
Sign up to save your podcasts
Or


Concluso il vertice dei capi di Stato e di governo dei 32 Paesi della Nato: Restiamo uniti e risoluti nella nostra determinazione a proteggere il nostro miliardo di cittadini, difendere l'Alleanza e salvaguardare la nostra libertà e democrazia. Così si legge nella dichiarazione del vertice della Nato all'Aia, dal quale testo si deduce un patto implicito tra Donald Trump e tutti gli altri leader dell'Alleanza. Il paragrafo 1 del documento di una pagina contiene un impegno ferreo alla difesa collettiva come sancito dall'articolo V del Trattato di Washington. La parola chiave per l Italia è ora flessibilità. C è quella che il governo rivendica di aver ottenuto con l intesa approvata alla Nato e c è quella subito invocata dall'Unione europea, per rendere compatibili le regole del patto di stabilità con l incremento delle spese di difesa ed evitare rischi di applicazioni asimmetriche. Ne parliamo con Manuela Perrone, Il Sole 24 Ore.
Mercato auto, in Europa cresce dell 1,9% ma da gennaio resta sui livelli del 2024
Modesta crescita delle immatricolazioni sul mercato europeo dell'auto. Nel mese di maggio nell'Europa Occidentale (Ue+Efta+Uk) sono state immatricolate un milione e 113.194 autovetture con un aumento dell'1,9% su maggio 2024 mentre da inizio anno il mercato è di fatto rimasto fermo, con lo 0,1% in più. Il mercato dell auto in Europa è fase di stagnazione, sottolinea il Centro Studi Promotor guidato da Gian Primo Quagliano, e si attesta "su livelli più bassi del 19,7% di quelli del 2019, cioè di quelli precedenti la crisi innescata dalla pandemia". A livello globale, c è voluto tempo ma il mercato ha recuperato i volumi del pre-Covid registrando nel 2024 una crescita del 7,5%. Guardando ai cinque maggiori mercati dell area europea, rispetto al 2024 la situazione migliore appare quella della Spagna in cui le immatricolazioni complessive sono in crescita del 13,6%. Dopo la Spagna il paese che fa registrare un recupero più forte sul 2024 è il Regno Unito in cui le immatricolazioni crescono del 2,8%. Seguono l Italia con un calo dello 0,5%, la Germania (-2,4%) e la Francia che accusa un calo dell 8,2%. Ne parliamo con Alberto Annicchiarico, Il Sole 24 Ore.
Federvini, l'export regge nonostante le crisi globali. Al via la presidenza Ponti
In un contesto segnato da guerre, tensioni geopolitiche e incertezze commerciali, il settore italiano dei vini, spiriti e aceti si conferma uno dei pilastri dell agroalimentare nazionale. Lo certificano i dati presentati oggi a Roma nel corso dell Assemblea Generale di Federvini: nel 2024 l export ha toccato i 10,5 miliardi di euro, con un saldo commerciale positivo di 8,9 miliardi, rafforzando la leadership italiana sui mercati internazionali. Una filiera che complessivamente vale 21,5 miliardi, con oltre 40mila imprese e 81mila addetti diretti. L'Assemblea ha segnato anche il cambio al vertice della Federazione: Giacomo Ponti, alla guida della storica azienda di famiglia fondata nel 1787 a Ghemme, è il nuovo presidente, succedendo a Micaela Pallini. È la prima volta che un esponente del comparto aceti assume la presidenza, a testimonianza della crescente centralità di tutte le filiere rappresentate da Federvini. Accanto a lui, la nuova governance vede Aldo Davoli e Piero Mastroberardino come vicepresidenti, e Albiera Antinori (Vini), Leonardo Vena (Spiriti) e Sabrina Federzoni (Aceti) alla guida dei rispettivi gruppi merceologici. Approfondiamo il tema con Giacomo Ponti, Presidente Federvini.
