Il ministro della Salute Roberto Speranza ha decretato che a presiedere la commissione che dovrà occuparsi della riforma dell'organizzazione e della gestione della vita di tutti gli anziani bisognosi di assistenza sociosanitaria, sia presieduta da un arcivescovo, luminare in scienza del matrimonio e della famiglia, che potrà ispirare e indirizzare al meglio le scelte della politica per la terza età. Ma perché limitarsi agli anziani? Questa scelta sembra un promettente inizio per tornare finalmente a una società in cui i valori fondamentali della nostra tradizione religiosa tornino ad essere centrali nella vita di tutti noi, non solo degli anziani. Sottoponiamo ai nostri ascoltatori una bozza di referendum propositivo che miri ad un'estensione di questo indirizzo clericale ad altri settori cardine della vita sociale del nostro paese
Proposta n.1 Mettere al bando i social e l'app Tik Tok per sostituirli con l'app benedetta chiamata mago Zurlì che fa ballare i bambini e adolescenti sulle musiche dello zecchino d'oro
Proposta n. 2 Nell'ambito dell'istruzione, l'insegnamento dovrà essere affidato non più a professori che gettano l'cchio sulle gambe scoperte delle studentesse ma a irreprensibili e carezzevoli suore che bene hanno fatto alle vecchie generazioni . Tra i primi provvedimenti l'obbligo per le ragazze di indossare un ampio grembiule alla caviglia e di portare le trecce, oltre all'istituzione di corsi da chierichetto per scuole elementari e medie.
Proposta n. 3 Per le attività ricreative, stop alle promiscue palestre, ai corsi di zumba e ai focosi balli latino-americani, ripristino di innocenti attività sportive da oratorio come il rubabandiera, il calcio balilla e il ping pong
Proposta n.4 Per la nostra sicurezza, le forze dell'ordine e gli investigatori dovranno essere formate da don Matteo, mentre si prevede l'addestramento di squadre di preti anti sommossa ispirati alla nobile arte marziale di don Camillo.
Proposta n.5 Nella sfera della sessualità, si propone di porre un freno alla fornicazione dilagante promuovendo una rete di dilazione che denunci chiunque pratichi attività sessuale non finalizzata alla procreazione e senza indossare l'obbligatorio camicione antilussuria in ruvida iuta e col buco.