Il Referente Unico COVID collabora con il Medico Competente e si impegna a coordinare l'attuazione delle misure di prevenzione e controllo, di monitorare le attività e di essere il riferimento per le strutture del Sistema Sanitario Regionale. Questa figura può far parte della rete aziendale di prevenzione, ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008 numero 81, e deve saper svolgere il ruolo di coordinatore e garante dell'applicazione dei protocolli anticontagio da coronavirus SARS-CoV-2. Adottare la figura di un COVID Manager non è obbligatorio per le ditte individuali e le imprese a conduzione familiare, ma è raccomandato soprattutto nelle realtà produttive e commerciali in cui lavorano o transitano molte persone. Regione Veneto è la prima regione a "regolamentarlo" nel "manuale di sicurezza sanitaria per la riapertura delle attività produttive" del 30 aprile 2021. Il Covid Manager deve essere individuato tra i soggetti componenti la rete aziendale della prevenzione ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, verosimilmente nella figura del Datore di Lavoro stesso (soprattutto per le micro - e piccole aziende) o del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), o comunque tra i soggetti aventi poteri organizzativi e direzionali.
Tra le mansioni, si occupa di:
- sicurezza, relativa alle norme anticontagio, negli ambienti di lavoro,
- informare i lavoratori e chi frequenta l'azienda,
- limitare le occasioni di contatto,
- garantire la rilevazione della temperatura corporea,
- far rispettare il distanziamento tra le persone,
- assicurare che le norme di igiene vengano seguite,
- garantire l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale,
- controllare l'utilizzo dei test di screening,
- gestire gli eventuali casi positivi.
Ascolta in Podcast originali l'intervista completa all'avvocato Lea Rossi, partner di Toffoletto De Luca Tamajo.