Salvo colpi di scena, l’OPS di Mps su Mediobanca potrebbe partire tra l’8 e il 15 luglio e chiudersi entro agosto. Dopo il parere favorevole informale della Vigilanza Bce, si attende il via libera formale per inviare il prospetto informativo alla Consob, che ha 5 giorni lavorativi per autorizzare l’offerta. Mps punta a raggiungere almeno il 66,67% del capitale di Mediobanca per ottenere il pieno controllo. L’operazione si inserisce nella strategia di rilancio di Mps, partita con la cessione del 15% da parte del Tesoro lo scorso novembre a investitori italiani, tra cui Banco Bpm, Anima, e le famiglie Del Vecchio e Caltagirone. Su questa cessione indaga ora la Procura di Milano, ipotizzando il reato di aggiotaggio, mentre la Commissione Europea valuta eventuali aiuti di Stato. Banca Akros, che ha curato il collocamento, ha respinto le accuse, difendendo la correttezza della procedura e negando esclusioni di investitori. Ne parliamo con Alberto Grassani, Il Sole 24 Ore
Dall’escalation in Iran all’annuncio della tregua: la mano invisibile della Cina
In 48 ore, il conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti è passato da un attacco militare a una tregua instabile. USA e Israele hanno colpito i siti nucleari iraniani di Fordow e Natanz, spingendo Teheran a rispondere con missili contro la base americana di Al Udeid. A sorpresa, Trump ha annunciato una tregua mediata dal Qatar, ma con un ruolo chiave, secondo Plateroti, della Cina. Pechino avrebbe favorito l’intesa per tutelare i suoi interessi energetici. Tuttavia, il cessate il fuoco è già stato violato: l’Iran ha lanciato missili su Beersheba, provocando 4 morti civili, e Israele ha risposto bombardando anche il carcere di Evin a Teheran. Le parti si accusano reciprocamente di aver infranto l’accordo. La situazione a Gaza resta drammatica, con 29 civili uccisi, 19 vicino all’ospedale Al-Awda. La crisi ha scosso i mercati energetici: il Brent è sceso del 3%, il TTF europeo è salito a 42,44 euro/MWh. Gli operatori temono un blocco dello Stretto di Hormuz, da cui passa circa un terzo del greggio mondiale e il 20% del GNL. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, direttore Newsmondo.
ANCE: "Tanti problemi strutturali ma sul PNRR siamo più avanti di come sembra"
All’assemblea ANCE di Roma si è parlato di ritardi strutturali e del “tempo giusto” per agire. Quattro i temi chiave: rigenerazione urbana, infrastrutture resilienti, rivoluzione digitale e formazione. Allarme sul disagio abitativo: il 66% dei giovani vive ancora con i genitori, 21.000 sono emigrati nel 2023. Le città universitarie offrono pochi alloggi: Roma copre solo il 18% del fabbisogno. La spesa PNRR è al 34%, ma il 60% dei cantieri è attivo o concluso. La riforma ha ridotto i tempi delle gare, ma permangono ritardi di programmazione. Il modello ferroviario è virtuoso (72% rete elettrificata), ma quello stradale è stato compromesso dai tagli ai fondi ANAS. I Comuni hanno raddoppiato gli investimenti pubblici dal 2018. Sul fronte abitativo, ANCE chiede un piano nazionale con almeno 15 miliardi su 10 anni e un’unica cabina di regia. Gli eventi climatici richiedono infrastrutture adeguate: Palermo riceve più pioggia di Londra, il Sud rischia la desertificazione. Le imprese attendono 3 miliardi di ristori dal 2022 per il caro materiali, e i pagamenti pubblici restano in media oltre i 5 mesi. Interviene Federica Brancaccio, presidente ANCE.
L’escalation della crisi in Medio Oriente tra Israele, Iran e Stati Uniti potrebbe avere effetti devastanti sullo Stretto di Hormuz, uno snodo strategico da cui transita circa un terzo del petrolio mondiale. Il Parlamento iraniano ha approvato la chiusura dello stretto, ma la decisione finale spetta al Consiglio supremo di Sicurezza Nazionale. In caso di chiusura, il prezzo del petrolio potrebbe schizzare fino a 100 dollari al barile, con impatti pesanti sui prezzi dei carburanti in Italia. Secondo le stime del Centro di ricerca sui consumi (C.r.c.) e Assoutenti, la benzina potrebbe arrivare a costare in media 2,024 euro al litro (+402 euro annui per automobilista), mentre il gasolio salirebbe a 1,953 euro al litro (+442 euro l’anno). I rincari peserebbero su famiglie e imprese, aggravando una congiuntura già tesa. Nel frattempo, l’ex presidente USA Donald Trump ha lanciato un monito sui social: “Tenete bassi i prezzi del petrolio. Vi sto osservando”. Ne parliamo con Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia; Sissi Bellomo, Il Sole 24 Ore.
