E10, il catamarano sempre elettrico della Belisama Cybercat, le anteprime di Luxia yacht con Open 35 e Open Monaco. E poi i superyacht classici di Azimut, come i modelli 53 e 68, l'As8 di Astondoa, il 460 di Invictus. Barche da sogno che si potranno anche visitare, ormeggiate in gran parte in Darsena Grande insieme ai gommoni di lusso Ribs.  In mostra anche i motori poco inquinanti. Elettrici, ibridi, a idrogeno, Un futuro non più rinviabile quando in laguna circolano ancora i propulsori a due tempi, con la benzina miscelata all'olio molto inquinante. E il futuro parla di motori a quattro tempi, a benzina, ma soprattutto di elettrici e idrogeno. La superficie espositiva comprende tutti gli spazi dell'antico Arsenale. Oltre alla grande esposizione sono previste decine di convegni e appuntamenti, sul tema della produzione ambientalmente sostenibile, fino al 2 giugno. Il pubblico potrà come sempre salire a bordo delle barche e ammirarne i dettagli. come si arriva Il Salone Nautico sarà raggiungibile entrando anche dalla porta dei Leoni, l'ingresso principale dell'Arsenale, oppure dalla Tesa 105 verso le Fondamente Nuove. Intervengono a Focus Economia: Fabrizio D'Oria, direttore operativo di Vela spa e del Salone Nautico Venezia, Alberto Galassi, amministratore delegato Ferretti group, Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia.

    Il destino della Ue è nella manifattura

    L’Europa è un continente manifatturiero, ma la sua vocazione industriale è minacciata da un eccesso di regolazione. A differenza del modello USA, dove l’intervento pubblico stimola la concorrenza, in Europa rischia di soffocare l’impresa. Due i nodi critici: la trasformazione ideologica delle policy (es. transizione ecologica forzata) e la bulimia normativa. L’allarme: regole calate dall’alto minano la competitività e l’occupazione. Ne parliamo con Paolo Bricco, Il Sole24ore.

    Antonio Filosa, chi è il nuovo ceo di Stellantis

    Il 23 giugno 2025 Antonio Filosa diventa CEO di Stellantis. Con 25 anni di esperienza (Fiat, FCA, Jeep), ha rilanciato i marchi del gruppo in Sud e Nord America. Conosciuto per uno stile collaborativo, è chiamato a invertire il calo di ricavi e utili del 2024, gestire i dazi USA e guidare Stellantis nella transizione elettrica, mantenendo rapporti forti con governi e stakeholder. Il commento è affidato a Filomena Greco, Il Sole 24 Ore

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  • Orsini: serve un Piano industriale straordinario per l’Italia e l’Ue per rilanciare gli investimenti

    Orsini: serve un Piano industriale straordinario per l’Italia e l’Ue per rilanciare gli investimenti Nel corso dell’assemblea nazionale di Confindustria 2025 a Bologna, il presidente Emanuele Orsini ha lanciato un appello forte e diretto: sia l’Italia che l’Unione Europea affrontano un rischio concreto di deindustrializzazione, aggravato dalla guerra dei dazi e da un pregiudizio diffuso contro l’industria. Per contrastare questa tendenza, Confindustria propone un Piano industriale straordinario, articolato su due leve principali. La prima riguarda gli investimenti per potenziare la capacità innovativa del sistema industriale, attraverso un nuovo piano europeo simile al Next Generation EU ma dedicato all’industria e sostenuto da un mercato dei capitali unico e integrato. La seconda leva è normativa: occorre semplificare le regole, ridurre gli oneri burocratici e unire le dimensioni della sostenibilità economica, sociale e ambientale. Orsini ha chiesto con forza il potenziamento di Industria 4.0 – o 6.0 – e dei contratti di sviluppo, strumenti già collaudati dalle imprese. Ma ha anche puntato i riflettori sull’urgenza di affrontare l’emergenza energetica, definendola un “dramma quotidiano” per famiglie, imprese e per l’intero Paese. La premier Giorgia Meloni, presente all’assemblea, ha espresso condivisione per le istanze di Orsini, dichiarandosi pronta a intervenire sul piano Transizione 5.0, che nella prima versione era troppo restrittivo. La premier ha anche aperto alla possibilità di includere le misure Transizione 4.0 e 5.0 nella revisione del Pnrr, con l’obiettivo di renderle più semplici e accessibili, in condivisione con le imprese e in dialogo con la Commissione Europea.

