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A volte c'è un filo che lega le opere di un autore, un elemento ricorrente. Nei romanzi di Marco Balzano i protagonisti sono sempre persone comuni schiacciare dalla storia o dagli eventi: Ninetto, giovanissimo emigrante di "L'ultimo arrivato" (Premio Campiello 2015), Trina, maestra clandestina nell'Alto Adige durante il Fascismo protagonista di "Resto qui" (finalista Premio Strega) oppure la donna rumena arrivata in Italia per fare la badante e costretta a lasciare i figli in patria protagonista di "Quando tornerò". Con il nuovo romanzo "Bambino" (Einaudi), Marco Balzano ci porta ancora una volta durante il Fascismo in una terra di confine (in questo caso Trieste, il confine a est), ma per la prima volta la narrazione ha il punto di vista del carnefice e non della vittima. Mattia, soprannominato "bambino" è uno squadrista fascista, un picchiatore feroce. Nel romanzo si narra parte della sua vita, da quando è adolescente e perde la madre che sul letto di morte gli confida di non essere la sua madre naturale e questo scatenerà in lui rabbia e ossessione.
Nella seconda parte parliamo di un thriller pieno di colpi di scena che è anche un romanzo sulla genitorialità, con madri e padri che proteggono i propri figli a qualunque costo, anche quando non si fidano di loro. Si intitola "Solo un'altra persona scomparsa" dell'autrice inglese Gillian McAllister (Fazi - traduz. Sabina Terziari). La protagonista è Julia, da vent'anni in Polizia, una donna che sembra dipendere totalmente dal suo lavoro tanto che il marito l'accusa di trascurare tutto il resto. La figlia adolescente è molto curiosa del lavoro della madre e le due sono molto unite anche perché condividono un segreto. Julia deve indagare sulla scomparsa di una ragazza, Olivia, che si era appena trasferita in un appartamento con altre ragazze: di lei resta un messaggio d'aiuto inviato sul cellulare alle coinquiline e l'immagine di una telecamera che la inquadra mentre entra in un vicolo. Sarà per Jiulia un'indagine complicata perché dovrà venire a patti con qualcuno che la ricatta.
"Settembre nero" (La nave di Teseo) è il nuovo romanzo di Sandro Veronesi, due volte Premio Strega con "Caos calmo" nel 2006 e "Il colibrì" nel 2020. Si racconta l'estate di un ragazzino di 12 anni, Gigio Bellandi, l'estate 1972 in cui finisce la sua infanzia. Il padre, un avvocato penalista, è il suo idolo. La madre è una donna irlandese, rossa di capelli, che cerca di essere invisibile ma che inevitabilmente attrae gli sguardi di tutti. E poi c'è la sorellina più piccola che sembra essere più consapevole di come va il mondo rispetto a lui. In quella estate Gigio sarà costretto a crescere per qualcosa di brutto che accade e dice che i suoi genitori non hanno saputo proteggerlo, ma soprattutto si pone la domanda: avrei potuto oppormi a questo disastro?
Nella seconda parte parliamo di Alessandro Baricco, scrittore, sceneggiatore, autore teatrale televisivo, critico musicale. La sua carriera era iniziata con la pubblicazione di alcuni saggi musicali, mentre il primo romanzo è del 1991: era "Castelli di rabbia", al quale sono seguito fra gli altri "Oceano mare", "Seta", il saggio narrativo "The game" e infine nel 2023 "Abel" (Feltrinelli). Fra i suoi successi internazionali anche il monologo teatrale "Novecento" pubblicato esattamente trent'anni. Una carriera ricca e poliedrica per la quale Alessandro Baricco ha ricevuto il Premio Speciale Lattes Grinzane, attribuito ogni anno a un autore o autrice di fama internazionale.
Ilaria Tuti è nota per i suoi thriller con protagonista Teresa Battaglia, la commissaria affetta da Alzheimer comparsa per la prima volta in "Fiori sopra l'inferno", ma è anche nota per i suoi romanzi ispirati a fatti storici come "Fiore di roccia". La scrittrice ha messo insieme queste due anime narrative costruendo un thriller ambientato nel '44, durante Fascismo e Nazismo, riprendendo fatti realmente accaduti. Da una parte c'è Johann, medico forense deportato a Dachau per aver criticato il Reich, che viene trasferito in uno dei quartier generali di Hitler con un compito: analizzare il cadavere di un ufficiale delle SS per capire se si tratti di suicidio o omicidio. Dall'altra parte c'è Ada, figlia di Johann, anche lei medico che non vede il padre da quando è stato deportato: lei indaga sul caso di una ragazza torturata e lasciata quasi in fin di vita davanti alla Risiera di San Sabba a Trieste.