Dazi, conflitti e caro energia: l’appello di Legacoop alla Ue
Legacoop lancia un appello alle istituzioni europee affinché intervengano con urgenza per evitare una guerra commerciale con gli Stati Uniti e mitigarne gli effetti già visibili sull’economia italiana. I timori riguardano in particolare i nuovi dazi annunciati da Washington su settori strategici del Made in Italy, come vino, formaggi Dop, olio d’oliva e ortofrutta, con ricadute potenzialmente gravi su export, occupazione e crescita. Il presidente di Legacoop, Simone Gamberini, chiede un’azione rapida e lungimirante per proteggere il tessuto economico e sociale italiano, oltreché la pace. A suo avviso, solo una soluzione diplomatica e negoziale potrà evitare ritorsioni commerciali dannose. Le misure protezionistiche, aggiunge Gamberini, creano instabilità in un contesto globale già fragile.
La situazione si complica ulteriormente con il conflitto tra Israele e Iran, che ha fatto impennare i prezzi del petrolio, peggiorando le prospettive economiche. Nonostante alcuni segnali positivi nei servizi, i dazi e l’incertezza stanno minando la fiducia e ostacolando consumi e investimenti. La svalutazione del dollaro, da un lato, amplifica l’effetto dei dazi, ma dall’altro potrebbe favorire un taglio dei tassi da parte della BCE. Da qui la richiesta di una politica monetaria espansiva per sostenere la crescita nell’Eurozona. Gamberini evidenzia infine la fragilità del welfare italiano: l’intervento pubblico in ambito sociale e sanitario è sottofinanziato e rischia di essere sostituito da dinamiche da “warfare”. Nonostante le prospettive di crescita nei settori sociale, sanitario e agroalimentare, il sentiment tra le cooperative è negativo. “Le cooperative non delocalizzano: è il momento di agire per tutelare economia e pace”, conclude. Ne parliamo con Simone Gamberini, presidente Legacoop.
Papa (Bper), con Sondrio una banca solida, più grande e forte
Intervista a Gianni Franco Papa AD di BPER banca su risiko bancario e acquisizione pop Sondrio.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di non decidere per il momento sulla possibilità che gli Stati Uniti intervengano militarmente al fianco di Israele per attaccare l Iran. Giovedì pomeriggio (sera in Italia) ha annunciato, tramite la sua portavoce Karoline Leavitt, che dirà qualcosa entro due settimane: Poiché c è una possibilità concreta di negoziati che potrebbero avvenire oppure no a breve, prenderò la mia decisione se andare oppure no [ad attaccare l Iran] nelle prossime due settimane. Questa frase ha fatto partire un gran numero di speculazioni sul fatto che effettivamente possano ricominciare dei negoziati, oppure che Trump voglia soltanto prendere tempo, o che stia addirittura mettendo in atto una specie di bluff. Anzitutto la prima questione da capire è che due settimane per Trump non sono un unità di tempo precisa. Trump dice due settimane tutte le volte che vuole rimandare un problema, senza fare una vera stima del tempo che gli servirà a risolverlo.
La prima ipotesi che giustifica il rinvio della decisione è che Trump voglia davvero trattare con l Iran. Prima dell attacco israeliano della settimana scorsa, gli Stati Uniti stavano portando avanti negoziati con l Iran da mesi. Trump ha sempre mostrato di prediligere un accordo pacifico a una guerra, che gli creerebbe grossi problemi politici interni. Ma Trump potrebbe anche solo voler prendere tempo anche per vedere come proseguirà la campagna di bombardamenti israeliana. Due settimane possono dare tempo a Israele di continuare a distruggere le difese aeree iraniane, cosa che ridurrebbe i rischi per gli Stati Uniti nel caso in cui decidessero di attaccare e di usare le loro bombe bunker buster contro i siti nucleari iraniani. Cerchiamo di capirne di più con Giulio Sapelli, Università Statale Milano.