    Bancari, quasi 45mila assunzioni con il Fondo occupazioneDurante il 129° Consiglio nazionale della FABI, tenutosi a Milano, il segretario generale Lando Maria Sileoni ha rivendicato con orgoglio i risultati ottenuti dal sindacato negli ultimi 18 mesi. Tra questi spicca il Fondo per l’occupazione, che ha consentito l’assunzione di quasi 45mila giovani nelle banche, con accordi sindacali mirati, in un settore segnato da piani di ristrutturazione, prepensionamenti e fusioni. Il contratto chiuso a fine 2023 – con l’aumento medio più alto tra tutti i rinnovi contrattuali, pari a 435 euro – viene descritto da Sileoni come un atto politico, non solo sindacale: un'affermazione del valore del lavoro e del rispetto che gli va riconosciuto. In un contesto di forte instabilità, dove in pochi mesi sono state lanciate cinque operazioni di M&A che coinvolgono oltre 100mila lavoratori – tra cui Unicredit-Banco Bpm e Mps-Mediobanca – Sileoni invita a guardare il cambiamento organizzativo e tecnologico senza paura ma con consapevolezza, per non subirlo passivamente. A questo proposito sottolinea che i sindacati si sono dotati di strumenti propri per gestire i cambiamenti in autonomia, evitando licenziamenti. Sul tema delle aggregazioni, è intervenuto anche il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, che ha criticato la modalità con cui si stanno conducendo molte delle operazioni, definite “ostili” e potenzialmente dannose per l’immagine del Paese. Messina ha anche difeso il ricorso alla Golden Power da parte del governo, pur riconoscendo che Bruxelles potrebbe intervenire per limitarne l’uso. Intanto Andrea Orcel, ceo di UniCredit, ha smentito qualsiasi interesse per Generali e ha definito l’operazione con Banco Bpm strategicamente valida ma bloccata da ostacoli legali e costi troppo alti legati proprio ai vincoli del Golden Power. Se le condizioni non cambieranno, ha detto, “la valutazione è definitiva”. Interviene a Focus Economia Lando Maria Sileoni - segretario generale FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani)

    Auto, il mercato Ue stabile ma Tesla dimezza le immatricolazioni ad aprile

    Il mercato dell’auto in Europa continua a mostrare segni di stagnazione: ad aprile le immatricolazioni sono calate dello 0,3% rispetto allo stesso mese del 2024 e, nel primo quadrimestre, l’incremento è stato appena dello 0,4%. I volumi restano inferiori del 20% rispetto ai livelli pre-Covid. Tra i cinque principali mercati europei, la Francia registra la maggiore contrazione rispetto al 2019 (-26%), seguita da Germania, Regno Unito, Italia e Spagna. Sul fronte dei costruttori, Volkswagen tiene le posizioni, mentre Stellantis perde il 9,6% da inizio anno, pur mostrando segnali di ripresa grazie a modelli come Citroën C3/Aircross e Peugeot 3008. Renault consolida la terza posizione per volumi, mentre Saic Motor cresce fortemente (+31%), al contrario di Tesla, che dimezza le immatricolazioni e scende allo 0,7% di quota mensile. L’elettrico rappresenta il 17% delle immatricolazioni complessive, ma con forti differenze tra paesi: guida il Regno Unito (20,7%), seguita da Francia e Germania, mentre l’Italia è fanalino di coda con appena il 5,1%. Gli ibridi restano la scelta prevalente. Secondo Gian Primo Quagliano del Centro Studi Promotor, i risultati raggiunti grazie a incentivi e sconti non fanno pensare che l’obiettivo della completa elettrificazione entro il 2035 sia realistico, anche perché la misura incontra sempre meno il favore dell’opinione pubblica. Ne parliamo con Filomena Greco, Sole24ore.

