Venerdì l'Osservatorio permanente sull'andamento dei consumi nei settori ristorazione, abbigliamento-accessori e altro retail, elaborato da Jakala per Confimprese, ha pubblicato i dati relativi ai consumi del mese di agosto 2023, che fanno segnare -1,1% sullo stesso mese 2022. Dati negativi che erano emersi già a giugno e luglio, che avevano mostrato i primi segnali di decrescita, che si confermano con la proiezione dei dati di agosto. In frenata la ristorazione, che pur mantenendo il segno positivo +2,1%, frena la corsa positiva rispetto ai due mesi estivi precedenti. In calo il settore abbigliamento-accessori a -1,9%. Fanalino di coda altro retail (casa-arredo, ottica, elettronica, salute-benessere, entertainment, librerie, servizi) a -5,4%. I canali di vendita sono in linea con gli andamenti generali del totale mercato a esclusione del settore viaggi che conserva il vantaggio sugli altri canali e chiude il mese con crescite a due cifre, grazie anche all afflusso del turismo straniero e nostrano. Confimprese ha aderito al Trimestre Anti-Inflazione, il protocollo finalizzato a sensibilizzare le aziende a offrire prezzi calmierati nel trimestre 1 ottobre-31 dicembre 2023 su una selezione di articoli rientranti nel cd. "carrello della spesa" e di prima necessità. A firmare il protocollo insieme al presidente Mario Resca i rappresentanti di altre 32 associazioni della filiera. Tra gli associati aderenti gli appartenenti ai seguenti settori: abbigliamento kids, arredo-casa, cura persona, servizi (ad esempio: entertainment e librerie, elettronica di consumo). Ne parliamo con Mario Resca, presidente Confimprese.
Salgono i rendimenti sui titoli di Stato
Continua la pressione sui rendimenti dei titoli di Stato, con i Btp italiani che scontano più degli altri bond governativi l'attesa per uno scenario prolungato di tassi alti. Il decennale italiano si è spinto oggi fino a toccare il 4,9%, ai massimi da novembre 2012, in rialzo di dieci punti base sulla chiusura di ieri, per poi ripiegare al 4,87%. Lo spread con il Bund sale a 193 (ieri ha chiuso a 187,9, ndr), in crescita di cinque punti, con il decennale tedesco che rende il 2,95%, in crescita di tre punti base, al pari di quello francese, che rende il 3,5%. Continuano ad aggiornare i massimi dal 2007 anche i Treasury americani, il cui rendimento si è issato al 4,739%. Già da settimana scorsa i rendimenti dei titoli di Stato europei hanno avuto un impennata, in particolare quelli decennali italiani (4,96%) mai così alti negli ultimi dieci anni. Secondo il Financial Times gli investitori sono spaventati dal deficit italiano, che il governo ha rivisto al rialzo martedì scorso. Lo spread ha toccato quota 200 settimana scorsa. E sempre settimana scorsa i bond decennali francesi sono schizzati a oltre il 3,5%, record dal 2011. Approfondiamo il tema con Alessandro Plateroti, Direttore di NewsMondo.it.
Portovesme, progetto litio a rischio per la Via. Glencore minaccia la ritirata
La burocrazia mette a rischio il progetto per il riciclo del litio della Glencore a Portovesme. Ossia il progetto pilota propedeutico alla realizzazione dell'hub per la lavorazione di materiali critici per la produzione di batterie. A porre un freno al programma che l azienda controllata dalla Glencore vuole portare avanti nel Sulcis, attraverso una conversione degli impianti in cui si produce (benché a regime ridotto a causa degli alti costi energetici) zinco, piombo, acido solforico, oro, argento e rame, è la decisione della Regione di sottoporre a valutazione di impatto ambientale completa (la cosiddetta Via) il «progetto dimostrativo per il recupero di litio e mix di metalli che compongono le nuove batterie per veicoli elettrici». Ossia, l impianto pilota propedeutico a portare avanti un iniziativa più ampia con investimenti per circa 500 milioni di euro, inseriti nell ambito della transizione energetica. All'orizzonte il rischio che corrisponde al timore dei sindacati e dei lavoratori, di una ritirata del gruppo dal Sulcis e dagli stabilimenti in cui viene garantita l occupazione a circa 1200 persone. «L'impianto potrebbe diventare una fonte significativa di materiali critici per la produzione nazionale, tra cui il carbonato di litio, fondamentale per lo sviluppo di un mercato europeo delle batterie - si legge ancora nella nota -. La Glencore si riserva di valutare strategie alternative per un polo europeo di lavorazione dei materiali per batterie, dal momento che, l ulteriore estensione dell iter autorizzativo, comporterebbe un ritardo nei tempi che potrebbe compromettere la sostenibilità economica del progetto. Intanto oggi il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, parlando della possibilità di accelerare l'iter per la produzione di litio per batterie di Portovesme srl-Glencore, proprio qui a Radio24 al microfono di Simone Spetia ha dichiarato: "Il ministero è attivo e interviene. Deve essere l'impresa però a presentare un piano convincente e un piano industriale". Ne paliamo con Davide Madeddu, Il Sole 24 ore.