Secondo il rapporto Svimez 2024, l’Italia registra nuovamente un divario di crescita rispetto all’Eurozona: il Pil nazionale è cresciuto solo dello 0,7%, contro una media UE del +1%. A sorprendere è il Mezzogiorno, che ha registrato una crescita dell’1%, superiore a quella del Centro-Nord (+0,6%) e della media italiana. In particolare, si distinguono Sicilia (+1,5%) e Campania (+1,3%). Il Centro rimane comunque la macro-area trainante a livello cumulato: dal 2022 al 2024 ha registrato una crescita del 9,8%, contro l’8,6% del Sud e il 5,6% del Centro-Nord. Il Mezzogiorno ha beneficiato in modo rilevante degli investimenti pubblici e del Pnrr, che hanno inciso per 0,6 punti percentuali sulla crescita dell’area, contro 0,4 punti nel resto del Paese. Il motore della crescita nel Sud è stato il settore delle costruzioni (+3%) e i servizi (+0,7%), mentre l’industria ha mostrato una certa tenuta (+0,1%) rispetto alla leggera flessione nel Centro-Nord (-0,2%). L’agricoltura invece ha performato peggio (+0,5% contro +2,9%). Gli investimenti pubblici hanno toccato i 45 miliardi, metà dei quali mobilitati dai Comuni. Tra le regioni in calo figurano Molise (-0,9%), Calabria (-0,2%), Liguria (-0,5%) e Veneto (-0,4%). Il commento è di Luca Bianchi, direttore Svimez.
Assolombarda, Alvise Biffi eletto Presidente: “Ripensare l’impresa”
L’Assemblea Privata di Assolombarda ha eletto Alvise Biffi come nuovo Presidente per il quadriennio 2025-2029, insieme ai Vicepresidenti che comporranno il Consiglio di Presidenza. Nel suo primo intervento ufficiale, Biffi ha delineato una visione chiara per il futuro dell’impresa: aumentare la produttività ripensando i modelli industriali. Al centro della sua strategia l’integrazione dell’intelligenza artificiale, ancora scarsamente adottata in Italia secondo Istat, solo l’8% delle aziende la utilizzava nel 2023 e l’urgenza di colmare il divario con le regioni tedesche più avanzate in termini di ricerca e sviluppo. Innovare, per Biffi, significa anche affrontare il cambiamento nel mercato del lavoro: il 40% degli annunci nella zona Assolombarda riguarda profili ad alta qualificazione impattati dall’IA, ma permane un forte mismatch tra domanda e offerta. Quasi la metà delle imprese ha difficoltà a trovare figure chiave come esperti digitali, energy manager o progettisti green. Altro tema cardine: l’energia. Con costi europei molto più alti rispetto a USA e Cina, Biffi propone di sganciare il prezzo dell’elettricità da quello del gas naturale e spingere sulle rinnovabili fino a coprire il 50% del mix elettrico. Nel medio periodo, secondo il presidente, servirà puntare anche sul nucleare di nuova generazione e sui gas verdi, come il biometano e l’idrogeno, per decarbonizzare i settori industriali più energivori. Interviene proprio Alvise Biffi, presidente di Assolombarda.
Volare con il mondo in guerra: le rotte off limits, i rischi e le nuove tratte per evitare i missili
L’escalation del conflitto tra Israele e Iran ha ridisegnato le rotte del traffico aereo internazionale. Le compagnie evitano sempre più frequentemente gli spazi aerei considerati ad alto rischio per via di possibili attacchi missilistici, ma in assenza di un’autorità globale che imponga regole comuni, le decisioni sono frammentate: ogni Stato stabilisce se e quanto tenere aperto il proprio cielo, spesso per ragioni economiche. Ne derivano paradossi operativi, come il sorvolo dell’Afghanistan classificato a rischio inferiore rispetto all’Iran pur essendo area instabile. Le alternative attuali si dividono in due direttrici: a nord, passando dal Mar Caspio e Afghanistan; a