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  • Urso annuncia 25 miliardi contro i dazi USA, ma sono fondi già riprogrammati

    Nell’intervista a la Repubblica, il ministro Urso ha promesso 25 miliardi per sostenere le imprese colpite dalla guerra commerciale tra Stati Uniti e UE, attingendo a fondi Pnrr, Coesione e Fondo sociale per il clima. Tuttavia, si tratta in realtà di risorse già oggetto di riprogrammazione da mesi, come ha spiegato Il Sole 24 Ore lo scorso 9 aprile: non nuovi stanziamenti, ma riutilizzo di fondi già assegnati all’Italia, da recuperare per evitare il disimpegno per ritardi attuativi. In particolare, il piano Transizione 5.0 da 6,2 miliardi ha finora generato prenotazioni per appena 664 milioni. Una parte dei fondi – 3,5-4 miliardi – è destinata a contratti di sviluppo per filiere strategiche, non a sostegni diretti. Anche per i programmi nazionali “Giovani, donne e lavoro” e “Ricerca e competitività per la transizione digitale” (11 miliardi totali), l’avanzamento è minimo: zero spesa per il primo, impegni al 30% per il secondo. Il Fondo sociale per il clima, poi, vincolato dal regolamento europeo, è destinato esclusivamente a famiglie vulnerabili e microimprese, non a grandi aziende esportatrici. Ne parliamo con Gianni Trovati, Il sole24 Ore.

    Trump rilancia con la “Big Beautiful Bill”, 3.300 miliardi di nuovo debito in 10 anni

    La Camera dei Rappresentanti americana ha approvato il maxi-bilancio voluto da Donald Trump, soprannominato la “Big Beautiful Bill”. Il pacchetto contiene tagli permanenti alle tasse, abolizione delle imposte su mance e straordinari, incentivi per l’acquisto di auto americane e misure sul confine. Trump ha celebrato l’approvazione su Truth Social, sollecitando il Senato a completare l’iter. Ma secondo il Comitato per un bilancio federale responsabile, la legge aumenterà il debito pubblico di 3.300 miliardi di dollari in dieci anni, portandolo dal 98% al 125% del PIL, ovvero oltre 36mila miliardi. La notizia ha innescato nuove vendite sui titoli di Stato: i rendimenti dei decennali sono saliti al 4,60%, quelli trentennali al 5,15%. Il provvedimento prevede anche un taglio di 800 miliardi a Medicaid, il programma sanitario per i meno abbienti, e riduzioni significative dei crediti per le rinnovabili. Interviene Alessandro Plateroti direttore di newsmondo.com

    Ex Ilva, Urso incontra l’indotto ma la soluzione resta lontana

    Oggi pomeriggio alle 16.30 si è tenuto un nuovo incontro al Mimit tra il ministro Adolfo Urso e i rappresentanti dell’indotto dell’ex Ilva, mentre resta in sospeso il confronto centrale con i sindacati. La riunione permanente convocata da Palazzo Chigi è stata nuovamente rinviata al 9 giugno: un ulteriore slittamento dopo quello del 27 maggio, motivato ufficialmente dalla necessità di approfondire valutazioni tecniche e dagli impegni congressuali e internazionali delle sigle sindacali. La settimana scorsa, intanto, si è chiusa senza progressi l’urgenza aperta dal sequestro degli altoforni 1 e 2 e dall’incendio all’AFO 2, che ha danneggiato un impianto di aspirazione riaccendendo le preoccupazioni sulla sicurezza. Il ministro Urso ha ribadito alla Camera che il blocco giudiziario rischia di compromettere la riconversione ambientale, economica e negoziale dello stabilimento di Taranto. Anche il sottosegretario Mantovano è intervenuto, parlando di un’eredità tecnica pesante lasciata dal socio privato e di condizioni impiantistiche “ben peggiori di quanto previsto”. In parallelo, a Taranto circa 200 lavoratori hanno protestato bloccando la statale per Bari, lamentando l’assenza di un collegamento streaming con il tavolo romano: “Il governo ci prende in giro”, ha detto un delegato. Rocco Palombella (Uilm) ha chiesto “risposte vere” entro la prossima settimana. Il commento è di Domenico Palmiotti Il Sole 24 Ore Taranto.