Nella seconda parte parliamo del Nobel per la letteratura, assegnato il 10 ottobre alla scrittrice sudcoreana Han Kang. I traumi e la violenza sono spesso al centro della sua narrativa, come accade nel suo romanzo più famoso "La vegetariana" (Adelphi) pubblicato a livello internazionale nel 2016, dieci anni dopo la pubblicazione in patria. "La vegetariana" è un romanzo intenso, crudo, a tratti disturbante. La protagonista è una donna che, dopo aver fatto uno strano sogno, decide di non mangiare più carne e poi lentamente tutti gli altri alimenti come forma di protesta contro la violenza del mondo, fino a voler diventare un albero. L'intervista era stata realizzata nel 2016 in occasione dell'uscita del romanzo.
"Il male che non c'è" (Bompiani) è il nuovo romanzo di Giulia Caminito, premio Campiello 2021 con "L'acqua del lago non è mai dolce". Stavolta racconta la storia di un giovane uomo, Loris, e della sua ipocondria, "il male che non c’è" appunto, ma che lui sente profondamente. Il dolore per Loris assume quasi delle rappresentazioni fisiche, afferra gli organi, viene rappresentato da un'entità chiamata Catastrofe che assume di volta in volta sembianze diverse. Loris si sta così allontanando lentamente da tutti (dalla fidanzata e dai genitori) perché resta concentrato sul suo male, sull'idea che sia necessario esplorare il corpo dall'interno per verificare se c'è malattia.
Nella seconda parte parliamo di un'autobiografia "in movimento", quella creata da Deborah Levy, scrittrice inglese nata in Sudafrica, attraverso tre romanzi: "Cose che non voglio sapere", "Il costo della vita" e ora in libreria "Bene immobile" (NN editore - traduz. Gioia Guerzoni). Il racconto di stralci della vita della protagonista sono l'occasione per una riflessione universale sul ruolo assegnato dalla società alle donne, sulla maternità, sulla solitudine e sul ruolo della letteratura. In "Bene immobile" la narratrice è impegnata a immaginare una casa ideale nel momento in cui deve cambiare casa dopo un divorzio e dopo che la figlia più piccola si è trasferita. Immagina di comprare una villa con un melograno in giardino e questo gioco di immaginazione la porta a riflettere su temi cari alla sua letteratura, come le donne e i loro desideri, spesso nascosti.
Puntata speciale dedicata al Premio Campiello, assegnato a Venezia il 21 settembre. Ha vinto il romanzo "Alma" di Federica Manzon (Feltrinelli) con 101 preferenze della giuria popolare. Ricordiamo che il vincitore viene deciso da 300 lettori comuni che cambiano ogni anno e che scelgono il libro preferito fra i 5 identificati dalla giuria dei letterati. Con 78 preferenze, al secondo posto, "Il fuoco che ti porti dentro" di Antonio Franchini (Marsilio). Con 66 voti "La casa del mago" di Emanuele Trevi (Ponte alle grazie), a seguire "Locus desperatus" di Michele Mari (Einaudi) e "Dilaga ovunque" di Vanni Santoni (Laterza).
"Le furie di Venezia" (Longanesi) è il nuovo appassionante romanzo di Fabiano Massimi, autore di "L'angelo di Monaco", "I demoni di Berlino" e "Se esiste un perdono". Ancora una volta siamo negli anni Trenta, gli anni del fascismo in Italia e del nazismo in Germania. Se "L'angelo di Monaco" raccontava la storia vera della nipote di Hitler trovata morta in una stanza chiusa a chiave, stavolta siamo a Venezia fra il ' 34 e il '42. I protagonisti sono sempre Siegfried Sauer, ormai ex commissario di polizia, e il suo collega Mutti. Hanno organizzato un attentato nei confronti di Mussolini e Hitler in piazza San Marco, ma il piano fallisce e per caso, seguendolo durante la notte, scoprono che il Duce che è stato sull'isola di San Clemente dove c'è un manicomio femminile. Perché Mussolini ci è andato e soprattutto chi è rinchiuso a San Clemente? Da qui parte l'indagine che, come sempre nei romanzi di Fabiano Massimi, è un mix fra fatti reali e fantasia.
Nella seconda parte parliamo di un grande successo per la critica americana: il romanzo "Biografia di X" di Catherine Lacey (Sur - traduz. Teresa Ciuffoletti), considerato il libro dell'anno delle riviste "Time" e "New Yorker". La voce narrante è una donna, Charlotte, che alla morte della moglie decide di scrivere una biografia su di lei che viene sempre chiamata X. Charlotte decide di scrivere della moglie morta dopo aver saputo che un uomo ha scritto una biografia di X che lei considera offensiva e non veritiera. Inizia così a studiare gli archivi privati di X, artista divisiva, provocatrice e geniale, e parla con le persone che l'avevano conosciuta, scoprendo cose della moglie che lei non sapeva. A iniziare dalle sue tante identità.