sud, attraversando Egitto, Mar Rosso e Arabia Saudita. Ma anche rotte un tempo neutre, come Cipro o il sud della Turchia, sono ora oggetto di attenta valutazione. La mancanza di informazioni ufficiali condivise costringe le compagnie a valutazioni autonome, facendo affidamento sulle raccomandazioni di Paesi come USA, Regno Unito o Germania. Le conseguenze economiche sono pesanti: rotte più lunghe comportano più ore di volo, più carburante e maggiori costi operativi, in un contesto in cui il prezzo del petrolio è in crescita (Brent +8% in pochi giorni). Tutto ciò si traduce in una pressione ulteriore sui margini delle compagnie, proprio mentre il settore stava cercando di riprendersi. Il commento è di Andrea Giuricin, docente di Economia dei Trasporti, Università Bicocca di Milano.
In audizione alla Commissione parlamentare sulla transizione demografica, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha lanciato un allarme sullo spopolamento del Paese, denunciando l’inerzia politica davanti a un fenomeno che mina stabilità finanziaria e sviluppo. L’inverno demografico con denatalità, invecchiamento e calo della popolazione in età lavorativa compromette la sostenibilità del debito e l’equilibrio di pensioni, sanità e forza lavoro. Secondo le proiezioni UE, dal 2030 la crescita derivante dal lavoro sarà negativa. Giorgetti ha sottolineato che il governo intende affrontare la sfida con responsabilità e visione, pur riconoscendo che il tema non è prioritario nell’agenda politica. I dati sono allarmanti: entro il 2050 il Sud Italia potrebbe perdere 3,4 milioni di abitanti, che diventano quasi 8 milioni entro il 2080. Attualmente il Mezzogiorno perde il 4,8% annuo, mentre il Nord guadagna l’1,5%. La presidente della Commissione, Elena Bonetti, ha proposto di introdurre l’impatto demografico come criterio guida nella revisione della legge di contabilità, accanto a quelli ambientali e di genere. Un ulteriore segnale dell’invecchiamento viene dai dati INPS sul lavoro domestico: nel 2024 i lavoratori con almeno un contributo sono stati 817.403, in calo per il terzo anno consecutivo. Le badanti superano per la prima volta le colf, e il 44,3% degli addetti ha più di 55 anni. L’inverno demografico italiano non è quindi solo una questione di statistiche, ma un problema strutturale e urgente. Il commento è di Luca Paolazzi, advisor di Ceresio Investors.
Crisi Marelli, quando la cattiva politica industriale colpevolizza l’auto elettrica
La scorsa settimana Marelli Holdings, storico fornitore di componentistica per l’automotive, ha avviato una procedura di Chapter 11 presso il Tribunale fallimentare del Delaware. La ristrutturazione prevede l’uscita di KKR dalla proprietà e la trasformazione dei 4,2 miliardi di debito in capitale, accompagnata da un’iniezione di 1,1 miliardi di nuova liquidità. I principali creditori tra cui Deutsche Bank, Mizuho Financial Group, MBK Partners e Fortress Investment diventeranno i nuovi azionisti della società, salvo l’arrivo entro 45 giorni di un “cavaliere bianco” pronto a rilevarla. Voci di mercato parlano dell’interesse degli indiani di Samvardhana Motherson International. La crisi di Marelli, erede di Magneti Marelli, non può essere imputata alla transizione energetica verso l’elettrico, ma piuttosto è l’esito di decenni di cattiva gestione e assenza di una visione industriale da parte dei suoi proprietari: prima Fiat/FCA, poi il fondo americano KKR. La mancata programmazione della transizione, la rigidità produttiva e le scelte errate nel tempo sono alla base del tracollo. A peggiorare la situazione, negli ultimi anni si sono aggiunte crisi esterne come la pandemia, la carenza di semiconduttori e l’aumento dei tassi di interesse. Il ministro Urso ha incontrato i vertici italiani e convocato per il 19 giugno un tavolo con sindacati e istituzioni regionali, dichiarando l’attenzione del governo sulla vicenda. Ne parliamo con Paolo Bricco, Il Sole 24 Ore