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  • ​Rischi e scelte fatali, quale impatto sui mercati?

    Prende il via la seconda giornata del Festival dell'Economia di Trento, dedicata al tema "Rischi e scelte fatali. L'Europa al bivio". La manifestazione, realizzata dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento, con la collaborazione del Comune e dell'Università, quest'anno festeggia i suoi venti anni e si terrà dal 22 al 25 maggio. La postazione di Radio24 si trova in piazza Piazza Cesare Battisti.

    L'edizione festeggia i 20 anni del Festival e i 160 anni del Sole 24 Ore con 6 Premi Nobel, 17 Ministri, 107 relatori del mondo accademico, 45 economisti nazionali e internazionali, 66 rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, 61 tra manager e imprenditori.

    Il ruolo, le scelte e i rischi per l'Europa sono al centro del programma che, in questa prima giornata, ha visto la presenza di cinque ministri, tra cui Antonio Tajani, Giancarlo Giorgetti, Daniela Santanchè e Guido Crosetto, Francesco Gaetano Caltagirone, Giulio Tremonti, Marco Tronchetti Provera e Andrea Illy.  A Trento irrompe anche il tema della pace con il cardinale Matteo Maria Zuppi. Tra i rappresentanti del governo i ministri Adolfo Urso, Tommaso Foti, Marina Calderone, Roberto Calderoli, Andrea Abodi, Paolo Zangrillo. Sul fronte politico la segretaria del Pd Elly Schlein e su quello sindacale i segretari della Uil, Pierpaolo Bombardieri e della Cgil, Maurizio Landini. Tra i banchieri il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro. In parallelo proseguono anche gli incontri dei palinsesti del Fuori Festival, Economie dei Territori e Incontri con l'Autore. Interviene a Focus Economia Giovanni Tamburi, presidente e ad di TIP, Tamburi Investment Partners, società quotata a Piazza Affari.

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  • Prende il via il Festival dell'Economia di Trento

    Ha preso il via a Trento il Festival dell’Economia, che celebra la sua ventesima edizione e i 160 anni del Sole 24 Ore. Il tema di quest’anno è “Rischi e scelte fatali. L’Europa al bivio”. L’evento, organizzato dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing con il supporto delle istituzioni locali, si tiene dal 22 al 25 maggio. Nella giornata inaugurale, presenti cinque ministri tra cui Tajani, Giorgetti, Santanchè e Crosetto, e figure di rilievo come Caltagirone, Tremonti, Tronchetti Provera e Andrea Illy. La giornata si chiude con la cerimonia inaugurale e un intervento del cardinale Ravasi. Il Festival ospita 6 Premi Nobel e oltre 290 relatori tra economisti, accademici, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni. Al centro, il futuro dell’Europa in un contesto geopolitico segnato da conflitti, crisi economiche e leadership deboli. Il ritorno di Trump alla presidenza degli Stati Uniti ha rappresentato una svolta storica, aprendo a scenari di grandi cambiamenti: il ritorno del potere degli Stati, la globalizzazione che difficilmente ritornerà almeno come l'abbiamo conosciuta, lo sviluppo del commercio internazionale che dovrà fare i conti con una nuova era di dazi e protezionismo. Altrettanto certa è la polarizzazione sempre più evidente tra Stati Uniti e Cina, con l'Europa sempre di più un vaso di coccio tra due vasi di ferro, costretta a fare i conti con la Germania in recessione, le difficoltà sempre più evidenti della Francia e la drammatica mancanza di leadership adeguate. Il tutto in uno scenario che vede la geopolitica imporsi come variabile determinante, con una sessantina di guerre in corso e le lacerazioni indotte dal conflitto in Ucraina e dalla carneficina in Medio Oriente. Intervengono Marco Magnani, professore di International Economics alla LUISS Guido Carli e Giuliano Noci - Professore ordinario in Ingegneria Economico-Gestionale, insegna Strategia & Marketing presso il Politecnico di Milano. Dal 2011 è Prorettore del Polo territoriale cinese dell'Ateneo milanese.