"Le montagne sono donne immense, eppure tante portano nomi di uomini. Forse fu per questo che scelsi di fermarmi lì, nella valle della Becca". E' una frase tratta dal romanzo "La strangera", opera prima di Marta Aidala (Guanda). La protagonista è una giovane donna, Beatrice, che decide di lasciare l'università e Torino per trasferirsi in montagna e lavorare per un periodo in un rifugio. Un posto isolato gestito da un uomo burbero, ruvido e scontroso detto "Il Barba". Beatrice è l'unica donna a lavorare nel rifugio e viene dalla città e per questo è soprannominata "la strangera", la straniera. Ha scelto un lavoro duro e la montagna probabilmente perché è alla ricerca di sè stessa e del suo posto nel mondo.
Nella seconda parte parliamo di "Un grido di luce" (Nord - trduz. Elisa Banfi) di Abi Darè, scrittrice cresciuta in Nigeria e che vive in Inghilterra da più di vent'anni. Nel romanzo precednte "La ladra di parole", Abi Darè raccontava la storia di una ragazzina di un villaggio nigeriano, Adunni, che avrebbe voluto studiare, ma era stata invece costretta a sposare un uomo più vecchio e poi a diventare la serva di una donna dispotica. Nel nuovo romanzo la storia della ragazzina si intreccia a quella di una donna, Tia, tornata in Nigeria dopo aver passato alcuni anni in Inghilterra. Tia è una professionista affermata, ma è divisa fra modernità e tradizione. Decide di aiutare Adunni che vuole studiare e nello stesso tempo cerca di fare chiarezza con la madre morente su un segreto del passato.
Puntata speciale del Cacciatore di libri dedicata al Romance, un genere di grandissimo successo. Una crescita trainata da autrici e autori italiani: nel 2023 c'è stato un aumento nelle vendite Romance made in Italy del 462% sul 2019. Autrici italiane di spicco del genere sono Erin Doom e Felicia Kingsley.
Erin Doom, autrice da un milione di copie, oltre 114mila follower su Instagram e 55mila su TikTok, dopo l'esperienza su Wattpad, aveva esordito con l'editoria tradizionale nel 2021 con Fabbricante di lacrime (Magazzini Salani). L'appuntamento con il nuovo romanzo è per l'8 ottobre quando arriverà in libreria l'attesissimo finale di "Stigma" (Magazzini Salani).
Felicia Kingsley è stata dichiarata dalla sua casa editrice, la Newton Compton, l'autrice più venduta nel 2023: complessivamente con le sue opere ha raggiunto in un anno un milione di copie, fra carta e ebook. Aveva esordito nel 2017 con Matrimonio di convenienza e oggi può contare su uno zoccolo duro di lettrici e lettori che la seguono anche sui social (oltre 160mila follower su TikTok e oltre 130mila su IG). Il nuovo romanzo, appena uscito, si intitola "Una conquista fuori menu" (Newton Compton).
Un'altra puntata del Cacciatore di libri Estate dedicata a Passione Crime. Il ciclo delle puntate estive si chiude così come era iniziato, ossia parlando di gialli, thriller e noir. Diamo voce a Gianrico Carofiglio, uno degli autori più amati, con i suoi personaggi seriali (l'avvocato Guerrieri, il maresciallo Fenoglio e Penelope Spada, ex pubblico ministero), poi la scrittrice spagnola Alicia Gimenez Bartlett con la sua ispettrice Petra Delicado, e ancora Alessandro Robecchi con Carlo Monterossi, autore tv prestato alle indagini e per finire Iacopo Cellini con i suoi gialli-enigma, ossia romanzi in cui il lettore viene coinvolto attivamente nella soluzione del caso attraverso rebus e giochi.
Con i Bastardi di Pizzofalcone Maurizio de Giovanni indaga sulle piccole grandi miserie della contemporaneità: i poliziotti del commissariato napoletano sono tutte persone un po' ammaccate dalla vita, sono considerati reietti perché sono stati cacciati da varie strutture della Polizia per diverse ragioni e nonostante i successi subiscono i pregiudizi dei colleghi. Nel romanzo "Pioggia" (Einaudi) i Bastardi devono indagare sull'omicidio di un anziano avvocato, vedovo da anni e che ha interrotto i rapporti con il figlio. Unico abitante di una palazzina di tre piani, viene trovato cadavere e l'autopsia stabilisce che è stato strangolato e poi preso a calci.
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Un’inviata virtuale in libreria per scoprire le ultime novità del mercato editoriale. In ogni puntata due interviste dal vivo a scrittrici e scrittori, italiani e stranieri, per parlare dei…

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