I prezzi dell’energia mettono in ginocchio le Fonderie italiane
Non è un paese per fonderie ha dichiarato Fabio Zanardi, presidente di Assofond, all’assemblea annuale di categoria a Soave, descrivendo un settore in crisi strutturale. Dopo un 2024 chiuso con un calo del 12% in quantità e valore, il primo trimestre del 2025 registra un ulteriore -10% su produzione e fatturato, riportando alcuni comparti ai livelli più bassi dal 1980. La causa principale è l’eccessivo costo dell’energia, ancora legato al prezzo del gas nonostante un mix energetico che oggi è composto per il 45% da fonti rinnovabili.
Zanardi denuncia l’assenza di misure mirate: molte fonderie non rientrano tra i grandi energivori ma nemmeno tra le PMI, finendo escluse da ogni provvedimento, come accaduto con l’ultimo Decreto Bollette. Chiede il ripristino urgente del credito d’imposta, l’unica misura efficace secondo il comparto. Sul lungo termine, sollecita il disaccoppiamento tra prezzi di elettricità e gas, ostacolato finora da vincoli europei. Infine, critica il sistema ETS, diventato secondo Zanardi un meccanismo speculativo, e il CBAM, che ha finora aggiunto solo costi e burocrazia senza fornire vera protezione dal dumping extra-Ue. Interviene Fabio Zanardi, presidente Assofond (Associazione Italiana Fonderie)
L’Arera ha presentato la sua relazione annuale: nonostante il calo dei prezzi dell’energia in Europa nel 2024, le famiglie italiane continuano a pagare bollette tra le più care, seconde solo a quelle tedesche. Colpa soprattutto dell’incidenza di oneri, tasse e imposte (+28%), che ha vanificato il calo della componente energia e dei costi di rete. Anche i prezzi netti italiani sono superiori del 14% alla media euro. Ne parliamo proprio con Stefano Besseghini (nella foto), Presidente ARERA.
La strategia Von der Leyen sui dazi sta funzionando?
Al G7 in Canada, al centro dell’agenda i conflitti in Medio Oriente, Ucraina e Gaza. Dopo alcune modifiche alla bozza, Trump ha firmato la dichiarazione finale, che conferma il diritto di Israele a difendersi e l’impegno alla stabilità regionale. Sul fronte commerciale, Von der Leyen ha criticato la Cina per la distorsione del mercato. Trump ha replicato definendo l’offerta Ue sui dazi “non equa” e ha minacciato nuove tariffe. Secondo Handelsblatt, Bruxelles sarebbe pronta a cedere su un dazio fisso del 10% per evitare misure più dure. Il commento è di Adriana Cerretelli, editorialista Sole 24 Ore Bruxelles.
Moda e automotive fra difficoltà e prospettive future
Al via l’edizione 108 di Pitti Uomo a Firenze, banco di prova per il settore moda maschile italiano che affronta una fase difficile: il fatturato 2024 è in calo del 3,6%, penalizzato soprattutto dal mercato interno. L’export tiene (+0,1%) e rappresenta il 77% del totale. Inizio 2025 negativo: export in calo (-6,9%), in particolare nei mercati extra-Ue. Cresce però la domanda dagli Stati Uniti (+9,5%). Interviene Giulia Crivelli, Il Sole 24 Ore.
È iniziato in Canada il vertice G7, con focus su crisi geopolitiche (Israele-Iran, Ucraina, Gaza). Il premier canadese Carney punta su sicurezza, catene di approvvigionamento e lavoro. Meloni, Macron, Merz, Starmer e Carney hanno tenuto un colloquio informale in vista di una posizione europea unitaria. Il Giappone e la Corea del Sud interverranno sui dazi Usa. Intanto, la Commissione Ue valuta un accordo con Washington per fissare i dazi reciproci al 10%, limitando l'impatto su settori chiave. Trump non ha ancora confermato l'intesa, ma von der Leyen e il presidente Usa stanno trattando. Intervengono Nicola Filippone, Radiocor e Marco Buti, professore all'Istituto Universitario Europeo, è stato Direttore Generale per gli Affari Economici e Finanziari della Commissione Europea dal 2008 al 2019.