    Consob, sospesa l'ops Unicredit su Banco BpmColpo di scena nell’Ops lanciata da UniCredit su Banco Bpm: la Consob ha accolto la richiesta di sospensiva dell’operazione per 30 giorni, riconoscendo la presenza di nuovi elementi emersi dopo l’avvio dell’offerta. La banca guidata da Andrea Orcel ha tentato un dialogo con il governo, ostacolato dai vincoli imposti dal Golden Power. I prossimi 30 giorni serviranno a valutare le alternative, incluso un ricorso al TAR o eventuali nuove strategie di mercato, tra cui possibili mosse su Mediobanca o Generali. Intanto, Banco Bpm ha annunciato l’intenzione di impugnare il provvedimento Consob, aprendo un nuovo fronte nella già complessa operazione. Ne parliamo con Alberto Grassani, Il Sole 24 Ore.

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  • Istat: reddito inferiore al 2004, ma effetti compensati da famiglie più piccole e case di proprietà

    Il rapporto annuale dell’Istat conferma che tra il 2019 e il 2024 le retribuzioni contrattuali hanno perso il 10,5% del potere d’acquisto, a causa dell’impennata inflazionistica innescata dalla crisi energetica del 2021-2022. Il reddito medio da lavoro per occupato nel 2024 risulta inferiore a quello del 2004, ma il reddito familiare equivalente tiene grazie a famiglie più piccole, maggiore partecipazione al lavoro e diffusione della proprietà immobiliare. Quasi un quarto della popolazione è a rischio povertà o esclusione sociale (23,1%), con picchi al Sud (39,8%). Intanto, secondo la Commissione UE, l’Italia ha raggiunto la Francia nel Pil pro capite a parità di potere d’acquisto e dimezzato il gap con la Germania, anche se resta sotto i livelli pre-crisi debito. Ne parliamo con: Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.


    Fatturato manifatturiero 2025 stabile a prezzi costanti, in modesta crescita a prezzi correnti

    Il Centro Studi di Intesa Sanpaolo, con Prometeia, prevede per l’industria manifatturiera italiana un fatturato 2025 di 1.143 miliardi di euro: stabile a prezzi costanti, in crescita dell’1,8% a prezzi correnti. Tra i settori più dinamici: farmaceutico (+2,4%), meccanica (+1,7%) e largo consumo (+1,2%). Fondamentale sarà la ripresa della domanda europea, trainata dal rallentamento dell’inflazione e dalla ripartenza tedesca. Dal 2026 al 2029 la crescita media attesa è dell’1% annuo, spinta da export, Pnrr e investimenti in digitalizzazione e sostenibilità. Le esportazioni resteranno il principale motore, con un saldo commerciale atteso di 1.324 miliardi al 2029. Sul fronte interno, la ripresa del potere d’acquisto e gli incentivi di Transizione 5.0 sosterranno consumi e investimenti. Interviene Gregorio De Felice, capo economista e responsabile Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.