Caritas: “Sempre più assistiti in Italia. E il carrello della spesa è sempre più costoso”. Secondo Caritas e ISTAT, la povertà in Italia cresce anche tra i lavoratori. Nel 2024, oltre 277mila persone assistite, con un +62,6% rispetto a dieci anni fa. Il fenomeno dei “working poor” è sempre più diffuso, anche al Nord. Il 23,1% degli italiani è a rischio povertà o esclusione sociale. Sebbene l’inflazione generale rallenti, i beni essenziali continuano a rincarare: +2,7% annuo per alimentari e prodotti per la casa e la persona. Commentiamo questi dati con Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.
Israele-Iran, con la guerra la benzina torna sopra quota 1,7 euro a litro. La guerra tra Israele e Iran fa schizzare i prezzi del petrolio e dei carburanti. Il Brent è salito del 10%, con la benzina self sopra 1,7 euro/litro e il diesel sopra 1,6. Gli aumenti riflettono i timori di blocchi all’offerta iraniana o escalation militare. L’AIE dispone di scorte d’emergenza, ma gli investitori temono nuove tensioni. Prezzi alla pompa in rialzo, con rincari anche da Eni, IP e Q8. Facciamo il punto con Gabriele Masini, direttore di Staffetta Quotidiana - Quotidiano delle fonti di energia.
Il cda di Mediobanca rinvia l'assemblea per l’Ops su Banca Generali. Mediobanca ha rinviato l’assemblea sull’Ops su Banca Generali al 25 settembre. Il rinvio è motivato dalla mancanza di una posizione ufficiale di Generali sull’offerta. Alcuni soci, tra cui Delfin e il gruppo Caltagirone, avevano espresso dubbi o chiesto chiarimenti. Il quorum rischiava di non essere raggiunto. L'offerta resta formalmente valida, ma il suo futuro è legato anche alla possibile Opa di Mps su Mediobanca, attesa a breve. Il commento è di Antonella Olivieri, Il Sole 24 Ore.
I mercati hanno reagito con forte volatilità all’escalation militare: le borse scendono, mentre salgono i titoli legati a difesa e energia. L’oro cresce dell’1% a 3.438 dollari l’oncia, il gas europeo sale del 5% a 38,2 /MWh. Il petrolio Wti vola a +6,5% (72,32 $), il Brent a +8,5% sopra i 75 $. Il Vix, indice della volatilità, cresce del 21%. Gli investitori temono che il conflitto possa compromettere le forniture di greggio, soprattutto se l’Iran dovesse minacciare lo Stretto di Hormuz. Al momento, nessun danno diretto agli impianti petroliferi, ma il rischio geopolitico resta alto. Affrontiamo il tema con Sissi Bellomo, Sole 24 Ore e Filippo Diodovich, Market strategist di IG.
Iran e Israele. Cosa sta succedendo?
Nella notte tra il 12 e il 13 giugno 2025 Israele ha lanciato l’operazione Rising Lion, colpendo obiettivi strategici in Iran, tra cui il sito nucleare di Natanz. L’azione ha coinvolto caccia, droni e forze speciali sul campo, con l’obiettivo dichiarato di fermare il programma nucleare iraniano. Almeno 78 le vittime, tra cui alti ufficiali dei Pasdaran e scienziati. Teheran ha reagito lanciando oltre 100 droni e missili contro Israele, la maggior parte dei quali è stata intercettata. Dichiarato lo stato d’emergenza in Israele, chiuso lo spazio aereo, mentre l’Iran ha chiesto una condanna formale all’ONU parlando di “atto di guerra”. Sergio Nava, Radio24.
Dal 2004 a oggi il settore bancario ha perso 75mila addetti; solo tra il 2021 e il 2024 le cinque principali banche italiane hanno ridotto l’organico di 20mila unità, con UniCredit in testa. Il segretario Colombani (First Cisl) chiede un nuovo patto per l’occupazione, denunciando la marginalizzazione di lavoratori e clienti nelle operazioni di fusione. Il sistema continua a ridurre il costo del lavoro, puntando su risparmio gestito e buyback, mentre il credito alle imprese è in costante calo. Interviene Riccardo Colombani segretario generale First Cisl
Schianto del volo Air India Ahmedabad Londra. Oltre 240 vittime. L’ennesimo incidente per Boeing
Un Boeing 787 si è schiantato ad Ahmedabad subito dopo il decollo, causando almeno 204 vittime. Il volo AI 171 era diretto a Londra Gatwick. Un sopravvissuto ha raccontato l’impatto. Il velivolo potrebbe aver tentato un atterraggio d’emergenza. Boeing, sotto pressione per una lunga serie di incidenti e problemi di sicurezza, ha reagito in modo interlocutorio. La crisi reputazionale continua, con Airbus che ne approfitta per guadagnare quote di mercato. Ne parliamo con Maria Monti, Il Sole 24 Ore e Luca Vespaziani, comandate, istruttore ed esaminitore in ambito EASA (Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea)
Dazi, l'allarme di Confcooperative. A rischio 70.000 posti
"I dazi americani mettono a rischio 70.000 posti di lavoro e 18 miliardi di euro di produzione, vale a dire 1/4 del totale del nostro export verso gli Stati Uniti". È l'allarme lanciato da Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, commentando il Focus Censis Confcooperative 'L'Italia stretta tra dazi e dipendenza strategica', che quantifica il rischio di impatto occupazionale ed economico della guerra commerciale scatenata da Donald Trump.
"Bisogna lavorare su due fronti. Da un lato l'azione diplomatica che è l'unica che possa sciogliere questo nodo. Dall'altra - continua Gardini - occorre un lavoro incessante di governo, istituzioni e imprese per aprire nuovi mercati, con la consapevolezza che quello statunitense non è né facile né veloce da sostituire". "Senza sminuire l'impatto di questa guerra commerciale, i dazi di Trump sono la pagliuzza rispetto alla trave che l'Europa ha negli occhi, ma che continua a non vedere. Le barriere interne all'Unione Europea ci costano il 7% di produttività. Un'Europa che continua a fare autogoal - prosegue nella riflessione Gardini - perché manca una visione politica ed economica di sistema. Anche se non lo sono si tratta di dazi interni tra ostacoli burocratici e normativi che pesano per il 44% sugli scambi di beni e per il 110% sui servizi come segnalato da Mario Draghi e dalla premier Giorgia Meloni". Il commento è di Maurizio Gardini, Presidente confcooperative.
Istat: +141mila occupati nel primo trimestre, +432mila sull anno
Nel primo trimestre 2025 il numero di occupati aumenta di 141 mila unità (+0,6%) rispetto al quarto trimestre 2024, a seguito della crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+143 mila, +0,9%) e degli indipendenti (+18 mila, +0,3%) che ha più che compensato la diminuzione dei dipendenti a termine (-20 mila, -0,8%); aumenta anche il numero di disoccupati (+16 mila, +1,0% in tre mesi), mentre diminuisce quello degli inattivi di 15-64 anni (-157 mila, -1,3%). Lo comunica l Istat. Tale dinamica si riflette nell aumento del tasso di occupazione che sale al 62,7% (+0,4 punti in tre mesi), nella stabilità di quello di disoccupazione, invariato al 6,1%, e nel calo del tasso di inattività che scende al 33,1% (-0,4 punti). Nel confronto tendenziale continua la crescita del numero di occupati (+432 mila, +1,8% in un anno), dovuta all aumento dei dipendenti a tempo indeterminato (+4,0%) che si contrappone al calo dei dipendenti a termine (-6,7%) e degli indipendenti (-0,4%); diminuisce il numero di disoccupati (-217 mila in un anno, -11,0%) e, dopo due trimestri di crescita, torna a ridursi quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-95 mila, -0,8%). Interviene Emmanuele Massagli, Presidente della Fondazione Ezio Tarantelli.
From the publisher's feed
Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il…

160 Listeners

16 Listeners

20 Listeners

0 Listeners

1 Listeners

0 Listeners

16 Listeners

1 Listeners

170 Listeners

19 Listeners

7 Listeners

0 Listeners

7 Listeners

23 Listeners

11 Listeners

65 Listeners

1 Listeners

2 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

14 Listeners

49 Listeners

30 Listeners

7 Listeners

20 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

0 Listeners

14 Listeners