    Via alla prima federazione di Confindustria sui servizi intellettuali

    Nasce Confindustria Professioni e Management, prima federazione confindustriale dedicata ai servizi Head Made, cioè quelli a elevato contenuto intellettuale. Presentata ufficialmente a Roma nella sala del Carroccio in Campidoglio, la nuova realtà aggrega Assoconsult, Oice e Una-Aziende della Comunicazione Unite, rappresentando circa 800 imprese per 150mila lavoratori, in gran parte under 30. Obiettivo: rafforzare il peso del terziario avanzato nel sistema Confindustria, favorire l'integrazione delle competenze e contribuire a un’economia più resiliente. Tra le priorità: diventare interlocutore strategico delle istituzioni, avviare un tavolo per il contratto unico dei servizi e rafforzare l'alleanza con il Centro studi Confindustria. Giorgio Lupoi (OICE) è il presidente della federazione, affiancato da Luigi Riva (Assoconsult) e Davide Arduini (Una). Il commento è di Giorgio Lupoi, presidente OICE e neo presidente di Prom, Confindustria professioni e management

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  • PNRR da rivedere il 48% del piano

    La Corte dei Conti ha evidenziato che i settori in ritardo, come la sanità, dovranno accelerare la spesa in modo significativo per rispettare le scadenze del PNRR. L’Italia è l’unico Paese ad aver chiesto cinque modifiche al piano. La nuova proposta di rimodulazione presentata dal ministro Foti riguarda 170 target e milestone, pari al 48% delle scadenze residue. Il governo spera in un via libera della Commissione europea entro fine giugno, ma è già prevista un’ulteriore revisione entro il 2026. Le modifiche riguardano soprattutto gli investimenti ferroviari e puntano a spostare su fondi nazionali le opere che non si completeranno in tempo. Interviene Luca Dal Poggetto analista di Open Polis esperto di PNRR. insieme a Manuela Perrone, Il Sole 24 Ore

    Mutui per la casa meno cari nel 2024, ma in rialzo nel 2025

    Nel 2024 i mutui per l’acquisto di abitazioni in Italia sono cresciuti (+4,6% sul 2023), con un capitale erogato salito a oltre 38 miliardi di euro (+8,1%). Il tasso medio iniziale si è abbassato al 3,6%. Tuttavia, nel 2025 i tassi sono tornati a salire: ad aprile il tasso medio è salito al 3,29%, il massimo da settembre 2024, segnalando un'inversione di tendenza nonostante il taglio dei tassi da parte della BCE. Ne parliamo con Roberto Anedda Senior analyst di Nomisma.

    Volatilità sui Treasury americani e futuro economico USA

    Dopo l'annuncio di nuovi dazi da parte di Trump il 2 aprile, i rendimenti dei Treasury americani hanno oscillato bruscamente. L’incertezza ha spinto gli hedge fund a liquidare posizioni speculative ("basis trade"), aumentando la volatilità. Una possibile spiegazione politica è la vendita massiccia di Treasury da parte della Cina. Moody's ha tagliato il rating degli USA da Aaa ad Aa1 per l'alto debito e i deficit persistenti. I rendimenti dei bond a lungo termine sono saliti (oltre il 5% a 30 anni e 4,52% a 10 anni). La CEO di Citigroup, Jane Fraser, ha segnalato un cambiamento strutturale nei mercati globali, con più rischio percepito e una globalizzazione meno cooperativa. Approfondiamo il tema con Peter Cardillo, Chief Market Economist per Spartan Capital Securities, a basato a New York 

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  • Ue riduce stime Pil Eurozona a 0,9% in 2025, pesano i dazi

    La Commissione europea ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell’Eurozona per il 2025, portandole allo 0,9% (dal precedente 1,3%), a causa delle tensioni commerciali globali, in particolare della nuova politica protezionistica americana. L’export europeo nel 2025 dovrebbe crescere solo dello 0,7%, penalizzato dai dazi USA (10% sui beni europei, 25% su auto, acciaio e alluminio) e dalle tensioni persistenti tra Stati Uniti e Cina. L’inflazione è attesa in calo: 2,1% nel 2025 e 1,7% nel 2026. Per l’Italia, la crescita prevista è del +0,7% nel 2025 e +0,9% nel 2026, anch’essa in riduzione rispetto alle previsioni autunnali. Il disavanzo scenderebbe sotto il 3% nel 2026, ma il debito pubblico è visto in aumento dal 135,3% del 2024 al 138,2% del 2026. La pressione fiscale è stimata in lieve crescita, anche a causa del passaggio dal taglio del cuneo fiscale a un bonus per le famiglie a basso reddito. La Commissione riconosce un’impostazione prudente della politica economica italiana, pur segnalandone i limiti legati all’eredità dei superbonus edilizi. Ne parliamo con Marco Leonardi, Professore di economia all'Università di Milano e già capo dipartimento programmazione economica presso Presidenza del Consiglio dei Ministri

    Export nautico, boom del valore a +119% in dieci anni

    Durante la convention Satec di Rapallo del 16 maggio, l'assemblea dei soci di Confindustria Nautica ha eletto Piero Formenti nuovo presidente con il 94,4% dei voti. La sua presidenza si baserà su tre pilastri: partecipazione condivisa, rispetto delle regole e unità tra i settori del comparto. Nel corso dell’evento, Marco Fortis (Fondazione Edison e Centro studi Confindustria) ha evidenziato la crescita dell’export delle imbarcazioni da diporto, che ha raggiunto i 4,3 miliardi di euro nel 2024, con un incremento del 119% in dieci anni, più del doppio rispetto all’export manifatturiero nazionale (+55%). Dal 2019 al 2024, la nautica ha contribuito per il 14,3% all’aumento del surplus manifatturiero italiano, con un saldo positivo di 3,8 miliardi. I dati Istat confermano la solidità del trend: nei 12 mesi tra marzo 2023 e febbraio 2024, l’export ha raggiunto i 4,4 miliardi. Fortis ha sottolineato che la crescita è stata particolarmente forte dal periodo post-Covid (+88% rispetto al 2019). Mario Zanetti (Confitarma) ha ricordato che la nautica da diporto, parte centrale della blue economy, è chiamata a sfide concrete: dalla competitività della bandiera italiana alla necessità di un quadro normativo che favorisca l’innovazione green. Zanetti ha ribadito l’importanza di una visione condivisa per valorizzare il mare come risorsa strategica. Interviene Piero Formenti, presidente Confindustria nautica

    Uk più vicino alla Ue: accordo su difesa e commercio

    Regno Unito e Unione Europea hanno siglato un accordo che segna un netto riavvicinamento post-Brexit su tre fronti principali: sicurezza e difesa, pesca, e commercio. Londra potrà partecipare a missioni europee e accedere al fondo per il riarmo da 150 miliardi, mentre in ambito pesca è stata prorogata fino al 2038 la possibilità per i pescherecci Ue di accedere alle acque britanniche, decisione criticata dal governo scozzese per mancata consultazione. Sul piano commerciale, sono previste semplificazioni doganali e fitosanitarie, ma ciò potrebbe comportare per Londra l’adozione dinamica delle norme Ue, elemento sinora tabù per i sostenitori della Brexit. È ancora aperta la trattativa sulla mobilità giovanile: l’UE ha proposto scambi fino a 4 anni e parità di rette universitarie per gli studenti europei nel Regno Unito, proposta che Londra valuta con cautela per ragioni politiche interne. L’intesa, che si affianca a quelle con India e Usa, rappresenta per il governo Starmer un tentativo concreto di ricucire i rapporti con l’UE e riaffermare il ruolo britannico nella sicurezza europea. Il commento è affidato a Giorgia Scaturro, corrispondente del Sole 24 Ore da Londra

    Il nodo del debito Usa che cresce con tagli di spesa sotto le attese

    Moody’s ha declassato il rating sovrano degli Stati Uniti da Aaa ad Aa1, facendo seguito a un outlook negativo già emesso nel 2023. La decisione riflette la crescente preoccupazione per i 36mila miliardi di dollari di debito pubblico e per i piani fiscali dell’amministrazione Trump, che prevedono nuovi tagli alle tasse finanziati solo in parte da riduzioni in sanità, green transition e welfare. L’agenzia sottolinea come la forza economica americana non sia più sufficiente a compensare il deterioramento dei parametri fiscali: il deficit continuerà ad aumentare a causa degli interessi sul debito, delle spese sociali e di entrate fiscali insufficienti. Moody’s ha inoltre evidenziato la mancata capacità del Congresso e delle amministrazioni di contenere in modo credibile deficit e debito. Il downgrade rischia di compromettere l’agenda della Casa Bianca, già messa in difficoltà dai falchi fiscali repubblicani e da critiche democratiche che accusano l’esecutivo di favorire le élite. I progetti di contenimento dei costi promossi dal Dipartimento dell’efficienza guidato da Elon Musk non hanno prodotto i risultati sperati. Affrontiamo il tema con Alessandro Plateroti, direttore di Newsmondo.it

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  • Se questo è un paese per giovani

    La Generazione Z italiana, composta da circa 848mila shopper nati tra il 1997 e il 2012, si distingue per comportamenti d’acquisto peculiari rispetto alla media nazionale. Frequenta i punti vendita meno spesso (150 volte l’anno contro le 198 della media) e spende meno per singolo scontrino (21 euro contro 22), dimostrando grande attenzione al budget. Pur non rappresentando un target ad alta capacità di spesa, la Gen Z è al centro dell’interesse degli operatori per la sua capacità di anticipare tendenze future e per la complessità del proprio stile di vita, fortemente orientato al consumo fuori casa, all’aspetto fisico, al benessere e all’intrattenimento.
    Secondo l’indagine Gen Z & Health condotta da YouGov su un panel di 15.000 famiglie italiane rappresentative della popolazione, la Gen Z mostra una marcata inclinazione verso esperienze edonistiche: frequenta spa, ristoranti (+35% rispetto alla media), cinema (+26%) e si dedica alla preparazione di dolci come hobby (+15%). Questa propensione si riflette nei consumi: i prodotti ad alto contenuto proteico (+41%) e quelli per la cura personale (+24%) registrano le migliori performance presso questo target, a conferma dell’attenzione verso la salute e l’immagine. A livello valoriale, la Gen Z è sensibile alla sostenibilità ambientale e all’equità sociale. Preferisce cibi etnici (+28%), prodotti con packaging green (+24%), equo-solidali (+22%), novità di mercato (+20%) e alimenti biologici (+16%). Inoltre, predilige soluzioni pratiche e veloci, legate al piacere e alla comodità, dimostrando un approccio d’acquisto dinamico, curioso e orientato al benessere. Ne parliamo con Andrea Corazzon AST & Retailer Cluster Lead di YouGov.

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  • Cina-Usa, tregua commerciale e nuove mosse di pechino

    Parte la tregua sui dazi tra Usa e Cina: 90 giorni di stop alle tariffe punitive. A Milano, la conferenza "Il Futuro del Capitalismo" riflette sul ruolo di Pechino e sull’evoluzione del capitalismo cinese, mentre Washington spinge una nuova dottrina più selettiva e clientelare.
    Ospite: Paola Subacchi, Sciences Po

    Stellantis: Maserati torna a Modena, a Torino arriva la 500 ibrida

    Stellantis sposta la produzione Maserati GranTurismo e GranCabrio da Mirafiori a Modena, dove il Tridente torna nel suo storico stabilimento. A Torino, invece, accanto alla 500 elettrica arriva anche la 500 ibrida. Mirafiori manterrà attività legate alla Maserati, ma il focus sarà sui cambi per modelli ibridi e sull'economia circolare.
    Ospite: Filomena Greco, Il Sole 24 Ore

    America’s cup 2027 a Napoli, prima volta in Italia

    La 38ª edizione dell’America’s Cup si terrà a Napoli. È la prima volta per l’Italia. Le regate si svolgeranno tra Castel dell’Ovo e Posillipo. Il quartiere di Bagnoli ospiterà i team e sarà rilanciato come polo turistico e commerciale.
    Ospite: Marco Bellinazzo, Il Sole 24 Ore

    1 hr

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Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il…

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